Google+

La riforma che la fa facile come cambiare una t-shirt

giugno 27, 2017 Alfredo Mantovano

Se la cittadinanza è così importante per il minore, perché poi gli si dà la facoltà di rinunciarvi? Perché non far decidere direttamente a 18 anni?

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Lo Ius soli è la seconda voce che viene all’esame del Parlamento dell’“agenda Repubblica”, cioè delle sei leggi per la cui approvazione prima della fine della legislatura il giornale fondato da Scalfari opera pressing quotidiano. Se la prima legge dell’agenda – sul processo penale – è andata in porto col voto di fiducia, quindi senza che nella fase conclusiva ci sia stato modo di approfondire le numerose e delicate questioni che sollevava, c’è da augurarsi che per la cittadinanza non accada lo stesso. Che cioè si lasci posto ai nodi concreti del disegno di legge, mettendo da parte sia i richiami pietistici alla negazione dei diritti dei bambini che vengono dalla maggioranza, sia gli slogan urlati e apodittici delle opposizioni.

Nessuno dubita che l’adeguamento delle norme del 1992 sia necessario: un quarto di secolo fa gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia erano poco più di mezzo milione, oggi superano largamente i cinque milioni. Nel 1990 i provvedimenti di cittadinanza furono 3.809, nel 2014 (ultimo dato disponibile) sono stati 85.526. La legge di 25 anni fa provoca tempi lunghi di trattazione ed esige troppi adempimenti, più di forma che di sostanza. Una seria riforma della cittadinanza dovrebbe rispondere alla attuale moltiplicazione delle domande – e quindi prevedere procedure più snelle – e alla esigenza di verificare l’effettiva e non formalistica meritorietà di un riconoscimento così importante. Quel che è in discussione oggi al Senato non appare in grado di dare queste risposte: se approvato, porterà a un caos nella trattazione delle domande, a non tener conto dei requisiti sostanziali, a uno svilimento della cittadinanza.

A proposito dei minori, le nuove norme stabiliscono ai fini della concessione un presupposto di fatto alternativo: o che siano nati in Italia, o che vi siano giunti e abbiano frequentato per cinque anni la nostra scuola. Se almeno uno dei genitori è in possesso di una carta di soggiorno, egli potrà chiedere la cittadinanza per conto del figlio prima che costui compia la maggiore età. Se, una volta superati i 18 anni, l’ex minore non condivide la scelta del genitore, ha a disposizione due anni per rifiutare la concessione. Ma se la cittadinanza è reputata così importante per il minore, perché poi gli si dà la facoltà di rinunciarvi? Immagino la risposta: non si può coartare la libertà del diretto interessato, allorché – diventato maggiorenne – dissenta dal genitore; proprio questa ipotetica replica rende logico non anticipare i tempi, e far decidere direttamente al compimento dei 18 anni! Un meccanismo così contorto riuscirà al tempo stesso a rendere più complicato il lavoro degli uffici, che magari si vedranno arrivare la comunicazione della revoca pochi mesi dopo aver valutato positivamente la concessione della cittadinanza, e a parificare quest’ultima a una t-shirt: se non ti piace la cambi. Entrare a far parte di una comunità nazionale merita maggior rispetto.

E il Senato che fa?
Non è tutto. A norme approvate, in una stessa famiglia accadrà che un genitore sia titolare della carta di soggiorno (che lo legittima a chiedere la cittadinanza per il figlio) ma non sia cittadino italiano, l’altro genitore non abbia neanche la carta di soggiorno, e i figli minori siano invece a tutti gli effetti italiani. Che farà Repubblica? Una nuova campagna perché cessino queste diseguaglianze nel medesimo nucleo familiare? Immagino le paginate con la piantina in rilievo di un appartamento, la stanza dei figli segnalata con il tricolore e quella dei genitori con la bandierina di uno Stato extraUe, o magari di due Stati diversi. Non è escluso che, senza attendere l’estensione per legge della cittadinanza a tutti i componenti della famiglia, sempre che almeno uno la abbia ottenuta, qualche giudice vi provveda direttamente in nome del principio di eguaglianza.

Ma il limite principale della riforma in discussione è ideologico. Finora il nostro sistema è stato connotato da una prudente gradualità: il migrante entra regolarmente in Italia col permesso di soggiorno, che può durare fino a due anni; alla scadenza lo rinnova, se permangono le condizioni del suo originario rilascio; dopo cinque anni, se ha dimostrato un radicamento, anzitutto lavorativo, non ha più bisogno di rinnovarlo perché ottiene la carta di soggiorno; dopo dieci anni può formulare la domanda di cittadinanza, con requisiti di stabilità ancora maggiori. Come si è detto, il sistema è migliorabile, i tempi per avanzare le domande si possono ridurre e le procedure sono da rendere più snelle. Ma la logica del sistema è che il rilascio della cittadinanza corona un percorso di progressiva integrazione. Le dichiarazioni degli sponsor della riforma fanno intendere un capovolgimento di tale logica: per loro la cittadinanza costituisce un incentivo alla integrazione, e quindi è bene collocarla all’inizio e non a uno stadio avanzato del percorso. E questo fa saltare il sistema. Ma perché l’aula del Senato, concordata la moratoria degli slogan, non affronta questi nodi di contenuto?

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

F1 2017 è un generatore virtuale di adrenalina. Un racing game emozionante e coinvolgente, completamente personalizzabile in base alle proprie esigenze. Il nuovo gioco di Codemasters affina la buona ricetta del 2016 e (ri)propone un solidissimo “simcade”, ovvero un efficace ibrido tra simulazione impietosa e arcade permissivo, immediato e profondo. Il risultato? Senza controllo di trazione […]

L'articolo F1 2017 è pura adrenalina virtuale proviene da RED Live.

Con il nuovo Peugeot Belville, la Casa del Leone s’inserisce in uno dei mercati più floridi in assoluto: quello degli scooter piccoli a ruota alta. È disponibile in due cilindrate (125 e 200) con prezzi a partire da 2.950 euro

L'articolo Prova Peugeot Belville proviene da RED Live.

Che Kia sia un’azienda coreana Doc è assodato ma è altresì vero che il suo quartier generale europeo si trova ad appena 500 metri dall’entrata del Salone di Francoforte. E’ quindi normale che Kia viva la kermesse tedesca in modo speciale, come la fiera di casa, quella in cui sfruttare il fattore campo favorevole per […]

L'articolo Kia Proceed Concept: il futuro passa da qui proviene da RED Live.

Tucano Urbano gioca d’anticipo su EICMA e presenta ora la collezione autunno/inverno 2017/2018. Per chi viaggia in moto 365 giorni all’anno.

L'articolo Tucano Urbano collezione autunno/inverno 2017/2018 proviene da RED Live.

Il prezzo d’attacco è prossimo a 10.000 euro, ma non per questo sono una scelta povera. Ecco una guida alle utilitarie più economiche, performanti e meglio accessoriate.

L'articolo Le migliori auto a 10.000 euro proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana