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Io musulmano e i terroristi. Lettera di un ragazzo a Tempi

novembre 23, 2015 Hassan

Sono cresciuto in una famiglia che affidava tutto a Dio. Poi sono tornato da mia mamma, che si affida ad Allah. Secondo te, le persone non credono più?

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Due settimane fa, rientrando a Monza dalla redazione milanese di Tempi, un giovane di colore è salito sul treno e ha preso posto proprio davanti a me. Con lui c’era un ragazzo più piccolo, dalla carnagione mediorientale. Il nero si chiamava Abdul e aveva voglia di parlare, mentre l’altro, il ragazzino, ascoltava. Sul vagone affollato di pendolari, ciascuno si faceva gli affari suoi. Come ogni sera, ognuno se ne stava rintanato nel proprio cantuccio in compagnia del suo cellulare, in un mondo a parte, ad ascoltare musica o a muovere vorticosamente i pollici sul giochino elettronico, a chattare o a scorrere i messaggi sull’iPhone. Abdul chiedeva all’italiano se per caso conoscesse il Corano. L’italiano chiedeva ad Abdul se per caso avesse letto il Vangelo. Trovarono che una figura familiare, comune al Vangelo e al Corano, era Maria, la madre di Gesù. La conversazione tra il nero che fa l’operaio e il bianco che fa il giornalista è durata una ventina di minuti. Poi il bianco è sceso lasciando al nero un indirizzo di posta elettronica.
Luigi Amicone

Ciao, ti ricordi di me? Sono un marocchino, mi chiamo Hassan e sono quello del treno Porta Garibaldi-Lecco. Quello che non parlava, l’amico di Abdul, il ragazzo della Costa D’Avorio a cui hai detto che facevi il giornalista e hai dato la mail. Dopo quello che è successo a Parigi volevo dirti qualcosa. Sono anch’io musulmano e tutta la mia famiglia è musulmana. Però io ho vissuto con loro solo gli ultimi tre anni della mia vita, il resto li ho vissuti con una coppia italiana. Li ho conosciuti in una chiesa, perché quando sono venuto qui in Italia io e mia madre non avevamo un posto dove dormire, quindi stavamo per strada e facevamo l’elemosina. Mi ricordo che allora, quando facevamo l’elemosina per strada e anche davanti a quel posto che chiamavano “chiesa”, vedevo (a differenza di oggi) tante persone che andavano lì. Io non sapevo cosa volesse dire “andare in chiesa”. E a dire la verità, io non sapevo neanche cosa fosse una “chiesa”. Ma un giorno qualcosa mi ha spinto a entrare e la prima cosa che ho visto in chiesa è stata l’immagine della Vergine Maria che teneva in braccio Gesù bambino. Poi, camminando e guardandomi in giro, in un posto che ho scoperto chiamarsi “sacrestia”, ho visto Gesù crocifisso. Sono rimasto lì impalato per un po’. A un certo punto è arrivato un signore barbuto che mi ha guardato e mi ha detto: «Cosa ci fai qui?». Gli ho risposto: «Ero curioso e sono entrato». Allora lui mi ha preso per mano e mi ha detto: «Vieni con me». Da quell’incontro la mia vita è cambiata. Scusi per il lungo prologo, non volevo dilungarmi così tanto, solo voglio che lei capisca.

Una coppia di italiani mi prese in affido nella loro casa (poverini, li ho fatti di sicuro disperare, da bambino ero ingestibile e un po’ anche adesso, ma sono dettagli). Mi hanno preso a casa loro come un dono fatto da Dio e mi hanno insegnato tutto ciò che sapevano, non come maestri, ma vivendo semplicemente. Mi hanno dato delle regole necessarie e poi mi hanno fatto vedere, anzi mi hanno reso partecipe, della grandezza in cui vivevano. All’inizio per me era incomprensibile quello che facevano. Per me loro erano davvero bizzarri: di mattina pregavano, prima di mangiare pregavano, prima di dormire pregavano. E quando io gli esponevo i miei primi problemi esistenziali (e sapete quali problemi esistenziali poteva porsi un bambino che cresceva e diventava adolescente) loro semplicemente mi dicevano di affidarli nelle mani di Dio. Che strani. Ma era proprio quella stranezza che li rendeva così speciali. La loro vita la affidavano completamente a un Altro e questo oggi non capita mai (cioè sì, ci sono dei casi, ma non come loro, loro sono unici nel loro genere).

Io adesso non abito più con loro. Adesso abito di nuovo con i miei veri genitori. Posso dire che è differente la storia, non è affatto uguale, mi sento perso. Forse perché non mi affido più. E forse è proprio questo il problema di questo mondo: il problema è che siamo troppo orgogliosi, fin troppo orgogliosi, per chiedere una mano, per chiedere perdono. Mia mamma (la vera mamma) ogni giorno si sveglia presto, prega e poi va al lavoro. Torna e prega per altre quattro volte. Affida tutto – le sue preoccupazioni, i litigi a casa, mia sorella, i nipoti, i suoi fratelli – lei chiede tutto e affida tutto ad Allah. Forte vero? Forse le persone che hanno fatto quella strage l’altro ieri e tutte le persone coinvolte (inclusi i capi) non si affidavano più, hanno smesso di credere, hanno smesso di amare. Lo so che la parola “amore” è strausata, però è così: loro hanno smesso di amare se stessi e gli altri, hanno smesso di essere liberi. E per che cosa? Perché delle persone dovrebbero rinunciare a qualcosa che ti fa stare bene, a qualcosa che ti fa affrontare il dolore in un altro modo? Io non lo so, lei lo sa?
Hassan

Foto Ansa


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25 Commenti

  1. leo aletti scrive:

    E’ quello che è avvenuto in sacrestia che Hassan non potrà più dimenticare. Poi scelga quello che vuole.

  2. AlessandroT scrive:

    Bellissima testimonianza, affidare la propria vita nelle mani di Dio, confidare in Lui. Dio in arabo si traduce Allah, non è un “altro dio” come pensa qualcuno tanto è vero che i cristiani arabi lo chiamano anch’essi Allah.
    Servono momenti di condivisione e comunione come quelli vissuti da Hassan per superare questa contrapposizione e vincere il “jihad” (=la lotta) contro il male del mondo ispirato da satana il lapidato che sussurra agli uomini l’odio verso Dio e il prossimo, che ispira la mente del violento traendo pensieri assassini dalla sua disperazione.
    Dio ha voluto illuminarti Hassan proponendoti l’esempio di fede sincera di quella coppia cristiana e poi di tua madre musulmana per mostrarti che Egli è adorato forse con modi e parole diverse ma la sostanza resta la stessa, gli stessi sentimenti, la stessa sottomissione (Islam) a Lui e alla Sua volontà. Possa tu portare questa testimonianza tra quanti (si proclamino essi cristiani, musulmani, ebrei o non credenti) istigano alla contrapposizione e all’annientamento del prossimo!
    InshAllah!

    • underwater scrive:

      Non condivido. Allah non è uno e trino nella medesima sostanza, come il Dio cristiano. L ecumenismo della confusione teologica ha fatto grandi danni, soprattutto nel confondere i cristiani.

    • underwater scrive:

      Il dogma della Trinità non è però assimilabile al Allah islamico, che è un dio unico nel senso letterale del termine. La teologia della confusione non fa fare grandi passi nel ecumenismo, dove il vero dialogo si costruisce tra identità precise.

    • tiglat scrive:

      La parola araba è certo comune, ma la Trinità non è confondibile.

      • Giuseppe scrive:

        Non bisogna confondere parole e significati. Allah viene usato indistintamente da arabi musulmani e cristiani. Quel che cambia è l’idea di Dio/Allah, trino per i cristiani, unitario per i musulmani e per gli ebrei.

        • AlessandroT scrive:

          Il concetto, il “quid” è però lo stesso e anche per i cristiani Dio è unico. Dio creatore, reggitore è sovrano dell’universo come dell’uomo questo è il punto di partenza comune. Dio va oltre la nostra comprensione e non parla solo alla ragione dell’uomo anzi spesso al cuore. Quello che per noi è contraddizione logica Egli lo concepisce e costruisce. Dio ha voluto questo incontro e ha voluto questa illuminazione noi possiamo fare ipotesi sul motivo sentendoci partecipi dei sentimenti che ha suscitato in Hassan e alla luce della conoscenza della Sua bontà. Siamo a immagine e somiglianza di Dio, non identici a Lui.
          Vorrei proporvi se potete di informarvi sulle apparizioni della vergine Maria a Zeintun al Cairo. Queste apparizioni spettacolari e miracolose sono durate per un tempo considerevole a vi hanno assistito cristiani, musulmani, ebrei e non credenti. Tuttavia la Madonna non ha parlato, non ha detto “chi ha ragione e chi ha torto” perché? Ha voluto riunire cristiani e musulmani insieme in quel luogo, in religioso silenzio.
          Questo è il mistero di Dio che ci lascia a bocca aperta e ci ricorda che a Lui spetta la verità e la conoscenza ultima delle cose e di Sé stesso, Lui soltanto è giudice tra gli uomini. Ha voluto dare a tutti una lezione di umiltà perché non diventiamo arroganti pretendendo di conoscere la verità ultima e accecati da questa arroganza cadiamo nel peccato della superbia e proclamiamo di essere “dei” al posto di Dio. Senza contare che Dio sa i crimini che uomini troppo sicuri di possedere la verità e di fare la Sua volontà compiono e hanno compiuto nel Suo nome.
          No, Noi siamo le creature non Dio, ad Egli spetta la conoscenza ultima delle cose. Noi possiamo lodarlo e accontentarci delle briciole di conoscenza che ci offre. Questo è il punto di partenza sia per cristiani e musulmani. Non facciamo un Dio delle nostre dottrine né dei testi sacri, Dio è oltre e per conoscerlo veramente non basta la ragione ma dobbiamo affiderci alla Sua bontà nell’illuminarci accettando anche quello che non possiamo capire ora.

          • underwater scrive:

            Conoscevo le apparizioni di cui parli. Sono state un episodio molto bello e significativo. Tra l altro, è da notarsi che Maria è apparsa sopra una chiesa ed anche i musulmani hanno dovuto recarvisi per lodare la Vergine. Un modo molto semplice anche per fare il discorso della verità, che secondo me interpreti in un modo troppo gnostico ed impersonale. Maria a Zeintun ha indicato inequivocabilmente una ed una sola interpretazione di Dio: non è apparsa sopra una moschea, un particolare assai significativo.

          • underwater scrive:

            Maria aveva scelto una chiesa, non un luogo a caso. Attenzione a non togliere la carne a Dio, a non cadere, cioè, in uno spiritualismo gnostico.

  3. SUSANNA ROLLI scrive:

    Bellloooooooooo!!!!!!!!!!!!!
    I santi, il mondo ha bisogno di persone che incarnano nella pelle della loro anima Cristo, Unico Salvatore del mondo. Perchè Dio è Unico (sappiamo che non ce ne sono due!!), ma”chi segue Me ….avrà la luce della vita” (Gv 8,12), compreso la pace e la gioia di cui nel Vangelo.
    Infatti, il ragazzo ha visto in chi lo crebbe “quella stranezza che li rendeva così SPECIALI”; modelli da imitare!
    La SPECIALITA’ di chi incarna Gesù, “Via, Verità e Vita” (Gv 14).

  4. Daniele scrive:

    Da linguista, devo dire che trovo assolutamente implausibile che un ragazzino, per giunta – mi pare di capire – non madrelingua, scriva in un italiano non solo così corretto, ma anche così giornalisticamente efficace, con le figure retoriche scelte sapientemente, i ritmi giusti, la punteggiatura esperta e studiata.
    Spacciare questo testo per una testimonianza autentica significa prendere i lettori per fessi.

    • sandro scrive:

      Daniele un linguista ? Mi pareva avesse un’altra specializzazione, più autoreferenziale, diciamo.

  5. Maria scrive:

    Concordo con Daniele.
    Può darsi che l’incontro in treno sia avvenuto, ma questa lettera per me è inventata di sana pianta..

  6. Marina scrive:

    Lettera assolutamente non credibile!

    • underwater scrive:

      Perché pensare male sempre? Il ragazzino è ormai un uomo, avrà studiato e si è integrato. Conosco una storia simile accaduta a Brugherio.

      • SUSANNA ROLLI scrive:

        Il perchè lo sa la Giovanna…..

        • Marina scrive:

          Eh, già, qui c’è chi conosce di sicuro la spiegazione di tutto!

          • Luigi Amicone scrive:

            Ai soliti boriosi cacadubbi posso garantire l’autenticità del tutto. Ci credano o no, fatti loro. Non è intelligente inventare una cosa del genere e io non sono un Daniele. Abdul e Hassan sono persone reali. Chiaro che il testo è stato reso in italiano scorrevole, su richiesta di Hassan, aggiungerò, pseudonimo per garantire privacy ed evitare guai allo scrivente. Però, la miscredenza condanna alla speciale condanna a vivere assediati dal dubbio e dalla paura.

            • Sebastiano scrive:

              Luigi sei fantastico!
              Applausi per almeno tre ore, grazie!

            • Marina scrive:

              Non era proprio necessario rispondere con un tono così iroso, direttore!

              • giovanna scrive:

                Grazie, direttore : a volte ci sentiamo un po’ abbandonati ai troll.
                Un articolo bellissimo e vero : chi ti legge qui, e ha testa e cuore, non avrebbe mai potuto pensare che fosse inventato.

                • SUSANNA ROLLI scrive:

                  Nel mio “il perchè lo sa la Giovanna”, intendevo dire che probabilmente di troll si tratta..Non ho dubbi sulla autenticità dello scritto del direttore Amicone (ma che razza di bel cognome!), sia chiaro.

              • Giannino Stoppani scrive:

                Visto e considerato che, senz’altra prova che il tuo intuito “femminile” (?) gli hai dato del bugiardo…

              • Sebastiano scrive:

                Al contrario, la trovo di una galanteria finissima. Soprattutto in risposta a chi gli ha dato ASSOLUTAMENTE del mentitore.
                Pensa che se ci fossi stato io al suo posto e avessi voluto rispondere alle elucubrazioni tue, di Daniele e di Maria, mi avrebbero bannato per due anni.
                Fattene una ragione: hai toppato alla stragrande.

  7. Salvo scrive:

    Hassan e tutti gli altri .
    Il problema è il Dio che si vuole a propria immagine . Ce n’è uno che è Padre di tutti gli uomini , che ama tutti , e vuole che gli uomini facciano altrettanto . Per far questo , bisogna perdonare, porgere l’altra guancia , essere umili, caritatevoli ……. Un Dio buono . E forse per alcuni perdente .
    Ce n’è un altro , di Dio , tutto spada e tutto guerre . Un dio che chiede di ammazzare i suoi figli se non si “convertono” . Un dio che ci supera nell’olio non nell’amore . E a me questo dio non piace . E , ammesso che Dio sia unico , non mi piace averne questa idea . Hassan , Dio non è una squadra di calcio . E più si è deboli , più ci trova a far il tifo per la più forte . Vince , sconfigge tutti , ed io con essa . Questo per alcuni sarà un dio , ma per me non lo è !
    Dio è padre . Di tutti !

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