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La dottoressa nella bufera perché non prescrive la pillola del giorno dopo: «Se serve a far sapere che quel farmaco è abortivo, ben venga»

novembre 6, 2014 Benedetta Frigerio

Intervista a Rita Polo, denunciata alla stampa per non aver dato il Norlevo a una giovane in pronto soccorso: «È una questione di onestà scientifica e poi umana»

Dopo il caso dell’infermiera di Voghera che ha deciso di dimettersi in seguito alla bufera mediatica scoppiata per il suo tentativo (riuscito) di convincere due ragazze a non fare ricorso alla cosiddetta pillola del giorno dopo, è toccato alla dottoressa Rita Polo, 51 anni, subire la gogna per lo stesso motivo. Medico di turno al pronto soccorso di Noventa Vicentina (Ulss 6 Vicenza), l’11 ottobre scorso la Polo si è rifiutata di prescrivere il Levonorgestrel (Norlevo) a una giovane che si è rivolta a lei dopo un rapporto non protetto con il fidanzato. E nonostante lo sdegno e le accuse comparse sulla stampa, la dottoressa ribadisce le sue convinzioni, senza vittimismi e senza timore. «Se sono preoccupata? Direi di no», spiega con grande pacatezza e tranquillità a tempi.it. «Anzi, se tutto questo serve a chiarire la verità su quella pillola, che è abortiva, ben venga. Lo scopo del mio lavoro è curare e salvare vite. Ho fatto il medico per questo».

Dottoressa Polo, il 30 ottobre scorso, però, il Giornale di Vicenza ha parlato di un richiamo scritto da parte dell’Ulss per avvertirla che il ripetersi di un episodio analogo le costerebbe la sospensione. Non teme per il suo lavoro?
Veramente ho appreso anche io la notizia dalla stampa, ma di richiami non ne ho ancora ricevuto uno. Comunque ribadisco la mia posizione: non prescriverò mai il Norlevo sapendo bene che può avere effetti abortivi.

Ci spieghi cosa è successo la mattina dell’11 ottobre.
Erano circa le 13.30 ed eravamo nel pieno caos del pronto soccorso. La ragazza che ha sporto denuncia è arrivata e ha chiesto la pillola del giorno dopo. L’infermiere si è voltato verso di me e io mi sono avvicinata per rispondere alla giovane che non avrei prescritto il Norlevo per motivi di coscienza. Lei a quel punto è andata via, ma poco dopo è entrato il suo ragazzo chiedendomi spiegazioni. Così gli ho descritto le funzioni del Levonorgestrel, ma lui mi ha minacciata citandomi il caso dell’infermiera di Voghera, ricordandomi che come lei sarei potuta incorrere in grossi guai: «Non è una pillola abortiva, quindi lei è obbligata a prescriverlo», mi ha detto.

E lei come ha risposto?
Spiegandogli che è vero il contrario. Ricordo poi che l’infermiere ha detto loro di andare altrove, in ginecologia a Vicenza o dalla guardia medica. Il pronto soccorso era pieno di casi urgenti, per parlare di cose così delicate e su cui c’è tanta confusione serve più tempo. Ma il ragazzo ne ha fatta una questione di principio e un’ora dopo è arrivato un giornalista. Ho parlato anche con lui, anche se poi il primario mi ha detto di non rilasciare dichiarazioni. Comunque sia, la direzione mi ha difesa, dicendo che un farmaco di questo tipo non si poteva prescrivere in pronto soccorso come fosse un “salva vita”.

La legge tutela l’obiezione di coscienza in questo caso?
Non ho parlato di obiezione di coscienza come hanno scritto i giornali. Questa figura specifica è prevista, ingiustamente o no, dalla legge 194 sull’aborto. Ma il codice deontologico 2014 dice all’articolo 22 che il medico non è obbligato a prescrivere un farmaco in contrasto con la propria coscienza e nemmeno, come recita l’articolo 13, per far piacere al paziente. E ancora, un ospedale deve garantire l’erogazione di farmaci legali, ma il dottore può prescriverli solo se in accordo con la sua coscienza.

Ma perché allora l’Ulss le avrebbe inviato il richiamo di cui parla la stampa?
Non saprei se fidarmi, dato che in questi giorni ho visto tante falsità scritte sui giornali. Ad ogni modo non mi preoccupa più di tanto. Se il problema si ripresentasse, il mio atteggiamento sarà identico: desidero parlare con le persone, sono certa che se sapessero la verità sulla pillola molte cambierebbero idea.

Sarà più difficile, ora che nemmeno il bugiardino parla più della funzione abortiva del farmaco.
La scienza e gli studi dicono che l’azione antiovulatoria è rara e che quindi tutte le gravidanze evitate dipendono dalla funzione di alterazione della parete uterina, che impedisce l’annidamento dell’embrione fecondato. Un vero e proprio aborto quindi, perché quello è un embrione fecondato anche se non ha un nome ed è ritenuto tale solo dopo l’annidamento: in quelle cellule c’è già una persona a tutti gli effetti, con tutte le sue caratteristiche finali. Da quella fase siamo passati anche noi e se ci avessero eliminato con la pillola non saremmo qui. Hanno cambiato il bugiardino traendo conclusioni contraddittorie rispetto agli stessi studi usati per formularlo, che dimostrano appunto il meccanismo antiannidatorio del Norlevo. A che pro? Di sicuro le azienda farmaceutiche ora vendono di più.

Cosa succederebbe se la pillola fosse usata come un normale contraccettivo?
Aumenterebbero gli aborti, oltre a produrre effetti pesanti sulla donna, influenzando l’equilibrio ormonale. Parlo di nausea e vomito prolungati: ho visitato una ragazza che l’ha usata più volte e che per un mese intero non è riuscita a nutrirsi. Non solo, un dosaggio ripetuto innalza il rischio di trombosi. È drammatico, ma sta già accadendo, come mi ha detto un’infermiera: cresce il numero delle ragazze che per evitare i costi e i fastidi della contraccezione usa il Norlevo dopo ogni rapporto. È questo che vogliamo?

Il suo non è un problema di fede quindi.
È innanzitutto di onestà scientifica e poi umano. Non serve essere credenti, ma essere uomini sì. La vita è un miracolo, certo poi io da credente ci vedo una traccia divina. A maggior ragione, davanti alla superficialità di tante povere persone che trattano il proprio corpo senza rispetto e che non si preoccupano di scartare vite umane, io posso solo testimoniare un’altra posizione, rischiando.

In che senso “povere persone”?
Provo molta pena e tenerezza per quei ragazzi. Sono vittime inconsapevoli di un sistema di accuse e di indottrinamento costante che li convince che il loro diritto alla contraccezione e all’aborto è sacro come quello di chi ha bisogno di cure.

Non è arrabbiata per quello che le hanno fatto?
Se quello che mi sta accadendo servirà a far riflettere qualcuno, ben venga. Avrei raggiunto lo scopo del mio lavoro: salvare vite. Sono pronta a battermi accettando le conseguenze.

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100 Commenti

  1. Luca Petri scrive:

    Grazie Dr.ssa Polo,

    abbiamo bisogno di medici e uomini veri,
    ogni bene.

  2. Cavaliere di San Michele scrive:

    Che Dio benedica medici così e ne faccia sorgere altri! E che i Suoi santi angeli li proteggano!

  3. Francesco boggian scrive:

    Grazie Dottoressa, nostro Signore e il bambino che ha salvato la ringrazieranno per la sua coerenza Le siamo vicini

    • Lena scrive:

      probabilmente la donna vittima del disservizio ideologicamente orientato avrà reperito la pillola da qualche altra parte, e per sua fortuna non è neppure detto che il rapporto a rischio dia sempre luogo ad un concepimento e anche senza intervento umano, sempre per fortuna delle donne che non vogliono gravidanze, una grande percentuale di ovuli fecondati non attecchisce nell’utero.

      • Sebastiano scrive:

        Solito commento campato in aria.
        Del resto tu vorresti che il servizio fosse allineato alla tua ideologia, ma neppure tanto rispettoso della legge che tu stessa hai voluto.
        Ciò che non vuoi vedere, con atteggiamento degno del migliore struzzo in circolazione, è che:
        a) la pillola è abortiva;
        b) che l’aborto non è un contraccettivo.

        Il resto sono chiacchere.

  4. Jeff M. scrive:

    C’è assoluto bisogno di medici così. Complimenti dottoressa Polo!

  5. Valentina scrive:

    La legge riconosce giustamente ai medici e al personale sanitario il diritto all’obiezione di coscienza, ma riconosce, altrettanto giustamente, alla donna il diritto di ricorrere alla contraccezione e di abortire in condizioni di sicurezza. Non si possono negare alla donna questi diritti. L’applicazione della legge deve sempre e comunque essere garantita.

    • Marti scrive:

      Non condivido assolutamente le frasi fritte e rifritte di Valentina, dato che non stiamo parlando di contraccezione, ma di aborto, che non è affatto un diritto della donna, almeno per la legge italiana, ma una pratica depenalizzata.
      Secondo me, prima di parlare a sproposito, sarebbe meglio conoscere l’abc di ciò di cui si parla.
      Certo, non tutti sono onesti e coraggiosi come la dottoressa Polo.

      • Nino scrive:

        @Marti: ammesso (e non concesso) che la cosiddetta pillola del giorno dopo sia un farmaco abortivo, in Italia l’aborto non è semplicemente stato depenalizzato ma è stato regolamentato ed è un intervento coperto dal Servizio Sanitario Nazionale. Quindi, nel rispetto di una serie di condizioni previste dalla legge, la donna ha, appunto, diritto a scegliere di abortire.

        • Kan63 scrive:

          Nino,
          vedo che lei usa correttamente i termini ma Valentina no.
          L’aborto non é un diritto (non sta scritto in nessuna parte della 194) ma una estrema ratio in determinate condizioni una volta che si é fatto tutto il possibile per evitarlo.
          Purtroppo in Italia si dimenticano in fretta le responsabilità e si pretende che tutto sia un diritto.
          La legge 194 (che come credente non approvo) é comunque molto equilibrata e inviterei tutti a leggerne i primi 5/6 articoli prima di giudicare il caso di due giovani che dopo avere fatto i propri comodi senza prendere precauzioni corrono in pronto soccorso (in pronto soccorso???) pretendendo di avere una pillola abortiva come se fosse un aspirina…nell’intepretazione letterale della legge se la dottoressa gli avesse dato la pillola a rigor di logica la si poteva denunciare per non aver eseguito tutti gli accertamenti necessari e preventivi previsti dalla 194…ma può darsi che mi sbaglio.

          • Lena scrive:

            L’aborto, nelle modalità e con i limiti temporali della legge 194, è un diritto. Un diritto il cui esercizio è sottoposto a particolare procedura amministrativa, ma pur sempre un diritto.

            • Kan63 scrive:

              Mi può dire articolo e comma della legge 194 in cui viene detto?

              • Lena scrive:

                Ma dai non fare l’ingenuo, ma veramente credi che un diritto esiste solo c’è un testo di legge che letteralmente dice ” X ha diritto a”? se così fosse esisterebbero ben pochi diritti
                comunque si evince dall’art.5 della legge 194 per quanto riguarda l’interruzione nei primi 90 gg. Visto che questo articolo stabilisce condizioni e procedure alle quali la donna può esercitare il diritto a ottenere l’intervento di ivg. se ci sono le condizioni di legge, l’intervento non può essere negato. Salvo il diritto all’obiezione di coscienza, che però si esercita in via generale e non relativamente ai singoli interventi.

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Secondo codesto arguto ragionamento anche l’omicidio è un diritto, visto che se ricorrono certe condizioni stabilite dalla legge, io posso sparare una revolverata a qualcuno senza subire conseguenze.

                • Tommasodaquino scrive:

                  No bhè certo un diritto esiste anche quando non è scritto…. logica stringente. La legge 194 basta leggerla per capire che ha scritto falsità, bisognava spiegarlo agli schiavi sotto il faraone, invece di costruire le piramidi avrebbero dovuto comprenderlo di avere dei diritti…infatti il famoso motto “scripta manent” era solo pubblicità, ah questi latini troppo fiscali…

                  • Lena scrive:

                    La legge 194 non si è limitata a depenalizzare l’aborto, ha riconosciuto il diritto al servizio di ivg, sotto certificazione medica e a determinate condizioni, ha posto obblighi relativi all’organizzazione del servizio in capo agli organi del servizio sanitario. Ha fatto l’errore di non permettere la pratica dell’ivg entro 90 gg nell’ambito dell’esercizio professionale privato senza necessità di trafile pubbliche.
                    il diritto di interrompere la gravidanza che nuoce alla salute psico fisica è stato dichiarato anche da una sentenza della corte costituzionale antecendente alla legge 194

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Interrompere una gravidanza che mette in serio pericolo la vita della madre, non è un diritto, ma un triste dovere come la legittima difesa da un’aggressione.
                      Nessuno, qui, si sogna neanche di obbligare una donna a portare avanti una gravidanza che ne metta a repentaglio la vita.
                      Un conto è, però, è dire che secondo la 194 è lecito interrompere la gravidanza che mette in pericolo la salute della donna, un altro è, invece, dire che una gravidanza la si possa interrompere solo perché “indesiderata”.
                      Sarebbe come dire che sparare una revolverata ad un aggressore è la stessa cosa che spararla al primo che passa per la via.
                      O no?

          • Nino scrive:

            @Kan63: concordo con te che la parte di prevenzione prevista dalla legge sia fin troppo trascurata. Ed anche io credo che la legge 194 sia una legge equilibrata (apro una parentesi: io sono personalmente contrario all’aborto, se fossi un medico non lo farei e se la mia moglie/compagna volesse abortire credo che farei di tutto per convincerla a non farlo, pur ammettendo che è alla donna che spetta la decisione).

            Sul resto, in questo caso siamo in una situazione limite, perché la pillola del giorno dopo è classificata dalla Organizzazione Mondiale per la Sanità come farmaco contraccettivo e non abortivo, e così è anche indicato nel cosiddetto “bugiardino” che si trova nelle confezioni del medicinale. Quindi la 194 formalmente non c’entra, anche se, come si legge anche nell’articolo, non è una visione condivisa da tutti

        • marti scrive:

          In ogni caso, l’aborto in Italia non è contemplato in nessun modo come un “diritto ” dalla legge, se diamo ai termini il loro giusto significato.
          Lo stesso per quanto riguarda l’effetto abortivo della pillola del giorno dopo, che è assodato, proprio indiscutibilmente, da tutti gli studi.

          “La scienza e gli studi dicono che l’azione antiovulatoria è rara e che quindi tutte le gravidanze evitate dipendono dalla funzione di alterazione della parete uterina, che impedisce l’annidamento dell’embrione fecondato. Un vero e proprio aborto quindi, perché quello è un embrione fecondato anche se non ha un nome ed è ritenuto tale solo dopo l’annidamento: in quelle cellule c’è già una persona a tutti gli effetti, con tutte le sue caratteristiche finali. Da quella fase siamo passati anche noi e se ci avessero eliminato con la pillola non saremmo qui. Hanno cambiato il bugiardino traendo conclusioni contraddittorie rispetto agli stessi studi usati per formularlo, che dimostrano appunto il meccanismo antiannidatorio del Norlevo. A che pro? Di sicuro le azienda farmaceutiche ora vendono di più “

          • Lena scrive:

            gli studi più recenti dicono proprio il contrario che non esiste un’apprezzabile attività antiannidante, ma evidentemente alcuni medici pur di sabotare i diritti degli altri si attaccano anche ad una probabilità remota … in realtà i dati dicono che le vendite del Norlevo sono in flessione… io personalmente ho conosciuto più di una donna che si è trovata incinta nonostante avesse assunto Norlevo

            • giovanna scrive:

              Oh, ma qua è pieno di gente che conosce coppie gay che hanno comprato i figli all’estero, coppie che praticano il sado-maso e ne fanno tema di conversazione in società, che conosce addirittura tante donne che non fanno che usare il Norlevo e lo strombazzano ai quattro venti, e donne che considerano l’aborto più volte effettuato come un’estrazione dentaria…
              Tutta la feccia la raccogliete voi, un motivo ci sarà, come dice il detto, chi si somiglia, si piglia.
              La cosa positiva è che la testimonianza di gente come Lena , triste e cattiva, che addirittura definisce la nascita come un fallimento della contraccezione ( brivido ), gente che vive nella disperazione più totale, può aprire gli occhi a chi ancora minimizza l’effetto sull’umanità di ideologie aberranti. E, toccato il fondo , per questa gente , rileggersi può essere un modo di ripartire come uomini e donne interi e veri.

          • Nino scrive:

            @Marti: tu riporti le parole della Dottoressa Rita Poli. La sua posizione ad oggi non è quella condivisa dalla scienza medica ufficiale anche i base ad una serie di studi recenti. Ma vedi io capisco il dubbio della dottoressa perché ad oggi secondo me non c’è un insieme significativo di studi che dimostri oltre ogni ragionevole dubbio che la pillola non ha alcun effetto se l’ovulo è stato fecondato, mentre è provato che blocca l’ovulazione (per cui quando questa riprende , se riprende, gli spermatozoi sono disattivati) e rende agli spermatozoi la vita più difficile. Il dubbio è legato al fatto che quando si ha un rapporto non protetto l’ovulo potrebbe anche essere già stato rilasciato, in quel caso ovviamente il blocco dell’ovulazione non influisce sul rischio di gravidanza.

            • Marti scrive:

              Per il signor Nino
              La frase della dottoressa è da leggersi: “Un vero e proprio aborto quindi, perché quello è un embrione fecondato, anche se non ha un nome ed è ritenuto tale solo dopo l’annidamento”. Mancava una semplice virgola.

              • Lena scrive:

                sono gli ovuli, non gli embrioni che vengono fecondati…

                • marti scrive:

                  Infatti, è un ovulo fecondato, che non è ancora chiamato embrione, ma essendo una vita umana, nome o non nome, l’eliminazione si configura come aborto : si tratta di una intervista , non di un testo ufficiale.
                  E dire che non sembrava di così difficile comprensione, il senso è chiarissimo.

            • marti scrive:

              “Il dubbio è legato al fatto che quando si ha un rapporto non protetto l’ovulo potrebbe anche essere già stato rilasciato, in quel caso ovviamente il blocco dell’ovulazione non influisce sul rischio di gravidanza.”
              Dunque, si tratterebbe di sparare nel mucchio, più o meno, nel caso in cui la vita umana sia già presente.
              Almeno, su questo non ci piove, dunque la pillola, fuor di giochi di parole, può essere abortiva in un tot di casi.
              Ed è importante, importantissimo, che la donna lo sappia: non tutte esporrebbero il proprio figlio ad un tiro al bersaglio, anche se ci sono mamme che abortiscono un figlio col cuore che batte.

              • Nino scrive:

                @Marti: due commenti:

                1. Che nel caso di ovulazione già avvenuta la pillola impedisca l’annidamento dell’ovulo fecondato è qualcosa che ad oggi, gli ultimi studi, escludono. Ovviamente si può pensare che questi studi siano di parte, ma in materia scientifica alla fine secondo me o si è dei superesperti o bisogna credere all’autorità scientifica. Nello specifico OMS dice che la pillola non è abortiva.

                2. Riporto le parole della dottoressa “Un vero e proprio aborto quindi, perché quello è un embrione fecondato, anche se non ha un nome ed è ritenuto tale solo dopo l’annidamento” … lei stessa ammette che l’ovulo fecondato è ritenuto un embrione (e riprendendo un altro commento … da alcuni, ovvero quantomeno non c’è una risposta univoca a livello scientifico) ma per lei, la dottoressa, non è così. Quindi esprime una opinione, una convinzione, non una Verità. Ammesso che qualcuno possa dirla, la Verità

                • Toni scrive:

                  La verità è che entro la soglia dei tre mesi tu e l’amica che scrive sopra con altri degni compari che scrivono in questo sito a quel “coso” o “parassita” si può fare tutto. Quindi il dire che l’ovulo fecondato non è embrione è un’altra negazione che sia aggiunge all’arbitrio e alla supponenza con cui negate ad esseri umani di nascere.

                  • Nino scrive:

                    @Toni: mi dispiace ma stai confondendo due cose diverse. Chiarisco:

                    1. l’ovulo fecondato è un essere umano? secondo te si, secondo me no, perché il suo sviluppo inizia nel momento in cui si annida nell’utero materno. Prima è un seme, qualcosa che se impiantato potrà (si spera) portare una nuova vita. Quindi secondo me anche se la pillola del giorno dopo avesse come potenziale effetto quello di impedire l’annidamento, per me resterebbe un anticoncezionale (come la spirale) e non un abortivo

                    2. Nel momento in cui l’ovulo si annida inizia la gravidanza, inizia quindi un processo irreversibile (ovvero che non si può riportare indietro) che si spera porterà alla nascita di una nuova vita. Io sono contrario all’aborto, ma so che da sempre ci sono gravidanze indesiderate per evitare le quali da sempre le donne hanno utilizzato i mezzi più vari e eterodossi. Quindi, se una donna decide che non vuole portare avanti la gravidanza, poiché non c’è modo di impedirle di mettere in atto le azioni conseguenti alla sua decisione, ritengo più giusto darle la possibilità di farlo in un ospedale che non in luoghi meno idonei (e con mezzi meno idonei) e quindi con maggiori rischi per la sua salute. Il vero problema è che la legge 194 è in gran parte rimasta inapplicata nella sua componente verso la prevenzione, che lo stato per primo non mette a disposizione i mezzi necessari a ridurre questo tipo di decisioni, e anche la cosiddetta società civile e, che so, il mondo del lavoro, non aiutano. Ma su questo nessuno, chiesa e cattolici inclusi, sembrano voler fare qualcosa di concreto

                • marti scrive:

                  Nino, non l’ho scritto io, ma tu:
                  “Il dubbio è legato al fatto che quando si ha un rapporto non protetto l’ovulo potrebbe anche essere già stato rilasciato, in quel caso ovviamente il blocco dell’ovulazione non influisce sul rischio di gravidanza”
                  Non credo ci vogliano studi particolari per capire che sia un evento possibile, possibilissimo, basta conoscere sommariamente il ciclo della riproduzione umana.
                  E anche se ci fosse un solo essere umano eliminato con il norlevo, sarebbe grave lo stesso, per il figlio e per i genitori, che si vogliono inconsapevoli di aver sparato nel mucchio , sparato ad un loro figlio, senza sapere se c’era o meno.
                  Per quanto riguarda la seconda affermazione, sono allibita: la dottoressa dice che “altri” non chiamano ” umano” l’ovulo fecondato, ma che si tratta comunque di un aborto, dunque si tratta di stroncare una vita umana, anche se le si vuol negare, sbagliando, il nome di umana : il senso è chiarissimo .
                  Il fatto che rilevare che ci sia gente che non la pensa così, non vuol dire affatto che la dottoressa pensi che ci siano due opzioni, ma che questa gente sbaglia e lo afferma come medico.

                  • Nino scrive:

                    @Marti: come medico la dottoressa sostiene una cosa (e con lei altri medici), come medici altri sostengono il contrario. Entrambi i gruppi sostengono che gliali sbagliano

                  • Nino scrive:

                    Sul Norlevo, gli ultimi studi (secondo alcuni di parte) sembrano dimostrare che se c’è già stata ovulazione la pillola è inefficace (ed in effetti la efficacia della pillola è molto bassa, con percentuali compatibili con quelle legate alla probabilità che l’ovulazione ci sa gia stata). Questo ha portato l’Organizzazione Mondiale della Sanità a dire che la pillola non è abortiva. Poi tu sei libera di ritenere che gli studi siano stati falsati e he l’OMS è stata corrotta dalla ditta farmaceutica, ma questo o lo dimostri o resta una tua (rispettabilissima) ooinione

        • Toni scrive:

          @ Nino
          Naturalmente “non concedi” perché opti per la rivisitazione del Bugiardino nel senso che non procura aborti. Tutte del resto è armonioso con il tuo allegro ed ottimista sistema di pensiero, dove tutto è uguale a tutto e tutto non vale niente e ogni mescolanza che conosci produce frutti buoni.
          Ma di grazia, quale arguta argomentazione hai maturato per “non concedere” a dispetto della letteratura scientifica che dice che è abortivo?

          • Nino scrive:

            @Toni: le argomentazioni della Organizzazione Mondiale della Sanità. E gli ultimi studi relativi all’uso del farmaco.

    • doroty scrive:

      Cara Valentina, non tutto cio’ che e’ legale e’ morale ed inoltre, come in questo caso, per “garantire” un diritto si va a lederne due, quello del bimbo di nascere e quello del medico di esercitare l’obiezione di coscienza. Anche questi garantiti da una legge. Oltre al diritto ad una corretta informazione sugli effetti dei farmaci che pero’ viene disattesa. Come facciamo? Sono diritti che inevitabilmente giungono a collisione e mostrano l’ipocrisia regnante in materia. Comunque ringrazio il coraggio di questo medico che evidenzia tutto questo.

      • Nino scrive:

        @Doroty: è vero, non tutto ciò che è legale è morale e non tutto ciò che è illegale è immorale, perché la morale è personale, ed ognuno ha la sua, la legge definisce dei criteri generali che, in quanto generali, non possono coincidere con quelli di tutti. Ma alla legge bisogna adeguarsi (ed eventualmente combattere per modificarla). Nello specifico la legge dice che su quel farmaco, non essendo riconosciuto come abortivo, l’obiezione di coscienza non è prevista. Che poi sulla materia ci sia molta ipocrisia sono d’accordo

      • Lena scrive:

        ma neppure tutto ciò che immorale per alcuni gruppi di persone ideologicamente ispirate lo è per gli altri. ma impedire ad una donna di evitare un impianto di embrione indesiderato è non solo illegale (l’aborto è un diritto costituzionalmente garantito, leggiti la sentenza della corte costituzionale il diritto della donna alla salute prevale sulla tutela dell’embrione che ancora non è persona) ma è anche contrario al senso di giustizia umana.

        • kan63 scrive:

          Noto con stupore che tutte le persone favorevoli all’aborto non lo hanno subito…

          • Lena scrive:

            noto con stupore che tutte le persone favorevoli all’astinenza sessuale non l’hanno subita…

            noto con stupore che tutte le persone favorevoli alla contraccezione non l’hanno subita…

            • Kan63 scrive:

              Dica la verità Lena, un po’ le rode il fatto che in fondo in fondo anche se lei lo considera un diritto quando una donna abortisce distrugge un individuo unico e irripetibile.

              Si é vero, se fatto con una pillola abortiva ha ancora l’aspetto di un mucchio di cellule ma alla fine tra questo mucchio di cellule e un feto di 3 mesi o un feto di 8 mesi o un bambino appena uscito dalla madre ancora legato al cordone ombelicale e che non ha ancora cominciato a piangere che differenza c’é?

              Se abbandonato nessuno dei quattro riuscirebbe a vivere quindi qual’é la differenza? che quello appena nato lo abbiamo visto? che quello di 8 mesi ha già una forma definita? se noi lo percepiamo ha diritto di vivere altrimenti no?

              Se può soffrire non possiamo più sopprimerlo se invece non soffre ancora e non lo abbiamo ancora visto si può fare?

              L’aborto non é un diritto e la legge 194 non lo definisce come tale, spiacente basta leggerla per capire che chi l’ha scritta aveva in mente che si trattava di esseri umani e di situazioni limite in cui bisognava forzatamente decidere tra i due ma si legga i primi 5 articoli della legge e mi dica se oggi vengono applicati.

              • Kan63 scrive:

                …dopodiché io non sono favorevole né all’astinenza sessuale né alla contraccezione e sono qui bello e vegeto come i miei figli…

                • Nino scrive:

                  io invece non sono favorevole all’astinenza ma lo ero alla contraccezione, e sono ugualmente qui bello e vegeto come i miei figli

                • LEna scrive:

                  certo, ma era solo per ribattere che anche con astinenza sessuale e contraccezione, che certamente sono diritti (adesso non mi venire a dire che non esistono questi diritti perché non c’è il testo letterale di una legge che dice “diritto di non avere rapporti sessuali”) e sono riconosciuti da tutti coloro che sono nati, si impedisce, si è impedito sicuramente a tante potenziali persone di venire all’esistenza. in questo senso ci sono sicuramente tanti bambini vittime dell’astinenza sessuale e della contraccezione, anche se i loro embrioni ancora non si erano formati, se non fossero stati usati i contraccettivi o l’astinenza si sarebbero formati e poi gli embrioni sarebbero divenuti feti e poi bambini…

              • Lena scrive:

                Caso mai distrugge un genoma difficilmente ripetibile (ma non è escluso in teoria che la stessa combinazione di geni si possa ripetere) , che potrebbe ancora dare luogo alla formazione dei corpi di più individui (mai sentiti i gemelli omozigoti?), ma comunque anche se non si scindesse in due, resta comunque soltanto un set di aminoacidi ed altri enzimi contenuti in un gruppo di cellule. Non c’è ancora nessun cervello umano, nessun corpo umano, nessuna sensibilità umana, nessuna soggettività umana. C’è solo il materiale biologico allo stato bruto da cui si può formare un corpo.
                E quello che mi dà fastidio è che ci siano persone che pretendono di attribuire a questo materiale non solo il diritto di restare nell’utero della donna una volta che ci si sia impiantato, ma anche di dargli il diritto di imporre alla donna che non vuole avere gravidanze di tenere il proprio utero in condizioni di poter permettere un impianto. In pratica la donna nella gestione del proprio corpo deve tener conto dei comodi di eventuali ovuli fecondati o forse meglio della volontà degli embrionisti di far sviluppare ad ogni costo tutti gli ovuli fecondati.

              • LeNa scrive:

                No distrugge soltanto un genoma difficilmente ripetibile , cioè un set di aminoacidi ed altri enzimi, contenuto in un gruppo di cellule, che potrà dare luogo alla formazione di uno o anche più (gemelli omozigoti) organismi individuali.
                E quello che mi da fastidio è soltanto che ci siano persone che vogliono attribuire a questo mero materiale biologico diritti sul corpo delle donne che non vogliono subire gravidanze. Addirittura si arriva a sostenere che si dovrebbe forzare la donna a conservare la parete del proprio utero in condizioni idonee a far attecchire l’embrione; in pratica il corpo della donna deve essere tenuto ai comodi degli embrioni o meglio al servizio della volontà di chi ha deciso che tutti gli ovuli fecondati si devono trasformare in bambini, a spese del corpo di chi non vuole subire gravidanze, ovviamente.

                • giovanna scrive:

                  infermieraaaaaa

                  e anche una prece !

                • yoyo scrive:

                  Quindi tu sei riducibile ad una serie di aminoacidi? Non male come autocoscienza.

                  • Lena scrive:

                    Io non sono un ovulo fecondato, anche se il mio corpo è derivato da un materiale biologico di quel tipo.

                    • Toni scrive:

                      Se tu fossi un ovulo fecondato avresti molta più qualità umana di ora.

                    • Toni scrive:

                      Devo delle spiegazioni… quando leggo e scrivo post indirizzate a certe persone affronto rispettivamente due sensazioni: leggerli è come mettere il piede sulla cacca e coniare una risposta è come lavorare in una fognatura intasata.
                      Quando sento parlare dell’embrione come di parassita divoratore o bruto materiale, oltre all’irritazione ed il disgusto inziale, trovo doveroso ribadire dei concetti elementari: Chi nella vita incontra trova gente che si si esprime con termini simili altro non dimostrano che una umanità deformata. La peggiore deformazione … per la quale non esiste protesi. Prova di questo si ha leggendo quello che scrivono per notare che non esiste un sibilo di vita in quello che dicono … ma un ordine nevrotico, il ricorso a termini asettici e freddi, sempre (in ogni discussione) alienati da passione vitale. Se nella vita quotidiana, per un incidente alla retina, la loro vista fosse ridotta in bianco e nero anziché a colori nulla cambia. Non sanno provocare un sorriso, o un sentimento di tenerezza … forse li simulano. Non so chi hanno vicino, probabilmente gente come loro … dubito pure che possono avere “embrionali” sentimenti di compassione sollecitudine e rispetto tra loro … perché odiano gli embrioni e tendono ad ucciderli. Avranno sicuramente un punto di contatto… i genitali, in quanto giocattoli.
                      Allora quando usano espressioni del tipo “materiale” “biologico” “bruto” trova una coerenza il sospetto che non sfuggono di essere per se stessi del materiale biologico allo stato bruto ma sensiente.
                      Bello sarebbe se di tali persone fossero riconoscibili come i gatti neri … verso i quali, chi è sfuggito alla loro furia assassina al grido “materiale bruto”, incontrandoli per strada faccia i dovuti scongiuri.
                      Spero di sbagliare… ma non sbaglio …. Purtroppo
                      Non solo Shiva101

                    • Leena scrive:

                      @Toni
                      quante parole per dire niente o meglio per ribadire che secondo la tua volontà le donne devono essere costrette anche contro ogni loro volontà a prestare il proprio corpo allo sviluppo di ovuli fecondati/embrioni.

  6. Nino scrive:

    Ci sono alcuni aspetti dell’intervista che vorrei sottolineare:

    La dottoressa dice:

    “un ospedale deve garantire l’erogazione di farmaci legali, ma il dottore può prescriverli solo se in accordo con la sua coscienza” … quindi lei avrebbe dovuto semplicemente indirizzarli verso il servizio dell’ospedale che “garantiva l’erogazione di farmaci legali”

    Poi dice che la pillola induce

    “Un vero e proprio aborto quindi, perché quello è un embrione fecondato anche se non ha un nome ed è ritenuto tale solo dopo l’annidamento” … cioè anche se l’embrione è ritenuto tale solo dopo l’annidamento per lei non è così ?

    Però la sua opinione si rispetta e se, come dice nell’intervista, la direzione non le ha fatto alcuna osservazione vuol dire che il suo comportamento è stato giudicato corretto. Forse i ragazzi non dovevano andare al pronto soccorso, visto che era pieno giorno

    O.T. (ma non troppo) : nel referendum in Nord Dakota (stato a maggioranza repubblicana ovvero conservatrice) per inserire nel primo articolo della costituzione una frase sugli “inalienabili diritti alla vita di ogni essere umano in ogni stadio di sviluppo” i no sono stati circa il 64%

    • giovanna scrive:

      Nino, credo che la frase vada letta : che è ritenuto tale solo dopo l’annidamento .. da alcuni ! oppure che è ritenuto embrione solo dopo l’annidamento, ma pur non esseno chiamato embrione , è comunque un essere umano nel primo stadio di vita. Cioè, come lo si chiama, lo si chiama, per sminuirlo e poterne disporre, ma quell’ovulo fecondato, prima dell’annidamento è comunque un essere umano !
      Se noi non fossimo stati prima un ovulo fecondato, poi, sempre quello stesso essere umano, un embrione, poi un feto, poi un bambino, poi un giovane, poi un adulto, in futuro un vecchio, sempre NOI.
      Insomma, basta leggere l’affermazione successiva per arrivarci.

    • Kan63 scrive:

      Sul primo punto mi sembra che dica che un infermiere li ha effettivamente invitati a rivolgersi a ginecologia o alla guardia medica perché in PS non c’é tempo per gestire casi del genere.
      Sulla questione dell’annidamento non sono un esperto ma mi verrebbe da dire che l’individuo esiste dal momento che esiste una minima traccia del suo partimonio genetico quindi prima dell’annidamento che ne é solo una tappa evolutiva successiva (come iniziare a respirare quando si nasce).

    • Lena scrive:

      Ma certo il codice deontologico dei medici prevede la così detta clausola di coscienza, diversa dall’obiezione di coscienza, e infatti neppure possiamo dare la colpa alla dottoressa, ma ai servizi di ginecologia che non si assicurano di avere in servizio medici non obiettori o anche al legislatore che non ha seguito l’esempio di rendere il Norlevo un farmaco non soggetto a prescrizione medica, vendibile anche su internet, come avviene in molteplici stati europei.

  7. Raider scrive:

    La legge che regolamenta l’aborto – magari, mercé una pillola che non è un contraccettivo – garantisce che il servizio venga assolto dalle strutture sanitarie nazionali: ma non può far violenza sull’operatore sanitario che non intende procedere a ciò che è in contrasto con la sua coscienza. Se tutti i medici e infermieri fossero obiettori, vorrebbe dire, quantomeno, che quella legge non può essere applicata da strutture pubbliche: cosa che avviene in altri casi, a proposito di altri servizi pubblici, sospesi o erogati al di fuori di ogni tempistica per difficoltà pratiche, per mancanza o insufficienza di fondi, inefficienza e così via. L’aborto potrebbero pagarselo, le donne che scelgono di abortire, presso strutture private, bensì con i soldi pubblici, o trovare soluzioni alternative altrove.
    Certo, un fondamentale principio democratico è che nessuno può essere costretto a fare qualcosa che ripugna alla sua coscienza: di fronte a questo principio morale che è alla base del moderno diritto, ogni altra considerazione passa in subordine. Invece, per fare un esempio – non troppo pertinente ma istruttivo per capire, cosa non indifferente, il contesto – Scalfar8 vorrebbe fare passare per un crimine passibile di galera anche l’espressione di un dissenso.

  8. LUCA scrive:

    Quegli stolti dell’AIFA hanno provato, su dettato di potenti lobby ue, a modificare il bugiardino
    smentendo gli stessi studi sulla pillola.

    Ma la verità prima o poi torna a galla…

    Assordante il silenzio delle istituzioni: qui medici e infermieri rischiano il posto per non rinnegare la loro missione!

    Ministro Lorenzin: SVEGLIA!

  9. Lena scrive:

    Comunque su un punto la dottoressa ha ragione, le ragazze non dovrebbero avere rapporti non protetti facendo affidamento sul Norlevo, perché la sua efficacia è minore di quella dei normali mezzi contraccettivi e se presa continuamente produce gli stessi effetti collaterali della normale pillola contraccettiva.

  10. Paolo scrive:

    E’ veramente assurdo che a cittadini venga negato il doveroso accesso a farmaci per la contraccezione di emergenza in virtù delle fantasiose visioni di alcuni.
    Il contraccettivo non ha alcun effetto sull’embrione impiantato quindi di certo non si può parlare di aborto.
    Un medico non può attribuire effetti o denominazioni sulla base di convinzioni ideologico-religiose personali.
    Fintanto che non vi è l’impianto dell’embrione non vi è alcun inizio di gravidanza quindi non vi è assolutamente alcun aborto. Aborto che rimane comunque una libera scelta all’interno della legge 194.
    Ne consegue che il farmaco anticoncezionale Norlevo non ha alcun effetto abortivo a livello scientifico.
    Questo anche se non piace alle concezioni “fai da te” di alcuni “professionisti” che nopn dovrebbero pensare di poter anteporre la propria ideologia al mestiere serio che si sono liberamente scelti.
    Aberrante poi la frase secondo cui il diritto alla contraccezione o all’aborto non sia da considerare pari a quello delle cure. Ma dove siamo? In uno Stato teocratico?

    • Giannino Stoppani scrive:

      Paolo e la logica della fatina dei denti:
      per lui la gravidanza inizia con l’impianto e non con la fecondazione dell’ovulo.
      Come dire che il Po nasce a Torino e non a Pian del Re.
      E poi ha anche il coraggio di parlare di “fantasie di alcuni”.

      • Nino scrive:

        @Giannino Stoppani: è ovvio che qui si scontrano correnti di pensiero diverse, ed io ho già troppo spesso detto la mia. Ma la ripeto: secondo me un ovulo fecondato non è un essere umano ma è come un seme, che se piantato nella terra ed accudito può diventare una pianta. Ed è con l’impianto che inizia il ciclo evolutivo che porta alla vita. Per questo, anche se il Levonorgestrel tra i vari effetti avesse quello di impedire l’annidamento dell’ovulo, con lo stesso effetto che si ottiene per mezzo della spirale, per me, esattamente come la spirale, sarebbe un anticoncezionale e non un mezzo abortivo. Ma so bene che esistono punti di vista diversi.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Ma sì Nino, la gravidanza inizia quando il nascituro ha fa la prima comunione!
          Ma tu credi davvero di farti ragione rimbrodolando la gente di discorsi anche su argomenti così stringenti?
          Anche un bambino di tre anni capisce che la gravidanza inizia col concepimento, ovvero con la fecondazione dell’ovulo, il quale, una volta fecondato, dopo alcuni giorni produce le molecole necessarie per far presa sull’endometrio e annidarvisi.
          Sicché è letteralmente indecente, dal punto di vista strettamente logico, sostenere che la gravidanza inizia con l’annidamento. Punto.
          Prima del tuo seme c’è stata un’ape che ha fecondato un fiore, che si è trasformato in frutto e poi in seme.
          Senza quell’ape, hai voglia te di sotterrare, annaffiare e concimare!
          A meno che tu, come Pinocchio, non creda che a sotterrar gli zecchini nascano alberi che producono monete d’oro!
          Poi, per carità, per comodità ideologica uno si può anche convincere che il Po nasca a Torino o che, per citare una famosa barzelletta sui comunisti, che i coccodrilli “volicchino” se lo si trova scritto su l’Unità.

          • Nino scrive:

            quindi quando in vitro si fecondano un certo numero di ovuli iniziano altrettante gravidanze? è un tuo parere. Secondo me la gravidanza inizia quando l’ovulo fecondato viene impiantato.

            • kan63 scrive:

              Sì, purtroppo con la fecondazione in vitro si generano un certo numero di individui (ognuno già geneticamente diverso), potenzialmente uomini e donne come noi.

              • Giannino Stoppani scrive:

                Se non capisce con l’esempio dell’apetta e del fiorellino, io non so proprio da che parte rifarmi.

            • Su Connottu scrive:

              Nino non confondere la gravidanza con l’inizio della vista di un essere umano.
              Che è come dire: se non avete una casa non siete marito e moglie

              • Su Connottu scrive:

                vita, non vista

                • giovanna scrive:

                  Certo, gli esseri umani generati con fecondazione in vitro sono esseri umani a tutti gli effetti , solo agli inizi della vita, manipolati dal più forte e che in maggior parte vanno a morire per l’egoismo degli adulti e anche per l’enorme tornaconto economico , che è lo stesso.
                  Che poi, stiamo a guardare il capello, quando c’è gente che va in brodo di giuggiole per la possibilità di comprare i bambini come schiavetti al mercato, manco si fosse dell’Isis !
                  Bambini, dai, non esageriamo, ammassi di cellule differenziati , venduti dalle madri o dai padri al miglior offerente !

    • Nino scrive:

      @Paolo: una risposta definitiva e “scientifica” su quando inizia una nuova vita non esiste. Io condivido la tua opinione, ma la reputo una opinione e non una verità assoluta

      • giovanna scrive:

        Caro Nino, una risposta definitiva e “scientifica” su quando inizia una nuova vita esiste, eccome se esiste.
        Tanto è vero che dopo mesi che rimbalzavano le tue amenità e quelle della tristissima Filomena, l’unico testo che siete riusciti a produrre in settimane di ricerche matte e disperatissime in tutti i siti farlocchi del mondo, è quello della Montalcini, tratto da una intervista, non di sicuro da un testo ufficiale, e introdotto da lei stessa da un “secondo me ” e che tra l’altro non dice niente, se non dare una definizione dell’essere umano all’inizio della vita di “cellule indifferenziate ” !

        Come se io dicessi che tu non sei un essere umano, tra l’altro con lo stesso identico DNA di quando eri un ovulo fecondato, quel Nino e non altri in tutta la storia del mondo, ma sei un ammasso di cellule differenziate ! Non è scienza, ma un tentativo di poter disporre per propri scopi della vita umana.
        La scienza ufficiale, quello che si insegna in tutte le università di medicina, biologia, farmacia, biotecnologie del mondo, dice che l’essere umano inizia con la fecondazione dell’ovulo, in quel momento preciso e non in altro momento !

        E, ripeto , l’esempio che fai tu del SEME va esattamente nella direzione contraria a ciò che affermi : il seme E’ la pianta, al primo stadio di vita, E’ una vita, vegetale, ma VITA, come l’ovulo fecondato E’ una VITA, UMANA, VITA UMANA !
        Secondo me lo sai che il tuo esempio non fa ch
        e ribadire quale sia l’inizio della vita, ma la tua malafede untuosa ti fa scivolare anche lì.

        E se l’hanno detto TUTTI, TUTTI, TUTTI gli scienziati del mondo, dovresti fartene una ragione, non si può essere oscurantisti a questo modo, pur di affermare il proprio dominio sulla vita umana piccola e debole e bisognosa di tutto.
        Non sto ad evidenziare ancora il banale fraintendimento in cui sei incorso rispetto alle parole della dottoressa, poi, veramente penoso, per una mente presuntuosa e saccente come la tua.

        Quello che stupisce e preoccupa è la protervia di gente come te, che pur non potendo smentire di un mm affermazioni scientifiche condivise da TUTTA la comunità scientifica, sempre ufficialmente, , crede ormai di essere tanto padrona del mondo da poterla passare liscia comunque, facendo leva sull’ignoranza e la disperazione altrui.

        Ma tanto è inutile, meglio prenderti per il sedere, come il grande Stoppani !

        • Raider scrive:

          Grande Giovanna! Standig ovation!

        • D.Ph kissinger scrive:

          Giovanna il povero Nino a me pare una persona equilibrata. Tu dici che l’hanno detto TUTTI TUTTI TUTTI gli scienziati del mondo…tranne un premio nobel citato dal povero Nino. Ma tu chi ci citi?

          • Nino scrive:

            no Kissinger ti prego, questo è un deja vu, ora avrai un elenco di riferimenti, il primo del quale (se non è stati depennato) ha detto durante un convegno organizzato a Roma da una università cattolica che alla domanda intorno alla quale stiamo girando non è possibile dare una risposta scientifica.

            Approfitto per dire che condivido, nella mia ignoranza e con tutti i miei dubbi, l’intervento in fondo di Ennio.

            • Toni scrive:

              E figuriamoci se non condividevi la brodaglia.

            • giovanna scrive:

              Kissinger e Nino : ho infatti specificato che nei testi UNIVERSITARI, quelli ufficiali di TUTTO il mondo, come ho già postato, riportando direttamente, non copia-incollando in Nino-Filomena style, c’è scritto che la vita umana inizia con la fecondazione dell’ovulo.

              Poi , alcuni di questi scienziati, per il popolino tontolino, dicono in interviste e simili altre cose, a livello filosofico, magari, riportate male, magari, ma nei loro testi SCIENTIFICI, a livello UNIVERSITARIO, non possono dire altro, pena sbertucciamento di tutta la comunità scientifica.

              Il Gilbert, per esempio, autore di quella che è considerata la bibbia dell’embriologia dice :

              “La fecondazione: l’inizio di un nuovo organismo
              – La fecondazione è il processo per cui due cellule germinali si fondono insieme per creare un nuovo individuo con potenziali genetici derivati da entrambi i genitori
              La classificazione tradizionale cataloga gli animali secondo la loro struttura da adulti. …
              Quando noi consideriamo un cane, per esempio, noi di solito ci raffiguriamo un adulto.
              Ma il cane è un cane sin dal momento della fecondazione di una cellula uovo di cane da parte di uno spermatozoo di cane. Rimane un cane anche quando è un bracco vecchio e morente.
              Quindi, il cane è in realtà l’intero ciclo vitale dell’individuo, dalla fecondazione alla morte”.

              Ma diciamo che lo stesso concetto, presente in TUTTI i libri di embriologia del Mondo, lasciando perdere la divulgazione per quelli che si bevono la qualunque, è presente anche nel libro di terza media di mio figlio !

              Dai, Kissinger, leggi un qualsiasi libro di terza media : l’istante in cui c’è un essere umano nuovo, unico ed irripetibile, è quello della fecondazione !

  11. Raider scrive:

    Grande Stoppani!

  12. luca scrive:

    io sono dell’opinione che se una non vuole avere un bambino ricorre anche come extrema ratio all aborto praticato in maniera illegale come facevano negli anni 60….quindi fra i 2 mali meglio il male minore

    • Su Connottu scrive:

      Il male di affidare il bambino a una coppia che possa adottarlo non lo contempliamo nemmeno, vero?

    • Raider scrive:

      A proposito di male, minore e cioè, sempre maggiore dello scurpolo che lo ispira perché inflitto al minore di tutti: ma che, riconosciuto come male, è cosa ben diversa dalla conquista dell'”integrità” rivendicata con orgoglio da molti sostenitori dell’aborto: e segno della consapevolezza della posta in gioco è che non mancano quanti negano che l’embrione sia già una vita. Ecco perché ci sono le Lene che dell’aborto parlano come di una vittoria anche sua, che non permetterebbe mai a un bambino di intrufolarsi dove si vuole “integra”. Proprio per disprezzo di ogni limite morale alla volontà fatta legge di vita (i gay sì che devono averli, i piccoli!) e di morte (puah! Come la mettiamo con l'”integrità” di ogni donna che vive per se stessa?), l’aborto è un punto qualificante delle ideologie denataliste e genderiste, della destrutturazione del soggetto, cioè, in definitva, dell’umano. Il significato, in ultimo, teologico di tutto questo non sfuggirà, perché debba dire qualcosa anch’io. Mi limiterò – e chiedo scusa per una reminiscenza umanistica, nel momento in cui impallidisce anche il ricordo scolastico delle nostre tradizioni più illustri – a citare qualche verso della poesia contro l’aborto scritta da Ovidio (Amores, II, XIV):
      “Colei che per prima insegnò a strappare dal grembo i teneri feti, / meritò di perire nella guerra contro se stessa. / Per privarti dell’onta di un ventre rugoso / stendi la funesta arena per la tua battaglia? (…) Tu pure, che sei nata bella, saresti mancata, / se tua madre avesse tentato lo stesso tuo crimine. (…) La vita è premio non piccolo di una breve pazienza.”
      Credo che sia una lezione morale che ci viene dai nostri progenitori, per mano del pagano e libertino Ovidio, valida contro chi osa fare dell’aborto una conquista di civiltà.

    • Sebastiano scrive:

      Sarebbe interessante sapere cosa ne penserebbe, di questo “male minore”, il bambino che si avvia ad essere accoppato.
      Capisco però che non ti interessi il parere di un grumo di cellule. Ma almeno non nascondetevi dietro una foglia di pino.

      • filomena scrive:

        Ti faccio solo notare che ”il grumo di cellule da te citato, fino a prova contraria, non pensa perché non ne ha facoltà quindi mi pare difficile che arrivi a qualsiasi conclusione rispetto alla sua sorte.

        • Raider scrive:

          C’è anche tanta gente cresciutella che non ragiona molto meglio di quanto faccia gente che lavora in un ospedale o vi è ricoverata: per esempio, quando dimentica che chi non può pensare per sapere che idea farsi di lei, Filomena, chi non è in condizione di decidere per sé, chi non si può difendere perché “non ne ha facoltà”, ha bisogno giustappunto di chi si prenda cura di lui per metterlo in condizione di rispondere come merita a chi non vede altro in lui che un irrepsonabile e ingombrante “grumo di cellule”: che è ciò che anche lei è dalla testa ai piedi.

        • ochalan scrive:

          Filomena, quella che non sopporta i disabili. Anche loro sono amens, vero?

        • Sebastiano scrive:

          Filomena, rileggi bene, magari aiutati con il dizionario.
          Quanto dici è applicabile anche a un bambino appena nato, che non ha facoltà di esprimere alcun parere. E pure per lui “mi pare difficile che arrivi a qualsiasi conclusione rispetto alla sua sorte”.
          Ma, a quanto pare (e non per molto, visto che qualcuno parla già di aborto post-nascita), ha gli stessi diritti di vivere di chiunque altro.
          La foglia di pino diventa sempre più sottile.

  13. Ennio scrive:

    Argomento controverso e spinoso. La soluzione condivisa non ci sarà mai. Fondamentalmente perchè c’è chi argomenta con enfasi religiosa, chi si appella alla bioetica laica, e chi ragiona in modo darwiniano in termini di continuità della specie.
    Le prime due visioni, pur nelle loro diversità, ritengono che ciascun concepimento dia luogo ad un “essere”. Ma già qui si tratta di capire se quell’essere sia anche “individuo”, cioè un essere vitale con in più una coscienza di sè stesso. (traslando nel campo degli animali, tanto per capirci, se mettete un cane davanti a uno specchio riconosce se stesso, ha coscienza di sè; se ci mettete un pesce, attaccherà l’immagine riflessa come se fosse un intruso estraneo). E calmatevi subito, se vi state già inalberando per il confronto con gli animali. Biologicamente siamo animali anche noi, esattamente come tutti gli altri, elevati (in teoria) solo dall’intelligenza.
    E in questo caso cosa vogliamo salvare dall’atto di un concepimento (e intendo concepimento, non annidamento)? La potenziale “coscienza di sè” futura di quell’essere? E dico “essere”, perchè quello non è ancora un individuo. Potrebbe diventare un grande scienziato e risollevare le sorti dell’Umanità. Potrebbe diventare un serial killer e far fuori qualcuno a voi caro. Potrebbe diventare anche Papa, per quel che ne sappiamo.
    E’ giusto l’atteggiamento oltranzista di salvare il frutto del concepimento ad ogni costo?
    E’ giusto per questioni religiose? Etiche? Perchè lo pensiamo noi? Perchè qualcuno che veneriamo o stimiamo lo pensa?
    C’è poi chi ha un approccio totalmente ateo e che ritiene che la sopravvivenza biologica dell’uomo sia demandata alla continuità della specie. Per costoro ci sarà comunque qualcun’altro che farà quello che non fa chi soccombe. Queste persone non credo si pongano minimamente il problema di ardere tra le fiamme dell’inferno casomai dovessero evitare un annidamento con la pillola del giorno dopo, o anche abortire se la legge lo consentisse. Potete biasimarli, certo, ma alla fine il corpo appartiene a quelle donne che fanno quella scelta. Non è il vostro. Così come non saranno vostre le conseguenza psicologiche eventuali di quella scelta.
    Su tutti questi aspetti (e sicuramente ci sono moltre altre sfaccettature che non ho considerato) c’è una legislazione statale. Non sarà perfetta, non sarà completamente accolta da tutti, ma fino a prova contraria qui viviamo in uno stato di diritto (per evitare la giungla). E dopo ampie discussioni come queste del forum questa legislazione ha stabilito “se e quando” abortire e “se, quando e come” fare contraccezione. La dottoressa in questione può legittimamente fare obiezione di coscienza. Però la struttura sanitaria penso che dovrebbe garantire obbligatoriamente la presenza di almeno un medico dichiaratamnte non obiettore. Altrimenti a me cittadino viene negato un diritto.

    Poi c’è anche da considerare che la dottoressa dell’articolo ha fatto giustamente notare l’abuso che si fa della pillola del giorno dopo. Credo che la questione sia soprattutto qui.
    Dispiacerebbe che passasse il messaggio del tipo “queste giovani di oggi prima lo fanno senza precauzioni e poi corrono ai ripari il giorno dopo”. E’ un fatto importante di salute pubblica, e anche di pericolo di diffusione di aids e altre malattie sessualmente trasmissibili.
    Ma la dottoressa come fa a sapere se una ragazza va da lei dopo aver avuto un comportamento deliberatamente imprudente? Potrebbe invece essersi rotto il preservativo. Potrebbe essere stata costretta ad avere un rapporto non protetto. E’ giusto negare la pillola del giorno dopo in tutti i casi?

    Io la verità assoluta e divina in tasca non ce l’ho. Se voi avete una visione così chiara e netta buon per voi.
    Credo che la legislazione attuale sia una buona legislazione.
    Poi gli scrupoli di coscienza (religiosa o laica che sia) sono scelte individuali. Nessuno può pensare di avere ragione assoluta sull’altro. E infatti la legislazione permette la libertà di scelta. Devo però poterla esercitare: quindi la strutura sanitaria per me dovrebbe garantire la presenza di medici dichiaratamente non obiettori di coscienza per casi del genere.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Bravo Ennio,
      tutta codesta sbroscia di chiacchiere per poi dire, strizza strizza, che tu, in effetti, di quest’argomento non ne sai una sega e che non ti frega granché di saperne più di tanto, visto tu sei uno di quelli “à la page” che per non disturbare troppo la propria coscienza si accontentano di considerare la realtà effettuale un mistero insondabile facendo spallucce.
      E dunque a che pro il tuo ondivago e sonnacchioso intervento?
      Per riscuotere l’applauso di qualche carampana frulla-bambini?
      O per incassare la disapprovazione di qualche cretino che ti prende sul serio?
      Oppure (e questa credimi, è l’opzione migliore!) per rinverdire i nostri vaghi ricordi scolastici del terzo canto dell’inferno, ove il Poeta colloca quelli “che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo”?
      Ai posteri l’ardua sentenza!

  14. filomena scrive:

    Finalmente un commento di qualcuno sano di mente. Grazie Ennio.

    • Raider scrive:

      Una diagnosi così precisa per i commenti che si leggono qui vale anche per i suoi commenti, Filomena. A confermarlo è il fatto che, dal momento che lei non ha voluto specificarlo, si presume lei si consideri della partita.
      Allora, non si scappa:

      A) se è vero ciò che lei dice, allora, quello che lei afferma del commento di Ennio è folle come tutto il resto;
      oppure,
      B), se ciò che lei sostiene del commento di Ennio è falso, è un’altra delle sue follie.
      Faceva meglio a stare zitta. Senza aggravi per Ennio, fra l’altro.

    • giovanna scrive:

      Fossi in Ennio mi preoccuperei, tanto anche , sentirsi dare del “sano di mente ” da Filomena, dico, Filomena !, c’è da fare qualche gesto scaramantico ! :-)

      Comunque, grazie Ennio per aver mostrato come si va a finire se non si considera l’essere umano degno di vivere dal primo istante fino all’ultimo della sua vita, solo perché C’E’.
      Si va a finire in un tremendo menefreghismo, che apre la strada al peggiore totalitarismo.

      • giovanna scrive:

        Mamma mia, Ennio, anche Nino è d’accordo con la tua brodaglia ! Stai messo di un bene !
        Complimenti vivissimi ! :-)
        E attento a non scivolare nell’unto di tutti i dubbi che riguardano se il più piccolo e il più debole del mondo possa essere eliminato, comprato, schiaviz.zato , uc.ciso, quando non è più utile per il più forte !

      • Ennio scrive:

        Amen

        • Giannino Stoppani scrive:

          Un “requiem” mi parrebbe più indicato, non trovi?

          • Ennio scrive:

            ok. come vuoi…allora requiem.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Ecco, codesto mi pare già un bel passo avanti verso la consapevolezza di te.
              Speriamo che non sia solo il frutto della “sindrome dell’ultima parola”.

              • Ennio scrive:

                Bravo Giannino.
                Ora dormi sonni tranquilli.

                • Ester scrive:

                  In un programma legale televisivo , settima scorsa forse, la conduttrice, supportata da una ginecologa, affermava insistentemente che la pillola del giorno dopo doveva essere un prodotto da banco, perché assolutamente non abortiva. Anzi entrambe affermavano che se l’ovulazione era già avvenuta nulla avrebbe potuto fermarla. Non so se si tratta dello stesso prodotto farmaceutico cui si riferisce la dottoressa Polo, ma in quel programma mi sembra si facesse dell’informazione (?) a senso unico.Per correttezza avrebbero dovuto invitare anche un altro medico ginecologo di orientamento diverso da quello della dottoressa presente.
                  Grazie di cuore alla dottoressa Polo.

  15. Francesco scrive:

    Sono d’accordo col dott. Pattone, Non si può escludere l’azione embrionicida, anche se il farmaco in parecchi casi agisce come antiovulatorio. Per evitare gli aborti che causerebbe vale il principio di precauzione, quindi un medico può decidere di non prescrivere per non ”rischiare” di determinare un aborto e portarsi per tutta la VITA quel bimbo sulla coscienza.

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