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Karan, calciatore tedesco che giocava con Boateng e Khedira, è morto in Siria dove combatteva il jihad

novembre 20, 2013 Emmanuele Michela

Karan ha lasciato la carriera calcistica nel 2007 per unirsi alla causa dei ribelli islamisti in Siria

«Ha lottato come un leone», hanno raccontato i mujaheddin di Azaz, cittadina della Siria, a Mustafa Karan. Da qualche giorno la faccia di suo fratello Burak ha invaso le pagine dei giornali tedeschi ma non quelle dedicate allo sport, dove fino a qualche anno fa il calciatore lanciato dall’Hannover 96 avrebbe aspirato a trovare il suo nome. La sua, invece, è diventata una storia di copertina per ragioni extra-sportive: Bild ha scoperto che l’ex talento della Nazionale Under 17, tedesco di passaporto ma turco di famiglia, è morto circa un mese fa sul campo di battaglia in Siria, arruolatosi con i ribelli islamisti che combattono il regime di Assad.

LE PARTITE CON KHEDIRA E BOATENG. Mustafa Karan ha detto che il fratello si trovava in Siria per «trasportare medicine» ma sembra che il ragazzo di 21 anni abbia invece scelto di abbandonare il calcio per dedicarsi al jihad. Alle spalle ha lasciato una gioventù passata nei vivai di alcune importanti squadre di Bundesliga, ha anche giocato in diverse rappresentative tedesche di categoria a fianco di campioni come Kevin-Prince Boateng, Sami Khedira e Dennis Aogo. «Soldi e carriera non erano importanti per lui», spiega ancora il fratello.

DAL CALCIO AD AL QAEDA. «Non importa se si stesse allenando o se si trovasse in trasferta, doveva pregare cinque volte al giorno», ricorda Marcus Olm, allenatore di Burak Karan all’Hannover, che lo ha visto giocare fino al 2007, quando si è ritirato dal calcio. A quel punto Karan prima è stato avvistato nella sua città natale, Wuppertal, dove faceva parte di un gruppo di salafiti radicali. Poi, nel 2010, ha lasciato la Germania trasferendosi con la sua famiglia in Turchia, da dove è partito per unirsi a una cellula di Al Qaeda tra Afghanistan e Pakistan. Ha fatto ritorno in Germania diverse volte prima di decidere di abbracciare la causa dei ribelli in Siria pochi mesi fa.

IL PRECEDENTE. Karan non è il primo ad abbandonare la Germania per la causa islamista. Nel 2001, all’indomani della strage delle Torri Gemelle, venne fermato in Belgio Nizar Trabelsi, che fino a qualche anno prima giocava nel Fortuna Dusseldorf: tunisino, era uno dei collegamenti tra Bin Laden e l’Europa. Progettava un attentato a Parigi ma fu fermato in tempo ed estradato negli Stati Uniti. Anche lui ha preferito il jihad al pallone.

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