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Kiev, blitz delle forze di polizia. Trenta feriti tra i manifestanti

dicembre 11, 2013 Chiara Rizzo

Le forze dell’ordine in tenuta anti sommossa seguite da ruspe hanno distrutto le barricate innalzate da Pro Europa, ma sono stati fermati da un muro umano. Il patriarca ortodosso: «Rischio guerra civile»

La polizia contro i manifestanti. A Kiev stanotte centinaia di uomini delle forze dell’ordine, in assetto antisommossa, hanno assaltato piazza dell’Indipendenza, presidio delle migliaia di manifestanti pro Europa e dell’opposizione, che da giorni chiedono le dimissioni del presidente russo Viktor Yanukovich, da quando il 21 novembre questi ha annunciato che non firmerà il patto di adesione all’Ue.

STRATEGIA DI SFONDAMENTO. Le forze di polizia in nottata, a colpi di scudo e a volte di manganello, si sono fatti strada tra la folla, seguiti da ruspe che hanno raso al suolo le barricate messe in piedi in questi giorni dai manifestanti su quasi tutti i lati della piazza. Solo ad un angolo della piazza, però, proprio sul viale Khreshatik di fronte al palazzo del municipio, i poliziotti non sono riusciti ad arrivare. Sebbene le barricate non ci fossero più, sul viale infatti la polizia è stata bloccata da un muro umano di almeno 4mila persone. Alcune di queste erano armate di bastoni, ma alcuni leader dell’opposizione e una celebre cantante hanno calmato gli animi e ricordato che la manifestazione Pro Europa è pacifica. Non ci sono ovviamente dati precisi sui feriti tra i civili, si parla di almeno 30 persone, di cui 15 ricoverati in ospedale. Una dottoressa ha raccontato all’Ansa di aver medicato lei sola 25 persone.

MUNICIPIO OCCUPATO. Le forze di polizia stamattina, 11 dicembre, hanno tentato una nuova irruzione nella piazza, stavolta per sgomberare il municipio occupato. Non ci sono però riusciti, perché questa volta i manifestanti li hanno bloccati sui blindati, impedendo loro di scendere dai mezzi e costringendoli a fare retromarcia.

IL PATRIARCA: «RISCHIO GUERRA CIVILE». In giornata ha lanciato un allarme il patriarca della Chiesa ortodossa ucraina, Filarete: «Le azioni violente possono solo portare a una radicalizzazione della protesta e a una guerra civile». Il patriarca Filarete ha chiesto esplicitamente al governo di cessare le azioni di violenza sui dimostranti e di accettare la richiesta di firmare l’accordo di associazione con l’Ue.

ASHTON: «PROSEGUO TENTATIVO MEDIAZIONE». Lady Catherine Ashton, responsabile della Politica estera dell’Ue, è da lunedì 9 dicembre a Kiev per tentare una mediazione. Oggi ha dichiarato di essere «estremamente delusa» per gli attacchi ai manifestanti avvenuti in nottata e stamattina. Ha anche annunciato però che rimarrà in Ucraina, per «continuare a spingere per il dialogo» sebbene questo «è più difficile» dopo gli ultimi fatti. Lady Ashton ha spiegato che «nella lunga discussione col presidente, Ianukovich mi ha rassicurata dicendosi pronto ad impegnarsi nel dialogo: lo esorto a farlo. E ha ribadito la volontà di firmare l’accordo d’associazione: ho discusso l’urgente bisogno di liberare gli arrestati e di una rapida ed equa indagine per portare i responsabili delle violenze davanti alla giustizia».

UE RESPINGE RICHIESTA DI UN MILIARDO DI EURO. Ma attraverso il portavoce, la Commissione europea ha respinto al mittente la richiesta avanzata dalla presidenza ucraina di aiuti per 20 miliardi di euro per il paese, in cambio della firma dell’accordo di associazione all’Ue. Il portavoce ha dichiarato «Non giochiamo con le cifre, accordi di questo genere servono alla prosperità del paese e questa non può essere oggetto di un’asta in cui il miglior offerente si aggiudica il prezzo».

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