tempi.interni Mercoledì 08 Settembre 2010 
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Il tragico caso Juve

Il processo farsa, il mostro Moggi, gli onesti. Anche se le restituissero gli scudetti, nulla ormai può più cambiare la sorte della Juve. E' diventata l’Inter del Duemila

di Emanuele Boffi
Il tragico caso Juve è cominciato con la richiesta di un sorriso. È iniziato, cioè, con un atto d’hubris, così come gli antichi greci chiamavano l’illusoria tracotanza degli umani che tentano vanamente con un atto d’imperio di cambiare ciò che sottostà alle leggi dell’immutabile e del necessario. Il tragico caso Juve ha avuto principio con la richiesta del giovane rampollo Elkann – l’estroverso e funambolico Lapo – di vedere in campo e sulle pagine dei magazine una squadra e una società più sorridente, più simpatica, più cool. Quando lo sventurato, il figlio dell’élite torinese, l’esperto di marketing e cittadino del mondo chiese «una Juve più smile» fu il principio della fine, l’abbrivio dell’inevitabile cataclisma, perché non puoi essere vincente e simpatico. Aut aut. O sei l’uno o sei l’altro, come gli ricordò l’allora amministratore delegato Antonio Giraudo: «Senza “smile” negli ultimi dieci anni abbiamo vinto cinque scudetti, giocato sedici finali di coppe vincendone otto, conquistato due Palloni d’Oro. La nostra società è una di quelle più solide dal punto di vista finanziario, senza che gli Agnelli in questi ultimi dieci anni abbiano dovuto mettere denaro». Invece Lapo voleva sfidare le leggi della natura e del calcio: voleva vincere sul campo e fuori. Pretendeva, lo sciagurato, di battere tutte le altre squadre e poi di riceverne pure il clap clap di un battimani: grazie che ce le avete suonate 4 a 0, cheese. Voleva, insomma, essere l’Inter di Moratti, la squadra che piace alla gente che piace, a Fiorello, a Valentino Rossi, a Gino Strada, a Michele Serra, a Gad Lerner. Voleva che la sua Juve avesse lo charme del perdente senza perdere, la fortuna sportiva senza rimetterci la fortuna economica. Non si capacitava del perché lui, che aveva rilanciato l’immagine Fiat con la semplice idea di farne scrivere il logo a caratteri maiuscoli su una felpa, non potesse fare la stessa cosa con la squadra di famiglia. Lapo non capiva perché il giocattolo sportivo del nonno dovesse essere la squadra di cui, nei bar dello sport, si diceva che rubasse, e al cui palmarès si associasse il muso brutto sporco cattivo di un team manager adiposo e di un amministratore delegato col portamento di un impiegato delle poste. È così che è iniziato il tragico caso Juve, e non c’è dio dell’Olimpo né giudice di tribunale che oggi possa inviare un qualche deus ex machina a indicare una via di redenzione.

Un chiaro caso di illecito strutturato
Chi oggi finge di scandalizzarsi per Calciopoli 2, mente sapendo di mentire. Era già tutto chiaro allora, nel 2006, l’anno che fu per il calcio quello che fu il 1993 per la politica. Tredici anni dopo le mani, furono ancora la magistratura e la stampa a pulire i piedi, col consenso di chi, da quella depurazione, s’illudeva di trarne solo vantaggi e nessuna rogna. Il campo, quello su cui rotolava la palla rotonda, diceva questo: c’erano due squadre invincibili, la Juventus della triade (Moggi, Giraudo, Bettega) e di Del Piero e Ibrahimovic e il Milan di Berlusconi e Galliani, di Kakà e Maldini che spadroneggiavano in Italia e in Europa. Poi c’era l’Inter di Moratti, una squadra campione solo nei triangolari d’agosto cui da anni andava male tutto quel che poteva andare male. Il 5 maggio, Kanu, Gresko, Recoba, Vampeta, dobbiamo continuare? L’Inter era la squadra dei tifosi che per consolarsi correvano in libreria a comprare le barzellette sugli interisti di Severgnini (l’autoironia è l’arma del perdente), i cui supporter gettavano motorini dal secondo anello di San Siro ed esponevano striscioni di incitamento ai propri giocatori il cui più benevolo era questo: «Non sappiamo più come insultarvi». La Juventus, invece, era la squadra che vinceva perché, come ha spiegato German Camoranesi, «quando entravamo in campo, gli altri si pisciavano addosso». Fu nell’estate del 2006, a pochi mesi dal Campionato del Mondo, che andò in scena Calciopoli, un assurdo processo sportivo in cui la Juventus – e, in minor grado, Milan, Fiorentina e Lazio – pagarono per non avere commesso il fatto. A dirlo non è Tempi, Giampiero Mughini, o gli sfegatati del sito ju29ro.com, ma quegli stessi giudici che allora decisero la sanzione sull’onda di un sentimento popolare e di una campagna di stampa cui non dispiacque materializzare in sentenza il luogo comune più diffuso: la Juventus vince le partite “perché paga l’arbitro”. pag. 1 | | | |

 

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ai troppi interisti con la

Inserito da max_atwork il 2 Giugno 2010 - 6:47pm

ai troppi interisti con la memoroia corta:
oriali e recoba sono stati condannati per il passaporto falso/nel 2000/01 recoba giocò 29 partite se la giustizia sportiva avesse applicato alla lettera il regolamento
avrebbe dovuto dare tutte le pertite perse a tavolino e l'inter sarebbe retrocessa in serie B, infatti
oriali era consapevole del reato commesso ed i dirigenti pagarono il passaporto falso.
Cosa ne deduco?
che l'inter è come la juve
e se qualcuno dice che quest'anno meritava la champions
rammenterò per sempre il rigore negato al chelsea a san siro
e la mancata espulsione di samuel..........
ringrazio comunque mou mai come in questi anni ho tanto apprezzato come un uomo può sputare nel piatto deve mangia ed essere soddisfatto.
Giocatori
Alvaro Recoba (Inter): 1 anno di squalifica(29)
Juan Sebastian Veron (Lazio): assolto.
Cafu (Roma): assolto.
Fábio Júnior (Roma): 1 anno di squalifica(16).
Gustavo Bartelt (Roma): 1 anno di squalifica(15).
Dida (Milan): 1 anno di squalifica(tesserato come extracomunitario, 1 partita giocata, 1,2 miliardi di multa).
Warley (Udinese): 1 anno di squalifica.
Marcelo Danubio Zalayeta (Juventus): 3 mesi di squalifica.
Alberto (Udinese): 1 anno di squalifica.
Jorginho (Udinese): 1 anno di squalifica.
Da Silva (Udinese): 1 anno di squalifica.
Jeda (Vicenza): 1 anno di squalifica.
Athirson Mazolli (Juventus): 3 mesi di squalifica.
Dedè (Vicenza): 1 anno di squalifica.
Job (Sampdoria): 6 mesi di squalifica.
Mekongo (Sampdoria): 6 mesi di squalifica.
Francis Zé (Sampdoria): 6 mesi di squalifica.

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Anche senza prove, i fatti

Inserito da Luca Tognaccini il 14 Maggio 2010 - 9:58am

Anche senza prove, i fatti dimostrano il dolo. Detto questo, mi riprenderei volentieri la Juve campione se mi ridessero indietro anche la Prima Repubblica ed i suoi politici. Prima del calcio vengono le cose serie della vita.
Comunque non mi piace questo giustizialismo fatto apposta per far vincere i massoni di turno...

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Purtroppo non ho sentito che

Inserito da baribald il 5 Maggio 2010 - 3:25pm

Purtroppo non ho sentito che gli echi di calciopoli. INtanto mi sento in dovere di obiettare che se è vero che la Juve insieme al Milan dominava in Italia, non è assolutamente vero che i bianconeri facessero lo stesso in Europa, terreno, per loro, malauguratamente sempre, come dire?, sdrucciovlevole.
Mi si consenta una piccola antologia, così su due piedi e di primo acchito: Empoli, la palla dentro di più di mezzo metro (Rodomonti che ha visto bene, non dà gol); Udinese: gol di Birof. Per l'abitro nulla; Parma: gol di Cannavaro, per l'arbitro, come sopra; Mark Juliano placca Ronaldo... L'anno del famoso 5 maggio 2002, Lazio-Inter, i nerazzurri, sempre in testa alla classifica fino alla penultima, si videro rosicchiare il vantaggio in partite come quelle contro il Brescia; il Chievo; L'Atalanta: tutti pareggi propiziati da errori arbitrali...

ALLA FINE: PERCHE' LE SCHEDE TELEFONICHE ESTERE DISTRIBUITE AD ALCUNI ARIBITRI?

GRAZIE PER L'OSPITALITA'!!!

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Caro Boffi, per aiutarla a

Inserito da aced il 29 Aprile 2010 - 12:22pm

Caro Boffi, per aiutarla a rientrare nella realtà, le allego un estratto dal "Fatto Quotidiano" del 22/04/2010 (articolo di Marco Travaglio, tifoso juventino ma realista):
< P.S. di Aced: Boffi - la prego - si levi la benda dagli occhi.

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Le sentenze in Italia,

Inserito da angelo41 il 24 Aprile 2010 - 4:57pm

Le sentenze in Italia, purtroppo, lasciano il tempo che trovano. La Magistratura ha sfornato sentenze troppo contradittorie per essere credibile (anche per esperienza personale). La storia della Fiat, e relativa Juventus alla
quale era strettamente legata, è ancora da scrivere. Ci vogliono un pò di anni e giornalisti di generazione successiva, per fare inchieste senza remore e senza condizionamenti. Chi vivrà, vedrà.

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Le sentenze in Italia,

Inserito da angelo41 il 24 Aprile 2010 - 4:57pm

Le sentenze in Italia, purtroppo, lasciano il tempo che trovano. La Magistratura ha sfornato sentenze troppo contradittorie per essere credibile (anche per esperienza personale). La storia della Fiat, e relativa Juventus alla
quale era strettamente legata, è ancora da scrivere. Ci vogliono un pò di anni e giornalisti di generazione successiva, per fare inchieste senza remore e senza condizionamenti. Chi vivrà, vedrà.

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1° le sentenze vanno

Inserito da cicciopasticcio il 20 Aprile 2010 - 11:52pm

1° le sentenze vanno rispettate fino a che non ne arrivano altre che le smentiscono. 2° il processo in corso non è sportivo anzi e se si ascoltano alcune intercettazioni fanno rabbrividire per la arroganza e superbia del soggetto in questione. Certo è che tutti sapevano e glielo hanno consentito fino a che ha detto che avrebbe acquistato la juve. Da lì in poi è stato scaricato. Perchè sicuramente aveva un rapporto speciale con alcuni arbitri, era il padrone con il figlio (GEA)di tutto il mercato (ascoltare intercettazioni su Cannavaro e Miccoli)ed episodi strani ne sono avvenuti molti, ma da lì a dire che era l'unico e che nessuno sapeva mi pare impossibile. Sicuramente era ed è e spero sarà un personaggio che di calcio ci capisce e molto e se fosse alla Juve la squadra girerebbe ad altro regime e sicuramente non avrebbe acquistato alcuni giocatori.

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per la cronaca il boffi è

Inserito da GB il 20 Aprile 2010 - 9:11am

per la cronaca il boffi è tifoso sì, ma interista. sono gli stessi giudici che hanno condannato la juve alla B a dire che non c'erano partite truccate. il resto sono illazioni da bar sport, di gente che si informa sulla gazzetta, anziché sulle sentenze.

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Il Boffi, notoriamente

Inserito da angelo41 il 19 Aprile 2010 - 9:52pm

Il Boffi, notoriamente documentato e sereno nei suoi giudizi
ha lasciato spazio al tifoso, come Mughini. Ma Mughini è un caso disperato, nei commenti sportivi come nella politica.
Stringi stringi, l'articolo mira a giustificare certi comportamenti: tutti colpevoli, nessun colpevole.
Certo l'ambiente era quello che era, ma la degenerazione trae origine in anni lontani, gli anni del Gianni, galantuomo ed elegantone(?) disinvolto tifoso in tribuna.
Ricordo come Moggi fosse stato scelto proprio da lui, dopo problemi calciogiudiziari quando stava col Napoli. Ma ancor prima mi risulta come gli arbitri alla fine della carriera ottenessero concessionarie Fiat. Mi viene in mente Lo Bello di Siracusa, ma ce n'era uno di Parma, acerrimo nemico della Roma ed altri dei quali mi sfuggono i nomi. Nessun giornalista ha mai fatto un'inchiesta su questa singolare abitudine, che non trova nessuna spiegazione razionale.

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Purtroppo è inutile! Contro

Inserito da enriqueomarsivori il 18 Aprile 2010 - 9:47am

Purtroppo è inutile! Contro i poteri occulti(?)non c'è nulla da fare. Lo si vede adesso che strenuamente coloro che si eressero giustizialisti nel 2006 si stanno mobilitando per rendersi garantisti,oggi. Il vero regista di questa farsa (purtroppo è anche un dramma)è Montezemolo. Ed infatti se ne sta buono , buono (come nella torrida estate 2006). Bisogna risalire al 2004,ottobre, quando la Fiat era virtualmente fallita, pronta a consegnare i libri contabili in tribunale. Chissà come, nell'ottobre 2006 riuscì a distribuire utili!E nel 2008 a pareggiare il bilancio!!! Tutto merito del Re Mida Marchionne? Io, ho ancora nelle orecchie le laconiche (fin troppo) parole del rampollo J.Elkann, all'uscita dallo stadio, dopo Juve-Palermo (scudetto matematico), con la "rosea" che già aveva spalmato di letame la "triade" il giorno prima: "Noi siamo con la squadra e l'allenatore"! E lì capii tutto. Il resto è sotto gli occhi di tutti, solo che la gente continua a sognare il terzino di fascia per il prossimo campionato, l'allenatore manager, il prossimo scudetto! Così tralasciando di voler capire che cosa fu "calciopoli", oltre le farse di processi,ricorsi annunciati e subito ritirati, cessioni immediate, acquisti inesplicabili e molto inquietanti. E adesso questo muro che non vuole crollare nonostante l'evidenza. Moratti & co. non avrebbero mai potuto realizzare la distruzione della Juventus. E, d'altra parte, come si dice da noi in sicilia,
" a potta si rapri di intra"! Senza la volontà della Proprietà della Casa torinese, non sarebbe successo nulla. Mi chiedo quante persone, quanti tifosi juventini e quanti tifosi in genere, sanno che Guido Rossi è, da oltre due anni, consulente finanziario della Fiat. Tutto a fari spenti: e sì che questo fatto sia inquietante, forse di più che inquietante. Moggi ed il dr. Giraudo hanno avuto la colpa di voler pensare di salvare la Juventus da un sicuro depauperamento laddove fosse rimasta a questi imbelli, maneggioni, litigiosi eredi Agnelli.Insomma ne stavano prendendo possesso, accaparrandosi la maggioranza della società. Questo è stato il loro delitto di lesa maestà.

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