Google+

Iraq. «Per i cristiani il conto alla rovescia è già cominciato»

gennaio 15, 2016 Redazione

Il timore è che il futuro, nelle migliore delle ipotesi, non sarà comunque roseo. Quando il Kurdistan dichiarerà la sua indipendenza, cosa accadrà?

cristiani-mosul-kurdistan-iraq-islam

L’agenzia Sir ha intervistato padre Zuhir Nasser, rogazionista, parroco a Santa Maria Santissima e responsabile per i siro-cattolici di Amman (Giordania), che ha dato un quadro fosco del futuro dei cristiani in Iraq. Da molto tempo, ormai, si susseguono gli appelli e le denunce sulla loro situazione (qui, ad esempio, quello dell’arcivescovo caldeo di Erbil, monsignor Bashar Matti Warda) e gli studi che preconizzano la loro scomparsa dal paese (secondo Acs si estingueranno entro 5 anni). Parole e analisi confermate da Nasser, secondo cui «fra cinque o sei anni i cristiani in Iraq potrebbero non esserci più. Per loro il conto alla rovescia è già cominciato».

TUTTI SCAPPANO. Il parroco ha raccontato di essere stato a Natale a Erbil «tra i rifugiati cristiani di Mosul e della Piana di Ninive: molti stazionano lì da oltre un anno. Non possono fare nulla, vivono di aiuti e pensano solo ad emigrare in cerca di stabilità e di sicurezza. La loro meta è quella di ricongiungersi con altri familiari emigrati prima».
È per questo che molti di loro cercano di venire in Europa, spesso sfidando la sorte e andando incontro alla morte. D’altronde, non esistono alternative, dato che la speranza di poter ritornare a casa è ridotta a zero: «Molte città sono state completamente distrutte. Quanto ci vorrà per riedificarle? E soprattutto, dopo aver ricostruito, quanto tempo saremo in pace prima che scoppi un’altra guerra? Domande cui è difficile rispondere».

E IN FUTURO? C’è però un altro aspetto, spesso poco sottolineato, che preoccupa i rifugiati. «I curdi – ha spiegato padre Nasser – stanno scavando una trincea, profonda tre metri e larga due, nel territorio della piana di Ninive, già oggetto di contestazione tra il Governo centrale di Baghdad e quello del Kurdistan. Secondo fonti locali il fossato serve “per motivi di sicurezza contro Daesh” ma, a detta degli stessi abitanti, “è un modo per segnare il confine con Baghdad quando il Kurdistan dichiarerà la sua indipendenza». Il timore dei cristiani è che il futuro, nelle migliore delle ipotesi, non sarà comunque roseo, non essendo ora chiaro se, con la futura spartizione del paese, possa esistere un luogo dove le minoranze possano continuare a essere tutelate. Per questo «l’esodo non si ferma».


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

1 Commenti

  1. Menelik scrive:

    E pensare che prima in Iraq c’era anche un primo ministro cristiano (Tarek Aziz).
    Ma quella era l’epoca del famigerato dittatore sadico Saddam Hussein.
    Poi è stata portata la democrazia.
    E con l’onda della democrazia i Cristiani si estinguono….chissà come mai?
    E all’epoca del famigerato dittatore sadico quelli di Al Quaeda che avevano la sfortuna di cascare vivi nelle mani dei servizi di sicurezza facevano una finaccia.
    Ora dove non comandano direttamente, sono riusciti a mettere a soqquadro il mondo.
    Ma il mondo è davvero cambiato: i pezzi grossi di Saddam hanno creato l’isis.
    E chi ha “portato la democrazia” è rimasto a guardare come un pesce lesso.
    Complimenti per la brillante strategia….democratica.

La rassegna stampa di Tempi
Pellegrinaggio iStoria-Tempi in Terra Santa

Tempi Motori – a cura di Red Live

Debutta il 2.0 turbo benzina MultiAir da 200 cv dedicato alla berlina di Arese, disponibile solo in abbinamento alla trazione posteriore e al cambio automatico a 8 rapporti. Affianca in gamma il V6 2.9 biturbo da 510 cv e il 2.2 td da 150 o 180 cv. Prezzi da 40.500 euro.

È la versione più potente ed estrema mai realizzata della berlina bavarese. Il V8 4.4 biturbo eroga 600 cv anziché gli originari 560 cv, mentre le sospensioni beneficiano di una taratura decisamente hard. Sarà realizzata in solo 200 esemplari.

Il concept presentato a EICMA lo scorso anno pare proprio destinato a diventare realtà. Honda ne anticipa l’arrivo con un teaser che non svela molto ma che dice tutto

Quello elettrico si somma a quello umano, per garantire orizzonti più ampi e divertimento prolungato. Moterra sarà proposta in due versioni, di cui una con ruote 27+, dedicate a Trail ed Enduro.

Dopo il lancio del Disc Brake Project, nel 2016, ecco prendere forma la prima ruota specifica per freno a disco. Reattività, leggerezza e affidabilità sono gli obiettivi del r&d Campy.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana