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La Chiesa e l’Imu. Cosa disse Bagnasco a Tempi e il duro editoriale di Avvenire (“più tas­se e più affari per tutti”)

novembre 14, 2012 Redazione

Il cardinale lo disse proprio al nostro settimanale: «La Chiesa ha sempre pagato l’Ici per quel che riguarda le sue attività commerciali». Ma la decisione di ieri del Consiglio di Stato è una “picconata” come scrive oggi Avvenire

L’editoriale di oggi di Avvenire del direttore Marco Tarquinio è molto interessante. Il titolo è “Quel mondo nel mirino” e l’occhiello recita: “Offensiva all’acme, in nome del business”. tarquinio parla di Imu, Chiesa e reagisce alla decisione di ieri del Consiglio di Stato.
BAGNASCO A TEMPI. Sulla vicenda, tempi.it ha contribuito ha fare chiarezza con diversi articoli (non ultimo, ne aveva parlato anche il cardinale Bagnasco nell’intervista a Tempi, dicendo testuali parole: «Ho avuto già modo di affermare che la Chiesa ha sempre pagato l’Ici per quel che riguarda le sue attività commerciali. Altro discorso è quello relativo al mondo del no profit, fuori e dentro la Chiesa. Ciò nonostante, se qualche situazione di abuso fosse rilevabile, non vi è dubbio che vada sanzionata nell’interesse di tutti. Quanto all’Imu attendiamo con serenità e disponibilità le determinazioni del Governo per chiarire definitivamente tale questione. Come ho avuto modo di dire più volte, non pagare le tasse è peccato. E oggi la leva fiscale è la strada maestra per compartecipare alle necessità del bene comune, tenendo pure conto concretamente delle differenti condizioni di partenza perché non si chieda troppo a chi ha poco e poco a chi ha troppo».
LA PICCONATA. Oggi su Avvenire, Tarquinio scrive: «La “picconata” al mondo del non profit italiano – non sapremmo come altrimenti definirla – che una se­zione del Consiglio di Stato ha fatto arrivare ieri nella forma di un parere al regolamento sull’Imu per gli enti non commerciali predisposto dal governo, è sorpren­dente e davvero pericolosa». Una decisione «autolesionista», la definisce il direttore del quotidiano cattolico che ricorda che quanto deciso va a colpire non solo la Chiesa ma anche tutto il mondo del Terzo settore che, appunto, non è solo cattolico, come invece certa stampa tende a semplificare con la retorica sui “privilegi” della Chiesa. Sembra quasi (ma il “quasi” potete anche cancellarlo) che si voglia buttare a mare «il gran­de e generoso mondo del “privato sociale” (cattolico e non) che tiene in piedi persino eroicamente, e con cre­scente fatica, la rete del welfare sussidiario in questo nostro Paese che sta tagliando pezzi di un welfare sta­tale diventato insostenibile. Sembra quasi che si cerchi di ostruire la via alternativa (e meno costosa) al contra­sto della disperazione sociale. Perché? Il fatto che un’attività sociale sia senza fini di lucro sem­bra, infatti, destinato a diventare irrilevante. Se è classi­ficabile come “attività economica» – e quante lo sono! –, bisognerebbe «prescindere dallo status giuridico di detta entità e dalle sue modalità di finanziamento» e sottoporla a tassazione. Perché può far concorrenza a chi fa business. E il business va tutelato».
LETTURA OLTRANZISTA. Quella di ieri, è per Tarquinio «l’adesione a una linea di lettura ol­tranzista dell’attuale diritto europeo. Oltranzista e og­gettivamente anti-italiana. Proprio come il ricorso che alcuni politici italiani presentarono contro l’Italia a Bruxelles, quegli stessi politici radicali che hanno rac­contato per anni e ancora raccontano – e molti ci han­no creduto o ha fatto loro comodo crederci – la favola del ricorso contro gli “aiuti di Stato al Vaticano” (ne­gando il ruolo nel non profit delle organizzazioni lai­che e non cattoliche, confondendo – come al solito – la Chiesa italiana che è una Chiesa «cittadina» anche fiscalmente di questo Paese e la Santa Sede, che è nel cuore dell’Italia e ha a cuore l’Italia, ma non è un pez­zo d’Italia e comunque, a sua volta, per i beni non ex­traterritoriali che ha in Italia e che mette a reddito pa­ga, e paga tanto)».

ORA VEDREMO. «Vedremo – conclude Tarquinio – quali saranno le conseguenze di questa of­fensiva che sta raggiungendo l’acme. Vedremo che co­sa farà il governo. E lo vedranno gli italiani. Se si arri­verà davvero, come potrebbe essere possibile, a colpi­re (proprio adesso che ce n’è più bisogno) il Terzo Set­tore, a “spremere” persino gli ospedali pubblici e gli o­stelli per i senza tetto, a far chiudere scuole o musei e a tassare la solidarietà sarà davvero un capolavoro. Più tas­se e più affari per tutti. Evviva. Ma per confondere e di­strarre la gente basterà la solita tirata anticlericale?».

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1 Commenti

  1. Paolo says:

    Quando sento parlare di IMU mi vengono in mente le parole del Vangelo di domenica scorsa:

    <>

    Cosa aggiungere?

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