Google+

Irina, sopravvissuta ai gulag, e Ilya che tornò dalla Siberia

luglio 28, 2017 Sandro Fusina

La poetessa simbolo della malvagità sovietica e il pittore che mise nella stessa tela Lenin, lo zar Nicola II, i Beatles, Hitler e il papa, con Cristo fluttuante in cielo

Glazunov 2

«E vi dirò la prima cosa bella/ che ho visto in prigionia/ i vetri della finestra velati dal ghiaccio». Figlia d’intellettuali, poetessa e credente, laureata in fisica, aveva voluto trasmettere in una scuola primaria della provincia sovietica il suo sapere e i suoi sentimenti. Irina Ratushinskaya non era un’oppositrice programmatica del regime, solo riteneva giusto insegnare quello in cui credeva. Perché l’amministrazione scolastica, invece di espellerla dalla scuola come d’uso con chi non si piegava all’ideologia di Stato, la destinasse al gulag non si capì mai.

Nel mondo libero Irina divenne il simbolo della malvagità sovietica: mentre le sue poesie avevano il meritato successo, un pastore anglicano trascorse la quaresima del 1986 chiuso in una gabbia per ricordare al mondo la sua condizione. In ottobre, come auspicio dell’incontro di Reykjavik tra Reagan e Gorbaciov Irina fu liberata. In Inghilterra le fu pronosticato che non avrebbe potuto avere figli: ebbe due gemelli. Fu invitata da università e istituzioni. Decise però che i suoi figli sarebbero cresciuti in Russia: il successo letterario si affievolì senza mai spegnersi del tutto.

***

Quando, ancora studente d’arte all’Istituto Repin, vinse nel 1956 il Gran premio al concorso internazionale di Praga per giovani artisti, Ilya Glazunov divenne una celebrità. L’anno seguente gli fu dedicata una personale alla Casa dei Lavoratori dell’Arte a Mosca. Un suo quadro che mostrava una donna distesa nuda sul letto mentre il compagno guardava fuori dalla finestra suscitò lo sdegno dell’Accademia sovietica delle Arti. Quanto a realismo il giovanotto era attrezzato, ma con il socialismo cosa c’entrava? Escluso dagli ambienti ufficiali, si fece un nome come ritrattista e l’élite sovietica lo accettò: Leonida Brezhnev stesso posò per lui. Ma quando mise sulla stessa tela Lenin, lo zar Nicola II, i Beatles, Hitler e il papa, con Cristo fluttuante in cielo, nessuno trovò improprio che fosse mandato in Siberia a ritrarre minatori. Ma il regime cadde: Glazunov poté finalmente esprimere il suo nazionalismo acceso. La nuova élite gli affidò il restauro del Cremlino e la ricostruzione della Cattedrale di Cristo salvatore a Mosca.

Irina Ratushinskaya è morta mercoledì 5 luglio, a 63 anni. Ilya Glazunov è morto domenica 9 luglio, a 87 anni.n

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

L'articolo MV Agusta F3 e Dragster 800 RR Euro4 proviene da RED Live.

La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

L'articolo Triumph e Bajaj, insieme per le piccole proviene da RED Live.

Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

L'articolo Opel Adam Black Jack: scommessa vinta proviene da RED Live.

Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

L'articolo Beta Xtrainer 250 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana