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La gioia per papa Francesco e la convinzione che a convertirsi debbano sempre essere “gli altri”

marzo 24, 2013 Piero Gheddo

Padre Piero Gheddo riferisce l’istruttivo dialogo con un amico convinto che il pontefice dovrà «riformare la “casta”».

tratto dal blog di padre Piero Gheddo – L’entusiasmo per Papa Francesco si è diffuso in molti ambienti. Basta accennare al papa argentino e subito le reazioni positive sono molte. In un negozio di materiale elettrotecnico e per i computer, siamo soli e l’amico al banco delle vendite mi chiede se sono contento di Papa Francesco. Rispondo:
«Contentissimo! Lui viene da una Chiesa fondata dai missionari ed è egli stesso un Papa missionario, nel senso che i suoi atteggiamenti e le sue parole riflettono bene lo spirito e l’azione dei missionari là dove nasce la Chiesa e spero che porti una ventata di novità evangelica nella nostra Chiesa che soffre una grave crisi di fede».
«Ma Papa Francesco ha detto che la Chiesa deve convertirsi».
«Certo, dobbiamo tutti convertirci a Cristo e alla vita secondo il Vangelo».
«Ma io parlo della Chiesa al maiuscolo, cioè la Curia romana, i Vescovi e quelli della casta dirigente, non parlo dei parroci e dei preti in mezzo alla gente e nemmeno dei missionari».

UNA SOLA CHIESA. «Caro amico, non c’è una chiesa minuscola e una Chiesa maiuscola, siamo tutti Chiesa allo stesso modo, ciascuno secondo le sue responsabilità e il posto che occupa. Certo chi sta più in alto ha responsabilità maggiori, ma Papa Francesco chiede a tutti la conversione, perché siamo tutti uomini santi e peccatori e tutti diamo una immagine del cristianesimo con la nostra vita e le nostre parole. Anche noi missionari e i parroci dobbiamo convertirci».
«Non mi convinci perché è la Chiesa dirigente e la sua casta che danno una cattiva immagine di sé, per esempio la Curia romana…»
«Ma ti rendi conto che ti sei formato questa “cattiva immagine” della Curia romana da quel che ne dicono i giornali e la televisione? E lo sai che queste fonti sono spesso inquinate quando parlano della Chiesa? Lo sai che ci sono giornali, e non dei minori, che quando, a torto o a ragione, possono dir male della Chiesa e dei preti suonano le trombe e fanno rullare i tamburi? Oggi tutti applaudono Papa Francesco, certo perché se lo merita e ne sono contentissimo, ma quando incomincerà a dire che l’aborto è un omicidio e che condanna il “matrimonio” fra i gay, vedrai che allora diranno che anche lui è arretrato, conservatore e incominceranno a trovare tutti i difetti e i limiti possibili».

QUELLO CHE DICONO I GIORNALI NON BASTA. «Ma i preti pedofili e i “corvi” del Vaticano non sono una invenzione dei giornali».
«Hai ragione, chi nella Chiesa ha responsabilità e apparenza maggiori deve imitare Cristo con più forte impegno e preghiera. Se sbaglia un piccolo del popolo se ne accorgono in pochi, se sbaglia chi è salito in alto diventa facilmente uno scandalo mediatico. Ma Papa Francesco ha parlato più volte di “cammino insieme” e di “popolo di Dio”: cioè dal Papa in giù, fino all’ultimo battezzato, noi siamo il “ Corpo mistico di Cristo”, cioè la  Chiesa, la famiglia dei fedeli di Cristo e facciamo un cammino insieme, pregando, aiutandoci ed esortandoci a vicenda. Ha anche chiesto di pregare per lui. Questo è un Papa che, spero, governerà la Chiesa in presa diretta con il Popolo di Dio».
«Adesso sono d’accordo!».
«Scusami, ma per andare al concreto, tu sei un cattolico, ma da fratello e prete ti chiedo: vai a Messa alla domenica? Lo dici il Rosario? I tuoi figli pregano ancora?»
«Ma sai, oggi non abbiamo mai tempo. A Messa qualche volta ci vado, al mattino e alla sera mi faccio il segno della Croce e dico qualche preghierina, il Rosario lo diceva mia nonna e ne ha detti tanti che valgono anche per me. I miei figli sono grandi e vanno per conto loro, ma mia moglie è molto devota, è andata anche a Medjugorie».
«Ecco caro amico dove Papa Francesco dice di convertirci!  La “preghierina” non basta, bisogna dare a Dio il suo tempo, tornare al Rosario in famiglia. Dio non ha bisogno della nostra preghiera, ma siamo noi che abbiamo bisogno di Dio e se non preghiamo in modo serio e con sacrificio del nostro tempo non ce la facciamo più ad essere buoni cristiani. Anche noi preti, se non preghiamo al minimo due ore al giorno, come preti siamo finiti…»

Entra nel negozio un altro uomo che non conosco, ma si mostra subito interessato a quel che stiamo dicendo e la chiacchierata libera va avanti per un po’. Quando esco, ringrazio il Signore che mi ha dato l’occasione di dire e ricevere qualche buona parola, che lo Spirito Santo farà fruttificare.

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