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L’orrenda strage dei giornalisti a Parigi, le nostre bugie buoniste e il coraggio della verità di un generale islamico

gennaio 8, 2015 Luigi Amicone

Liberiamoci dal giogo del relativismo con cui ogni giorno rigettiamo i musulmani tra le braccia dei loro leader fanatici. La grande lezione di Al Sisi davanti ai capi teologici della umma islamica

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«Dove ci condurrà questa terza guerra mondiale che, come ha detto Francesco, “è già cominciata”? In qualsiasi momento e per qualsiasi “incidente” ci condurrà a una catastrofe». La considerazione era contenuta nell’editoriale con cui ieri mattina salutavamo su questo sito il vecchio anno e ci auguravamo il miracolo di una ripresa di libertà in un mondo fatto di opposte ma complementari spinte fanatiche e totalitarie: l’odio dell’altro da una parte e l’odio di sé dall’altra; il nichilismo islamista di là e l’irrazionalismo buonista di qua; lo Stato islamico in Oriente, lo Stato laicista in Occidente.

charlie-hebdo_maomettoEd ecco che nella stessa mattinata di ieri il “qualsiasi momento” e “qualsiasi incidente” si è materializzato nell’orrenda strage dei giornalisti di Charlie Hebdo al grido di “Allah è grande”. La rivista era da tempo nel mirino del terrorismo perché si è permessa di fare sistematica satira sull’islam e sul suo Profeta. Naturalmente così come dissacrava l’islam, Charlie Hebdo dissacrava tutte le altre religioni, cristianesimo ed ebraismo in testa (e d’altronde attaccare i cristiani, la Chiesa, i simboli giudeo-cristiani è oggi lo sport preferito in ogni posto del mondo). Ma solo l’islamismo ha dichiarato guerra ai dissacratori, alla satira, alla vita, al mondo. Solo gli islamisti associano «Allah è grande» all’«amiamo la morte più di quanto voi amiate la vita».

E noi che adesso guardiamo con sgomento e paura alla capitale di certi nostri week-end, cosa vediamo in quella strada dei Lumi gonfia di orrore e di sangue? Vediamo, purtroppo, ancora poco. Abituati a essere forti e sprezzanti con i deboli e deboli e timorosi con i forti, i nostri cari leader ed élite europee ci hanno abituati a una dieta di idee che prevede sempre e comunque da una parte il disprezzo delle nostre tradizioni, ragione e libertà rimpiazzate dall’idolatria di un accomodante pacifismo e di uno sciocco relativismo, dall’altra il “rispetto” delle culture “altre”, anche laddove esse manifestano tutto il loro rifiuto di integrazione e replicano con disprezzo a quanti li richiamano all’osservanza dell’ordine e della democrazia che li ospita.

Feroci con i nostri popoli (accusati puntualmente di razzismo e fascismo se mostrano disagio sociale e protesta politica per le prepotenze altrui), l’ordine che circola ad ogni livello delle società europee è mantenere la calma, il basso profilo, la comprensione – in nome di una equivoca “tolleranza” e “multiculturalità” – nei confronti di tutti quei soggetti e comunità che praticano nel cuore dell’Europa la sharia o il disprezzo degli infedeli; l’asservimento delle donne o l’ignoranza dei bambini. O tutte queste cose insieme. Ora, per l’ennesima volta, la realtà testarda ci è venuta a trovare. Tremende sono le immagini dell’eccidio parigino. Ma forse ancor più tremendo sarà il tentativo rimozione di chi, puntualmente, chiamerà in causa le “colpe dell’Occidente”.

Ma insomma, siamo stufi di chiudere gli occhi, come ci sono stati chiusi da che Benedetto XVI pronunciò quel discorso a Ratisbona che provocò la sollevazione generale e l’indignazione unanime di cancellerie internazionali musulmane e cancellerie occidentali laiciste (francese compresa).

Ricordate? A un certo punto Benedetto XVI citò il dialogo tra un imperatore bizantino e un saggio musulmano, esponente di quella religione che di lì a poco avrebbe preso Bisanzio ed estirpato con la forza secoli di presenza cristiana. Chiedeva l’imperatore al saggio musulmano: «Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava». Si gridò allora allo scandalo. E si proseguì con i soliti distinguo tra “islam moderato” e “islam radicale”.

Un distinguo tanto reale, ovvio, evidente, che ci ha fatto perdere di vista la realtà. Quella realtà che, paradossalmente, nei giorni scorsi ha avuto l’ardire di richiamarci e affermare proprio un autorevole leader islamico. E per di più parlando al cospetto dei più importanti dignitari religiosi del mondo islamico. La notizia era di un appeal straordinario. Eppure, a parte Avvenire, solo un vecchio giornalista ed ex ambasciatore (Sergio Romano) l’ha segnalata (sebbene nei limiti della rubrica delle lettere del Corriere della Sera). E infatti, dove si è mai visto – anche dalle nostre parti – il coraggio di entrare nella più importante università del mondo musulmano, la cairota Al Azhar, e contrastare apertamente addirittura la dottrina e le leadership della grande umma musulmana?

Ha detto ai supremi capi teologici dell’islam il generale Al Sisi: «È possibile che la nostra dottrina debba fare di tutta la umma una sorgente di ansietà, pericolo, uccisioni e distruzioni per il resto del mondo? È possibile che 1,6 miliardi di persone vogliano, per poter esse stesse vivere, uccidere il resto degli abitanti del mondo?». Altro che l’imperatore cristiano citato da Benedetto XVI! Vi immaginate cosa succederebbe se anche solo uno di noi, l’ultimo di noi, pronunciasse simili frasi in Europa o in America? Finirebbe linciato sui giornali e condannato nei tribunali per “incitamento all’odio e all’islamofobia”.

Dunque? Dunque impariamo dal generale Al Sisi e dai milioni di musulmani che non odiano il resto del mondo, a pronunciare parole di realtà. E liberiamoci, una buona volta, dal giogo di pacifismo e relativismo con cui ogni giorno rigettiamo i musulmani tra le braccia delle loro dottrine e leader fanatici.

Non inizieremo ad affrontare mai il “momento” e l’“incidente” di una catastrofe sempre più incipiente, se non ricominciamo a dire le cose come stanno. Se non ricominciamo a dire che c’è un bene e che esiste una verità sull’uomo. Realtà. Il bene e il male. Verità. Tutte cose che impariamo dall’esperienza della vita, dai fatti e dall’esercizio della ragione sottomessa ai fatti. Non dalle utopie buoniste. Cose che non impariamo né dalla sharia dello Stato islamico, né dalla sharia dello Stato laicista. Essendo anzi entrambi alleati nella distruzione del mondo. Poiché il mondo non è fondato sulle teorie, siano esse religiose o scientifiche. Il mondo è fondato su quelle poche grandi realtà umane che sono la libertà di coscienza, la dignità della persona, l’alleanza e la differenza tra uomo donna, l’apertura alla vita, al suo significato, al suo destino buono di fede e speranza nel mondo, come ha scritto l’ebrea agnostica Hannah Arendt, «che trova forse la sua più gloriosa e efficace espressione nelle poche parole con cui il vangelo annunciò la “lieta novella”: “Un bambino è nato fra noi”».

Ps. E impariamo da Benedetto XVI, omelia pronunciata a Monaco il 10 settembre 2006, due giorni prima della lectio magistralis all’univeristà di Ratisbona: «Le popolazioni dell’Africa e dell’Asia ammirano, sì, le prestazioni tecniche dell’Occidente e la nostra scienza, ma si spaventano di fronte ad un tipo di ragione che esclude totalmente Dio dalla visione dell’uomo, ritenendo questa la forma più sublime della ragione, da insegnare anche alle loro culture. La vera minaccia per la loro identità non la vedono nella fede cristiana, ma invece nel disprezzo di Dio e nel cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della libertà ed eleva l’utilità a supremo criterio per i futuri successi della ricerca. Cari amici, questo cinismo non è il tipo di tolleranza e di apertura culturale che i popoli aspettano e che tutti noi desideriamo! La tolleranza di cui abbiamo urgente bisogno comprende il timor di Dio – il rispetto di ciò che per l’altro è cosa sacra. Ma questo rispetto per ciò che gli altri ritengono sacro presuppone che noi stessi impariamo nuovamente il timor di Dio».

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50 Commenti

  1. Saverio scrive:

    Tre i fronti.
    La condanna della selvaggia mattanza.

    La necessità di non limitare il ragionamento – già si percepisce dai quotidiani in rete che è questo l’orientamento – ad una valutazione del gesto di estremisti isolati o comunque eccentrici rispetto al sistema Islam.
    Se proseguiamo lungo questa linea interpretativa demenziale facciamo infatti la fine dei siriani.

    L’obiettività, infine, di chi, conoscendo Charlie Ebdo (ricordo una vignetta in cui la SS. Trinità era rappresentata come un trio di sodomiti), ammette che una nozione malata e diabolica di libertà equivale a seminare vento… e a raccogliere tempesta.

  2. GianP scrive:

    Condivido pienamente l’articolo. Ieri seguendo i notiziari e i vari dibattiti, mi lasciava davvero perplesso lo sforzo di tutti a non parlare di Islam, usando termini generici o sforzandosi di dire che questo non è l’islam: sembra davvero che non si abbia il coraggio di guardare in faccia la realtà e di discutere in maniera franca e senza ambiguità di come affrontare questi problemi.

    • Orazio Pecci scrive:

      Ieri sera su La7 l’onorevole Lia Quartapelle (PD) ha fatto la brava soldatina del politicamente corretto, ridando fiato alla stanca bufala secondo la quale Anders Breivik sarebbe un “terrorista cristiano” (invece che l’esoterista filomassonico che più o meno contortamente parrebbe essere). Con amici così, a che servono i nemici. Tanto di cappello peraltro a Lucia Annunziata, che non solo è intelligente ma ha anche avuto il coraggio civile di dire chiaro che a forza di inchinarci alle culture altrui e ai diritti degli altri, abbiamo dimenticato le nostre radici e i diritti dei nostri cittadini. Cinque minuti dopo si è rovinata il curriculum dimostrando di non sapere che Reims è qualcosina di più che la patria della vedova Cliquot, ma avercene, di gente col fegato che sa avere lei in certe situazioni.

      • yoyo scrive:

        Infatti. Reims è la città delle incoronazioni.

      • Giuseppe scrive:

        E pensa che Gianburrasca voleva nominare la Quartapelle ministro degli esteri…… dopo una settimana saremmo diventati una provincia del califfato.

  3. Luca Costa scrive:

    quell’urlo Allah Akbar fa semplicemente gelare il sangue… che si possano fare queste cose in nome di Dio è una cosa indegna… il silenzio assordante delle autorità islamiche di tutto il mondo di fronte alla quotidiana violenza in nome del profeta mi lascia basito… prego per il mio paese, prego per la mia Francia…

    • Menelik scrive:

      A te fa gelare il sangue.
      A me, invece, risveglia il lupo mannaro che sonnecchia sotto l’aspetto superficiale pacifico.
      A vedere quei due delinquenti che finiscono il poliziotto a terra, fa venire un gran desiderio di puntargli un’arma addosso e aprire il fuoco fino a vederli cadere.
      Se ne tornino a quel paese, a cibarsi di scorpioni.
      Avevano fatto la scelta di andare in Siria a stuprare ragazzine e tagliare la gola alla gente, purtroppo sono rimasti vivi, e proprio qua dovevano tornare, in quell’Occidente che odiano?
      Perché non sono rimasti nel loro paradiso puzzolente di cadaveri putrefatti?
      Ha ragione la Le Pen figlia !!!

      • Alessandro2 scrive:

        E aggiungerei: ha ragione Salvini. Fermiamo l’invasione. Ricordatevi di Charlie Hebdo, la prossima volta che l’Europa ci farà la grazia di farci votare.

        • Antonio scrive:

          bravo,ma me li immagino gli italioni buonisti, filo immigrati, imbevuti di antirazzismo da cartone animato… votare con lungimiranza e senso del reale. Tutti a lamentarsi per il degrado, malattie, crimini, costi, carceri piene, terrorismo e altre ricchezze portate dall’immigrazione. Poi tutti i babbei ad allungare monete per strada a cialtroni africani grandi e grossi, sbandati, vendirose, rom e roba simile… a sostenere onlus pro immigrati che ne attirano quì sempre di piu’ e tutti a votare sinistra perchè loro sono i buooooni

  4. giuliano scrive:

    il sig Saverio Sgroi trova squallido usare la foto del poliziotto assassinato mentre chiede pietà. Certo che la trova squallida perché la foto dice tutta la verità e al sig Sgroi la verità dà fastidio. Egli è uno dei tanti, troppi, alleati dell’Islam nella conquista dell’occidente

  5. beppe scrive:

    saverio sgroi, forse sarà un po’ cinico l’uso di quell’immagine, ma per svegliare molti imbecilli tutti i mezzi sono buoni. è una vergogna che in questi giorni possano parlare personaggi che hanno accusato charlie di razzismo e debba tacere chi da decenni denuncia la minaccia e la prepotenza dell’islam. ps. stiamo aspettando le manifestazioni dei TANTISSIMI ISLAMICI MODERATI tanto cari ai vari serra, boldrini e compagnia prostrata.

  6. Fabio scrive:

    Il problema è che moltissimi (anche tra i politici) parlano di islam senza conoscerlo, e quindi dicono tante sciocchezze.
    Dividere l’islam in “buono” e “cattivo” è semplicemente assurdo, perchè l’unico islam è quello dettato dal Corano, dove violenza e intolleranza sono innegabili.
    Qualcuno una volta ha scritto che “l’unico musulmano buono è il cattivo musulmano”. Sacrosanta verità, che comporta quindi riconoscere l’impresentabilità dell’islam come religione.

  7. Avandero scrive:

    Due episodi (il massacro di ieri a Parigi e l’infarto di Pino Daniele) sono emblematici di una (ahimé) generalizzata incapacità di reagire di fronte a improvvise tragedie. Mi par di capire che l’ignoranza delle più elementari nozioni sanitarie da parte dei familiari hanno determinato la morte del noto cantante napoletano e che l’oblio delle verità cristiane hanno fatto sì che di fronte alla strage islamista di Parigi ci sia affidati al valore salvifico delle punte di matita anziché ai grani del Rosario (ricordiamo che la recita di questa preghiera determinò una “clamorosa” vittoria della cristianità il 7 ottobre 1571).

    • Alessandro2 scrive:

      Ahimé Avandero, il miracolo oggi non avverrà, e soccomberemo; non per l’impotenza del Signore, ma per la nostra incapacità di chiedere il Suo aiuto.

  8. Su Connottu scrive:

    Posso dire qualcosa di politicamente molto scorretto?
    La satira su cui troppo spesso Charlie Hebdo si è comodamente adagiata non è altro che un ipocrita passacondotto per elevare l’insulto verso il “diverso da sé” al rango di letteratura minore.
    Va dato atto alla redazione di Charlie Hebdo di aver avuto il coraggio, o l’incoscienza, di non aver risparmiato dagli insulti l’arcipelago islamico, superando in questo la vigliaccheria imperante dei paladini della libertà di sputo (Vauro, Femen e compagnia ruttante).
    Aspetto al varco gli alfieri della libertà di espressione dell’ultima ora quando ritornerà di moda la legge Scalfarotto.

    • Io sarebbe Menelicche scrive:

      ….eh, già. Le zoccol-femen taciono.
      E sì che non facevano avanti e indietro su pe Pariggi ?
      Avessero proferito na parola ch’è una !!

    • Sebastiano scrive:

      Grazie.
      Avrei voluto scrivere le stesse parole, ma tu lo hai fatto molto meglio.

      Quanto al “varco”, è già aperto.
      Su un forum (uccr), tale Fabiana Verri scrive:
      “In questo clima di fondamentalismo religioso convegni omofobici e culturalmente violenti come questo destano allarme e preoccupazione, la legge Scalfarotto è assolutamente necessaria”

      Mi sono degnato di risponderle:
      “E perché “solo” la legge scalfarotto? Fossi in te proporrei anche i campi di rieducazione di stile nordcoreano e – per i più riottosi – i gulag di sovietica memoria. Ma forse, in effetti, ci state già pensando…
      Proprio oggi in cui gridate a squarciagola il vostro (ipocrita) sdegno per quanto accaduto a Parigi, non vi accorgete neppure di fare la parte dei talebanelli di casa nostra. Ma non stavate protestando per la “libertà di espressione”? O è valida solo quando coincide con il vostro pensiero unico?”

      Alla prossima

  9. Raider scrive:

    A coronamento di tutto questo lutto a stretto a strettissimo giro di dichiarazioni ipocrite, il fatto che le autorità islamiche che hanno portato Charlie Hebdo in un’aula di tribunale allo scopo democratico di farlo condannare per blasfemia, ora possono fare un cosa semplicissima per guadagnarsi la stima generale, l’ammirazione commossa dei media, il plauso dei politici e la patente europea di “laicité républicaine”: dichiararsi vittima allo stesso titolo dei redattori di Charlie Hebdo uccisi nel nome di Maometto.
    Bello, no? Basta che dicano: no, certo, questa strage è un crimine – e vorrei vedere! -: e subito, si guadagnano lo scudetto nazionale di cittadinanza e di democrazia. Nessuno gli chiederà di sopprtare quelloo che i cirstiani subiscono qua, per non parlare di quello che gli viene fatto per nuocere alla credibilità dei panciotti damascati dell’Imam Pallavicini.
    Così, i custodi del politicamente corretto possono urlare ancora più forte: più immigrazione, più Islam, più moschee!
    Così, il cerchio si chiude dentro una vignetta di Charlie Hebdo.

  10. Agostino scrive:

    Ci dobbiamo tutti convincere che la religione Islamica è profondamente incompatibile con la cultura sociale e religiosa dell’occidente, proprio perché non può riconoscere, per sua costituzione fondativa, il basilare principio di dignità e libertà di ogni essere Umano. Non a caso negli stati dove l’Islam è maggioritario le condizioni di libertà e rispetto delle minoranze è continuamente rimesso in discussione, e solo attraverso il potere di uno stato particolarmente accentratore e militarizzato è possibile mantenere almeno una parvenza di convivenza civile. La miserevole deriva è fine delle cosiddette primavere arabe ne è l’ennesima conferma, stupisce che malgrado tanti chiari segni ci siano ancora tanti cechi che non vogliono vedere.

  11. mike scrive:

    la terza guerra mondiale è alle porte. la vogliono tanto i poteri forti, e noi ci stiamo cascando come delle pere cotte. l’islam sarà una cultura barbara (per me solo in parte) ma oggi il problema è il fondamentalismo. comunque la terza guerra mondiale è alle porte. e parecchi commentatori qui hanno buttato benzina sul fuoco. grazie tante, ci serviva una terza guerra mondiale (si fa ovviamente per dire).

    • ciao scrive:

      Non riesco a capire cosa intendi dire.

      • mike scrive:

        l’islam sta per essere cancellato dalla faccia della terra.
        i cosiddetti fondamentalisti (?!) sono stati pedine di un gioco sporco molto più grande di loro. l’attentato parigino farà cambiare idea anche ai più scettici su un intervento in medio oriente, da farsi casomai l’estate scorsa se non prima. ovvio che hannno voluto accadesse qualcosa di eclatante per poter poi fare le cose più in grande. distrutto l’islam il laicismo avrà vinto, in toto. ormai la frittata è fatta.

      • mike scrive:

        e io non riesco a far passare il commento. curioso, la gente finta tonta come te può commentare liberamente, altri forse. comunque ciò che voglio dire è facile. sei solo un finto tonto, per cui arrivaci da solo.

      • mike scrive:

        in breve intendo dire che l’islam sta per essere cancellato dalla faccia della terra.
        detto ciò basta, mi sa che per molto tempo non mi garberà avere a che fare coi commentatori guerrafondai che frequentano questo sito. boh quanto vi piacerà la guerra… contenti voi…

        • yoyo scrive:

          Mike, ma cosa hai bevuto al posto del latte? Se una cosa è certa è che Islam è vivo e vegeto e fa pure parecchi danni!

    • Raider scrive:

      Cascano le braccia anche alle pere sugli alberi, col dire e non dire con tutto quello che è successo. La benzina gettata da chi commenta sembra non bruciare le insinuazioni, Mike. Chi predica, come espressione massima di Cristianesimo, guerra sante ovvero jihad contro la “triade diabolica” poteva meritare accuse che lei gli ha risparmiato. Dire di “no” all’immigazione come faccio io può essere ritenuto un invito alla guerra solo da chi ha deciso – e veda un po’ che ne pensano i Poteri Forti – che, come avessimo perduto una guerra non dichiarata, all’immigrazione massiccia, inarrestabile e incontrollata e all’islamizzazione in corso, non si può che dire “sì.”

      • mike scrive:

        meno discorsi di qua e di la, raider. per piacere. in teoria neanche sappiamo chi siano quelli lì. musulmani solo perchè hanno dichiarato di vendicare maometto? possono essere chiunque. puzza tanto di cosa orchestrata per fare guerra all’islam. in fondo al laicismo danno fastidio per davvero il cristianesimo e l’islam (a prescindere da quanto combinino in siria/iraq certi “sedicenti” islamici). non dica che sono paranoico, di recente l’ha già detto a troppe persone. rispetti che la pensa diversamente da lei, cosa a quanto pare per lei difficile.

        se certi commentatori vogliono la guerra all’islam, calmi! tra poco ci siamo. non serve che vi scaldiate tanto, ormai ecco fatto. sarete contenti.

        • Raider scrive:

          Se la sindrome complottista colpisce anche lei, Mike, non venga qua a accusare di essere per la guerra coloro che ne sono afflitti dalle stesse manie.
          Io farei discorsi di qua e di là, mentre lei scorrazza dal Pakistan ai “sedicenti” islamici?
          Lei mette avanti ai fatti un “in teoria non sappiamo”: e poi, in nome dei complotti che tutto sanno, avanza sospetti sulla reale matrice di un attentato, con tutto quello che ha scatenato la pubblicazione di alcune vignette nel mondo islamico e con una dozzina di giornalisti e vignettisti dello “Jyllands Posten” sotto scorta dal 2006. E quando gli islamici francesi avevano fatto processare Cherlie Hebdo per vendicare Maometto in un’aula di tribunale. E la prima cosa che lei viene in mente è che a fare quest’eccidio è stato qualche altro. Non è il solo, in questo delirio, ma nel tacciare tutto questo di paranoia non c”è nulla né di personale né che abbia a che fare con la buona creanza.
          Le risulta che noi crisitani abbiamo mai agito così contro chi diffama, offende, calunnia, compreso Cherlie Hebdo?
          Se questi jihadisti di rtiorno avessero detto qualche altra cosa, w il parroco, forza canicattì, w la triade diabilica” o fossero stati zitti, lei avrebbe avuto gli stessi dubbi?
          Guerra, guerra: ma di che farnetica, anche lei? La guerra, ancorché contro la “triade diabolica”, la vogliono i tre paranoici complottisti mistificatori cui lei sembra ansiosio di aggiungersi. Perché non se la prende con loro, mentre fa anche lei un po’ di guerra all’evidenza dei fatti solo perché non le piacciono e a chi non vuole guerre né alla “triade diabolica” né a nessun altro: e dice che a “fomentare” la guerra sarei, per es., solo perché dico – e non da oggi, non per l’occasione terroristica – NO all’immigrazione?
          Non si preoccupi di quello che fa contenti gli altri, Mike: e si preoccupi lei di non apparire uno che
          – invece di rispondere alle guerre dichiarate da complottisti infami e paranoici che io giudico sulla base delle fandonie che gli stessi figuri riciclano senza argomentare e semmai, insinuando paranoicamente, accusa altri altri la guerra;
          – lei si auto-insulta e poi, di questo accusa me; si lamenta “di qua e di là” e minaccia di andarsene, poi torna sui suoi passi e in sostanza, accusa questo blog di non essere d’accordo con le teroei compolottiste che preferisce e dunque, di censurarla e di prestarsi ai complotti bellicisti.
          Che dire? Se lei è contento così o no, non è cosa che mi riguardi. Certi problemi non me li pongo neppure proprio perché, contrariamente a quello che pensa lei allo stesso modo e allo stesso titolo di gente con cui condivide la passione per le dietrologie, io non ho mai polemizzato sul piano personale e non manco di rispetto nemmeno al blog che mi ospita e diversamente da altri di cui lei prende le difese, non voglio costringere a ospitarmi, perdipiù, subendo l’umiliazione di cambiare nickname: e se mai dovessi averne abbastanza, me ne andrei senza toni vittimistici e soprattutto, senza tornare sulle mie decisioni. Quuesto, lo lascio fare a altri: sul cui livello di rispetto di sé stessi come misura del rispetto degli altri al di là dei salamelecchi di rito, non ci dovrebbe essere motivo di opinare.

        • Raider scrive:

          Ora che è passato il post che Mike lamentava fosse censurato così come brama di essere insultato da me, tanto che si auto-insulta allo scopo di attribuire fantasticamente a me quello che vuole, sarei grato se passasse la mia risposta anche a questo attacco sgangherato sul piano personale.

      • mike scrive:

        anche nel tuo caso non riesco a far passare il commento. idem come sopra per “ciao”. curioso, scombini le carte in tavola, mi fai passare da scemo o da filo-islamico cosa che non sono, e neanche posso risponderti.
        una domanda però te la faccio: tanto è ovvio che si scatenerà una guerra. abbi pazienza ma il pakistan ha la bomba atomica, e non è certo che il pakistan si schiererebbe con l’occidente. idem paesi come cina ed india. e allora voi che commentate e pure chi gestisce il sito ma vi rendete conto di che cavolo state facendo? negli ultimi tempi qui ci sono venuto poco ma per come ho capito si fomenta e molto la guerra all’islam (e non all’isis e simili, come si dovrebbe). ma ripeto vi rendete conto di che combinate?

        • Alessandro2 scrive:

          Mike, hai mai avuto a che fare con un islamico? Non “dell’ISIS e simili”, uno qualsiasi? Beh, io sì, e sono entrato in confidenza. Quello che mi ha detto è stato semplice, illuminante e sconcertante: che loro dissimulano SEMPRE, e che la vera pace ci sarà solo quando tutto il mondo sarà sottomesso all’Islam. Con le buone o con le cattive. Fonte: medico mediorientale, di buona famiglia, tre lingue, padre di famiglia, grande città del Nord Italia. Auguri, Mike.

          • yoyo scrive:

            Io e Mike abbiamo avuto uno scontro settimane fa sulla sua ignoranza del Islam. Vuole continuare a credere alla sua leggenda rosa ed ignorare la realtà.

        • Raider scrive:

          Lei, Mike, se deve lanciare accuse, non sta a guardare tanto per il sottile, non ama le mezze misure, ma lo fa a largo raggio, dal Pakistan alle carte che io le scombinerei facendola passare per quello che nemmeno so che è lei: perché, le giuro, non l’ho capito: anche se lei, nel ritenere di sapere quello che (non) penso di lei, si auto-insulta per essere sicuro di fare bene a prendersela con me.
          Liberissimo di andarsene schifato per quello che pensa di sé con la scusa che sarei io a farla passare per tale: però, se non vuole commentare, tanto vale lei lo faccia senza prendersela con chi non c’entra niente: e nello stesso tempo, pensi bene di se stesso, almeno. Io non fomento nessuna guerra, sono altri, gliel’ho detto, che si dannano l’anima perché nessun cristiano degno di questo nome è disposto a fare la guerra a sunniti sauditi, protestanti americani e sionisti un po’ talmudici e un po’ laici, non so. Sono appelli che le saranno sfuggiti.

  12. Pier scrive:

    E’ successo da poche ore. I tg continuano a mostrare quei pochi secondi e la caccia ai terroristi. Molti presidi, prese di posizione per la libertà, la libertà di opinione, di stampa. Tutti sono Charlie. Tutti condannano, molti fanno i distinguo. C’è già chi fa dietrologia da una parte e dall’altra, siamo abituati ormai con il web. Personalmente sono colpito da molte cose. Mi colpisce molto la parola “diritto” dentro a rivendicazioni di diritti. Viviamo spesso con foga giustizialista di battersi per i diritti per tutti( e chi non lo è?). Ma mi pare di vedere all’orizzonte in Europa soprattutto questa “rete” di diritti e giustizia in base a non si sa quale etica o metteteci la parola che preferite. In base a non si sa quale bene comune ci si associa a questa religione laica dei diritti a tutti i costi. Le religioni sono nemiche. Ma non solo. Tutto quello che ostacola le scelte personali senza più vincoli di nessun genere è considerato da condannare. Eppure ci si dimentica di altri mondi troppo facilmente. Sembra che esistano morti di serie A e di serie B. In Nigeria ad esempio c’è un massacro ogni giorno per non dire di quanti altri paesi. Sono notizie da trafiletti che scorrono nei tg. E il Rwanda? La Siria è quasi sparita, la Libia? Il Lìbano? Certo siamo europei è qui dietro l’angolo Parigi. L’orrore compiuto, la mancanza di umanità contro il poliziotto. Tutto vero, inappellabile. Ma gli altri morti e martiri contano di meno? In Italia conviviamo con i cosidetti extracomunitari come all’asilo, basta tenerli buoni e non importunarli più di tanto. In Francia fanno lo stesso. L’Occidente non vuole problemi ma gioca con le tutele dei diritti e si imbambola su se stesso, il fanatico islamico e non, vuole il diritto di creare problemi per affermare non una religione ma il caos dove probabilmente arriverebbe a sterminarsi da solo visto l’impossibilità di avere uno sguardo umano sull’altro quando esce dalla regola e da tutto quello che rappresenta quello che è odiato. La storia si ripete, cambiano le benzine, il fuoco è lo stesso, il cuore dell’uomo è lo stesso, può decidere da che parte stare ma temo che non sappia più bene..

  13. Leo scrive:

    Altri ragionevoli dubbi emergono sullo svolgimento dell’attentato :

    Ne riporto alcuni di Aldo Giannulli :

    “sono principianti che fanno errori da recluta come intrecciarsi sulle rispettive traiettorie di tiro durante la ritirata” e sbagliano pure indirizzo al primo colpo. La maggioranza dei giornali è del primo parere (professionisti), il Corriere della sera (8 gennaio) invece mette in risalto i diversi errori che fanno pensare a persone di recente addestramento. E poi avete mai visto dei terroristi che vanno a fare un’azione portandosi appresso la carta di identità che, poi, dimenticano in auto? Meno che mai si ricordano terroristi che agiscono perdendo tanto tempo durante la fuga e dopo aver avuto ben due scontri a fuoco con auto della polizia: si attardano a dare il colpo di grazia ad un agente, raccattano scarpe, poi lasciano un guanto….
    7. E’ ragionevole supporre che i giornalisti della sovrastante agenzia, fuggiti sul tetto e che hanno registrato le immagini che vediamo, abbiano subito telefonato alla polizia avvisando di quel che stava accadendo. Ed altrettanto avranno fatto, via radio, le prime due auto della polizia direttesi in rue Appert. Considerando il tempo necessario al completamento dell’azione, alle manovre per risalire in macchina, sostenere due scontri a fuoco a distanza di poco (il primo in Alèé Verte, il secondo in boulvard Richard Lenoir), fare inversione di marcia, freddare l’agente, raccattare la scarpa, ecc. debbono essere passati diversi minuti (stimiamo non meno di 20-25) per arrivare in boulevard Voltaire e poi via sino a Porte de Pantin. E non è scattato alcun blocco della zona? Nel pieno centro di Parigi, non devono essere state poche le auto della polizia in zona. E Parigi non ha un traffico scorrevolissimo.
    Poi il preteso autista del complotto è arrestato, cioè si è arreso, o meglio si è costituito e, peraltro, avrebbe un alibi: non si capisce niente».

    • yoyo scrive:

      Smettila di leggere le agenzie una dopo l altra, con i paraocchi, e scendi sulla terra.

    • mike scrive:

      scusa ma capisci tutto eccetto l’unica conclusione razionale: vogliono che pensiamo che l’islam si è scatenato contro l’occidente, affinchè i paesi occidentali scatenino una guerra contro quelli musulmani col beneplacito dei cittadini. o se non di guerra si tratterà di sanzioni economiche (il petrolio sta e molto pure in alaska) e comunque sarà uno stimolo a cambiare l’islam e renderlo occidentale. che è il fine ultimo che vogliono ottenere.

  14. Raider scrive:

    Dubbi sulla dinamica anche degli incidenti automobilstici ce ne possono sempre essere: sulla matrice ideologica di attentati come questo, no, dopo che l’unione degli islamici francesi aveva denunciato Charlie Hebdo facendolo processare e dopo che in tutto l’Islam erano scattate mobilitazioni di massa e proteste sanguinose, dal Maghreb al Pakistan, con assalti a negozi e ambasciate occidentali, boicottaggi economici e linciaggi di cristiani: proprio, nessun dubbio.
    A essere discussa dovrebbe essere la resa di fatto alla violenza intimidatrice dell’Islam nel suo insieme: un esempio di questo è Vauro, che, ieri sera, su La7, piagnucolando per la morte dei suoi colleghi, non ha esibito nessuna vignetta blasfema anti-islamica come ne sforna di coraggiose a decine contro Cristo, Cristianesimo, cristiani. Peccato: avrebbe dato modo agli islamici di dimostrare che accettano davvero un mondo da cui esigono, invece, sottomissione: per es., facendosi passare per vittime in ogni caso, laddove questo non è consentito ai cristiani, che pagherebbero le politiche colonialiste occidentali: salvo farne vittime di jihadisti armati e pagati dall’Occidente, tanto perché la paranoia trovi sempre modo di sfogarsi.
    Dopodiché, le minacce alla sicurezza fanno passare in secondo piano quelle all’identità europea: con i flussi migratori che continuano e continueranno, con il rapido aumento demografico di immigrati, in particolare, di fede, tradizione e cultura islamica, con la trasformazione dell’Europa in Eurabia: che dimostra nei fatti, nei numeri, nella realtà quello che i paranoci e complottisti negano, con una dimostrazione di malafede in aggiunta alle (islamicamente) sempreverdi propensioni complottistiche da bollettino sanitario.

    • ochalan scrive:

      Dubito che Leo ricordi i fatti del 2006. Il problema è che tutti, francesi compresi, ce ne siamo dimenticati.

  15. Antonio T. scrive:

    Scusate se intervengo…… ma vorrei sapere da coloro che inneggiano contro l’Islam…. davvero credete a quello che state vedendo? premesso che sono il primo a non volere rotture in casa mia e sono sempre il primo che pretende il rispetto da chi viene in casa mia così come faccio io quando vado in casa d’altri……
    ma richiedo…. veramente credete a quello che vediamo in tv in questi giorni? A me il tutto “puzza” di forzatura per far accettare all’occidente (“democratico”, “civile”, etc…) una guerra contro l’infedele Oriente….. si, andiamo ad insegnargli la democrazia, il rispetto, etc., e magari già che ci siamo…. ops ci appropriamo della loro sovranità…. mah… a me pare questo, ma nella mia ignoranza potrei sbagliare….

    • Raider scrive:

      L’intervento è scusato, Antonio T, perché lei non dice nulla di nuovo quanto alle ciarle complottiste senza scuse altre volte anche qui sentite. Si sperava lei avesse qualcosa di suo da aggiungere: dubitare della capacità di giudizio o della buonafede altrui è, anche questo, un antico refrain su cuio, per scusarla, non è neppure il caso di esprimersi: ma va riconosciuto che non si fa così, se si entra bussando e così modestamente, ci si scusa. Nessuno dubita della sua buonafede o del suo giudizio, Antonio: faccia sapere qual è, con qualche parola in più e parecchi puntini di sospensione in meno; che, fra l’altro, di tutto sanno, meno che di modestia.

      • Antonio T. scrive:

        Mi scusi Raider, ma da quanto scritto, ritengo di non aver altro da aggiungere. Il mio testo più volte fa riferimento ad una domanda a cui neanche Lei ha risposto.
        Il mo intento era di esprimere un dubbio ed avere una risposta da chi ne sa più di me; dubbio, che tra l’altro, mi viene dato l’atteggiamento Fantozziano per alcuni risvolti.
        Con tutto ciò non intendo dire che sia brava gente e concorderei per un maggior controllo per chi viene da noi….
        Ho solo un dubbio e cioè che qualcuno approfittando della situazione ci inserisca , all’uopo, quanto necessario accontentare i propri bisogni.

        • Raider scrive:

          Antonio T., mi dispiace che lei abbia da aggiungere solo scuse, anziché le parole che non torva neppure ora; mentre non posso riconoscerle del tutto il diritto di considerare insoddisfacente una risposta, la mia, implicita a una domanda come la sua, che suona come quella che tecnicamente si definisce una donanda retorica.
          Per non lasciarla oltre nel dubbio, bensì senza scusarmi di qualcosa che non avevo bisogno di esplicitare con la risposta/invito che lei ha avuto da me, le dirò che
          – non credo affatto ai complotti;
          non auspico alcuna guerra;
          – penso non vi sia nulla di bellicoso nel rivendicare il diritto di dire NO all’immigrazione e NO allo jus soli, che affretterebbero la fine dell’Europa come continente con un’eredità storica e complesso di libertà che si è formata e si è mantetenuta difendendosi dall’islam, che voleva sottometterla;
          – che l’infedele da combattere e sottomettere, tanto meglio se con un’immigrazione inarrestabile, è, per l’Islam, l’Occidente. e non viceversa, come pensa lei (“ma davvero?”, direbbe lei: se lo chieda);
          – che, per es., se, invece di fingere di dialogare per finire a pregare Gesù chinandosi in direzione de La Mecca, si dovessero esaminare seriamente le differenze dottrinali col Cristianesimo, occultate con slogan largamente mistificatori come la millantata “fratellanza abramitica”; e tanto più se i musulmani prendessero sul serio l’impegno a rivedere certe convinzioni ataviche: allora, gli islamici dovrebbero cominciare finendola di credere che l’Islam è la “religione naturale dell’umanità”: così che, per es., lei e io, in quanto cristiani o atei, saremmo meno umani degli islamici.
          Oppure, dal momento che si scoprirebbero che le differenze sono enormi e in gran parte incolmabili e le due visioni dell’uomo, come in effetti sono, inassimilabili e incompatibili: allora, si faccia come si fa con tutte le altre culture, con cui non c’è bisogno di dialogare a oltranza e a vanvera. Si dialoghi sulla base della comune apparenenza umanità: e si veda tutto in termini di cultura, di storia, di diritto: compreso il diritto inalienabile quello dei cittadini di un Paese libero e non soggetto a ricatti politici, economici, petroliferi, terroristici, di dire NO all’immigrazione e NO allo jus soli.

          • Menelik scrive:

            Raider, sono pienamente convinto che quello che hai scritto è comune sentire della gran parte della popolazione, ed un nostro sacrosanto diritto.

            • Raider scrive:

              Purtroppo, caro Menelik, la maggior parte della popolazione è intimidita dal politicamente corretto irradiato dai media. Difendiamo con coraggio le nostre idee, i nostri diritti, la nostra libertà in tutte le sedi, non solo su “Tempi.it”: e mi incoraggia sapere che, come io ho mollato senza esitazione, da un istante all’altro, il B. traditore del suo elettorato per ragioni da ottuagenario in cerca di improbabili nuove giovinezze elettorali e nuove identità politiche sotto il segno del Pensiero Unico, lei ha fatto altrettanto col PD. Difendiamo da soli quello in cui crediamo.
              Un abbraccio.

    • ochalan scrive:

      Rileggetevi Al Sisi, un musulmano oggettivo.

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