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Isee, cosa cambia con la riforma del Governo

dicembre 3, 2013 Chiara Rizzo

Aumenta l’importo degli affitti detraibile, si potrà aggiornare il reddito conteggiando l’intervento della cassa integrazione o la perdita del lavoro, sarà più considerata la condizione di chi ha più di 3 figli a carico o parenti disabili

È stata approvata la riforma dell’Isee, il nuovo indicatore della situazione economica sarà “anti-falsi poveri”. Lo ha annunciato il premier Enrico Letta al termine del Consiglio dei ministri in cui è stato approvato il nuovo Isee che prevede un peso maggiore, nel conteggio delle voci che compongono il reddito di un cittadino, della casa e del patrimonio, e che sarà più controllato rispetto al passato. L’Isee è lo strumento che permette di valutare la situazione economica per regolare l’accesso alle prestazioni pubbliche sociali e sociosanitarie, per garantire eventuali esenzioni totali, o stabilire le fasce di pagamento anche per le tariffe differenziate (dalle mense scolastiche alle tasse universitarie).

COSA CAMBIERA’. Nel conteggio Isee verranno incluse somme che finora erano state esentate dalle tasse, come le pensioni di validità, verrà dato inoltre maggior peso al valore della casa in cui si vive, mentre sarà data minore franchigia per la componente mobiliare. Per calcolare il valore degli immobili, invece, si considererà patrimonio il valore della casa che eccede il valore del mutuo ancora da pagare, co un trattamento più favorevole nel caso si tratti della prima casa di proprietà. La franchigia per il patrimonio mobiliare è ridotta a 6mila euro. Sarà maggiormente considerata la composizione del nucleo familiare, con un punteggio diverso alle famiglie che hanno a carico tre o più figli, o persone con disabilità.

MAGGIORI DETRAZIONI SUGLI AFFITTI. Aumenta l’importo degli affitti che si potrà detrarre dal reddito per il calcolo dell’Isee. L’importo passa da 5.165 a 7mila euro, con 500 euro in più calcolati per ogni figlio convivente successivo al secondo.

CASSA INTEGRAZIONE O PERDITA DEL LAVORO. La riforma dell’indicatore Isee prevede anche che si tenga in considerazione l’intervenire di alcuni situazioni lavorative che vanno a modificare la condizione economica e che, diversamente da ora, l’Isee sia aggiornato in caso di cassa integrazione o di perdita del lavoro, o di una riduzione per altri motivi del reddito del 25 per cento, anche prima dello scadere dell’anno.

RIDOTTA L’AUTOCERTIFICAZIONE. È ridotta l’area di autocertificazione nell’Isee: nel 2012 sono state presentate 6,5 milioni di dichiarazioni sostitutive uniche (dsu) corrispondenti a 5,8 milioni di famiglie, cioé il 30 per cento del totale. Il ministro del Welfare, Enrico Giovannini, ha spiegato che «molte delle voci che oggi sono parte di autodichiarazioni verranno compilate automaticamente dall’Inps in base alle banche dati, in modo tale che nessuno si possa dimenticare di indicare i valori corretti». Giovannini ha quindi aggiunto che «riformare l’Isee è un atto a forte valenza etica, in un momento in cui l’emergenza sociale impone di orientare le risorse disponibili a favore di chi è in uno stato di reale necessità. Con la riforma intendiamo disporre di uno strumento più corretto per valutare le condizioni relative tra famiglie con diverse possibilità economiche, ma anche restringere gli spazi all’evasione, ricordando che ogni presunta furberia toglie un’opportunità a coloro che ne hanno diritto». Nella proposta presentata dal gruppo di lavoro istituito a settembre proprio dal ministro Giovannini e che ha dato il via all’emendamento del governo che nella legge di stabilità introduce il reddito di cittadinanza, quest’ultima misura verrebbe assegnata proprio in base al nuovo Isee.

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