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James Cameron, il regista acquatico che esplora gli abissi

marzo 26, 2012 Paola D'Antuono

Tutti conoscono James Cameron per i kolossal Titanic e Avatar. Ma in pochi conoscono la sua autentica passione per il mare e per la profondità, a cui ha dedicato alcuni dei suoi documentari più belli, tra cui Ghosts of the Abyss e Aliens of the Deep. E adesso il regista di True Lies si prepara a mostrare al mondo il luogo più profondo dell’oceano.

James Cameron è il regista dello stupore, un uomo capace di realizzare kolossal che hanno cambiato la storia degli effetti speciali e della magnificenza delle scenografie nel cinema. Quando nel 1997 Titanic arrivò nelle sale, gli spettatori fecero la fila per mesi per godere di una storia d’amore tanto semplice quanto affascinante e sapientemente adornata di effetti speciali di ultima generazione. Solo molti anni dopo una pellicola seppe fare meglio in quanto a botteghino e ricostruzione stupefacente degli ambienti: Avatar, film fantascientifico del 2009 ancora una volta concepito dalla mente del regista canadese. Del resto “Big Jim”, come lo chiamano gli addetti ai lavori di Hollywood, è un perfezionista nato, un appassionato delle nuove tecnologie fin nel midollo e che nelle sue produzioni ha sempre dedicato ampio spazio al rapporto tra l’uomo e le macchine. Un rapporto che lo vede coinvolto in prima persona e che negli anni gli ha permesso di esplorare territori cinematografici sconosciuti ai più. Certo, dalla sua parte Cameron può disporre di budget concessi a pochi altri eletti ma il botteghino gli ha sempre dato ragione.

Ma forse in molti ignorano la grande passione di Cameron per l’acqua e in particolare per il mare, convitato di pietra in più di una pellicola (True Lies, Abyss, Titanic) a cui il cineasta dedica da sempre gran parte del suo lavoro e del suo tempo libero. James Cameron infatti possiede una flotta subacquea composta da sottomarini compatti, piattaforme di esplorazione e robot marini da esplorazione per un valore che si aggira attorno ai 400 milioni di dollari. Macchine di ultimissima generazioni grazie alle quali ha realizzato negli anni alcuni documentari poco conosciuti ma che varrebbe la pena recuperare: Ghosts of the Abyss (2003), dedicato all’affondamento del Titanic e che mostra immagini spettacolari del relitto, Aliens of the Deep (2005), che racconta l’esplorazione di una catena montuosa sottomarina, la Dorsale Medio-Atlantica, dove vivono alcune delle forme viventi più rare del pianeta, compiuta dallo stesso Cameron assieme ad alcuni scienziati della Nasa, The Lost Tomb of Jesus (2007), in cui il regista conduce lo spettatore sulla Tomba di Talpiot, presunto sepolcro di Gesù Cristo. Ma l’impresa più ardua il regista l’ha compiuta ieri calandosi all’interno della Fossa delle Marianne, l’abisso più profondo degli oceani di tutto il mondo. A bordo di uno speciale sottomarino, Deeepsea Challenger, Cameron ha toccato il fondale da solo – unico uomo al mondo – scendendo a è 10.898 metri sotto il livello del mare. Entusiasta della spedizione riuscita, il regista di Avatar ha lasciato un messaggio ai fan sul suo profilo Twitter: «Sono appena arrivato nel punto più profondo dell’oceano. Toccare il fondo non è mai stato così bello. Non vedo l’ora di condividere con voi ciò che vedo». L’impresa di Cameron avviene 50 anni dopo la prima discesa di un uomo nella Fossa delle Marianne: nel 1960, infatti, l’oceanografo svizzero Jacques Piccard e l’ufficiale della Marina Usa, Don Walsh, toccarono il fondo. Chissà quali meraviglie marine Cameron mostrerà al mondo intero per la prima volta. Una cosa è certa: riuscirà ancora a stupirci.

 

Twitter: @paoladant

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