08 Luglio 2009
Laicismo con Crociata
Come convincere la sinistra mangiapreti che il giusto modello di vita è santa Maria Goretti
di
Tempi
Il 6 luglio il segretario della Conferenza episcopale italiana, monsignor Mariano Crociata, nell’omelia della Messa celebrata a Latina in occasione della memoria liturgica di santa Maria Goretti si è scagliato contro la cultura del «libertinaggio gaio e irresponsabile» che produce nella società danni enormi e quindi «nessuno può pensare che si tratti di affari privati, soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio».
Naturalmente ieri tutti i giornali italiani (e Repubblica con particolare godimento) hanno interpretato le sferzate di Crociata come una bastonata a Silvio Berlusconi per via dei noti festini e delle note ragazze. Chiave di lettura assolutamente legittima e probabilmente corretta.
Molto meno lineare – ha notato
Pierluigi Battista sul Corriere della Sera – è la nonchalance con cui, dalla sera alla mattina, perfino i laicisti più infervorati sono passati dalla strenua resistenza anticlericale all’esaltazione di un prelato che propone di tornare al modello santa Maria Goretti. Evidentemente nella vita tutto è relativo tranne Berlusconi.
Comunque è meglio così. Visto che gli organi di stampa del nostro pensiero laico hanno tanto apprezzato la lezione di Crociata, sicuramente trarranno le dovute conseguenze dal suo lucido giudizio: «Assistiamo ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria, con cui fin dall’antichità si è voluto stigmatizzare la fatua esibizione di una eleganza che in realtà mette in mostra uno sfarzo narcisista; salvo poi, alla prima occasione, servirsi del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere». Che sarà pure un’allusione al “gaio” Berlusconi, ma ricorda parecchio l’“irresponsabile” Repubblica.
Sul tema leggi anche l’intervista del Giornale a
Pippo Corigliano, portavoce dell’Opus Dei