tempi.interni Venerdì 30 Luglio 2010 
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Bozza riforma Gelmini

Tempi ha letto la bozza dei regolamenti di attuazione della legge 169 che il ministro Mariastella Gelmini si appresta a firmare

di Tempi

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Come mostrato dalle tabelle pubblicate qui sotto, per le scuole primarie ci sarà il maestro unico, ma solo a richiesta delle famiglie. Le classi a tempo pieno saranno attivate “nel limite dell’organico assegnato. A livello nazionale rimane confermato il numero dei posti attivati complessivamente per l’anno scolastico 2008/2009. Ulteriori incrementi di posti per le stesse finalità possono essere attivati, in sede di definizione degli organici, sulla base di economie realizzate ad altro titolo”. Il che significa che per l’anno scolastico 2009/10 il numero di classi a tempo pieno rimane l’attuale; per i successivi i risparmi eventualmente realizzati saranno utilizzati per incrementarlo. Per le scuole medie inferiori l’organico è stabilito a 30 ore settimanali, due ore in meno rispetto alle attuali (un’ora di educazione tecnica e una di italiano). Viene stabilito il tempo prolungato in relazione alla disponibilità o meno che le scuole hanno di allestire mense per gli alunni. Aumentano gli allievi per classe perché si innalzano i numero minimi i numeri massimi di alunni per classe.

Per farsi un'idea può essere utile dare un'occhiata ad alcuni dati di base della scuola italiana, confrontati alle medie dell'Unione Europea, e corredati dalle osservazioni in merito contenute nel Quaderno bianco elaborato nel 2007 dagli allora ministri Fioroni e Padoa-Schioppa.



Scarica la tabella riassuntiva cliccando sull'immagine




› Sotto i dati d'Europa (scarica in PDF)


NB: tutti i dati sono tratti dalle indagini PISA - Education at a glance, un programma internazionale che dal 1998 rileva i dati più significativi dei sistemi di istruzione dei principali Paesi del mondo (attualmente al programma PISA partecipano 57 Paesi). Per chi fosse interessato a verificare e approfondire, i dati sono disponibili all'indirizzo http://www.oecd.org/document/9/0,3343,en_2649_39263238_41266761_1_1_1_1,00.html.

Qualche riflessione in merito, estratta dal Quaderno bianco sulla scuola, pubblicato nel settembre 2007 a cura dei ministri dell'Istruzione e dell'Economia del governo Prodi Fioroni e Padoa-Schioppa (consultabile all'indirizzo http://www.edscuola.it/archivio/norme/programmi/quaderno_bianco_2007.pdf): L'elemento dominante della maggior spesa pubblica per studente della scuola italiana si conferma dunque il rapporto insegnanti/studenti.

Nel caso della scuola primaria si osserva che l'eccesso di circa il 60 per cento è spiegato: a) per circa la metà dal maggior impegno orario degli studenti; b) per circa un quinto dal minor impegno orario degli insegnanti; c) per meno di un terzo dalla minore dimensione delle classi.
Per quanto riguarda la dimensione delle classi, si osserva un forte squilibrio verso la piccola dimensione. La combinazione di questo dato [la spesa per studente, ndr] con gli insoddisfacenti esiti qualitativi indica che esiste un serio problema di allocazione delle risorse finanziarie. Si riflettono in questo valore (...) orari curricolari eccessivi in alcuni indirizzi della scuola secondaria superiore. (...) Si è assunto in particolare che siano effettivamente attuati - e questa è la prima raccomandazione del Quaderno - i provvedimenti di riduzione del monte ore per tecnici e professionali e di riassorbimento delle compresenze per la lingua inglese nella scuola primaria, con un impatto complessivo valutabile in circa -0.4 punti del rapporto insegnanti/100 studenti entro i prossimi cinque anni.

Una diminuzione di un punto nel rapporto insegnanti/studenti (...) determina una riduzione di circa 70mila unità nel fabbisogno insegnanti.
Nella determinazione dell'organico si è sedimentato un "metodo contrattuale" che è fonte di opacità e tensioni. È evidente che siamo in presenza di un'organizzazione decisamente migliorabile.
Molteplici aspetti dell'organizzazione del lavoro e della carriera degli insegnanti sono difformi, poi, dai requisiti che, anche in base alle evidenze internazionali, appaiono più favorevoli a promuovere impegno, motivazione e efficacia nell'insegnamento. A una retribuzione media modesta si accompagna una progressione retributiva assai lenta e l'assenza di legami della retribuzione con i risultati ottenuti".

 

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Ops... non ha firmato.

Inserito da gioppi il 12 Dicembre 2008 - 1:14pm

Ops... non ha firmato.

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