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La saggezza degli uomini e la mano di Dio. Un bambino sceglierà il papa copto

ottobre 29, 2012 Rodolfo Casadei

Iniziate le votazioni fra i 5 candidati alla successione di Shenouda III. Fra i tre che raccoglieranno più voti, un bambino di due anni pescherà il nome del nuovo papa copto.

 La saggezza degli uomini e la mano di Dio: da secoli il papa dei copti si sceglie così, affidandosi prima all’una e poi all’altra. In queste ore 2.412 monaci, monache, vescovi e rappresentanti delle diocesi copte in Egitto e nel mondo stanno depositando in un’urna dentro alla cattedrale di San Marco ad Abbasiya, nel cuore del Cairo, le schede col voto attraverso cui sarà scelto il successore di Shenouda, il 117° patriarca di Alessandria e papa della Chiesa copta ortodossa, morto il 17 marzo scorso dopo ben 41 anni di regno. I tre nomi più votati saranno poi riprodotti su bigliettini che verranno rinchiusi in altrettanti bussolotti e posti dentro a una piccola urna che sarà collocata sull’altare dedicato a san Marco. Il 4 novembre un bambino di due anni bendato pescherà dall’urna uno dei bussolotti, è il nome contenuto sarà quello del nuovo papa copto, 118° successore dell’evangelista che i cristiani egiziani considerano il fondatore della loro Chiesa.

Oggi invece sulla scheda si trovano cinque nomi che sono il risultato di una selezione compiuta dalla commissione elettorale nominata dal Santo Sinodo: originariamente le candidature presentate erano 17, dopo il filtro della commissione sono stati ammessi solo Amba Raphael, 52 anni, vescovo responsabile delle parrocchie del centro del Cairo e laureato in medicina; Amba Tawadraus, 60 anni, vescovo della diocesi di Behaira, nel delta del Nilo; Higoumen Rouphail Afa Mina, 70 anni, dal monastero di Mina Mari e allievo del patriarca Kyrillos VI predecessore del patriarca defunto; Serafini al- Souryani, 53 anni, di Dayr al-Souryan, monastero dei siriani, dove era monaco lo stesso Shenouda III; e infine l’igumeno Pakhomios, 49 anni, il più giovane dei candidati anch’egli proveniente da Dayr al- Souryan.

Mai selezione era stata più severa. Sono rimasti esclusi nomi di grande rilevanza, come quelli di Amba Bishoi, 70 anni, segretario del Santo sinodo e vescovo di Damietta e Kafr al-Shaykh, considerato per molto tempo il potenziale successore di Shenuda III; di Amba Yoannes, 52 anni, vescovo segretario del patriarca fino alla sua morte, sostenuto da tutti i vescovi dell’Alto Egitto e dai prelati copti del Sudamerica e dell’Europa, e quello di Amba Boutros, 63 anni, vescovo, primo segretario di Shenouda III dal 1988 e responsabile della tv cristiana Aghapi, ruolo che gli è valso l’appellativo di «vescovo dei media».

Secondo la tradizione, la commissione deve esaminare qualità e difetti di ogni candidato. I criteri di scelta sono: l’età, lo stato di salute, le opere scritte, la reputazione, la popolarità fra i fedeli e gli altri membri della Chiesa, il valore di ciò che il candidato ha realizzato nel servizio alla comunità. Alla conferenza stampa di presentazione dei cinque nomi selezionati per il voto Amba Pakhomios, presidente della commissione elettorale e capo ad interim della Chiesa copta ortodossa fino all’intronizzazione del successore di Shenouda III, non ha fornito spiegazioni sulla selezione compiuta. Voci giornalistiche suggeriscono che il nome di Bishoi, segretario del Santo Sinodo, è stato scartato per una vicenda in cui era stato coinvolto nel 2010: aveva pubblicamente messo in discussione l’autenticità di alcuni versetti del Corano, e ciò aveva suscitato furenti reazioni da parte musulmana e imbarazzo da parte cristiana.

Secondo le autorità della Chiesa, i copti ortodossi ammonterebbero a 12 milioni, pari al 14,6 per cento dell’intera popolazione egiziana, ma statistiche scientifiche sull’argomento non esistono. La principale preoccupazione dei copti nell’attuale contesto politico egiziano riguarda la nuova costituzione del paese, che dovrebbe confermare i contenuti del vecchio articolo 2 (che vede nella sharia la fonte principale della legislazione egiziana), ma anche precisare che cristiani ed ebrei saranno soggetti solo a leggi compatibili con la loro fede religiosa per quanto riguarda il loro statuto personale e il diritto di famiglia.

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