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La Francia obbliga i giornalisti a fare corsi di “uguaglianza tra i sessi”. «È una pretesa antidemocratica»

gennaio 28, 2014 Leone Grotti

La conferenza delle scuole di giornalismo ha protestato contro il governo perché «pretende di imporci il contenuto dei nostri insegnamenti». Un fatto «senza precedenti in una democrazia»

francia-giornalismo-genderPosto che «l’idea di combattere contro gli stereotipi è buona», «non capiamo perché proprio la nostra professione venga stigmatizzata». È quanto afferma un comunicato della Conferenza delle scuole di giornalismo, che si è scagliata contro il governo Hollande in Francia per l’articolo 16 bis della legge sull’uguaglianza tra uomini e donne in discussione in questi giorni all’Assemblea nazionale.

RIEDUCAZIONE GIORNALISTI. La legge in questione riguarda molteplici argomenti, tanto da sembrare un “milleproroghe” d’Oltralpe: oltre al controverso cambiamento della norma sull’aborto (di cui vi abbiamo già parlato qui), che lo trasforma in un «diritto», si prevede anche che le scuole di giornalismo francesi prevedano corsi per formare gli aspiranti cronisti «sull’uguaglianza tra i sessi».
La Conferenza ha protestato a gran voce perché «l’Assemblea nazionale pretende di imporci il contenuto dei nostri insegnamenti». Un fatto «senza precedenti in una democrazia».

«PERCHÉ NOI?». Non si capisce, continuano i giornalisti francesi, «perché solo noi siamo oggetto di una tale ingiunzione». Secondo il relatore della legge del partito socialista, Sébastien Denaja, la giustificazione sta nel «potere» enorme che hanno i media nella società. E per questo i giornalisti devono essere correttamente educati, ma c’è chi direbbe “rieducati”, sugli stereotipi, l’identità di genere e quant’altro.

BUON PADRE DI FAMIGLIA. La legge è stata anche criticata per un emendamento approvato pochi giorni fa con cui è stata eliminata la dicitura «buon padre di famiglia». Questa locuzione, che esiste anche nell’ordinamento italiano e indica la diligenza che un debitore deve usare nel soddisfare l’interesse del creditore, agendo appunto come un «buon padre di famiglia», è stata giudicata dal partito socialista come «obsoleta» e «sessista».
Se il Corriere della Sera ha salutato positivamente questa iniziativa perché «soddisfa la giusta esigenza di un linguaggio meno sessista», in Francia in molti hanno parlato di «totalitarismo linguistico». L’espressione è stata sostituita dall’avverbio «ragionevolmente», che proprio non può essere usato per descrivere le decisioni del governo Hollande.

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26 Commenti

  1. filomena scrive:

    Io penso che l’unica cosa antidemocratica sia crescere i figli indottronandoli con gli stereotipi della “legge naturale” . Uomini o donne sono prima di tutto persone che devono poter autodeterminarsi nella vita. Unico limite deve essere il rispetto di chi ti circonda

  2. luca scrive:

    va be, anche a me certe cose tipo abolire espressioni mi sembra una boiata, ma voi non fatene una questione così lungo

    • domenico b. scrive:

      Luca, forse a te queste notizie ti disturbano, ma sono reali: sono finestre sul mondo del nonsenso in cui vogliono precipitarci i sostenitori del relativismo, e si può anche pensare che tu, Luca, Filomena, ecc. siate in buona fede, ma loro…lor signori… sanno benissimo dove vogliono arrivare

  3. Francesco scrive:

    “si prevede anche che le scuole di giornalismo francesi prevedano corsi per formare gli aspiranti cronisti «sull’uguaglianza tra i sessi»”
    Da quando i due sessi sono uguali ???

  4. beppe scrive:

    ma caro francesco, sei duro di comprendonio! i sessi ( maschile e femminile) non esistono più, cioè sono uguali. quelli che una volta erano detti ”diversi” ora possono unirsi e così abbiamo due diversi ( che in realtà sono uguali) che si uniscono. quei pochi retrogradi che si ritengono diversi tra loro- cioè maschio e femmina – e si uniscono, sono guardati un po’ di traverso, quasi fossero diversi da quei due diversi ( ma uguali) che si sono uniti. hai capito?

    • Francesco scrive:

      Si certo; possono quindi unirsi anche in tre?

      Redazione, vi prego di non rimuovere il commento, la notizia fa troppo ridere, poveri francesi.

    • Laura scrive:

      Beh, ma chi lo dice che i sessi sono uguali? Bisognerebbe dimostrarlo con riscontri scientifici e questi non ci sono. Sono invece riusciti a dimostrare che il cervello di un uomo e quello di una donna funzionano in maniera differente (ma guarda un po’ questi birboni che razza di ricerche fanno !).
      Personalmente penso che sulla base di una differenza poi esiste un’infinita gamma di personalità che sono uniche e non si possono catalogare. Questa è una cosa splendida, una tra le tante. Come contemplare i fiocchi di neve o le foglie o le impronte digitali o gli animali, unici nella loro specificità.

  5. viccrep scrive:

    quanta pena fa la Francia a chi usa minimamente la sua ratio.
    Nessuno si autodetermina solo dio e causa di se stesso e si autodetermina,
    Qualcuno ci ha voluto e ci ha fatto, noi apprendiamo ci confrontiamo impariamo a discernere ci confrontiamo con la verità e usiamo della nostra libertà anche nei modi peggiori, come lo stanno facendo i governanti francesi

    • filomena scrive:

      Ammesso che Dio esista…..
      Io non ho queste certezze così granitiche e dunque preferisco vivere il presente come meglio posso e sinceramente non credo alle morali calate dall’alto.

      • viccrep scrive:

        non esiste creatura che sia causa di se stessa, la tua ratio può riconoscere dio in ciò che esiste, ed avere un rapporto con lui è magnifico, egli ti ama così tanto e ti rispetta accetta anche che tu lo rifiuti, ma è sempre pronto ad accoglierti.
        lui si è fatto uomo perché potessimo rappottarci con lui.
        Nessuna morale cala dall’alto, già la tua coscienza smuove l’intelligenza e il sentimento

        • luca scrive:

          si lo dici tu questo, non dio.
          la fisica stessa ha escluso la necessità di un dio creatore da tanti anni, e anche ammesso che esista un “creatore” perchè mai dovrebbe pensare e volere le cose che dici tu?

          • AndreaB scrive:

            Buonasera Luca, sono rimasto un po’ colpito dalla sua affermazione in merito alla fisica, che avrebbe escluso la necessita’ di un Dio cretore. La Fisica non puo’ dimostrare cio’ che non ha sperimentato e non puo’ prevedere cio’ che non ha studiato. Studiando la natura rimaniamo sbalorditi e non possiamo fare altro che chiederci se c’e’ un artefice e chi e’. Da qui nasce tutta la ricerca dell’uomo sul senso dell’esistenza.
            Siamo frutto del caso? Penso che in termini statistici, sarebbe piu’ probabile che un gatto saltando su di un pianoforte, componesse la nona di Beethoven rispetto al fatto che un Buonasera Luca, sono rimasto un po’ colpito dalla sua affermazione in merito alla fisica, che avrebbe escluso la necessita’ di un Dio cretore. La Fisica non puo’ dimostrare cio’ che non ha sperimentato e non puo’ prevedere cio’ che non ha studiato. Studiando la natura rimaniamo sbalorditi e non possiamo fare altro che chiederci se c’e’ un artefice e chi e’. Da qui nasce tutta la ricerca dell’uomo sul senso dell’esistenza.
            Siamo frutto del caso? Penso che in termini statistici, sarebbe piu’ probabile che un gatto saltando su di un pianoforte, componesse la nona di Beethoven rispetto al fatto che un agglomerato di atomi si mettessero insieme casualmente per formare un essere umano.

            • AndreaB scrive:

              Mi scuso per la duplicazione.

            • luca scrive:

              Andrea escludere la necessita significa che esistono molte altre ipotesi (più ragionevoli e meglio testabili) per la nascita dell’universo che quella di un dio creatore.
              negare la necessità di un avvenimento non significa provare il fatto che l’avvenimento non ci sia stato ma solo che potrebbe come potrebbe non esserci stato.

              ripeto, non c’è necessità di usare dio per spiegare la nascita dell’universo perchè la si può spiegare anche senza dio, poi quale versione: quella con dio o quella senza dio è corretta è un altro paio di maniche.

              però, se usando una teoria che spiega l’origine dell’universo (e solo quella teoria) riesco a calcolare l’orbita della terra e dimostro che esiste un movimento impercettibile mai osservato prima, mi attrezzo degli strumenti giusti, faccio le dovute osservazioni e verifico che quel movimento predetto dalla mia teoria esiste, dico che la mia teoria è un modello molto accurato dell’universo e quindi con buona approssimazione ne spiega la nascita. ora capisci che questo è un approccio un po più razionale dal dire un giorno è arrivato dio e ha creato tutto!

              per quanto riguarda la fisica probabilistica (anche nota come meccanica statistica)ti consiglio di leggere cosè il concetto di eroicità e come questo influenza la funzione Hamiltoniana di un sistema, rimarrai sorpreso.
              la meccanica statistica riesce a spiegare e prevedere con enorme accuratezza un gigantesco numero di fenomeni, per questo è considerata corretta!

              • AndreaB scrive:

                Buonasera Luca, pero’ tutte le teorie scientifiche si fermano e non possono fare nulla per provare il passaggio a ritroso tra il qualcosa ed il niente perche’ il niente non e’ sperimentabile. Tutto cio’ che noi vediamo di, per cosi’ dire, ordinato, di costruito e’ frutto di una volonta’ e di una intelligenza costruttrice… Perche’ per Dio e per la creazione dovrebbe essere Diverso? Una cosa che la scienza ha provato e’ che la materia ha il tempo contato… Quindi non puo’ essere sempre esistita…

      • VivalItalia scrive:

        Filomena te piace il carpeddiem?

  6. MaMa scrive:

    Ma cosa vuoi autodeterminarti…

  7. VivalItalia scrive:

    Filomena te piace il carpeddiem?

  8. Riequilibrio scrive:

    Mi aiutate a vincere la mia cristianofobia?

  9. ftax scrive:

    Perchè non sai come ci si diverte in tre e mezzo…col cadavere dell’ex-amante.

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