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La legittima difesa e il nostro dilemma di matrice fascista

novembre 8, 2015 Maurizio Tortorella

Il caso del ladro ucciso da un pensionato a Vaprio d’Adda apre un problema serio riguardo al nostro Codice penale, scritto nel 1930

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Pubblichiamo la rubrica di Maurizio Tortorella contenuta nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti).

Un bel problema, i limiti della legittima difesa. Ora che si sono un po’ calmate le acque sconvolte dagli spari di Vaprio d’Adda, dove un pensionato ha ucciso a colpi di pistola il ladruncolo albanese che si era introdotto in casa sua, si può forse cercare di fare un po’ d’ordine. Il vero guaio della “difesa legittima”, per com’è concepita dall’articolo 52 del nostro Codice penale, è che quel testo è del 1930: è intriso dell’idea di Stato etico, tipica del regime fascista. Da quel tipo di cultura derivano alcune conseguenze giuridiche: la prima è che chi si difende in casa da un’aggressione, per quanto ingiusta e violenta, deve essere sottoposto a indagine.

Questo accade perché l’impostazione del Codice prevede che l’aggredito, se si difende, commette inevitabilmente un reato: non deve farlo, perché quella difesa spetta allo Stato. Ovviamente, attraverso il processo, l’indagato per “eccesso di difesa” viene ritenuto non punibile se non ha superato due limiti: la proporzione della difesa (cioè: non si può sparare a chi è disarmato) e quella che i giuristi chiamano “l’attualità del pericolo” (cioè: non si può sparare alle spalle del ladro che fugge).

Quindi, è evidente che in uno Stato di diritto non ci si può fare giustizia da sé: nessuno deve o può impunemente sparare alle spalle di un ladro o di un aggressore che scappa. Ma è evidente anche che un cittadino il quale di notte si trovi un intruso in casa non può sapere se questi sia solo o abbia quattro complici che gli daranno manforte; non sa se sia armato di pistola o di coltello, oppure disarmato; non sa nemmeno se si accontenterà di arraffare quattro euro o voglia violentare la moglie del padrone di casa. Tutto avviene in un momento di concitazione, nell’angoscia e nella paura. Così, se la vittima di un furto, di un’aggressione o di una rapina reagisce per paura, spara e magari uccide il ladro, non vuole sostituirsi alla giustizia, ma cerca soltanto di evitare il peggio. Quel “peggio”, tra l’altro, che proprio lo Stato non è riuscito a impedire.

È però l’impostazione fascista del Codice a imporre di processare chi si difende, ponendo ideologicamente la questione in questi termini: l’aggredito-rapinato ha sì diritto a reagire, ma soltanto nei limiti della proporzione e dell’attualità, da accertarsi nel processo penale. Quindi, finché non si modificherà l’impostazione del Codice, nulla cambierà: del resto, l’articolo 52 sulla difesa legittima è già stato modificato nel 2006 dal centrodestra, ma senza risultato, perché tutto intorno la logica giuridica resta quella del 1930.

Se si volesse un nuovo codice penale liberale, è evidente, l’impostazione dovrebbe essere ribaltata. Nello Stato liberale, il cittadino cede allo Stato stesso la difesa dei suoi diritti naturali, e tra questi l’incolumità e la proprietà, pretendendo in cambio la tutela. Ma la cessione non è irreversibile: se lo Stato è inadempiente, il cittadino ha il pieno diritto di riprendersi i suoi diritti. Insomma, non si tratterebbe più di verificare il rispetto dei limiti imposti dallo Stato all’individuo, ma di quelli imposti dal cittadino allo Stato.

Il quesito non riguarderebbe più il confine entro il quale l’aggredito può reagire, ma quello delle sanzioni che lo Stato può infliggergli per i suoi comportamenti difensivi. Per essere chiari: lo Stato non avrebbe più il diritto di punire la reazione a un crimine che lo Stato medesimo non è riuscito a impedire.

Il problema è che, per arrivare a un codice penale così costruito, servirebbe una politica forte. E veramente liberale. La vedete da qualche parte, voi?

Foto pistola da Shutterstock


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16 Commenti

  1. samuele scrive:

    Analisi chiara, precisa e puntuale.
    PS: Giovanna, ti stupisce il mio commento??? Forse non sono un troll come hai blaterato per mesi!! Con stima

    • giovanna scrive:

      Sinceramente, non ricordo di aver mai avuto a che fare con te, Samuele.

      Ricerchina…,forse quel Samuele che ha scritto, in perfetto trollina-style:
      ” Divorzio e aborto sono LEGGE dello Stato…..il popolo italiano si è espresso in un referendum….che vi piaccia o no. E l’omosessualità è un semplice orientamento sessuale…..ne più ne meno…..Cosa c’entrano gli atti criminali di un governo criminale di 200 anni fa lo sapete solo voi!!!!!” …..
      Quel “vi piaccia o no ” è un marchio di fabbrica, su.
      Compresi i punti esclamativi a raffica da registro stupidotto e le frasi stereotipate per registro : non è possibile che una persona vera conosca quattro frasi in tutto.

      Certo, poi, uno che si presenta dicendo che non è un troll…mah !
      Poi, con stima de che ?

      Stai serena.
      E mi avevi pure rimproverato di usare troppe interiezioni e le maiuscole per evidenziare delle parole.
      Sei al di là di ogni logica.

      E anche questa/o Ale, che interviene sempre e solo sulla questione armi e simili :ma uno legge Tempi tutti i giorni e spunta ad orologeria solo su un unico argomento ?
      Il problema nella discussione, cara, non è essere o meno d’accordo, come tu sembri ritenere di vitale importanza, ma un minimo , ma proprio minimo, di lealtà .
      Forse non sono alla tua portata, ma ci sono tanti modi per ammazzare la noia, fidati.

      • samuele scrive:

        Cara Giovanna, ribadisco il concetto (se fossimo faccia a faccia ti direi: segui il labiale!): l’articolo in oggetto di discussione fornisce un’analisi chiara, precisa e puntuale della problematica, analisi che condivido pressochè completamente. ciò detto, del tuo sproloquio pieno di acrimonia si potrebbe dire (citando i nostri professori di liceo): “fuori tema”.
        Ora: se vuoi capire, capisci. Altrimenti ti lascio da sola ad abbaiare alla luna.
        Una felice giornata

        • Giannino Stoppani scrive:

          Chiami in causa a sproposito le persone per poi rimproverarle di finire “fuori tema”…
          Che dire…
          Un genio.

          • samuele scrive:

            Eccone un altro che dovrebbe seguire il labiale! Altro che fuori tema: Lei è rimandato a settembre.

  2. signora scrive:

    Ma con tutta la tecnologia che c’è non si potrebbe almeno concedere in casa alla gente la pistola-elettrica, come si chiama…, quella che dà le scosse, in modo da immobilizzare senza eccessive conseguenze? che magari abbia un collegamento per cui ogni volta che si spara con quella pistola sia “rintracciabile” il colpo alla stazione dei carabinieri di riferimento?! in modo da evitare un abuso di utilizzo di queste armi!
    Così eviteremmo omicidi di “innocenti ladri” ed eviteremmo adolescenti deficienti che uccidono la madre per il telefonino o il fidanzato delinquente!!!

  3. Ale scrive:

    Premesso che le armi non mi piacciono, non trovo affatto giusto criminalizzare una persona che si sia trovata nella necessità di proteggere, ahimè con le armi la propria famiglia e/o la proprietà da ladri. L’odioso reato di furto dovrebbe essere punito severamente con molti anni di galera senza attendere che il soggetto sia recidivo . Abbiamo isole ex galere riapriamole e mettiamoci chi si dedica al furto magari con un gregge di pecore, per farli vivere di quello che possono allevare e coltivare, ovvero insegniamo a chi ruba il concetto che bisogna lavorare per vivere e non ammazzare il tempo tra quattro mura scontando la pena.. Serve severità ma anche metodo per insegnare un mestiere ed evitare che usciti riprendano le vecchie abitudini. Ci sono tanti campi incolti in Italia e se venissero coltivati e curati da ex detenuti forse si ridurrebbe il rischio idrogeologico .. L’attuale legge colpisce solo persone che vivevano in casa propria e che per la paura di finire uccisi da ladri assassini, cosa che purtroppo è accaduta spesso, si sono difesi usando un’arma in un momento di paura e quest’ultima ahimè non è mai buona consigliera. Per cui il punto è perché lo Stato non interviene per evitare situazioni ingestibili, dominate dalla paura?! Non sarà certo un deterrente lo spauracchio di essere processati a evitare il ricorso alle armi per difendersi..perché in tutti rimane il ricordo che tanti privati cittadini sono stati uccisi nelle propria casa o attività proprio ad opera di ladri violenti e assassini. E’ opinione comune quella di sentirsi abbandonati dallo Stato alla mercé di criminali, visto che anche i carabinieri possono essere accusati di lesioni personali ad un ladro se questi per sfuggire cade e batte una bella culata a terra… con il solito giudice che da’ ragione al povero ladro!!!

    • giovanna scrive:

      Ecco, mi piacerebbe sapere che senso ha presentarsi con tre nick diversi per scrivere esattamente la stessa cosa , a distanza di pochi minuti, di domenica mattina, senza nemmeno interventi contrari nel mezzo.
      Boh!
      Il tutto esula dalla mie conoscenze mediche.
      E dire che, se non mi tiravi in mezzo, nemmeno ci avrei fatto caso, per la banalità di tutti e tre.

      • giovanna scrive:

        Che poi, che ne so, noto solo delle coincidenze, ma alla fine si può sempre scegliere se parlare con chi si scopre come persona intera o risulta come un personaggio.

  4. Sem scrive:

    Sinceramente, le variazioni all’art. 52 CP portate dall’allora governo di centrodestra (su forti pressioni della Lega) mi sembrano più che adeguate a tutelare i pensionati che, legittimamente, sparano ai ladri che manifestano un “pericolo di aggressione”.
    Rimane però il fatto che i Giudici, nella loro autonomia interpretativa, all’atto pratico sono sempre molto garantisti versi ladri.
    Il motivo? Mah, secondo me è per la forte connotazaione politica della magistratura italiana, palesemente sbilanciata a sinistra e pertanto da sempre garantista verso i delinquenti (a meno che non siano amici di Berlusconi, naturalmente…).
    D’altronde lo stesso governo Renzi ha depenalizzato i reati che prevedono pene max fino a 5 anni (“tenuità del fatto”), no? L’indirizzo politico mi pare chiaro.

  5. Pierluigi scrive:

    A mio parere ha ragione l’autore dell’articolo e aggiungo che qualcuno (ad esempio l’avvocato Bongiorno) propone il ribaltamento dell’onere della prova: non deve essere il cittadino che si è difeso bensì colui che si è introdotto illegalmente nella sua abitazione (o il PM) a provare che chi si è difeso lo ha fatto sproporzionatamente in quanto era agevole verificare che il malvivente era disarmato. A posteriori è facile pontificare.

  6. pier scrive:

    Sono molto combattuto, da una parte trovo l’articolo sicuramente condivisibile e non so sinceramente cosa farei se nottetempo qualcuno si introducesse in casa mia, per paura ovviamente di quello che potrebbe succedere a mia moglie e ai miei figli.
    Però una proporzione deve esserci fra difesa e offesa, non riesco ad accettare (notizia apparsa sui giornali e mai smentita) quell’agricoltore che ha inseguito e ucciso chi gli aveva rubato dei meloni.

    Grazie per l’ottimo lavoro che fate

  7. ROLLISUSANNA scrive:

    Forse quei meloni erano la fonte di guadagno= sopravvivenza. I poveri siamo abituati a vederli solo nelle persone che rubano; invece, soprattutto oggi, i poveri sono quelli che hanno debiti con una, due, tre banche, che si vedono schiacciati dalle tasse e da una stagione agricola magari non propizia… Ma no nrubano, perchè sentono che non lo possono fare, ed arrancano. Perchè non si uvole vedere l’altra faccia della medaglia?
    Non giustifico gli spari pe ri meloni, ma li posso arrivare a comprendere, ed ho misericordia verso tutti.
    Solo Dio sa, e sappiamo tutti che i casi di furto sono in aumento e che sembra che in molti se ne infischino (ovviamente fintanto che non ne cadano improvvisamente vittime chi -da sempre- fa orecchie da mercante)..
    E io non credo di aver il cuore duro!!

  8. Menelik scrive:

    Non so se l’hanno riportato i giornaloni nazionali, ma avete saputo del casino che è successo al funerale di Ermes ad Arsiero?
    Sta crescendo un’aria molto ostile nei confronti delle istituzioni, che ormai rappresentano sempre meno cittadini.
    L’Italia sta davvero cambiando, ma non nel senso che volevano loro.
    In questo quinquennio la sinistra post-comunista ha fatto il bello ed il cattivo tempo nell’America obamiana, a Bruxelles e a Roma.
    Ma i tempi stanno cambiando, coraggio, non ci vorrà molto per dargli il benservito.

  9. signora scrive:

    Comunque la dobbiamo finire anche con la storia che l’unico modo di reagir sia quello di chiamare i carabinieri…. in quale luogo e in quale epoca di tutta la storia umana è stato possibile che in caso di rapina in casa i poliziotti siano riusciti ad arrivare in tempo ?! semmai possono rincorrere i ladri-assassini con l’auto quando il danno ormai è stato fatto! minimo 10 minuti glieli devi dare e in quel frangente possono benissimo ammazzarti.
    E’ come pretendere che l’ambulanza sia lì durante il tuo infarto: quando arriva l’infarto già c’è stato!
    I poliziotti possono intervenire dopo ma è una pura assurdità pretendere che arrivino in seduta stante.
    E’ finita l’epoca in cui bastava accendere la luce, qua non si tratta solo del patrimonio ma della DIFESA FISICA PERSONALE!

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