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La Libia è diventata un terreno di scontro tra Qatar ed Emirati Arabi uniti, rivali nel Golfo

settembre 16, 2014 Redazione

Il premier libico ha accusato Doha di armare le milizie islamiste che hanno conquistato Tripoli, mentre gli Emirati cercano di aiutare il governo bombardando i ribelli

Se la Libia è ormai uno Stato fallito e dominato da milizie armate non è tutta colpa della Nato e dell’intervento occidentale durante la cosiddetta “Primavera araba”, ma anche dei paesi mediorientali che usano il territorio libico per darsi spallate a vicenda.

QATAR ARMA GLI ISLAMISTI. Il primo ministro libico Abdullah Al Thinni ha accusato il Qatar di aver inviato tre aerei militari pieni di armi per rifornire le milizie islamiste che hanno conquistato a fine agosto l’aeroporto di Tripoli e la capitale, costringendo il governo a fuggire a Tobruk. Il viceministro degli Esteri qatariota Mohammed bin Abdullah Al Rumaihi ha negato tutto e ha rilanciato: «La politica dello Stato del Qatar si basa su principi chiari e coerenti: reciproco rispetto e non interferenza negli affari interni degli altri paesi».

EMIRATI BOMBARDANO. Poi ha aggiunto: «Il premier libico dovrebbe fare accurate verifiche prima di rilasciare dichiarazioni pubbliche», soprattutto perché non ha detto niente «sul recente bombardamento del suo paese e dei suoi cittadini» ad opera degli Emirati Arabi Uniti (Eau). Secondo gli Stati Uniti, gli Eau avrebbero cercato di aiutare il governo libico attaccando le milizie islamiste lo scorso mese, prima che queste conquistassero Tripoli. Al Thinni, a sua volta, ha negato tutto mentre gli Emirati si sono rifiutati di commentare.

FRATELLI MUSULMANI. Qatar e Eau da tempo si trovano uno contro l’altro nel Golfo. Gli Emirati, insieme ad Arabia Saudita e Bahrain, criticano da mesi sempre più apertamente il Qatar chiedendo che smettano di sostenere i Fratelli Musulmani e altri gruppi islamisti in giro per il mondo. Con questo obiettivo in mente, hanno finanziato con milioni di dollari il governo egiziano di Al Sisi, che ha deposto il presidente dei Fratelli Musulmani Mohamed Morsi nel luglio del 2013.

AMBASCIATORI RICHIAMATI. All’interno della crisi più grave che si sia vista da anni, le monarchie del Golfo hanno addirittura richiamato da Doha in marzo i loro ambasciatori, accusando il Qatar di aver cercato di interferire negli affari interni dell’Egitto. La Libia, così come la Siria, rischia ora di essere l’ennesimo territorio su cui i paesi del Golfo cercano di combattersi a distanza.

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