Google+

«La Chiesa in Scozia è l’ultimo baluardo in grado di contrastare il matrimonio gay»

luglio 18, 2012 Leone Grotti

Intervista al reverendo David McCarthy, rettore della chiesa episcopale St Silas di Glasgow. È tra i primi firmatari della petizione contro il matrimonio gay, insieme al cardinale cattolico O’Brien: «Da noi diventa difficile anche solo esprimere la propria opinione».

«La politica ha ceduto, la cultura ha ceduto, la società anche: solo la Chiesa rimane, specie quella cattolica, come ultimo baluardo che si oppone al matrimonio omosessuale». Parla con un tono quasi apocalittico a tempi.it il reverendo David McCarthy (nella foto), rettore della chiesa episcopale St Silas di Glasgow, Scozia, e padre di tre figli. Come in Inghilterra, anche qui sta per essere legalizzato il matrimonio omosessuale e «se tutti i partiti politici vogliono approvarlo, le chiese principali si oppongono unite». Tra i primi e più importanti firmatari della petizione “Scozia per il matrimonio” (Scotland for Marriage), che ha già raccolto più di 27 mila firme, McCarthy racconta la battaglia che si sta svolgendo nel suo paese «contro un’ideologia che comincia a rendere difficile anche solo dissentire dall’opinione dominante».

Reverendo, perché il governo vuole legalizzare il matrimonio omosessuale?
Il governo vuole che il matrimonio possa essere esteso anche alle coppie dello stesso sesso per motivi legati all’uguaglianza: le coppie omosessuali devono avere gli stessi diritti di quelle eterosessuali e devono quindi poter avere accesso all’istituzione del matrimonio.

Che cosa prevede la legislazione attuale in Scozia?
In Scozia abbiamo già le unioni civili, che danno alle coppie omosessuali gli stessi diritti degli eterosessuali che si sposano. Anche per questo cambiare la denominazione di matrimonio per estenderlo alle coppie dello stesso sesso non ha senso. Ad opporsi con più forza è la Chiesa cattolica, insieme ad altre denominazioni evangeliche e protestanti. Purtroppo le chiese protestanti in Scozia sono divise e questa divisione indebolisce il fronte contro il matrimonio omosessuale: l’unica chiesa che è davvero in grado di resistere agli attacchi della cultura dominante è quella cattolica, perché parla con una voce sola in modo chiaro.

La chiesa anglicana teme che sarà obbligata a celebrare i matrimoni omosessuali anche se non vuole. I politici assicurano che ci sarà assoluta libertà, invece. Lei che cosa ne pensa?
Anche la chiesa di Scozia ha paura di essere costretta a celebrare i matrimoni omosessuali con rito religioso. Perché se cambia la legge la gente potrà andare alla Corte europea e farsi riconoscere il diritto al matrimonio omosessuale. Potranno argomentare che vengono discriminati davanti alla legge in base all’orientamento sessuale. Anche se il governo assicura che nessun pastore e nessuna chiesa sarà mai obbligata a celebrare matrimoni omosessuali, tanti pensano che avverrà esattamente il contrario. Da questo punto di vista, che non è religioso, è inammissibile la legalizzazione del matrimonio omosessuale.

Lei è tra i primi firmatari della petizione contro questa legge, perché?
La proposta legalizzazione va contro migliaia di anni di tradizione in generale e sicuramente contro la tradizione cristiana. Gesù ha sempre parlato di unione tra uomo e donna e mai tra persone dello stesso sesso: il matrimonio omosessuale va contro l’ordine stabilito con la creazione, per questo i cristiani non possono essere d’accordo con il matrimonio omosessuale. Anche perché ci sono già le unioni civili.

Nella petizione si legge: «Le persone non dovrebbero sentirsi obbligate a ridefinire il matrimonio solo per omaggiare il politicamente corretto. E la gente non dovrebbe essere penalizzata perché approva il matrimonio tradizionale». È questa la situazione nella società scozzese?
Il politicamente corretto è molto forte e noi cristiani dobbiamo stare attenti anche a quello che diciamo. Poi non penso che ci sia una discriminazione nei confronti della visione tradizionale di matrimonio, perché io ad esempio mi sento ancora libero di dire quello che penso, del resto ho appena rilasciato un’intervista alla Bbc, a dimostrazione che posso parlare di queste cose. Però è chiaro che stiamo diventando una minoranza e diffondiamo una visione di minoranza. Si sta cercando di emarginare il cristianesimo.

Nella petizione la sua firma viene subito dopo quella del cardinale cattolico Keith O’Brien. Non capita spesso che Chiesa cattolica e protestante lottino unite.
Stiamo vivendo una situazione paradossale: tutti i partiti politici sono a favore del matrimonio omosessuale. Ci sono singoli parlamentari che si oppongono ma la posizione finale di tutti i partiti è pro. Invece Chiesa cattolica in primis, chiesa di Scozia, chiesa battista e chiesa episcopale sono contrarie. E questo è strano, non sempre ci troviamo d’accordo.

E gli scozzesi che cosa pensano?
Tra pochi giorni il governo deve annunciare se accetta di sottoporre la legalizzazione del matrimonio omosessuale a referendum popolare o se vuole che sia il Parlamento a decidere senza consultare la gente. Noi vogliamo che si faccia un referendum perché secondo un sondaggio che abbiamo condotto, il 55 per cento degli scozzesi vuole così. Io credo che in generale gli scozzesi, dopo le unioni civili, siano contrari al matrimonio omosessuale. O meglio: la middle class e l’intellighenzia sono sicuramente a favore ma i più poveri e la classe lavoratrice sono contrari. Ora, non posso dire con certezza chi vincerebbe il referendum ma so che tantissima gente è contro e quindi il governo deve lasciare la parola agli scozzesi, anche perché è dimostrato che alla gente interessa di più questo tema dell’indipendenza del paese.

Ritiene che il matrimonio omosessuale rappresenti un danno per la società?
Sì, e mi spiego. Non credo che il matrimonio in sé danneggi la società, perché il matrimonio è comunque una istituzione positiva e fondamentale per la società. Però, la gente comincia ad avere delle difficoltà nel distinguere il genere maschile da quello femminile. L’idea che si può scegliere se essere maschio o femmina genera confusione. Le generazioni più giovani sono davvero molto confuse riguardo alla sfera della sessualità e il matrimonio omosessuale aggraverebbe la situazione. In più. la gente ritiene che il 10 per cento degli scozzesi sia omosessuale mentre secondo gli studi solo l’1,5 per cento della popolazione lo è davvero. C’è una grande differenza tra queste due percentuali.

Che cosa direbbe alle confessioni protestanti che appoggiano il matrimonio omosessuale?
So che la pressione sulla chiesa è molto forte e la divisione delle denominazioni rende tutto più difficile. Ma se la chiesa vorrà continuare in futuro a restare indipendente dalla cultura dominante deve trovare la forza di dire “no”.

Il matrimonio omosessuale è un tema ormai dibattuto in tutto il mondo. Perché, secondo lei, si è diffuso così tanto?
È chiaro che c’è una forte ideologia. Prima politica, cultura e la maggior parte della società erano uniti nel contrastarla. Ora però è rimasta solo la chiesa, la politica è passata sull’altra sponda, la cultura e la società non hanno la forza per resistere e hanno dovuto convertirsi. Tutti hanno ceduto tranne la chiesa. Io credo che per i politici sia difficile dire no, ci sono i voti da guadagnare, quindi l’ultimo baluardo in grado di resistere è la chiesa, soprattutto quella cattolica. Il problema di questa ideologia è che è ben organizzata e si sta trasformando in una cultura che rende difficile il dissenso e problematico esprimere ciò che si pensa.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

Commenti Facebook

16 Commenti

  1. Alya scrive:

    Ma cosa centra il cambio di genere con il matrimonio di due persone omosessuali? Se c’è qualcuno di confuso sono questi estremisti cristiani che diffondo odio nella società. Sono questi fondamentalisti ĉhe danneggiano la cultura e la Chiesa. Ci sono molti cristiani omosessuali che vivono in pace, perché non permettere anche a loro di sposarsi?

    • gmtubini scrive:

      Certamente, magari con la benedizione del Papa e tanti auguri di figli maschi (o femmine)!
      Perché vuol ragionare di questioni attinenti la religione di cui, evidentemente, non sa nulla?

      • Alya scrive:

        All’ultimo esame di teologia alla Cattolica ho preso 30 e lode. Sinceramente penso di saperne più di lei. Perché no, anche il papa ha un cuore.

        • gmtubini scrive:

          Se avessi preso trenta e lode in teologia lo sapresti da te d’aver scritto una bischerata galattica.
          Vai da un’altra parte a raccontare balle!

      • Albo scrive:

        Quello che i gay rivendicano è la possibilità di sposarsi civilmente e laicamente, non in chiesa, anche se alcune confessioni religiose hanno detto che sono pronte a farlo nei loro luoghi di culto. Vuol ragionare di questioni attinenti la religione? parli di religione non del matrimonio civile e laico di persone dello stesso sesso. Smettiamola con queste crociate anacronistiche e con l’offendere persone che la pensano diversamente da lei, caro sig. Tubini

  2. francesco taddei scrive:

    tanto prima o poi sarà il sacro parlamento europeo ad imporci il riconoscimento del matrimonio per le coppie omosessuali. forse allora (sto sognando) gli italiani capiranno che l’europeismo apprescindere è distruttivo delle identità nazionali (già la nostra è sottile come un filo), che non sono il male, visto che tutti ci tengono, tranne noi. sapremo allora trarne le conseguenze o come sempre ci urleremo addosso?

    • Antonio scrive:

      Eheh, un po’ debole l’identità nazionale se si fonda su una religione universale. Dovresti identificarti con lo Stato e rispettare le leggi civili. Io spero che gli italiani riconoscano il matrimonio alle persone omosessuali senza imposizioni. Sono certo che sanno ancora cosa sia il rispetto e la solidarietà.

      • gmtubini scrive:

        Purtroppo per te, gli italiani ancora sanno distinguere tra il diritto e la realizzazione del proprio porco comodo!

      • viccrep scrive:

        Certo che sperare nel male e esserne solidali è un bel passo.
        omosessualità è un desiderio sessuale non un identità. L’uomo nasce uomo, la donna nasce donna e il loro sviluppo armonico prevede la loro realizzazione come uomo e come donna e l’amore fra di loro è l’unico generante. Certo che oggi anche nell’eterosessualità c’è tanta confusione e tanto male.
        si è scambiato il sesso per puro divertimento, già anche tra gli adolescenti, è una libertà negativa senza responsabilità senza conoscenza profonda del proprio essere e così si diventa schiavi della propria sessualità, salvo poi essere ricoverati in cliniche per il recupero della stessa.
        Ora il matrimonio tra omosessuali è inutile, basterebbe riconoscere loro dei diritti di convivenza, perché per forza devono scimmiottare l’originale, forse per pretendere dei figli che tra loro non possono avere?
        vedete sin dove arriva l’egoismo?

        • francesco taddei scrive:

          comunque io volevo far notare come gli italiani preferiscano delegare ad altri le scelte sul proprio destino. e questo indica la nostra fragile identità non la nostra professione di fede. poi volevo porre l’attenzione sul fatto che il parlamento europeo diventa sempre più accentratore, cosa per me non positiva. magari non saranno pensieri eccezzionale, ma ci avete pontificato sopra troppo e male.

          • gmtubini scrive:

            La Sua è un’opinione più che rispettabile e condivisibile. Il problema è che la mamma dei cretini è sempre incinta, e che molti di loro infestano il web. Non si curi più di tanto della loro presenza molesta, in altre parole non faccia come me.
            Cordiali saluti.

  3. Alex Galvani scrive:

    E’ veramente curioso che la chiesa scozzese, parte della anglicana, nata dalla ridefinizione del matrimonio cattolico, ora sia contro la ridefinizione del matrimonio cattolico… direi ironico…

  4. Alex Galvani scrive:

    E’ esilarante come un giornalista inginocchiato riesca a ravvivarci la giornata. Basta vedere questa domanda e la risposta senza senso dell’intervistato, di cui il giornalista neanche si rende conto.
    DOMANDA: Ritiene che il matrimonio omosessuale rappresenti un danno per la società?
    LEGENDA: la domanda non e’ il massimo, con quel “ritiene che” ma almeno e’ chiara: matrimonio + omosessuali = danno sociale; le risposte possibili sono tre: a) si, perche’… b) no, perche’…. c) non ho capito la domanda. E invece…
    RISPOSTA: “Sì, e mi spiego. Non credo che il matrimonio in sé danneggi la società, perché il matrimonio è comunque una istituzione positiva e fondamentale per la società”.
    (cioe’ si, ma no)
    “Però, la gente comincia ad avere delle difficoltà nel distinguere il genere maschile da quello femminile”.
    (cosa significa? da cosa e’ causato? da cosa lo deduce? io sono gay e i maschi dalle femmine li distinguo benissimo, propri perche’ sono gay. e cosi’ i miei amici etero che le femmine desiderano)
    “L’idea che si può scegliere se essere maschio o femmina genera confusione”.
    (Non lo dica a me. Io sono maschio, e non l’ho scelto, ma dato che mi va benissimo cosi’, non sono oggetto della discussione perche’ forse lui e’ passato a parlare delle persone transgender, che sono in maggioranza eterosessuali, in ogni caso boh chi lo sa a cosa si riferisce…)
    “Le generazioni più giovani sono davvero molto confuse riguardo alla sfera della sessualità e il matrimonio omosessuale aggraverebbe la situazione”.
    (da dove trae questi dati? confusi sulla sessualita’ cosa signfica di preciso? che non sanno come avvengano i rapporti sessuali? che non sanno la differenza tra apparati sessuali? anche qua, chi lo sa? cosi’ come nessuno sa come il matrimonio tra due uomini possa generare confusione tra un uomo e una donna…)
    “In più. la gente ritiene che il 10 per cento degli scozzesi sia omosessuale mentre secondo gli studi solo l’1,5 per cento della popolazione lo è davvero. C’è una grande differenza tra queste due percentuali”.
    (e la differenza percentuale cosa comporta? che meno siamo, meno diritti abbiamo? che le minoranze cattoliche in Sudan meritano di non essere rispettate come esseri umani? E questi “studi” che contano l’1,5% da dove arriva? chi lo sa? lo spirito santo, forse…).
    Vabbe’, un’altra occasione persa per parlare seriamente delle implicazioni etiche dell’estensione dei diritti. Pazienza, in Italia oltretutto, ci siamo abituati. tutti possono parlare di omosessualita’, purche’ siano etero…

    • gmtubini scrive:

      Che ci sia una forbice così rilevante tra la percentuale effettiva della popolazione che è omosessuale e quella che è invece “percepita” dalla gente significa che gli attivisti omosessuali si avvalgono della menzogna per ottenere i propri scopi inventando e propagandando dati fasulli.
      Tu ne sai qualcosa, visto che usi lo stesso metodo.
      Il problema è che a forza di gridare “al lupo” nessuno ti crederà più.

      • gmtubini scrive:

        Dimenticavo.
        Aspetto sempre che tu fornisca la fonte scientifica sulla base della quale tu a ogni piè sospinto sostieni che gli omosessuali siano dal 5% al 7% della popolazione mondiale.

  5. Maria Teresa scrive:

    La cosa grave è che non si dibatte con consapevolezza e obiettività su di un tema così importante che minaccia gravemente la società e può avere conseguenze disastrose. E’ curioso constatare che la richiesta del matrimonio gay è rivendicata per lo più da quella parte che reputa l’istituzione matrimoniale obsoleta,alienante, ed arcaica. Quello che in realtà si vuole è distruggere il valore della famiglia. Non si discute,ma si appioppa ai dissenzienti l’etichetta di nemici dell’eguaglianza e del diritto, si vuol imporre l’ideologia per cui la differenza sessuale è frutto di cultura. Ma non è la sessualità che ha fondato il matrimonio, bensì la distinzione dei sessi.
    Vanno esplicitati i veri nodi legati alla negazione della differenza sessuale piuttosto che ripetere slogan generici sull’eguaglianza. E’ proprio in nome della eguaglianza, apertura di spirito, della modernità e del buon senso che deve essere chiesto l’esame critico, la messa in causa di uno dei fondamenti della società.

L’Osservatore Romano

L'Osservatore Romano

Tempi Motori – a cura di Red Live

All'EICMA tornerà il marchio Matchless, ricco di 115 anni di storia e con numerosi record al suo attivo ecco le prime foto e i primi bozzetti

Elettrica, due posti, leggerissima e con un’autonomia di 160 km. La nuova concept a zero emissioni è una creazione dell’Università di Monaco e promette un prezzo in linea con una city car a benzina.

Edizione limitata della coupé bavarese per celebrare la vittoria nel Campionato tedesco turismo. La meccanica resta invariata, mentre l’allestimento esterno è di chiara ispirazione racing.

Un campo di battaglia inusuale per una sfida che ha il sapore della competizione a stelle e strisce. 800 metri di terra battuta da percorrere a tutto gas, rigorosamente in senso antiorario. Queste sono le regole dell’ovale e a scriverle sono due giapponesi dall’anima sportiva: Subaru WRX STi e Honda CRF 450R Supermoto

Si avvicina alla fine la produzione della hypercar ibrida di Stoccarda e fioccano gli ordini. Restano solo pochi, pochissimi esemplari disponibili. In fondo, bastano 800.000 euro per scatenare 887 cv e percorrere 32,3 km/l…

Speciale Nuovo San Gerardo