tempi.interni Martedì 16 Marzo 2010 
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Calunnie da prete

Non c’erano film porno a casa del religioso e il suo accusatore ha lo strano vizio di denunciare tutti i sacerdoti con cui lavora

di Fabio Cavallari
Roma
«Questo posto sino a dieci anni fa, sembrava dimenticato dagli uomini e da Dio, poi è arrivato don Ruggero e la borgata ha ripreso a vivere». Queste sono le prime frasi che si sentono giungendo a Roma nel rione di periferia che fa capo alla parrocchia della Natività di Santa Maria Santissima di via Selva Candida. A parlare sono i cittadini del luogo, capifamiglia, fedeli e mamme che da anni affidano i propri figli a Ruggero Conti, sacerdote ed educatore di Legnano trasferitosi nella Capitale agli inizi degli anni Novanta. Sembra uno tsunami quello che ha colto queste persone martedì primo luglio, quando le agenzie di stampa hanno iniziato a battere la notizia dell’arresto del sacerdote con l’infamante accusa di violenza sessuale continuata e aggravata. I titoli dei maggiori quotidiani italiani non hanno lasciato alcun margine al dubbio. Don Ruggero avrebbe approfittato del suo ruolo per adescare giovani adolescenti: pedofilia. Scuotono la testa le persone nelle vie del quartiere, sono frastornate quanto e più della Curia, che su queste faccende procede sempre con estrema cautela. Don Ruggero, come è stato scritto da più parti, è una figura riconosciuta in tutta la città, al punto che il sindaco di Roma Gianni Alemanno lo aveva scelto in campagna elettorale, insieme ad altri otto esperti, quale garante per le politiche della periferia e della famiglia. Dieci anni di impegno sociale ed educativo, di attenzione e di cura nei confronti di moltissimi minori. Nella parrocchia di via Selva Candida, lo sconforto è totale, genitori, figli ed educatori si sono raccolti in un abbraccio attorno ai luoghi incriminati. Si tratta di un enorme centro realizzato nel giro di pochissimo tempo, proprio grazie a don Ruggero. «Qui non c’era nulla», raccontano a Tempi i parrocchiani. «Questa struttura è stata creata grazie a lui. Prima c’erano solo terra ed erba».
Nella parrocchia della Natività di Santa Maria Santissima sono da poco passate le tredici, il campo estivo è pieno zeppo di giovani. Qui nessuno ha il minimo dubbio sull’innocenza del vulcanico prete, tant’è che il numero di ragazzi che frequentano la parrocchia, dal giorno dell’arresto ad oggi, non è diminuito neppure di un’unità. Sono circa quattrocento i giovani che il centro ospita ogni giorno, dai bambini di quattro anni ai ragazzi di quindici anni, più un’infinità di animatori ed educatori. Il centro è un luogo d’incontro curato nei minimi dettagli e costruito a misura per i ragazzi. La struttura occupa circa 18 mila metri quadrati, due campi da calcetto, uno da pallavolo e basket, un teatro, sale conferenze, giardini ed il piccolo ricovero per sacerdoti anziani. Il fiore all’occhiello è una piscina che potrebbe far invidia a molti club turistici. La segretaria della parrocchia, la signora Claudia, madre anche lei di ragazzi che hanno frequentato il centro, non riesce a nascondere il groppo in gola. È provata per tutto quanto sta accadendo, quello che tutti qui si chiedono è perché gli hanno fatto questo. Padri e figli: sono questi i termini che più vengono ripetuti.
Alessandro diciotto anni, educatore e frequentatore del centro da quando era bambino, racconta a Tempi di un dolore profondo ma anche di una grande determinazione, figlia proprio di quel rapporto straordinario costruito con don Ruggero. È un fiume in piena quando gli si chiede di raccontare la sua esperienza: «Per noi, lui è un padre e tra di noi ci sentiamo tutti fratelli. I giornali hanno scritto che alcuni di noi dormivano nello stesso luogo con lui. Certo, lo confermo e anzi vi dico che io sono stato per centocinquanta giorni insieme a lui ed altri ragazzi, per noi era una gioia condividere le giornate. Facevamo a gara per star più possibile tutti assieme. Non abbiamo mai sentito voci strane o illazioni. Una grande famiglia, ecco cosa siamo».
Francesco, sedici anni, racconta dei tanti campi estivi in montagna, dei viaggi in Germania e a Toronto. Narra di un clima di fratellanza e del grande carisma di don Ruggero. Nel tono della sua voce l’indignazione per le accuse infamanti che addolorano ma non mettono in dubbio nulla. Le testimonianze di affetto e di solidarietà sono infinite. Per rendersi conto delle indecenze scritte a sproposito, basterebbe farsi un giro tra questi ragazzi, ascoltare la voce di chi, con il prete oggi accusato di pedofilia, ha trascorso giorni, mesi, anni e progetti in comune. Ne è una testimonianza il signor Igino, geometra come don Ruggero, che per anni ha collaborato con lui per creare questo centro: «È malvagità gratuita quella scatenatasi contro di lui, colpisce tutti noi. Io non metto una mano sul fuoco, metto tutto me stesso». Ragazzi e adulti sono sdegnati. Quando la sorella di don Ruggero Conti, Marinella, arriva in parrocchia con il marito, è un delicato assalto per chiedere ragguagli sulla situazione. Sono appena tornati dal carcere di Regina Coeli, hanno trovato un uomo provato, incredulo al cospetto delle accuse. «Sta male», racconta a Tempi Marinella. «I primi quattro giorni di detenzione sono stati durissimi, è stato senza le sue medicine ed è estremamente affranto per i motivi del suo arresto. Non si dà pace per queste accuse e non riesce a spiegarsi, come del resto tutti noi, il motivo di tanta cattiveria nei suoi confronti».
Molti parrocchiani si sono offerti di ospitare la sorella di don Ruggero, che abita a Legnano, nelle proprie case, per testimoniarle affetto e solidarietà, ma lei e il marito hanno preferito rimanere nella casa del fratello, con orgoglio e determinazione. Ed è proprio il cognato di don Ruggero a non reggere all’emozione quando due bambine, di non più di dieci anni, gli danno una lettera con la preghiera di farla avere al loro parroco. Sono parole semplici, cariche di amore, quell’amore che esiste nel rapporto filiale, tra un padre ed un figlio. È vero dicono molti genitori, don Ruggero ama i bambini, certo! Come figli, fratelli, amici. «Tu per noi sei un secondo padre», scrivono le bimbe. E ancora: «Stai tranquillo nessuno crede alle cattiverie che hanno raccontato nei tuoi confronti. Tu per noi sei un fratello maggiore, il miglior amico al quale si raccontano gioie e dolori. Ti vogliamo un mondo di bene e ti saremo sempre vicini. Non ti abbandoneremo mai».
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tempi.commentati
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Buongiorno, innanzitutto

Inserito da Veronika il 18 Luglio 2008 - 11:45am

Buongiorno,
innanzitutto rispondo a serele: non dire bugie e leggi più attentamente, prima di esprimere commenti infondati. Nei miei interventi nei blog da me frequentati non mi pare proprio di aver palesemente condannato don ruggero per pedofilia; evidentemente sei ostico ai ragionamenti, perchè i miei altro non sono che ragionamenti sul perchè e percome si è arrivati ad un'accusa del genere. Ed è quì che io sono palesemente colpevolista: penso che un prete deve fare il prete e, visto che la società in cui viviamo ci impone delle regole comportamentali che tutti noi siamo tenuti a rispettare, non vedo perchè per i preti questo non dovrebbe valere. Quindi la mia condanna per ora è solo quella di essere uscito dal suo ruolo di prete e di essersi messo a fare il leader. E quì rispondo anche a Ros: spiacente, ma ribadisco che i bambini sono diminuiti (non scrivo cose a caso, io...). Purtroppo con il tuo intervento altro non fai che rafforzare la mia tesi: quella cioè del prete politico, schierato per giunta, che ha sbagliato mestiere. Non creare disinformazione: il fatto che il piano regolatore habbia "spostato" la scuola per far posto alla "fantastica" chiesa (almeno questo ammettiamolo, sù: è orribile) non è una scusante. E poi è vergognoso che tu ti metta quì a pubblicizzare la chiesa come sostituta delle nostre amministrazioni pubbliche, quando c'è un'accusa di pedolfilia: vergognati davvero, perchè se don ruggero è colpevole non esiste "opera al servizio della collettività" che possa giustificarlo, capite? E poi è comunque gravissimo che un prete si discosti così tanto da quella che è la sua missione per conto di Dio, ciè occuparsi dell'amìnima degli uomini, e si impegni invece molto in quella che è la missione per conto degli uomini, ossia occuparsi dei beni terreni. Ed è altrettanto grave che tu veda con leggerezza il fatto che in parrocchia si guardavano tranquillamente i porno: liquidare il tutto con un "certo don ruggero poteva essere più attento..." lo trovo davvero un insulto alla collettività cristiana (quella vera, ovviamente, perchè a Selva Candida di collettività cristina nemmeno l'ombra: solo tanto, tanto opportunismo e tanti, tanti interessi).
E' vergognoso che, con dei bambini in ballo, ci sia gente che non vuole approfondire, che si accanisce contro chi vuol capire. Ricorda che OGNI VOLTA che c'è stato un caso del genere, i parrocchiani hanno fatto tutti come voi: schierati in difesa perchè increduli, perchè dicevano "no, non lui. Non il nostro parroco: ha fatto sempre del bene" e bla bla bla... E quanti di questi casi sono risultati veri nonostante il prete di turno fosse "tanto bravo"? Molti, purtroppo. E voi, invece di imparare almeno a dubitare, state addirittura diffamendo il quartiere dove vivete: ancora vergogna. Se si vuole difendere qualcuno, non è questo il modo di farlo, perchè così sei proprio tu che rafforzi l'opinione dei colpevolisti.
Io, in base all'opportunismo visto nel tempo e soprattutto perchè a Selva Candida ci vivo anch'io, posso solo dire che quanto descritto da Tempi NON è la verità. Unica verità è che don ruggero ha semplicemento speso dei soldi messigli a disposizione per costruire il mausoleo che ora tutti siamo obbligati a vedere e che lui voleva obbligarci a frequentare... forse per raccogliere più voti?????

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Spett.le redazione, ieri, 15

Inserito da serele il 16 Luglio 2008 - 9:36am

Spett.le redazione,
ieri, 15 luglio, avevo inviato un commento all'articolo di cui sopra(calunnie da prete), ma non lo vedo inserito. Mi domando se forse non ho eseguito la procedura completa oppure si tratta di una scelta della Redazione.
Mi attengo comunque alle Vostre decisioni.
Cordiali saluti.
E.N.

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Per Veronika: Scrivi: "Quì

Inserito da serele il 15 Luglio 2008 - 11:50am

Per Veronika:

Scrivi: "Quì si è palesemente dichiarata l'innocenza di don Ruggero, prima che il processo ci sia stato, quindi si è mentito al lettore e si è contribuito ad alimentare la già cattiva reputazione di giornali e giornalisti"

Mi pare però che nei blog da te frequentati, si sia già "palesemente dichiarata" la colpevolezza di don Ruggero, "prima che il processo ci sia stato".

Forse varrebbe la pena astenerci da ogni altro commento, almeno fino a quando la Magistratura (e non i giornalisti o altro...) rendano pubblici i risultati delle indagini.

P.S. Ho stima dei giornalisti, ma ho vissuto in prima persona il modo in cui molti di loro presentano le notizie. Anni fa, in un incidente, persi una persona cara. Fu un incidente, ma alcuni giornali, da come presentarono il caso, me ne fecero una colpa! Il tempo cura le ferite del corpo, ma non quelle dell'anima!

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Voglio rispondere a

Inserito da ROS il 14 Luglio 2008 - 1:35pm

Voglio rispondere a VeroniKa.
Anch'io sono di Selva; ci abito da molto prima che Don Ruggero arrivasse e so quanto questo Sacerdote ha fatto per il ns quartiere (non riconoscerlo non è onesto). Prima del suo arrivo non era un posto dimenticato da Dio; da Dio no ma dai nostri amministratori si. Se lo è oggi un pò meno è proprio grazie a Don Ruggero. Le uniche opere a servizio della collettività sono state fatte da Don Rugggero, che piaccia o no. E ha sempre cercato di portare l'attenzione degli amministratori (di sinistra o di destra) sul nostro quartiere. Questo non può essere un demerito, anche se per molti significa far politica. Io credo che tutto quello che è indirizzato al bene sia bene.
La comunità si è stretta tutta attorno a lui. Chi lo conosce non può credere alle accuse infamanti che gli hanno rivolto. Certo non tutto il quartiere: siamo migliaia e ci sono tantissime persone che la chiesa sanno che c'è perché ci passano davanti e quindi del nostro parroco possono dire né più e né meno quello che può dire il lettore di un qualsiasi quotidiano che ha sbattuto il mostro in prima pagina.
I bambini non sono affatto diminiuti. Conosco diversi animatori e ho potuto chiederlo. E comunque basterebbe controllare le iscrizioni e le frequenze. Non credo che VeroniKa lo abbia fatto. Ma non è importante.
Non conosco il sig. Igino. Ma condivido pienamente quello che ha detto. Mi associo, senza alcun interesse.
La chiesa, che è prorio fantastica senza virgolette, non ha affatto deturpato 18 mila metri quadrati di prato e, soprattutto, non li ha rubati alla scuola (che secondo il piano regolatore credo sia prevista nel terreno prossimo alla parrocchia). Certo ha ragione VeroniKa che abbiamo bisogno delle scuole. Ma lo chieda ai nostri amministratori. E quando ne avrà l'opportunità chieda loro anche dell'allargamento di strade inadeguate, dei marciapiedi, della mancanza di un collegamento con il grande raccordo anulare che ci costringe a fare percorsi tortuosi nel traffico ecc.ecc. (non parlo di parchi o di piste ciclabili, quelli credo siano utopia pura).
VeroniKa afferma che molti ragazzi "nel tentativo di scagionare il prete" hanno ammesso di collegarsi a siti e canali porno. Se hanno ammesso questo non è possibile che abbiano detto semplicemente la verità? Certo forse Don Ruggero doveva essere più attento; si è fidato troppo, da persona aperta verso il prossimo qual'è. Se fosse stato un prete che, celebrata la messa, si fosse chiuso in canonica, limitando i contatti umani con qualche vecchetta, questo non gli sarebbe accaduto. Ma avrebbe fallito la sua missione di Sacerdote. Un Sacerdote che ho l'impressione VeroniKa non abbia mai ascoltato o con il quale non abbia mai parlato. Altrimenti si sarebbe accorta che è Don Ruggero è un Sacerdote proprio con la lettera maiuscola.
Aspettiamo che la verità venga accertata dalla Magistratura e confidiamo in essa.
Io, come moltissimi altri, conoscendo Don Ruggero,l'ambiente della parrochia, i ragazzi che lo hanno frequentato in passato e che attualmente lo frequentano, conoscendo il dolore che stiamo provando, posso solo dire che quanto descritto da Tempi è la verità. Pura e semplice.

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Bunasera, sono di Selva

Inserito da Veronika il 11 Luglio 2008 - 5:52pm

Bunasera,
sono di Selva Candida e leggendo questo articolo, ho trovato molte inesattezze, al pari di quelle uscite su altri giornali e che in questo vengono "condannate". Unica differenza: negli articoli quì criticati si esagera contro don Ruggero, quì si esagera a favore, e onestamente non vedo la differenza. Ancora una volta la stampa dimostra di non essere obiettiva e chi legge viene sempre ingannato. Ci tengo a precisare quelle che più mi hanno indignata: innanzitutto non è assolutamente vero che Selva Candida, prima del suo arrivo, fosse un posto dimenticato da Dio, tutt'altro: menzogna; non è assolutamente vero che tutta la gente del quartiere si sia stretta attorno al prete, anzi... ed è falso che tutti i bambini continuano ad andare all'oratorio: si sono dimezzati (ci abito e vedo, non sono una giornalista...); il sig. Igino (geometra che conosco) ha avuto il suo tornaconto nella costruzione della chiesa: inattendibile; la "fantastica" chiesa ha rubato e deturpato 18 mila metri quadrati di prato destinati da anni ad una scuola, che tutti noi stiamo ancora aspettando venga costruita!! La questione dei film porno sequestrati è ridicola: si fa la guerra delle cifre e nessuno dice che in parrocchia, messi liberamente a disposizione di tutti i bambini, c'erano un computer ed una tv satellitare privi di alcun controllo; molti ragazzi, nel tentativo di scagionare il prete, hanno ammesso che da questi si collegavano quando volevano a siti e canali porno: mi chiedo come mai ruggero, che sapeva, li lasciasse fare (ed è questo il motivo per cui tutti andavano tanto volentieri in parrocchia: facevano quello che volevano). Riguardo l'accusa di pedofilia, non mi pronuncio, resto in attesa del processo, ma al di là di questa ritengo che don Ruggero non fosse un vero prete, poichè ha riunito una comunità intorno a lui come persona e non intorno alla Chiesa e a Dio, occupandosi tra l'altro di politica... puzza di bruciato! Chiudo chiedendo a chi scrive sui giornali, questo compreso, di rimanere più sul generico oppure di approfondire un pò, di non scrivere un articolo basandosi sulle interviste fatte a persone di parte, con interessi in ballo, innocentisti o colpevolisti che siano. Quì si è palesemente dichiarata l'innocenza di don Ruggero, prima che il processo ci sia stato, quindi si è mentito al lettore e si è contribuito ad alimentare la già cattiva reputazione di giornali e giornalisti.

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Finalmente leggo un articolo

Inserito da serele il 11 Luglio 2008 - 1:14pm

Finalmente leggo un articolo che non si perde solo in calunnie e menzogne! Quello che e' successo e' molto triste e ha colpito un'intera comunita'.
Niente sara' piu' come prima...

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