01 Luglio 2008
pag.
1 | |
Come ti creo un mostro
Intercettazioni tagliate, testimoni mai sentiti. Così magistrati imprudenti e giornalisti sciatti hanno creato la psicosi. Sulla pelle dei pazienti
di
Luigi Amicone
Non aprite quella porta. Non è solo il titolo di uno dei più celebri film dell’orrore. È anche la storia che è stata recentemente scritta sulla clinica Santa Rita. Paprika di tutto il polverone che ha praticamente chiuso una struttura sanitaria ritenuta tra le più efficienti a Milano e criminalizzato l’intero suo corpo medico, le solite intercettazioni. Come ormai d’abitudine, travasate senza un minimo di valutazione critica dalle carte di un’Ordinanza di custodia cautelare a quelle dei media. Dunque intercettazioni parziali, scelte, ritagliate dall’accusa e pubblicate sui giornali per avvalorare un impianto accusatorio che deve ancora passare al vaglio processuale. Intanto, per adesso, nessuna possibilità per la difesa di replicare. Il processo e la sentenza sono già tutte scritte in pagine e pagine di giornali che ritraggono medici e operatori della Santa Rita come una banda di assatanati tagliagole dediti al furto con scasso dei Drg (rimborsi della Regione per le prestazioni sanitarie) e allo squartamento dei pazienti. La pellicola dell’orrore comincia ad andare in onda il 4 giugno scorso. Quando, accogliendo il teorema dell’accusa dei pm Pradella e Siciliano, il Gip Micaela Serena Curami ordina una raffica di arresti tra i medici e gli operatori della clinica milanese. I capi di imputazione sono pesantissimi. Si va dalla truffa ai danni dello Stato alle lesioni gravissime. Dal falso in atti d’ufficio al delitto aggravato dalla crudeltà. Finiscono in manette o agli arresti domiciliari 13 medici,

l’ex direttore sanitario Maurizio Sampietro, l’attuale direttore Gianluca Merlano, il proprietario della clinica Francesco Pipitone. Pier Paolo Brega Massone, primario di chirurgia toracica, viene accusato del reato più vile e abominevole. Avrebbe infierito con operazioni inutili sui suoi pazienti. E ne avrebbe ammazzati almeno cinque al solo scopo di guadagnare sui rimborsi della Regione. Il 10 giugno le intercettazioni contenute nell’ordinanza del Gip milanese finiscono su tutte le prime pagine dei tg e giornali italiani. La notizia rimbalza sulla stampa estera. Si scatena la caccia al mostro. Dal palcoscenico di Matrix, dimentico che, come nel caso del feroce Saladino (l’imprenditore coinvolto nell’inchiesta Why Not) anche con la sanguinaria Santa Rita aveva avuto ottimi rapporti (almeno due familiari di Di Pietro sarebbero stati operati nella clinica del notaio Pipitone), il leader dell’Idv inveisce contro “i delinquenti”. I giornali grondano titoli cubitali accompagnati da reperti sceltissimi di intercettazioni. Sembrano aver trovato il tormentone choc dell’estate. Per giorni e giorni telecamere e giornalisti stazionano davanti all’entrata della clinica di via Jommelli. È caccia agli assassini. Invano i settecento dipendenti della Santa Rita cercano di testimoniare un’altra verità. Niente da fare. «Se non ha misfatti da denunciare, niente intervista», si sentono dire.
La sanità lombarda, che nelle classifiche internazionali di qualità è ai primi dieci posti nel mondo, diventa improvvisamente la premiata macelleria Formigoni. Sotto accusa, neanche a dirlo, il mix privato-pubblico che ha fatto finire le liste d’attesa e il regime di monopolio statale. Adesso i princìpi di merito, produttività ed efficienza vengono interpretati con il metro dell’Ordinanza della Procura milanese. Ovverosia come sinonimo di vile profitto sulla pelle dei pazienti. Roba da ricacciare in gola al ministro Brunetta la sua offensiva contro i funzionari pubblici fannulloni. Avranno riflettuto anche su queste strane idee portate in dote dal nuovo governo certi zelanti magistrati animati dal pregiudizio contro la sanità privata? Gli errori sui Drg si possono comprendere, rilevare e correggere per via amministrativa se compiuti negli ospedali pubblici, sono invece da manette se occorrono in strutture non statali? Dunque, i privati possono solo rubare, mentre il pubblico è tutt’al più vittima della lottizzazione politica?
pag.
1 | |
Inserito da gianni il 4 Agosto 2008 - 2:28am
Molte volte sono i clienti delle cliniche che cercano il pelo nell'uovo.Per la magistratura vi rimando al mio primo commento. Per i pazzienti, ho conosciuta una modella ( Abitava in via G. Watt a milano.
Il chirurgo aveva sbagliato una operazione al naso. L'assicurazione pronta a pagare e il chirurgo a scusarsi....
Come è andata....la modella voleva che il chirurgo, fosse radiato e così perse la causa, isoldi e la fede.
Un?anima che ho perso di vista, ma che i miei migliori amici, dicono che i medici possono sbagliare, sono assicurati, ma incapponirsi per vendetta ... la mia amica Rossi ha perso anche la fede. Gianni
Inserito da gianni il 2 Agosto 2008 - 3:03am
La sanità e chi fa carriera in essa deve essere un apostolo
(non so sesia la parola giusta),molti 7000 (?)hanno pendenze penali e molti ,dal primario allo spazzino aspettano il 27).
La magistratura politicizzata come la stessa sanità fa piangere...
Demostene che perorava la causa di un poveruomo che rischiava la testa...( i giudici parlavano fra di loro o erano assenti) iniziò con un aforisma , che ho ritrovato , ma posso trovarlo in greco antico, ma la mia tastiera è quella italiana e prendetela così.
Un uomo affitto il suo asino per un lavoro, l'affittuatario a mezzogiorno per la calura si mise a dormire all'ombra dell'asino. Il padrone dell'asino gli intentò causa e ....
I giudici lo stavano ascoltandoal che "Vi interessate all'ombra di un asino e non ascoltate la difesa di un uomo che può essere condannato a morte?
il commento fatelo voi, io sarei feroce ....gianni
Inserito da paola il 4 Luglio 2008 - 11:17am
solo qualche sprovveduto poteva "cascarci", non perchè non esistano persone senza scrupoli, ma la cosa è sembrata da subito troppo gonfiata, un attacco a Formigoni.... Tutto ciò dimostra sempre più lo strapotere di certa magistratura e l'inutilità di affidarsi alle intercettazioni.
Inserito da AlessandroPazzi il 3 Luglio 2008 - 11:56pm
molto incisivo e complimenti al direttore. però (lo scrivo dopo aver letto altri articoli sul tema magistratura e gli editoriali) non vale condannare per questo una categoria intera.
io non ho perso la fiducia dei medici a causa di questo o di altri scandali. come non perderò mai e sottolineo MAI quella nella giustizia italiana.
permettetemi un'analisi da bar:
medico che vuole fare carriera = magistrato che vuole carriera.
chi vuol fare il fenomeno c'è sempre purtroppo. sarebbe giusto fermare entrambi.
Inserito da enri58 il 3 Luglio 2008 - 5:39pm
Non ho ben capito il senso di questo articolo: il fatto che si stia delineando probabilmente un disegno subdolamente concepito e molto astutamente condotto per mettere in gravi difficoltà la clinica Santa Rita (e di conseguenza quella gran parte di suoi dipendenti onesti e corretti) non può certo far dimenticare quanto si dicevano il dottor Brega Massone e le altre persone intercettate... in fondo Brega Massone ed il notaio Pipitone sono diventati inconsapevoli strumenti di un disegno strategico che mirava alla eliminazione (o ridimensionamento) della Santa Rita, ma il loro modo di comportarsi, più che consapevole, rimane desolatamente disonesto ed immorale ed anche se, per assurdo, venissero in qualche modo assolti, non dovrebbero comunque più ricoprire alcuna carica nel campo sanitario, visto la considerazione che avevano dei pazienti della clinica.
Quindi va bene cercare di capire i motivi di quanto successo a livello mediatico ma non trasformiamo uno squallido affarista (sulla pelle degli altri) in una vittima e lasciamolo tranquillamente in carcere a meditare...