tempi.interni Martedì 09 Febbraio 2010 
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Agila: Qui giace il senso d’impresa

Una girandola di operazioni finanziarie ha dilapidato il patrimonio industriale di Agila, ex Eutelia. E adesso sono a rischio duemila posti

di Fabio Cavallari
Sono circa 2.000 i dipendenti di Agila (ex Eutelia), sparsi sul territorio nazionale, che rischiano di perdere il loro posto di lavoro. Questa volta però non siamo al cospetto degli effetti distorti della crisi mondiale. Stiamo parlando della più grande realtà informatica e di servizi IT (Information Technology) in Italia e di lavoratori ad altissima specializzazione, tra cui moltissimi laureati in materie tecnico-scientifiche. L’azienda fornisce servizi informatici a numerosi enti della Pubblica amministrazione locale e centrale (soprattutto ministeri), oltre che ad importanti aziende private. Solo alle porte di Milano, nella sede di Pregnana Milanese, storico polo dell’informatica italiana fin dai primi anni Sessanta, sono quasi cinquecento i lavoratori a rischio. Narrare la storia di questa realtà industriale significa entrare in un girone dantesco, un ginepraio di società e personaggi che compaiono e scompaiono in cui ritrovare il bandolo della matassa è a dir poco arduo. Le vicende che riguardano la società in questione, infatti, appaiono ben lontane dalle più classiche e virtuose strategie imprenditoriali. Eutelia nasce nel 1998 come internet service provider con il nome di Plug It, attivo nel campo della fornitura di servizi per lo sviluppo, la realizzazione, la prestazione e la distribuzione di servizi via internet ed altri mezzi informatici e di telecomunicazione. Nel giro di sette anni acquisisce una pluralità di operatori telefonici, in Italia e all’estero, e nel 2004 viene quotata nella Borsa italiana. La vera svolta però avviene nel 2006, quando la società aretina di proprietà della famiglia Landi acquisisce la filiale italiana della multinazionale olandese Getronics che aveva circa duemila dipendenti (con commesse pari a 180 milioni di euro) tramite la società “veicolo”, Eunics Spa partecipata dalla stessa Eutelia al 35 per cento e da Finanziaria Italia (per il 65 per cento) controllata sempre dalla famiglia Landi. La partecipazione viene iscritta da Eutelia al costo di acquisto pari a un euro, stabilendo che non sarà necessaria nessuna ricapitalizzazione della nuova società. La disponibilità di cassa del ramo acquisito, con cui si intende provvedere alla ristrutturazione, è pari a 47 milioni di euro. In pratica una quota pari al Tfr dei dipendenti. Alla fine dello stesso anno, Eutelia, in piena “tendenza espansiva” acquisisce anche Bull Italia che porta in dote importanti contratti, un enorme capitale immobiliare, tra cui appunto il sito strategico di Pregnana Milanese, sedi a Rende e ad Avellino, 450 dipendenti, e circa 7 milioni di euro per incentivazioni all’esodo che Bull aveva concordato, ma che la nuova proprietà non metterà in atto. pag. 1 | |

 

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CAPPERI! Questo modo di

Inserito da ceccus il 23 Novembre 2009 - 11:53pm

CAPPERI! Questo modo di operare somiglia incredibilmente a quello dell'Azienda (Pubblica) dove lavoro e dalla quale si apprestano a licenziarmi con trucchi formali da far impallidire anche la Famiglia Landi...
Ma forse sto solo sognando e sognando di sognare...
Che differenza col modo di porsi di Scholz di fronte alla crisi!
Grazie per la notizia molto istruttiva sui metodi speculativi tipici di Amministratori infedeli.

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