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Israele-Gaza, prima notte senza missili. Alta tensione diplomatica, si lavora per la tregua

luglio 28, 2014 Chiara Rizzo

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha diffuso un appello firmato all’unanimità al cessate il fuoco immediato tra le parti. Israele e Hamas presentano loro versioni riviste della bozza Kerry, che ha scontentato tutti

Il Consiglio di Sicurezza Onu

Stanotte, la prima trascorsa senza raid israeliani o missili lanciati da Gaza, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha lanciato con forza un nuovo appello (all’unanimità) per “un cessate il fuoco immediato e senza condizioni”. Il Consiglio ha anche chiesto di “rispettare il diritto umanitario internazionale, in particolare quello riguardante la protezione dei civili e la necessità di fornire immediatamente assistenza umanitaria alla popolazione palestinese nella Striscia”.

LE VITTIME. L’inizio delle ostilità tra Israele e Hamas risale solo all’8 luglio, esattamente venti giorni fa: in questo breve lasso di tempo lo scontro è stato però talmente violento da aver portato allla morte di 1.032 palestinesi e a 51 vittime israeliane (47 soldati e 4 civili), con oltre 2.538 razzi lanciati su Israele, e per fortuna in gran parte intercettati dal sistema Iron Dome, e oltre 6mila feriti palestinesi. Stanotte il Consiglio ha voluto ribadire che “i siti civili e umanitari, tra cui quelli dell’Onu, devono essere rispettati e protetti” e che la tregua sia rispettata per la festa di fine del Ramadan, l’Eid al-Fitr, che inizia oggi e durerà tre giorni.

LA BOZZA KERRY.Haaretz, il principale quotidiano israeliano, ha ricostruito quanto accaduto in questi giorni con la bozza di accordi per il cessate il fuoco presentata dal segretario di Stato Usa John Kerry, che ha creato malumori e rifiuti tanto per il leader israeliani che per quelli palestinesi. Il quotidiano spiega che la bozza era stata ritenuta inaccettabile dal premier Benjamin Netanyahu perché anzitutto non garantiva, durante la tregua, alcuna delle condizioni di sicurezza necessarie al paese, e si limitava a parlare di un generico “affrontare tutte le questioni di sicurezza”. Nessun riferimento ai tunnel di Hamas, o ai suoi missili nascosti a Gaza. Dall’altra parte, invece, se aveva accontetato molte richieste degli estremisti, compreso il trasferimento di fondi per pagare gli stipendi a 40mila dipendenti pubblici, oltre all’apertura dei valichi e all’afflusso di beni nella Striscia, la bozza aveva fatto infuriare anche alcuni leader palestinesi, in particolare Mahmoud Abbas (Abu Mazen, ndr.) e l’Anp perché la bozza “nominava” garanti per la tregua di Hamas Qatar e Turchia, ma non l’Egitto (passaggio questo che ha scontentato anche Israele, che ritiene Qatar e Turchia troppo vicini ad Hamas).

LE PRESSIONI DI OBAMA. Ieri, prima della riunione del Consiglio di sicurezza, era dovuto intervenire personalmente il presidente Usa Barack Obama, con una telefonata a Netanyahu in cui ha fatto pressioni per arrivare appunto ad una tregua incondizionata, assicurando però che ogni accordo duraturo al conflitto prevederà il disarmo di Hamas e dei miliziani attivi nella Striscia. Haaretz ha rivelato anche che Netanyahu abbia inviato una bozza “corretta” con una più bilanciata attenzione anche alle richieste di Israele, senza fare alcun annuncio pubblico per non mettere in imbarazzo gli sforzi diplomatici Usa e internazionali.

LA BOZZA DI HAMAS. Sempre secondo Haaretz oggi anche Hamas, attraverso il leader Moussa Abu Marzouk che abita in Egitto, avrebbe fatto arrivare al Cairo una propria versione della bozza rivista e corretta.

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