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Lady Gaga è troppo sexy per gli indonesiani, meglio tenerla alla larga

marzo 22, 2012 Elisabetta Longo

La regina del trasformismo non potrà suonare a Jakarta: troppo provocante, i fan potrebbero sentire il desiderio di scambiarsi effusioni. Meglio cercare un altro posto per esibirsi, sempre che non sia la Malesia, l’Honduras, la Polonia o la Cina.

“Mi spiace, ma sei un ospite indesiderato”. Sembra incredibile, ma questa frase se la sono sentita dire anche popstar e rockstar che volevano suonare su palchi di Stati che non gradiscono la loro presenza sul territorio per i motivi più svariati, dalla religione agli abiti troppo succinti. L’ultima a subire la dura condanna del fondamentalismo religioso è la regina delle classifiche Lady Gaga. Il consiglio degli Ulema indonesiani infatti non apprezza il suo stile, i suoi testi e tanto meno i balletti che esegue sul palco. Una nota diffusa dal consiglio ha bannato come “haram” (proibito e minaccioso) il concerto che la cantante dovrebbe tenere il prossimo 3 giugno nel centro di Jakarta. Asia News ha riportato la voce tonante di Khalil Ridwan, membro esecutivo degli Ulema: «I musulmani indonesiani non devono assistere al concerto perché Lady Gaga è troppo sexy sul palco e questo potrebbe indurre un desiderio carnale tra persone di sesso diverso».

L’elenco di musicisti bollati come “persone non gradite” è lungo. In Honduras il concerto di Ricky Martin, reo di aver ammesso la propria omosessualità, è stato vietato ai minori di 15 anni: la sua musica avrebbe potuto traviare le giovani menti. Stesse motivazioni per Elton John, che si è visto annullare un concerto che avrebbe dovuto tenere in Malesia, dove c’è una monarchia costituzionale federale di maggioranza islamica. Ma del resto in Malesia sono state vietate anche le esibizioni di Beyoncé, che indossa vestiti succinti, Avril Lavigne e Gwen Stefani, e dei Black Eyed Peas, bloccati perché il loro maggiore sponsor era una nota marca di birra.

Anche in Cina non va. L’icona islandese Bjork non ha potuto calpestare il suolo cinese per aver scritto una canzone sull’indipendenza del Tibet. E ci avevano provato anche con Bob Dylan, ma lui – pur di non rinunciare ai guadagni delle tappe del tour orientale – ha modificato la scaletta dei brani in modo che il governo non avesse nulla da obiettare.

In passato ai Clash fu negato l’ingresso nella Germania dell’Est: per la Stasi un gruppo punk con canzoni troppo politiche era da considerarsi pericoloso. Per Madonna invece era stato chiesto un divieto per un concerto in Egitto nel 2004, ma quelli erano gli anni della sua adesione alla Kabbalah. Nel 2009, invece, fece infuriare la Polonia intera per aver suonato il giorno di Ferragosto, festa dell’assunzione in cielo di Maria.

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