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Catturato il killer evaso. Cancellieri: «Tutti conoscevano la situazione di Gagliano»

dicembre 20, 2013 Chiara Rizzo

«Il magistrato e il carcere conoscevano il suo passato, ma gli psichiatri e la polizia avevano certificato i miglioramenti. Le violazioni nei permessi al di sotto dell’1 per cento»

«Evviva! Evviva!»: è con entusiasmo che il ministro Annamaria Cancellieri ha dato la notizia dell’arresto dei due evasi. Uno, il più celebre Bartolomeo Gagliano, il serial killer evaso da Genova è stato arrestato a Mentone, poco oltre il confine francese. L’altro, Pietro Esposito, il camorrista evaso a Pescara, si era rifugiato in casa della sorella a Forlì. A quanto riferisce intanto l’agenzia Ansa, a breve sarà rimosso dal suo incarico di direttore del carcere di Marassi Salvatore Mazzeo, e sarà spostato al Provveditorato regionale ligure per l’amministrazione penitenziaria.

OGGI ALLA CAMERA. Nell’informativa urgente del ministro stamattina alla Camera, Cancellieri ha scandito alcune parole più lentamente, per fissarle meglio: «Risulta in modo evidente che il giudice di sorveglianza, per la scarcerazione di Bartolomeo Gagliano, abbia avviato un’istruttoria chiedendo all’istituto penitenziario e al servizio psichiatrico del carcere tutte le notizie necessarie proprio partendo da una valutazione dell’ampio curriculum criminale di Gagliano. Tengo in particolare a precisare questo punto per sgombrare il campo dall’equivoco ingenerato dalle prime dichiarazioni rese dal direttore del carcere di Marassi (Salvatore Mazzeo, ndr) che sembrava sostenere che il carcere non aveva avuto conoscenza dell’intera storia criminale del detenuto, cosa che, come ho detto, è smentita dalla corrispondenza intercorsa tra la direzione del carcere e la magistratura di sorveglianza».

IL CURRICULUM DEL FUGGITIVO. Chi è dunque Bartolomeo Gagliano, l’evaso che sta spaventando mezz’Italia, costringendo a pensare solo di pancia, e con paura, al tema delle carceri, in un momento in cui finalmente il Paese si avviava ad una riflessione civile sulla funzione rieducativa della pena e sulle misure alternative? Gagliano è stato arrestato la prima volta per omicidio plurimo e sequestro di persona, porto d’arma e minaccia, il 16 gennaio 1981, ma continuerà a commettere questi stessi reati «fino al 1990» e dal 2000 «risponde dei reati di minaccia, danneggiamento, stupefacenti e ricettazione commessi nel 1998». Il Guardasigilli ha aggiunto: «Per tutti questi fatti Gagliano è stato assolto per vizio totale di mente e sottoposto alle misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario. Una prima volta sino al 1997, quando la misura è stata trasformata in obbligo di permanenza in casa lavoro per almeno due anni, e una seconda volta dal 199 al 2001, quando di nuovo la misura di sicurezza psichiatrica era trasformata in casa di lavoro. Il primo dicembre 2002 è stata dichiarata cessata la pericolosità e revocata la misura di sicurezza». Gagliano è tornato in libertà sino al 2006, quando è stato arrestato per rapina e violazione di domicilio e per tentata estorsione. «Risulta tuttora una pendenza per violenza sessuale nel 2005, con condanna non definitiva alla pena di quattro anni di reclusione per vizio parziale di mente».

PERCHE’ LA SCARCERAZIONE.  Il Guardasigilli ha spiegato che dal 2009, quando è stato ricoverato (o meglio incarcerato) all’ospedale psichiatrico giudiziario in stato di grave depressione, progressivamente gli psichiatri hanno osservato un lento e costante miglioramento, sino al 2012. Tutte le richieste di benefici penitenziari sino alla prima metà del 2013 sono state sempre respinte dal magistrato di sorveglianza,«nonostante il parere favorevole della direzione del carcere».

«GAGLIANO E’ LUCIDO». Nel febbraio 2013 una perizia ha certificato che lo stato mentale di Gagliano nel tempo è notevolmente migliorato e che è diminuito il suo grado di «pericolosità sociale». Una nuova relazione sanitaria del giugno scorso lo ha descritto come «sempre vigile, lucido e orientato nei parametri di realtà, tranquillo» in più visite effettuate dagli psichiatri. «Non si sono manifestate nel corso delle visite alterazioni del tono dell’umore, né dello spettro ansioso» hanno scritto i medici in quell’occasione. In base a tutti questi dati, uniti alle note positive della polizia penitenziaria, per la prima volta il magistrato di sorveglianza ha concesso a Gagliano il permesso premio il 17 agosto 2012, con l’accompagnamento del cappellano del carcere.

VICINO ALLA FINE DELLA PENA. Cancellieri ha concluso la relazione: «Il giudice di sorveglianza, dunque, ha concesso il permesso sulla base di tutti gli elementi di conoscenza che erano necessari al fine di adottare quella delicata decisione stando alle risultanze sino ad ora acquisite. Mentre in una prima fase le istanze di permesso sono stati tutte rigettate, con l’approssimarsi della data di liberazione di Gagliano, il giudice, sulla base dei pareri e delle relazioni richiamate, ha ritenuto di concedere due permessi proprio al fine di preparare il detenuto all’uscita definitiva dal carcere, determinando la presa in carico da parte del locale dipartimento di salute mentale».

«MISURE ALTERNATIVE RISCHIO DA CORRERE». Cancellieri ha sottolineato che nel caso di concessione di permessi o di misure alternative le violazioni sono davvero estremamente basse, con casi di evasione o commissione di nuovi reati «Con percentuali molto al di sotto dell’uno per cento». Nel 2012 e nel 2013, ha detto il ministro, sono stati concessi più di 25mila permessi e solo 52 persone sono evase. Nel 2011 i permessi sono stati 21.923  e 48 i mancati rientri, nel 2010 su 19.662 permessi, 38 persone sono evase: «I permessi premio garantiscono più sicurezza, non meno e sono strumenti necessari e irrinunciabili per il reinserimento dei detenuti, in base all’articolo 27 della Costituzione. Servono a far riprendere ai detenuti i contatti con la famiglia e il territorio per evitare che, una volta scontata la pena, riprendano le condotte per cui erano stati condannati». Il Guardasigilli ha annunciato di aver disposto indagini conoscitive sui casi di evasione.

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