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La doppia faccia della Champions: divertente, ma già scontata

novembre 22, 2012 Emmanuele Michela

Il flop del Chelsea, l’eliminazione del City, il boom dello Shakhtar. Dopo 5 giornate di esiti impensabili ce ne sono stati eccome, ma a conti fatti gran parte dei giochi sono già fatti: già 13 squadre sono qualificate agli ottavi.

Champions esaltante, imprevedibile e entusiasmante. Eppure già scontata nel suo esito, con ben una giornata d’anticipo. La bella vittoria del Milan di ieri contro l’Anderlecht ha mandato in archivio la quinta giornata, qualificando i rossoneri come secondi nel girone C, in un’annata segnata da un trend che merita attenzione: a tutti manca ancora una partita da disputare, ma 13 posti dei 16 destinati a chi accede agli ottavi di finale sono già stati assegnati.

BALLANO ANCORA SOLO 3 POSTI. Sono bastate 5 partite per dare forma chiara alle classifiche: 5 gironi su 8 hanno già definito chi saranno le prime due che proseguiranno il loro cammino, nei tre gruppi ancora in discussione le squadre che si giocano il posto sono solo 6. Juve e Chelsea si fronteggiano per passare nel girone E, Benfica e Celtic cercano la piazza alle spalle del Barcellona nel G, e Cluj e Galatasaray quella dietro allo United, nell’H. Certo, non che le partite viste fin qui siano state qualcosa di prevedibile: di esiti non scontati ce ne sono stati eccome, come l’eliminazione del Manchester City, l’incredibile vittoria del Celtic sul Barcellona, il sorprendente Shakhtar davanti a Juve e Chelsea, i numeri del Malaga capolista. Ma al netto delle partite, le classifiche parlano chiaro: tra teste di serie e inseguitrici, in palio c’è ancora poco; pochi anche i premi di consolazione da assegnare, ossia il terzo posto nel girone, che garantisce l’accesso al tabellone dell’Europa League.

L’EUROPA CAMBIA CON PLATINI. Che sia uno dei primi effetti della riforma di Platini, che tre anni fa ha ridotto i posti in Champions per le squadre delle grandi nazioni per dare più spazio alle realtà calcistiche più periferiche? È indubbio questo: se inglesi e spagnole non soffrono eccessivamente per questi cambiamenti, l’arrivo di tante squadre dell’est ha tolto spazio alle realtà calcistiche appena sotto, come Italia, Germania, Olanda, Portogallo, Francia… Terre che, anni fa, avrebbero saputo comunque giocare un ruolo da protagonista pur accedendo al tabellone europeo senza vincere il proprio campionato. Ma trovare un trend unico è difficile, avendo sott’occhio un range di anni abbastanza ridotto. Ci sono state, è vero, alcune imprese sportive di club decisamente impensabili, come ad esempio quanto fatto lo scorso anno dall’Apoel Nicosia, fermato solo ai quarti dal Real, oppure la crescita vistosa dello Shakhtar, ormai una big del calcio europeo. Ma sono cavalcate che sempre questa coppa ha saputo offrire, anche quando lo spazio per le squadre dell’est era minore.

CRESCONO LE “CENERENTOLE”. Per il resto, i gironi si riempiono di “Cenerentole”, come la Dinamo Zagabria, 0 punti in due anni di gironi europei e 35 reti subite, Zilina, Galati, Debrecen, Viktoria Plzen… Matricole che arrivano e spariscono, senza lasciare particolare segno, se non nelle tonde cifre scritte alla voce “gol subiti”. E portando con sé una domanda: giusto trascurare la qualità della competizione per dare a più nazioni la possibilità di parteciparvi?

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1 Commenti

  1. Carlo Candiani scrive:

    Il Borussia Dortmund mi ha impressionato. Può essere un candidato per la vittoria finale?

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