Google+

La Raggi e quel contratto giuridicamente «nullo» che dice politicamente tutto

gennaio 13, 2017 Maurizio Tortorella

In Italia nessuno può pretendere che un giudice imponga a un sindaco di obbedire al partito, o di pagare una multa in caso contrario. Per questo il regolamento M5S è ora a processo

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Il 13 gennaio, in un’aula del tribunale civile di Roma, si terrà un’udienza che rischia di creare un serio problema, legale, politico e d’immagine, al Movimento 5 Stelle. Tutto è iniziato il 23 maggio 2016, un mese prima delle elezioni comunali, quando Venerando Monello, un avvocato romano vicino o forse iscritto al Pd, ha presentato un ricorso d’urgenza sostenendo che Virginia Raggi fosse ineleggibile a causa del contratto firmato con la Casaleggio & Associati. Il 6 dicembre si è già svolta una prima udienza, e in quell’occasione Monello ha confermato le accuse contro Raggi, nel frattempo eletta: «Ha firmato un contratto illegittimo con il M5S», sostiene Monello. «Quindi era ineleggibile e ora deve decadere».

Il contratto esiste, in effetti, e prevede clausole politicamente onerose: vi si stabilisce per esempio che tutte «le proposte di atti di alta amministrazione e le questioni giuridicamente complesse» esattamente come tutte «le proposte di nomina dei collaboratori» debbano essere «preventivamente sottoposte a parere tecnico-legale a cura dello staff coordinato dai garanti del Movimento». La mancata ottemperanza a queste e ad altre direttive comporta inoltre «una sanzione da 150 mila euro». Il testo in aprile era stato sottoscritto dalla stragrande maggioranza dei candidati grillini alle amministrative, anche se non da tutti: Chiara Appendino, poi eletta sindaco a Torino, non lo aveva fatto.

L’avvocato Monello, con il suo ricorso, ha ricordato correttamente che il Codice civile (all’articolo 1.343) prevede la nullità di ogni contratto «contrario a norme imperative, all’ordine pubblico e al buon costume». Questo significa che in Italia nessuno può pretendere da un tribunale l’esecuzione di un contratto nel quale ha stipulato un prezzo per la vendita di un organo, oppure quello che dovesse vincolare una prostituta al suo sfruttatore. Ma nessuno può nemmeno pretendere che un giudice imponga a un sindaco di fare quel che gli chiede il partito, o di pagare una multa in caso contrario.

Dalla metà di dicembre, quando è stato arrestato il suo braccio destro Raffaele Marra, Virginia Raggi è stata posta «sotto tutela» da Beppe Grillo. In realtà qualcosa di ben diverso potrebbe uscire il 13 gennaio dal tribunale. Perché nella memoria che hanno presentato in vista dell’udienza sono ora gli stessi legali di Raggi a sostenere che la domanda di decadenza presentata da Monello è infondata, in quanto il contratto firmato dal sindaco dev’essere considerato «nullo». Scrivono gli avvocati: «In virtù del noto principio vigente nel nostro ordinamento secondo cui “quod nullum est nullum producit effectum” (quel che è nullo non produce alcun effetto, ndr), l’eventuale dichiarazione di nullità del codice di comportamento accerterebbe in automatico l’inesistenza ex tunc di qualsivoglia obbligo in capo a Virginia Raggi in virtù della sottoscrizione del suddetto codice».

Insomma, lo statuto del M5S può pretendere che i suoi eletti ne rispettino programmi e direttive. Ma chi non dovesse farlo non ha alcun dovere di pagare alcunché, né di dimettersi: potrebbe tutt’al più essere sanzionato per le vie interne, al massimo con l’espulsione. Com’è accaduto al sindaco grillino di Parma, Federico Pizzarotti, che però è rimasto al suo posto e sta pensando a una lista civica. Ora lo dicono esplicitamente anche gli avvocati di Raggi, a sua volta avvocato, e la rivendicazione di libertà suona quasi come una dichiarazione di guerra: il «contratto» con gli eletti del Movimento 5 Stelle non esiste. È una questione giuridica. Ma il 13 gennaio, quando se ne discuterà nell’aula di un tribunale, diventerà tutta politica.

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

KTM rivoluziona il mondo dei motori a 2 tempi con l'introduzione dell'iniezione sui modelli Enduro competition per il 2018. Le abbiamo provate scoprendo che il 2T ha ancora davvero molto da dire.

L'articolo Prova KTM EXC TPI 2018 proviene da RED Live.

PRONTI A PARTIRE Arriva l’estate e per molti viene il momento di fare finalmente qualche viaggio con la moto del cuore, spesso usata durante l’anno solo per il tragitto casa-ufficio o poco più. Un fine settimana, magari, o anche una vera e propria vacanza, che ha tutti i presupposti per restare memorabile. Spostarsi su due […]

L'articolo 10 consigli per i viaggi in moto proviene da RED Live.

Dopo aver debuttato sulle sorelle/gemelle arancio, il motore 2 tempi sbarca anche sulla gamma enduro Husqvarna 2018

L'articolo Gamma enduro Husqvarna 2018 proviene da RED Live.

Dopo aver visto lo stupendo Cento10Air Ramato guidato da Pippo Pozzato al Giro del centenario, mi sono ancor più convinto che non occorre guardare oltre l’Oceano per ritrovarsi a sbavare su una bicicletta. Wilier è uno di quei marchi che sta lavorando bene, assai, e il grande successo che riscuote anche oltre i nostri confini, a parte […]

L'articolo Prova Wilier Triestina Cento10Air proviene da RED Live.

Basata sul medesimo pianale della Ibiza, la nuova SUV compatta spagnola può contare su di una generosa capacità di carico oltre che su ricche dotazioni multimediali e di sicurezza. Prezzi da circa 16.000 euro e trazione esclusivamente anteriore.

L'articolo Seat Arona: fatemi spazio proviene da RED Live.

Strategie di Content Marketing - Video Academy di MailUp - banner iscrizione
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana