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Lavoro, Iva e spending review: tutto ciò che Monti ha lasciato a metà e che Bersani dovrà gestire

febbraio 28, 2013 Matteo Rigamonti

Piano casa e Fattore famiglia, crescita e politica industriale, sgravi fiscali e misure per favorire l’occupazione: le deleghe e i decreti attuativi rimasti in sospeso.

Una carrellata di cose da fare attende l’esecutivo che verrà: visto che il governo tecnico di Monti non ha finito di fare i compiti richiesti dall’Europa, spetterà ai nuovi governanti prendere in mano le molte deleghe e i tanti decreti attuativi che i ministri del precedente governo hanno lasciato sulle scrivanie.

EMERGENZA LAVORO. La prima e più urgente priorità per il paese è quella del lavoro che non c’è. E la prima delega rimasta in sospeso che il prossimo esecutivo si troverà tra le mani è quella sulle politiche attive per favorire l’occupazione, in particolare dei giovani, insieme ai decreti attuativi che dovrebbero introdurre sgravi fiscali per il datore di lavoro che assume donne disoccupate e per chi decide di avviare una micro-impresa o una cooperativa. Sul versante previdenziale, invece, il nuovo esecutivo si troverà tra le mani la patata bollente del nuovo Inps, l’Istituto nazionale della previdenza sociale, frutto dell’integrazione dell’Inpdap e dell’Enpals, che nel 2013 avrà un disavanzo di cassa di 10,7 milioni di euro.

CRESCITA E SEMPLIFICAZIONI. Sul fronte crescita e impresa mancano alcuni decreti attuativi del dl “Cresci Italia” (la legge 27/2012), in particolare quelli previsti dall’articolo 1 che darebbero il via alle annunciate liberalizzazioni, che semplificherebbero le norme eliminando la richiesta di ingiustificate e burocratiche autorizzazioni. Ferme al palo anche l’attuazione del Piano città, quasi trenta progetti per la riqualificazione di aree urbane con investimenti complessivi di 4,4 miliardi di euro, l’apertura dei cantieri dell’alta velocità ferroviaria sulla linea Torino-Lione, il cui iter è stato fatto ripartire dal governo Monti. In alto mare, invece, sono le semplificazioni in materia di obblighi circa sicurezza sul lavoro, tributari e Durc (Documenti unico di regolarità contributiva). In sospeso anche buona parte dei decreti attuativi richiesti dal decreto Balduzzi sulla sanità. Per non parlare poi della situazione in cui da tempo versa l’università italiana.

FATTORE FAMIGLIA. In materia fiscale è ancora in attesa di essere scritta la riforma del nuovo Isee (introdotta dal decreto “Salva Italia”, la legge 214/2011, e in scadenza a fine maggio), erroneamente definito dalla stampa come “riccometro”, ma che in realtà altro non è se non l’indicatore della situazione economica equivalente e quindi della capacità contributiva del nucleo familiare; il nuovo Isee, oltretutto, potrebbe introdurre nel computo anche il cosiddetto Fattore famiglia, che è l’indicatore che la regione Lombardia sta già sperimentando, in grado di pesare il reddito familiare e definire la quota di compartecipazione ai costi dei vari servizi sociali e sociosanitari prestando particolare attenzione al numero di figli, persone con disabilità, anziani non autosufficienti e carichi di cura.

AUMENTO IVA. In attesa di attuazione sono poi i controlli su conti correnti e movimenti bancari, anch’essi contenuti nel decreto “Salva Italia”. E resta da definire in che misura i proventi della lotta alla corruzione devono essere destinati alla riduzione delle tasse e quali saranno le intenzioni del nuovo esecutivo per correttivi e interventi sulle finanze pubbliche al fine di scongiurare l’aumento dell’Iva dal 21 al 22 per cento, previsto per luglio.

CONTI PUBBLICI. In un contesto economico tutt’altro che favorevole (le previsioni sul pil nel 2013 parlano di un -1%, debito pubblico oltre il 126% e deficit oltre l’1,8%), il nuovo esecutivo dovrà reperire risorse per finanziare gli ammortizzatori sociali in deroga come cassa integrazione straordinaria e mobilità. In tutto, secondo il Sole 24 Ore, si parla di almeno 7 miliardi di euro (misure per scongiurare l’aumento dell’Iva comprese).

SPENDING REVIEW E P.A. Infine, se la spending review (legge 94/2012), fortemente voluta dall’esecutivo dei tecnici (e modificata da ultimo con la legge di stabilità, la numero 228 del 2012), finora, non è ancora riuscita a decollare e così sembra essere anche per le misure di riduzione e razionalizzazione degli organici della pubblica amministrazione, il prossimo esecutivo si troverà di fronte alla terza e presumibilmente ultima fase di revisione della spesa pubblica: per la quale stime ufficiose parlano di 12-15 miliardi di euro di sforbiciate in tre anni.

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