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Italia comunità senza futuro? La deriva non è più scontata

gennaio 25, 2015 Alfredo Mantovano

Il convegno di Milano è uno dei segnali più chiari che si può recuperare azione e fiducia. Non si tratta di alzare barriere nei confronti di nessuno, ma di mostrare a tutti che si lavora “per”

incontro-famiglia-regione-omofobia-adinolfi-maroni-tempiCapita che battaglie importanti siano lasciate a metà, o messe da parte, perché la pressione mediatica è così forte da non saper resistere, o perché si tende a somigliare alla caricatura nella quale gli avversari provano a incasellarci, quella di chi fa “bau bau” e non va oltre. Dieci anni fa il Parlamento italiano approvava una buona legge sulla fecondazione artificiale e un’ottima riforma delle norme sulla droga, respingeva ipotesi di leggi antiomofobia e difendeva con successo l’uso del Crocifisso nei luoghi pubblici. Invece di rilanciare, più d’uno negli anni seguenti ha pensato che non fosse il caso di insistere: col risultato che quel che di positivo era stato realizzato è stato cancellato con poche battute e con scarsa reazione.

Il convegno di sabato 17 gennaio a Milano è uno dei segnali più chiari che si può – e quindi si deve – recuperare azione e fiducia: in se stessi, nelle proprie famiglie, nella propria nazione. Che la deriva italiana di una comunità senza futuro, perché costituita da un numero crescente di anziani e decrescente di bambini, non è data per scontata né per ineluttabile. Che la pressione mediatica, per quanto violenta e falsificatrice, non impedisce che migliaia di persone restino in strada per ore, non avendo trovato posto nella sala della manifestazione, pur di testimoniare vicinanza. Che istituzioni ben orientate, come la Regione Lombardia, il suo presidente e chi collabora con lui, non retrocedano di un millimetro e, anzi, rilanciano. Che in questa legislatura la drastica riduzione in Parlamento e nel Governo della presenza di cattolici e di persone di buona volontà non significa fine dei cattolici in politica: se mai, è incentivo a rendere più profonde le ragioni culturali di un impegno da rinnovare e da radicare con maggiore convinzione.

Milano può rappresentare il punto di svolta se chi ha operato per realizzarlo e chi ha guardato a esso con speranza prosegue senza curarsi dell’ostilità mediatica. Non si tratta di alzare barriere nei confronti di nessuno, ma di mostrare a tutti che si lavora “per”: anzitutto per rendere meno complicata la vita quotidiana delle famiglie italiane, per rimuovere gli ostacoli che il fisco pone a ogni passo, per far sì che la scelta di mettere al mondo un altro figlio non sia un gesto eroico ma un atto ragionevole, in virtù di un quadro esterno più favorevole; per far sì che ciò avvenga quando i figli sono piccoli e la necessità di aiuto concreto è maggiore; perché con la scuola si collabori e cessi il sospetto derivante dall’imposizione nelle aule di «corsi di indottrinamento» – per riprendere l’espressione di Papa Francesco – che con l’istruzione non hanno nulla a che fare. L’impegno assunto da Roberto Maroni di trasformare il convegno di sabato in un forum permanente per la famiglia garantisce che la Regione Lombardia, dopo essere stata la prima importante istituzione negli ultimi anni a spendersi pubblicamente in favore delle famiglie, diventi un ente pilota, per la parte che rientra nelle sue competenze, per misure concrete a sostegno dei matrimoni e della formazione di nuclei familiari.   

È evidente che il lavoro “per” include la difesa dagli attacchi costituiti dalle dissennate iniziative legislative in corso, che si aggiungono alle leggi altrettanto dissennate approvate nei mesi scorsi; è irrealistico costruire un edificio mentre altri ci sparano sopra: impedire a costoro di puntare l’arma è il minimo del buon senso. Milano ha confermato che è possibile e che il popolo della vita e della famiglia c’è. Proseguire è un entusiasmante dovere verso se stessi e verso l’Italia.

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22 Commenti

  1. asptta scrive:

    avete fatto un convegno vergognoso. avete parlato nel convegno quasi esclusivamente di famiglie gay e avete volutamente confuso argomenti come l’utero in affitto e la step child adoption, che nel caso alcuni avessero dei dubbi due cose distinte, separate e che hanno ben poco a che fare l’una con l’altra.
    siete stati scherniti da tutta l’italia. avete dimostrato la vostra aggressività gridando vergognosi e gravi insulti ad uno studente di 22 anni che voleva solo fare una domanda.
    direi che potete anche smettere di parlare di quel vergognoso evento. capisco che voi siete abituati a riscrivere la storia a vostro piacimenti per assecondare le vostre strambe teorie, ma in questo caso date tempo al tempo. sono passati pochi giorni, ancora tutti ricordiamo gli insulti di La Russa, le parolacce del direttore di questo giornale e il prete pedofilo.

    • Menelik scrive:

      Io, purtroppo, non ho potuto presenziare la convegno perché, come ho già detto, abito ad ore di macchina da Milano ed i finesettimana lavoro in proprio.
      Sarei stato felicissimo, però, di partecipare a quel convegno e mostrare la mia solidarietà.
      Hai fatto delle affermazioni assolutamente fasulle, a partire da quel “siete stati scherniti da tutta l’Italia”…..ma tu chi cacchio sei, il portavoce d’Italia??????????????
      A casa mia si direbbe: “Abbassa le orecchie, nano”….detto con rispetto, eh?!, fa parte del frasario operaio.
      Primo, voi siete lontanissimi dal rappresentare la maggioranza in Italia, diciamo che siete sovra-rappresentati politicamente e mediaticamente, e molto meno a livello numerico puro.
      Infatti, un eventuale referendum sui temi dell’agenda LGBT lo fuggireste come la peste.
      Non ero presente, come te del resto, ma negli articoli di Tempi dedicati a questo convegno, si è parlato molto di fisco come il peggior nemico della famiglia, molto più delle istanze dei gay, mentre tu affermi (da non presente, dunque per sentito dire di riflesso) che i gays è stato l’argomento che ha monopolizzato il convegno.
      Riguardo a quel ragazzino mandato lì apposta per fare l’elemento di disturbo, non era nella lista dei relatori. Hanno fatto l’errore di consentirgli di salire sul palco, avrebbero dovuto negare subito non essendo iscritto nell’agenda degli interventi.
      Riguardo al prete pedofilo, il convegno era di presenza LIBERO, APERTO, (di presenza, però, non di interventi dei relatori !!!!!), non è richiesta la fedina penale di chi entra.
      E’ stato il prete ad essere stupido che si è intrufolato dentro pensando di essere ancora stimato e benvoluto.
      Purtroppo i peggiori sono anche coloro che impongono agli altri la propria presenza ben sapendo che non sono i benvenuti…..nel piccolo, vedi i troll che infestano questo sito.
      Con la stessa logica, se al convegno ci fosse stato qualche ex-tossico proveniente da qualche comunità terapeutica, voi avreste detto che in quel convegno c’erano pregiudicati per reati di droga che erano lì per spacciare.
      Tornando al tema principale, la difesa della famiglia, ti rammento che tre anni fa, il raduno delle famiglie a Milano, l’anno del terremoto, aveva visto la partecipazione di due milioni e mezzo di persone.
      Due virgola cinque con sei zeri sul dieci, no bruscolini.
      E’ che in Italia, purtroppo, abbiamo perduto rappresentanza politica, perché il mondo cattolico è stato irretito da due partiti, PD e Berlusconi, che fanno una politica contraria alla famiglia, mentre a chiacchiere la sostengono.
      Ma questo è anche colpa nostra, in parte.
      Per fortuna il numero dei cattolici che voltano le spalle a questo establishment di menzogne, cresce ogni giorno di più, e i sondaggi cambiano i numeri.

      • torata scrive:

        ti sfugge una cosa, noi gay siamo la minoranza, ma come non occorre essere neri per pensare che i neri debbano avere i nostri stessi diritti così non occorre essere gay per essere favorevoli al matrimonio gay. quindi non saprei veramente se la maggioranza è contraria al matrimonio gay, forse. rimane il fatto che la maggioranza ha preferito un ladro a gesù. la maggioranza non ha sempre ragione e in questione di diritti non si può lasciare la parola alla maggioranza.

        forse avrebbero dovuto non farlo intervenire, ma certo non avrebbero dovuto gridarli tutte quelle parolacce rabbiose. hanno gestito la cosa molto molto male. è normale che se non sei in scaletta non ti facciano parlare, ma è meno normale se tu presa la parola sei riempito di insulti omofobi (vedi ad esempio La Russa).

        il fatto che il fisco è il peggior nemico della famiglia è stata una battuta, uno slogan, non un elemento di discussione. è stato detto forse due volte ma fine li del discorso. parliamo di meno di 60 secondi in tutto.

        quelli che tu chiami troll sono persone che vengono qui e ti dicono come la pensano. un troll è un disturbatore senza idee e senza obiettivi, vuole solo disturbare. tu invece usi la parola troll per indicare chiunque non la pensi come te e osi parlare.

        mio caro fate quei bei grandi numero anche perchè usate titoli come difesa della famiglia, cosa per la quale anche io scenderei in piazza, mentre invece intendete facciamo in modo che i gay non si facciano mai una famiglia. se foste più onesti intellettualmente e parlaste più chiaramente da subito vedi quanti verrebbero. attraete le persone che convegni e manifestazioni con titoli innocui per poi intortarle per bene… siete pure bravi perchè spesso vi riesce

    • giovanna scrive:

      Asptta, grazie del tuo intervento : da incorniciare a futura memoria.
      C’è tutto: menzogna, falsificazione, aggressività, ripetizione a pappagallo di 1 concetto e mezzo, insulsaggine, ignoranza…grazie !
      Però ti sei dimenticato per strada le bestemmie…fai più attenzione la prossima volta !

      ( sei sempre quello che di lavoro faceva l’attore porno-gay , ora dismesso per limiti d’età, e che ci ha comunicato i suoi pensieri morbosi sui bimbi al mare; vero ? complimenti per tutto )

    • Andrea UDT scrive:

      No, hanno ragione i cattolici e i promotori del convegno.

      Il nesso fra step child adoption e l’utero in affitto è chiaro, basta vedere i casi di cronaca giudiziaria.

      C’è una pericolosa falla nel modello delle unioni civili che si va a discutere.

      Il ragionamento è questo: siccome i bambini ci sono è a favore del bambino concedere l’adozione anche al genitore non biologico.

      Quello che si ignora volutamente è il rovescio della medaglia: io progetto SCIENTEMENTE la messa al mondo di un bambino orfano di un genitore biologico e a fatto compiuto cerco di forzare la mano del legislatore perchè la paternità venga estesa.

      E’ un ricatto bello e buono e la merce di scambio è un essere umano.

      Questo è il succo, il prete sospeso e il ragazzo che vuole dire la sua è solo condimento.

      • Nino scrive:

        @Andrea: sono molte più le coppie etero che quelle omosessuali che oggi progettano SCIENTEMENTE la messa al mondo di un bambino “orfano” di un genitore biologico, ma loro non hanno bisogno di forzare la mano dl legislatore perchè la paternità venga estesa

        • Cisco scrive:

          @Nino
          Ah beh, allora si che le coppie etero andrebbero abolite! Guarda che le coppie etero potranno anche in alcuni casi comportarsi in modo tale; ma quelle omo non possono che fare così. Ergo, l’osservazione di Andrea regge eccome, e sarebbe definitiva se si abolisse la fecondazione artificiale…

          • insomma scrive:

            Cisco, capisci che il discorso matrimonio, quello step child adoption e quello utero in affitto possono e devono essere trattati separatamente?
            non sono la stessa cosa. voi insistete che si deve vietare il matrimonio e ora la step child adoption per vietare l’utero in affitto, ma questa è una sciocchezza. se vuoi vietare l’utero in affitto vieta quello. perchè fare queste inutili gincane?
            l’utero in affitto è usato da etero, gay e single. vietando il matrimonio gay o la step child adoption non cambierebbe assolutamente nulla alla pratica dell’utero in affitto.

            posso sposarmi con un altro uomo e non usare mai la pratica dell’utero in affitto, al contrario posso essere single e affittare l’utero di una donna. questo ti dovrebbe aver chiarito il fatto che tra matrimonio gay e utero in affitto non c’è nesso. sono argomenti che devono e vanno discussi separatamente. anche perchè io per esempio sono contrario agli uteri in affitto, ma non lo sono ai matrimoni gay

            per favore informati bene su cosa sia la step child adoption e sulle mancanze che andrebbe a sanare. dopo sarai libero di avere una tua opinione anche contraria ma almeno non faremo più discorsi di questo tipo.
            una legge o una proposta si valuta per i suoi contenuti non nei contenuti di altre leggi che per ragioni a me sconosciute tu intendi ad accorpare.

            • Cisco scrive:

              @Insomma
              Sei tu a non capire che – sebbene concettualmente separati – i temi dei “matrimoni gay”, step hold adoption e utero in affitto sono il frutto della stessa visione utilitaristica dell’esistenza: in tutti i paesi dove sono state approvate le unioni gay e’ così, informati. Per non parlare del fatto che c’è perfino chi non riesce a distinguere le famiglie basate sul matrimonio e le coppie gay…

              • Assurdo scrive:

                Cisco tu sei libero di essere contrario a tutti e tre ma accorparli in unico discorso è semplicemnte assurdo.
                Questo,mi fa pensare che il tuo essere contrario deriva solo da una presa di posizione ideologia e non è frutto di un ragionamento

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Semplicemente assurdo è cambiare nickname ogni pisciata di cane cosicché la gente non sa neanche a chi diavolo risponde (oltre, natualmente, al perché gli risponde).
                  Eppoi vengono a ragliare che vogliono il dialogo!

                  • stadio scrive:

                    Giovannino, il vostro sistema non mi permette di lasciare post usando sempre lo stesso nome. cosa ti posso fare? avete un sistema informatico all’utlimo stadio o una censura che funziona ben

                    • Fran'cesco scrive:

                      Sei l’unico che cambia il nome, non ti viene una domanda?
                      (perfino Paolo Venisi alias Shiva non viene mai censurato…)

      • matrimo scrive:

        Andrea la grossa falla c’è ma la causate voi.
        il problema sono gli uteri in affitto, e su questo concordo. è una pratica impietosa nei confronti del nascituro. allora vietiamo gli uteri in affitto. perchè vietare matrimonio gay, step child adoption, etc che sono cose che poco hanno a che fare con l’utero in affitto?
        mischi due cose totalmente slegate.
        con e senza step child adoption e con e senza matrimonio gay le persone possono ricorrere alla pratica dell’utero in affitto, allora perchè vietate le prime due? è semplicemente assurdo. vietate gli uteri in affitto e basta. anche da un punto di vista etico sono discorsi diversi e slegati.

        te lo spiego io perchè volete a tutti i costi legare il concetto di S.C.A. e matrimoni gay a quello di utero in affitto, e il motivo è lo stesso che un tempo vi portava a millantare un equivalenza tra pedofilia e omosessualità (poi mi sembra vi si sia ritorto contro). la risposta è semplice, quasi tutti siamo contrari a far nascere un bambino con una pratica così discutibile, quindi state semplicemente legando la battaglia contro i matrimoni gay che ormai è tutta sbilenca ad un battaglia più forte e motivata come quella degli uteri in affitto. bravi, ma non mi sembra sia dignitoso fare questi giochini da parte vostra.

        • Fran'cesco scrive:

          Si da’ il caso che la “SCA” l’ha tirata in ballo Renzi perche’ il passo dei matrimoni gay era troppo lungo per l’Italia. Quella e’ la direzione che vuole la lobby gay, ed una parte degli italiani convinti dalla propaganda di Rep e compagni.
          Il passo successivo di questa deriva sono i matrimoni gay (e l’utero in affitto, il resto del mondo insegna)

    • Fran'cesco scrive:

      Asptta:
      “voi siete abituati a riscrivere la storia a vostro piacimenti”
      Spero tu voglia scherzare, o volevi scrivere una lettera a Repubblica e hai sbagliato indirizzo?

      • Nulla scrive:

        Francesco considerando quanto poco sapere della chiesa stessa e della sua storia, si sto parlando dei papi del rinascimento e i loro comportamenti libertini, e considerando che estendete al presente, passato e futuro idee nate neanche 100 anni fa… Va be, cmq ricorda se parli utero in affitto parla di quello non di 1000 altre cose che non c’entrano nulla

        • Fran'cesco scrive:

          “Nulla”, io rispondevo a “Asptta”, ma dagli errori di italiano e di storia direi che siete la stessa persona.
          Potresti fare un intervento dove si capisce cosa vuoi dire? Con dei numeri giusti, argomentato, chessoio…
          .
          Comunque con “riscrivere la storia” mi riferivo a Rep, che ha parlato evidentemente di un altro convegno sulla famiglia. Noi qui stiamo parlando di quello di Milano del 17 gennaio, se vuoi ti mando i link ai video cosi’ ti informi correttamente.

  2. leo aletti scrive:

    Non è questione di maggioranza o di opinione pubblica, Si dica no all’aborto, e i politici si comportino di conseguenza; la vergona non è il convegno ma il limitarlo ad episodio. Avanti così.

  3. leo aletti scrive:

    Si deve andare avanti così no all’aborto, ai gender, alla fecondazione in provetta, all’utero in affitto ecc. Il convegno non è vergognoso, la vergogna sarebbe fermarsi.

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