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La tv italiana peggiora, ma forse è meglio un tronista di un produttore clandestino di whisky

settembre 3, 2012 Paola D'Antuono

I palinsesti autunnali dei canali generalisti fanno sbadigliare, mentre sulla pay tv vanno in onda alcuni programmi made in Usa davvero strani dove i protagonisti sono collezionisti di cianfrusaglie, pescatori di mostri e fuorilegge.

Settembre, l’autunno televisivo sta per ricominciare. Ma quest’anno sarà difficilissimo resistere alla tentazione di fare la “follia”, l’abbonamento alla pay tv. Sì, è vero, costa tanto, le offerte e gli sconti non sono così convenienti come ci vogliono far credere, ma l’offerta dei palinsesti è davvero da leccarsi i baffi. Altro che talk show politici noiosissimi, altro che litigate tra amanti, fratelli, sorelle, tronisti, amori perduti, altro che estenuanti puntate su come curare la tiroide. La pay ti offre – a caro prezzo – calcio, cinema, serie televisive, tutto quello insomma che ci piacerebbe vedere sui canali generalisti.

EROI. Senza contare tutti i programmi delle tv straniere – americane e inglesi per la maggior parte – accuratamente doppiati e proposti al nostro interesse. C’è la Bbc, c’è David Letterman, c’è cultura per ogni occasione ma ci sono anche programmi da effetto “ipnosi”: quelli che non vorresti mai vedere ma, se ci capiti per caso, allora è finita. Prendiamo per esempio, Gli eroi del ghiaccio, in onda su History Channel e da qualche tempo anche sul canale Cielo del digitale terrestre. In ogni puntata alcuni camionisti attraversano laghi e fiumi ghiacciati nei posti più sperduti del Canada e dell’Alaska: il loro obiettivo è arrivare vivi a destinazione, possibilmente prima degli altri e con un carico più pesante. Per una mezz’ora buona gli spettatori seguono le avventure di questi “eroi” solitari, tra parolacce, lacrime e dispetti. Agli americani il programma è piaciuto a tal punto da generare gli spin-off Gli eroi del ghiaccio – Himalaya e Gli eroi del ghiaccio – Ande, dove gli stessi camionisti tentano di non rimanerci secchi sulle strade pericolosissime delle montagne più alte del mondo (per la cronaca, io tifo per Lisa, unica donna del gruppo).

RIGATTIERI. Chi potrebbe mai guardare su Rete4, per esempio, un programma dove la gente gira tutta l’Italia alla ricerca di cianfrusaglie? Biciclette scassate, carrarmati della Seconda guerra mondiale, giocattoli in legno, pistole appartenute a qualche brigante del West o, addirittura, un programma in cui due tizi spendono i loro soldi per acquistare a scatola chiusa tutto quello che c’è dentro un box abbandonato? In America – e sulla pay per view di programmi così ce ne sono in quantità industriale: Chi offre di più?, Affare fatto! Affari a quattro ruote, American Guns… La tv insomma ti induce a pensare che in America la gente non faccia altro che passare il tempo a comprare vecchi rottami e auto senza ruote.

PESCI E CONTRABBANDIERI. Pensare che nel paese a stelle e strisce si possono anche mandare in onda programmi fuorilegge. In Italia abbiamo i soporiferi Forum e Verdetto finale, dei veri e propri tribunali televisivi, con tanto di giudici. In America invece, opportunamente trasmessi sulla tv satellitare, vanno in scena persino le azioni illegali: Moonshiners: la febbre dell’alcol è un programma tv in onda su Discovery Channel in cui si raccontano le avventure di “produttori clandestini di liquori che li commerciano di nascosto, alla luce della luna, lontani da sguardi indiscreti”. Un mestiere in voga sin dai tempi del proibizionismo che in Usa non ha mai conosciuto crisi e che, grazie a Discovery, anche gli italiani stanno apprendendo (che non si sa mai, con questi chiari di luna). C’è invece chi non beve ma preferisce catturare enormi pesci nei fiumi di tutto il mondo, o passa le giornate facendo saltare macchine, alberi, prefabbricati cercando di fare più fracasso possibile, mentre su un altro canale va in scena uno psicologo per cani da denunciare all’Ente protezioni animali, aspettando che arrivi il turno di un esperto di sopravvivenza che ci spiega come non morire di fame mangiando scarafaggi e rintanandoci nelle carcasse di animali per non morire dopo una notte all’addiaccio.

POTEVA ANDARCI PEGGIO. L’elenco potrebbe ancora durare a lungo e dovrebbe comprendere i programmi di cucina dove lo chef urla come un pazzo e quasi picchia i concorrenti del suo programma, quelli in cui si esaminano malattie misteriose “che fanno anche marcire la pelle”, quelli che raccontano storie di donne “che non sapevano di essere incinta” (il programma si chiama proprio così), quelli dove una star cerca la sua migliore amica negli Emirati Arabi o dove un gruppo di pescatori rischia la vita a largo dell’Oceano per pescare i tonno dalle pinne gialle. Tutti programmi made in Usa (o in Inghilterra), che il digitale terrestre e la pay tv hanno in palinsesto e che ci ricordano improvvisamente che l’Italia non si è mai spinta più in là di Non è la Rai, Grande Fratello e L’Isola dei Famosi (prima che arrivasse Vero Tv). E anche Maria De Filippi, con il suo Uomini e donne, a confronto, sembra educativa e divulgativa almeno quanto Piero e Alberto Angela.

 

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1 Commenti

  1. francesco taddei scrive:

    ho visto “gli eroi del ghiaccio”….che forte! giovani di 25 anni con una figlia che si fanno il culo per due mesi lontano da casa e con la moglie che si occupa della figlia piccola, come faceva il più grande uomo che ho mai conosciuto: mio nonno! e non dimentico le donne, ci sono anche loro. molto meglio dei talk show dove si ripete all’infinito che siamo senza futuro.

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