Max Kibardin, giovane designer ospite al Pitti Uomo, ha presentato una giacca che, al suo interno, è foderata di immagini pornografiche. Provocazione? Non secondo repubblica.it che legge nell’idea di Kibardin il tentativo di rompere un tabù della moda che «dona libertà alla donna e castiga l’uomo dentro giacca e cravatta (e scarpe anti sesso)». Perché «dopo l’emancipazione dei sessi, dopo il femminismo e la rivoluzione digitale, il guardaroba maschile resta un tabù invalicabile?».
Costumi Cari colleghi di Repubblica, capiamo la vostra esigenza di aprire un dibattito sull’argomento. Intuiamo la necessità, in tempi in cui nessuno si fa domande (nemmeno dieci) sulla degenerazione dei costumi morali, che qualcuno si debba accollare l’onere di indignarsi per la degenerazione dei costumi (di stoffa). Tutto ciò è lodevole da parte vostra. Volevamo solo farvi notare che è almeno dagli anni Cinquanta che migliaia di adolescenti nascondono i giornaletti porno sotto la giacca. Non è questione di «emancipazione». è solo che la mamma non approverebbe.