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Caro Langone, la colpa del crollo demografico è più di voi uomini che di noi donne

febbraio 4, 2016 Giovanna Jacob

I dati indicano che le donne desiderano sposarsi e fare figli anche da giovani. Università o meno. Sono i maschi che rimandano, preferendo la “singletudine”

sex-and-the-city

Caro direttore, durante l’udienza di mercoledì 29 aprile, riferendosi alla diminuzione dei matrimoni e alla crisi della famiglia, papa Francesco ha detto: «Molti ritengono che il cambiamento avvenuto in questi ultimi decenni sia stato messo in moto dall’emancipazione della donna. Ma nemmeno questo argomento è valido. È una ingiuria. È una forma di maschilismo: l’uomo che sempre vuol dominare. E maschilismo è anche la brutta figura di Adamo quando Dio gli chiese perché aveva mangiato la mela e lui rispose che gliela aveva data Eva: la colpa è sempre della donna, povera donna! Dobbiamo difendere le donne».

A quanto pare molti uomini cattolici, spero non tutti, continuano a spostare sulle spalle delle donne il peso delle loro colpe, prima fra tutte le colpe carnali: “È lei che mi ha provocato”. Da qualche tempo, addossano alle donne anche la responsabilità di quella che è una vera tragedia di proporzioni bibliche: il crollo demografico e il conseguente declino della civiltà occidentale.

Ad esempio, venerdì scorso sul Foglio Camillo Langone ha invitato i padri a non mandare le figlie in università: «L’istruzione universitaria di massa, che sposta troppo in avanti la scelta di riprodursi, si configura come un pericolo per la sopravvivenza della società (…) siccome la fertilità maschile si conserva più a lungo il problema è innanzitutto femminile».

Ora, tralascio di discutere della necessità, invocata da Giovanni Paolo II, di permettere alle donne di sviluppare con lo studio e di donare al mondo “i tesori del genio femminile” perché sarebbe come aprire un vaso di Pandora e scatenare una tempesta di polemiche. D’altra parte, Langone sa bene che può tranquillamente affermare che bisogna “togliere i libri alle donne ” (come scrisse alcuni anni fa) e impedire loro di andare in università perché ci sarà sempre un consistente numero di cattolici che gli danno ragione e guardano a lui come a un martire della verità: “Bravo, tu si che hai il coraggio di dire la verità sfidando il pensiero dominante femminista e politicamente corretto”.

Il problema è che Langone, prima che il pensiero di qualche femminista degli anni Settanta, sfida il pensiero di Giovanni Paolo II ma, ripeto, è meglio sorvolare, perché tanto nessuno toglierà mai a certi cattolici il vizio di puntare l’indice sulle donne che “Tu ci hai dato” (notare che, accusando Eva, Adamo indirettamente rimprovera anche Dio che l’ha data a lui) e l’illusione di essere superiori a loro innanzitutto sul piano intellettuale (illusione anzi presunzione cui allude lo stesso Giovanni Paolo II commentando il terribile inciso biblico «egli ti dominerà»).

Ma vorrei dire due parole sul problema del crollo demografico. Secondo la vulgata langoniana-adamitica, oggi le culle sono vuote perché le donne vogliono studiare e fare carriera. In realtà, non c’è una relazione deterministica diretta fra maggiore livello di istruzione e maggiore occupazione femminile e minore fecondità. Basti pensare che in Italia la percentuale delle donne laureate e la percentuale delle donne occupate sono le più basse d’Europa e la fecondità… è la più bassa d’Europa anzi del mondo.

Per il resto, mi è capitato fra le mani un libro molto interessante: Perché l’amore fa soffrire della sociologa israeliana Eva Illouz (Il Mulino 2013). Attraverso una vasta documentazione storica, la sociologa esamina l’evoluzione dei modelli di rapporto fra uomini e donne dal principio del secolo XIX ad oggi. Sebbene si concentri sul tema della “scelta del partner” all’interno del “mercato matrimoniale”, la sociologa offre dati molto interessanti che concernono anche il tema della famiglia e della fecondità. In breve, da vaste indagini sociologiche, risulta inequivocabilmente che, da quando si è affermata la cosiddetta “rivoluzione sessuale”, gli uomini hanno sviluppato una vera e propria “fobia da impegno” mentre le donne, nonostante tutti cambiamenti culturali intervenuti, continuano ad essere maggiormente propense degli uomini agli impegni definitivi.

In buona sostanza, oggi non sono le donne ma sono innanzitutto gli uomini che non vogliono sposarsi e non vogliono fare figli o che spostano il più avanti possibile l’età del primo concepimento. Semplificando in maniera molto brutale, la stragrande maggioranza delle donne vorrebbero sposarsi con uomini della loro età già prima dei trent’anni, mentre fin troppi uomini (non tutti, certo) alle gioie della paternità preferiscono le gioie della “singletudine” e cominciano a “mettere la testa a posto” solo quando hanno oltrepassato i quaranta. Bisogna sottolineare che l’istruzione universitaria e la carriera non levano alle donne il desiderio di mettersi l’abito bianco e farsi crescere il pancione prima che sia troppo tardi.

Infine, si dirà che oggi anche le donne amano le gioie della “singletudine” libertina, come ci ha insegnato un famoso telefilm che ha fatto molto furore nello scorso decennio: Sex and the City. In realtà, chi conosce bene quel telefilm (io personalmente l’ho esaminato a lungo come un documento straordinario del costume contemporaneo), sa che per quelle single scatenate e impudiche il libertinaggio non era un fine ma un mezzo per cercare di “stanare” l’uomo giusto con cui accasarsi e fare figli prima che fosse troppo tardi.

Pensino bene a quello che ho detto, gli uomini che passano la vita a puntare l’indice accusatore sulle donne e intanto pianificano di mettere su famiglia con comodo a cinquant’anni con una venticinquenne (stile Johnny Depp).


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29 Commenti

  1. Nicola scrive:

    Può darsi, e non apprezzo le argomentazioni di chiunque voglia togliere i libri a qualcuno. Ma c’è un fattore che manca: il lavoro. Non è che parte delle culle vuote dipendano da condizioni di precariato diffuse?

    • shark335 scrive:

      Ma no, Langone non sfida affatto il pensiero di Giovanni Paolo II, lui sfida il pensiero tout court…

  2. Luca scrive:

    Manca il lavoro? Certo sembra che non ce la passiamo tanto bene.
    Ma La Germania, dove il lavoro c’è e le maternità sono molto più sostenute che qui da noi, non fa figli lo stesso.
    I miei nonni, materni e paterni, stavano peggio, molto peggio di me. Facevano la fame, non c’era il riscaldamento in casa ed il bagno era vicino al pollaio. Ma erano 3 ed 8 fratelli. Qualcuno dirà (ed ha detto) incoscenti. Secondo me avevano solo più fede: un’altra visione del mondo, non dipende tutto dale mie sole forze. Ed in effetti …

  3. Bob scrive:

    Attenzione! Uno scontro tra integralisti sul ruolo della donna!
    Sarebbe interessante ora avere anche il parere della teologa della sottomissione femminile…

  4. Giu scrive:

    Complimenti per l’articolo…
    Camillo e’ uno di quei personaggi della nostra italietta che non merita di essere citato.
    Credo che scriva queste cose per far semplicemente parlare di se… non e’ la prima volta.
    Saluti

  5. Alessandro2 scrive:

    In linea generale sono d’accordo anch’io con l’articolo. Tuttavia, mi permetto di far notare come la mancanza di senso del sacrificio – fisico, spirituale ed economico – ormai abiti indifferentemente entrambi i sessi. Aggravati, in quello “gentil”, da difficoltà ulteriori.

    La mamma, in quanto tale, DEVE poter e voler dedicare tempo ai figli, o in alternativa adattarsi ed affidarli ai nonni. Tuttavia, in molti casi che conosco (compreso, non lo nego, il mio), la moglie vuole… la botte piena ed il marito ubriaco.
    Ossia: facciamo tanti bambini, però non chiedermi di: 1) rinunciare a far carriera e/o stare fino a tardi al lavoro (sennò perché ho studiato tanto?); 2) spendere soldi in bay sitter e affini (rinunciando a qualche sfizio nel negozio di scarpe); 3) ospitare mia madre o – peggio ancora – tua madre per surrogare la mia assenza. E allora? Allora ci si ferma a zero o al massimo un figlio, e lo si vizia per ripagare i sensi di colpa.

    Non è così che deve girare il mondo, ma con la testa che abbiamo oggi – e che hanno anche molte donne, compresa la mia! – è inevitabile.

    • Xyzwk scrive:

      É molto semplice, rinuncia tu alla carriera e resta a casa con i figli!

    • Bob scrive:

      Non è bello criticare così la propria moglie in pubblico su internet…
      Proprio poco elegante.

      • giovanna scrive:

        Vi immaginate il personaggio carampan-femminista della trollona ( qui xyzwk-bob , come minimo ) e Langone nella stessa stanza ?
        Sarebbe tutta da ridere !
        Se la trollona fosse in grado di uscire dal web, intendo !

  6. il re di thule scrive:

    Con persone che ritengono che il Family Day sia il vertice della presenza cristiana nel mondo è ovvio che le culle rimarranno vuote.
    Qui occorre essere innamorati di Cristo e testimoniare questo innamoramento, altro che predicare su quotidiani e settimanali!

    • giovanna scrive:

      Guarda, Thule, a me di questa polemica uomo-donna importa poco o niente,
      ma ti voglio lo stesso far notare che al family day c’erano le famiglie più prolifiche d’Italia e che dovresti documentare dove sia stato mai scritto, poi da chi ???, che il family day sia il vertice
      della presenza cristiana nel mondo ( bum ! ) .
      Infine, chi sarebbe che predica su quotidiani e settimanali ?
      I giornalisti ? Pensa che robba, dato che sono giornalisti scrivono sui giornali !
      Noi commentatori ? Come te, vorresti dire ? :-)

    • Menelik scrive:

      Guarda, io, da esterno a movimenti ed associazioni, sono arrivato alla conclusione che i movimenti ecclesiali oggi rappresentino il top del pensiero cattolico.
      Se, invece, si guarda l’atteggiamento di tanti troppi vescovi e cardinali, ti passa il desiderio di essere cristiano, non cattolico e basta.
      Questa opinione me la sono fatta negli ultimi due anni.
      I Ciellini, il Rinnovamento, i Carismatici, Neocatecumenali, Alleanza Cattolica…..è gente che mi piace, e parlo da esterno anche se li “uso” (come aggregarsi alle corriere per Roma lo scorso sabato).

  7. Giovanna Jacob scrive:

    Giuseppe Sandro Mela ha scritto: “Sarebbe buona prassi scientifica rifarsi ai dati che compaiono sulle riviste internazionali in materia, accettandoli se comprovati, fino a campionamento migliore. E questi non corroborerebbero quanto affermato nell’articolo. A margine, il tema in oggetto non è di pertinenza dei sociologi.”

    E invece, proprio in quanto stiamo parlando di esseri umani e non macchine, occorre proprio coinvolgere sociologi e psichiatri, perché con le correlazioni statistiche puoi spiegare tutto e i contrario di tutto. Ad esempio, spesso si è creduto che, se due fenomeni crescono allo stesso ritmo e nello stesso lasso di tempo, ci fosse una correlazione deterministica fra i due fenomeni, salvo poi ricredersi. A mettersi d’impegno, si può trovare una correlazione direttamente o inversamente proporzionale fra il declino del tasso di fertilità e tante altre cose diverse che non c’entra niente. Voler trovare per forza una correlazione fra aumento del livello di istruzione femminile e il declino della fertilità è solo il sintomo di un maschilismo patologico. Come ho detto, anche se ltutte a ragazze non tudiassero affatto e pensassero di mettere su famigllia a venti anni, il problema è che non troverebbero coetanei di sesso maschile disposti a mettere su famiglia con loro. I maschi infatti ormai hanno l’impressione di vivere all’interno di un immenso suermercato pieno di “mercanzia” femminile dispobnibile: perché accontentarsi della prima che si trova? perché non cercare il meglio? Perché nn assaggiarne più di una? “Tanto non c’è fretta, io posso avere figli anche a 50 o 60 anni, tanto oggi i maschi maturi vanno forte fra le massimo trentenni”. e comunque, l’istruzione universitaria non cambia molto le cose: ha spostato avanti di 5 anni appena l’inizio della vita matrimoniale. Senza contare che donne istruite fanno figli più intelligenti, che hanno maggiori probabilità di avere successo nella vita.

    • Lela scrive:

      Gentile Giovanna Jacob, pur avendo ragione sull’istruzione, Lei sbaglia nell’identificazione del “colpevole”, se lo vogliamo chiamare così.
      Gli uomini pensano di vivere in un supermercato? Magari, lì almeno dovrebbero pagare, per la mercanzia!
      Come del resto è sempre accaduto, non per niente lo chiamano il mestiere più antico del mondo. Solo che, un tempo, le ragazze venivano educate alla virtù della verginità, a concedersi al proprio sposo. Adesso, lo sa come viene considerata una ragazza che si voglia conservare fino al matrimonio? Soprattutto se è bella, ella è una “f**a di legno” che se la tira. Chi si crede di essere a non darla? Lo fanno tutte, chi è lei per non farlo, chi si crede di essere? Lasciamo perdere la derisione nel caso bella non lo sia…
      La colpa è delle donne, non perchè studiano o lavorano (soprattutto la seconda cosa è stata sempre fatta), ma perchè offrono senza problemi quello che un tempo veniva concesso in seguito a un impegno ben preciso. Poi però si lamentano se questo impegno, con loro, non viene più preso da nessuno.

      • Giovanna Jacob scrive:

        La colpa è degli uomini, punto. Anche la rivoluzione sessuale è stata voluta dagli uomini e non dalle “femministe”. Vuole la prova? Eccola: la prova si chiama Maurice Caillet, un ex massone ora convertito al cattolicesimo. Caillet, che è stato per molti anni Maestro Venerabile di una delle più antiche e importanti logge del Grande Oriente di Francia, rivela che la massoneria, da sempre ben radicata all’interno di tutti i parlamenti e i governi europei, ha dato un contributo determinante all’introduzione di tutte le leggi che favoriscono la “rivoluzione sessuale” e la “secolarizzazione”, dalla legge sul divorzio a quella sull’aborto, dalla legge sulla fecondazione assistita a quella sulla manipolazione degli embrioni. L’intervistatore chiede: «Lei parla esplicitamente del “maschilismo della massoneria”. Ma se la massoneria è maschilista, dovrebbe essere maschilista, per esempio, anche la legge sull’aborto. E come la mettiamo con la storia della “liberazione della donna”?». Caillet risponde: «Non c’è tutta la contraddizione che si potrebbe credere tra il maschilismo delle obbedienze massoniche maschili e la cosiddetta liberazione della donna. Il punto che accomuna le due cose è la volontà di sbarazzarsi di tutti gli ostacoli alla possibilità per l’uomo di approfittare delle grazie femminili senza alcun vincolo. Le obbedienze femminili, minoritarie, hanno inseguito la libertà sfrenata senza valutare le conseguenze per la loro femminilità e la loro reale indipendenza» (Pietro Piccinini, “Ero massone. Storia di Maurice Caillet, l’ex venerabile convertito al cattolicesimo grazie a Lourdes”, Tempi, novembre 21, 2014).
        In parole povere, i “maschilisti” della massoneria hanno fatto credere alle femministe della massoneria che la “rivoluzione sessuale” con tutti i suoi cascami (divorzio, aborto eccetera) contribuisse a consolidare la “parità” fra i sessi, mentre in realtà questa rivoluzione, che meglio si chiamerebbe involuzione, rende le donne più vulnerabili in quanto permette agli uomini di comportarsi con loro in maniera irresponsabile (“approfittare delle grazie femminili senza alcun vincolo”). Non a caso, la miccia della rivoluzione sessuale l’hanno accesa due uomini: l’austriaco Wilhelm Reich (1897-1957), di cui Del Noce parla diffusamente in L’erotismo alla conquista della società e l’americano Alfred Kinsey (1894-1956), autore del celebre, omonimo rapporto.

        Il resto l’ho scritto qui: http://www.tempi.it/femminismo-cattolico-e-lunico-vero-antidoto-al-maschilismo#.VrTkgPnhDIU

        Guardi, un commento come il suo mi lascia allibita e scandalizzata fin nel midollo: lei è una di quelle persone ignobili che ancora fanno riferimento al mito eretico-sacrilego di “Eva tentatrice” affermano che perfino la violenza carnale “è colpa delle donne”. Non le dico di vergognarsi perché il concetto stesso di vergogna è troppo limitato in riferimento a lei. La invito soltanto a non rivolgermi più la parola.

        • Lela scrive:

          La ringrazio per la Sua risposta, mi scuso per i miei toni accesi, desidero spiegarmi meglio, perchè La apprezzo molto come articolista e penso Lei abbia frainteso il mio pensiero.
          Io non avevo la minima intenzione di dare alle donne la colpa di una violenza carnale, o dire che TUTTA LA COLPA della situazione attuale sia femminile.
          Ma stiamo scherzando?
          Personalmente il mio mito non è “Eva tentatrice”, quanto “Eva rimbambita”. Pensavo si capisse, ma evidentemente no.
          Lo so benissimo che la rivoluzione sessuale è stata un capolavoro del maschilismo (e che il femminismo che avvilisce la femminilità e maternità è il maschilismo della peggior specie), sa quante volte l’ho sbattuto in faccia ad altre donne che ne vantavano i vantaggi (sì, uno, forse, che se ti rapiscono in Sicilia, oggi, non sei più una reietta sociale se non sposi il rapitore. E basta, ma spiegatemi come essere un oggetto sessuale che deve essere sempre disponibile, pena l’emarginazione sociale, sia un vantaggio)
          Le donne però ci sono cascate, e continuano a cascarci, come Eva c’è cascata con la mela, pur avendo chi gli sbatte l’errore in faccia. Continuano a comportarsi in una certa maniera per poi lamentarsi che vengono oggettificate, ma se le richiami sei una retrograda bigotta o una frustrata! Vogliamo dire che la colpa è dei uomini punto, o magari c’è un concorso?
          Non ho mai voluto dire che gli uomini non abbiano colpa, cosa sono, bamberottoli privi di libero arbitrio? Personalmente ho amici che si trovano in una situazione in cui la loro ragazza insiste per “consumare” ed essi resistono eroicamente. Come conosco ragazze nella stessa situazione. Quindi le persone sono libere, e se si comportano in un certo modo, lo fanno consapevolmente, e se sbagliano, hanno colpa.
          Però non riesco a dare la colpa agli uomini tout-cours. Tante cose di cui si lamentano le donne sono causate dal loro stesso comportamento e, pur con tutte le attenuanti culturali, una colpa rimane.
          Gli uomini se ne approfittano vergognosamente, ma io non riesco a fare a meno di vedere il ripetersi del peccato originale, in questa dinamica. E ricordo che il peccato originale è il peccato dell’Uomo inteso come umanità, un tutt’uno, maschi e femmine (lo scrivo prima che sia reato sostenerlo, sa, coi tempi che corrono…).
          Mi scuso se L’ho offesa, spero di aver chiarito meglio il mio pensiero, che non è dissimile dal Suo, ma forse esternato un po’ peggio. Del resto, quella che fa la giornalista è Lei, non io!

          • Lela scrive:

            Diciamo così, il mio pensiero, penso espresso al meglio, sarebbe: se gli uomini non prendono impegni con le donne, magari la colpa è anche di queste ultime (ingannate, certo, ma il cervello ce l’abbiamo, non tutte ci cascano), e non solo degli uomini farfalloni (e anche tra loro c’è chi non ci casca!).

  8. beppe scrive:

    cara giovanna, non ho nemmeno letto il suo articolo. l’italia del bum economico è stata fatta anche dai miei genitori – scuola elementare e tanto tantissimo sacrificio per la famiglia. ho l’impressione che lei idealizzi molto le DONNE , come fa il papa. sto piuttosto dalla parte di Costanza miriano, che mi sembra più realista circa le vostre MIRABOLANTI VIRTU’.

    • Giovanna Jacob scrive:

      La prossima volta che n articolo non ha voglia di leggerlo, non si permetta di lasciare commenti..
      A parte questo, per niente caro signor Beppe, se da una parte mettiamo da una parte il Vicario di Cristo e dall’altra una saggista cattolica, chi è più cattolico fra i due? Chi può esprimere meglio, in virtù dello Spirito Santo, il pensiero stesso di Cristo?
      Inoltre, come ho già annunciato, mi piacerebbe compilare un dizionario ragionato della neolingua maschilista post-moderna. Il maschilista post-moderno non dice in maniera diretta quello che pensa: “Care donne, statevene zitte a casa che tanto non valete niente, il genio è maschio, ogni volta che parlate ci date fastidio, voi siete solo uteri con data di scadenza”. Per veicolare questo messaggio, usa perifrasi sofisticate, colte e politicamente corrette: “Care donne, emancipandovi avete rinunciato al vostro io femminile e avete umiliato la nostra virilità, rendendoci meno uomini. Siamo confusi e smarriti, soffriamo in silenzio e dobbiamo chiedere aiuto a Claudio Risé per colpa vostra, se non volete finire di distruggerci dovete riscoprire il vostro io femminile, che non possiede capacità di pensiero logico né creatività ma possiede solo un pensiero emotivo e e una grande capacità di donarsi”.
      E se qualcuno anzi qualcuna difende le donne dalle accuse atroci con cui ii poveri-maschi devoti al mito eretico-sacrilego di Eva tentatrice le bombardano in continuazione, allora quel qualcuno o qualcuna “IDEALIZZA TROPO LE DONNE IMMAGINANDO MIRABOLANTI VIRTU'”. E meno male che c’è Costanza Miriano che capisce il pensiero di Dio meglio del papa.

  9. Lela scrive:

    Incredibile, a partire dalla rivoluzione sessuale??? Ma davvero??? Che incredibile scoperta!!! Ci volevano i dati scientifici per dimostrare che nessuno compra la mucca, se può avere il latte gratis???

  10. Giannino Stoppani scrive:

    Il problema non si pone più di tanto, in realtà, visto che i maschi sono studenti meno capaci e volenterosi delle femmine, così quando le femmine si laureano a ventitré anni i maschi si laureano a trenta, sicché precludere l’università alle donne significa solo aumentare la percentuale dei fuori corso.

    • John scrive:

      E’ noto infatti che tutti i più grandi geni dell’umanità siano stati donne. Leonardo, Caravaggio, Michelangelo, Platone, Beethoven, Mozart, S. Tommaso erano tutti femmine, mascherati da uomini, anche se molto bene: proprio lì sta l’inganno. Margherita Hack e Rita Levi Coglioncini, invece, erano uomini, forse in maschera da befane, ma non troppo intelligenti, in effetti, anche se non fuori corso. Pace all’anima loro. Stoppani e Giacob mi hanno fatto arrivare a questa conclusione. Grazie a entrambi.

      • mamifacciailpiacere scrive:

        Concordo con John …. E mi permetto di aggiungere , gentile Jacob laureata non me ne voglia: Gli uomini, che mascalzoni…. Ma anche De Sica era una donna travestita male da uomo ?

      • Giovanna Jacob scrive:

        Hildegard von Bingen, Isabella di Castiglia, Caterina da Siena…. Ma vai a leggere il blog di Daryush ‘Roosh’ Valizadeh, che vi capite: le donne sono solo corpi per il piacere e per la riproduzione.

  11. Giovanna Jacob scrive:

    Scommetto che molti qui dentro sono d’accordo con questo illuminato blogger, che dice: se una si fa violentare se l’è cercata, quindi se o stupro venisse legalizzato, le donne si custodirebbero di più, non camminerebbero per strada da sole e non farebbero tutte le cose che fanno le persone libere. Un musulmano? No, un occidentale. E’ stato condannato dagli uomini? No, è stato condannato dalle solite femministe e sostenuto da frotte di uomini per il mondo. Così si capisce che dentro il cuore di ogni uomo c’è uno dei molestatori di Colonia.
    http://www.dailymail.co.uk/news/article-3432531/Pictured-pick-artist-center-international-pro-rape-storm-t-shirt-shorts-door-mother-s-home-lives-basement.html

    • Giovanna Jacob scrive:

      Mi dimostri la mia malafede e ci vada lei a pelare le patate.

      • Giovanna Jacob scrive:

        Ah, ho capito, lei è in tradizionalista anti-Francesco che oltretutto pensa che Giovanni Paolo II sia stato un “frankista”. Ma vada nel sito di quel genio di Blondet a discutere del complotto giudeo-massonico, dal falso sbarco lunare, del falso attentato dell’11\9 e delle scie chimiche. Ma io Blondet lo ringrazio di esistere: senza di lui e senza Mazzucco il mondo sarebbe più noioso. Ci offrono ogni giorno delle ottime gag.

        • Giovanna Jacob scrive:

          Acc… mi hai scoperto, ma che vuoi, con questo cognome. Comunicazione di servizio: caro Rotschild e caro Soros, sto ancora aspettando il milione di dollari che mi avete promesso per i servigi resi alla causa demoplutogiudaicomassonicorettilianassirobabilinesegranfigldiputt…

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