Google+

La Chiesa non si fida più di Berlusconi, ma nemmeno di Bersani-Vendola

dicembre 11, 2012 Eugenio Del Vecchio

Se si guarda con preoccupazione alla ridiscesa in campo del Cavaliere, al tempo stesso si teme un centrosinistra a trazione bersanian-vendoliana.

“Monti può essere ancora utile al Paese, per questo sarebbe meglio che rimanesse fuori dalla contesa”. E’ quanto detto da Pier Luigi Bersani, intervenuto lunedì scorso a Milano a sostegno del candidato del centro-sinistra alle regionali lombarde, Umberto Ambrosoli. 

“Fuori dalla contesa”, dunque. In altre parole, sarebbe meglio Monti non si candidasse. Il perché di un simile auspicio è presto detto: esso va ricercato nell’intervista rilasciata dal cardinale Angelo Bagnasco al Corriere della Sera di lunedì scorso. Dal presidente della Conferenza episcopale italiana, un evidente endorsement a favore del premier Mario Monti. Non solo per il presente. Ma anche, e soprattutto, per lo scenario politico-istituzionale del dopo elezioni.

Perché “sarebbe un errore non avvalersi di chi, come il premier, ha contribuito alla credibilità del nostro Paese”. Parole inequivocabili, segno di quanto Oltretevere venga incoraggiata al termine della legislatura la prosecuzione dell’esperienza del governo Monti. “Irresponsabile chi pensa a sistemarsi mentre la casa brucia”, ha proseguito il cardinale nel suo colloquio con Gian Guido Vecchi. Chiaro riferimento a Silvio Berlusconi, ovvio. Ormai considerato alla stregua di un “cavallo” non più credibile.

La Chiesa, quindi, dopo aver scaricato Berlusconi e non fidandosi affatto della segreteria pidiellina di Angelino Alfano, parrebbe spingere sempre più affinché possa costituirsi una lista Monti sotto egida Cei che comprenda, oltre a possibili e potenziali fuoriusciti del Pdl, il cosiddetto mondo di Todi. Ciò, evidentemente, potrebbe rappresentare il richiamo della foresta per quei democratici autentici propugnatori della fantomatica e più volte rammentata – ma oggi ancora poco individuabile, occorre ribadirlo – agenda Monti. Fantapolitica? Sì, no. Forse.

Come dimenticare, sul tema, l’incontro che l’ala montiana del Partito Democratico tenne al Tempio di Adriano il 29 settembre scorso. “Cento di queste riforme: il PD e l’agenda Monti oltre il 2013”, la piattaforma (inequivocabile) di quel convegno. Animatori della “corrente”, tra i tanti, il costituzionalista Stefano Ceccanti e il giuslavorista Pietro Ichino. E ancora, Enrico Morando e Claudio Petruccioli. Nonché, l’ala teo-dem del Partito democratico: Marco Follini e Giorgio Tonini, tanto per citare due delle personalità di maggiore rilevanza.

L’agenda Monti, ora, potrebbe assumere le sembianze di un progetto politico ben delineato. L’intervista di Bagnasco sembrerebbe aver aperto uno spiraglio verso la costruzione di una lista del presidente. Ma il presidente della Cei non s’è voluto rivolgere solo ai cattolici del Pdl affinché leghino i loro destini a quelli di Mario Monti. Il messaggio di Bagnasco è assolutamente trasversale. La Chiesa guarda con estrema preoccupazione sì alla ridiscesa in campo – per la sesta volta consecutiva – di Silvio Berlusconi, ma anche a un centrosinistra a trazione bersanian-vendoliana.

E allora? Be’, tutto si tiene. Anche le affermazione milanesi di Pier Luigi Bersani: “Monti è utile al Paese, ma è meglio che rimanga”. Che equivale a sostenere il principio secondo cui il premier – dopo le elezioni – continuerà ad avere un ruolo di primo piano nelle istituzioni. Come e dove (Quirinale? Via XX settembre?), tuttavia, lo vorremmo decidere noi dopo la vittoria del 18 o del 25 febbraio. Ergo, non si candidi, Mario Monti. Altrimenti potrebbe sconquassare anche il nostro, di campo. E soprattutto potrebbe drenarci (non pochi) voti.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

1 Commenti

  1. Frisoni scrive:

    Mi dispiace per gli amici di CL nel PDL,ma non voterò’ PDL,bensì ‘ voterò’ una lista di CL oppure Fermare il declino.Mi auguro che voi ci siate.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

L'articolo MV Agusta F3 e Dragster 800 RR Euro4 proviene da RED Live.

La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

L'articolo Triumph e Bajaj, insieme per le piccole proviene da RED Live.

Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

L'articolo Opel Adam Black Jack: scommessa vinta proviene da RED Live.

Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

L'articolo Beta Xtrainer 250 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana