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Inter, Leonardo e Moratti degni di una favola dei fratelli Grimm

luglio 8, 2011 Carlo Candiani

La conferenza stampa convocata da Leonardo, ormai ex allenatore dell’Inter, e le spiegazioni dell’addio ai nerazzurri date dal tecnico hanno dell’incredibile. Leonardo voleva l’Inter, Moratti non voleva Leonardo, Leonardo se ne va ringraziando Moratti. Cronaca di una storia degna dei fratelli Grimm più che di un campo di calcio

Poteva aprirsi un altro fronte di polemiche in casa interista, ma Leonardo, l’ultimo ex allenatore della squadra di Massimo Moratti (in ordine di tempo), dopo diverse settimane di silenzio, ha posto delicatamente una pietra sopra al suo ruolo nel club nerazzurro. Lo ha fatto durante la conferenza stampa indetta giovedì 7 luglio nei locali dello Stadio Meazza, spiegando “urbi et orbi” la propria posizione nella enigmatica vicenda.

In soldoni: nell’approssimarsi alla nuova stagione sportiva, dopo aver incassato la vittoria in Coppa Italia e lottato fino alla fine per riavvicinare il Milan in Campionato, con esiti negativi, Leonardo durante il meritato riposo ha ricevuto offerte dirigenziali dagli sceicchi neo proprietari del Paris Saint Germain Football Club. Di questo, il bel Leonardo, ha immediatamente avvisato Moratti, che non vedendo l’ora di disfarsi di un allenatore che in una catastrofica settimana era andato in confusione nel derby del possibile aggancio al Milan ed era stato ridicolizzato in Champions League da uno Schalke 04 qualunque, non pareva vero che questa possibilità gli venisse offerta su un piatto d’argento proprio dal suo dipendente.

Il patron interista ha, quindi, consigliato Leonardo ad approfondire il contatto francese, anche per il bene psichico dello stesso Leo, centrifugato dal ruolo di trainer vissuto ancora con ansietà e le permanenti dimostrazioni di ostilità da parte dei suoi ex tifosi rossoneri, ancora adirati per il “saltafosso” tra i cugini nerazzurri.
«Ma no presidente – avrebbe affermato l’ormai ex allenatore – io voglio continuare ad allenare Zanetti & co». Ma il presidente già non lo ascoltava più, perchè impegnato a telefonare a Bielsa. A questo punto il brasiliano si è trovato come quello, la cui fidanzata «partecipa a una riunione per andare in vacanza con altri».

Il timido ed elegante Leo si è quindi sentito di troppo in Via Durini e, parole sue, senza firmare per il Psg e senza licenziarsi dal suo club, ha pensato bene di volatilizzarsi, lasciando campo libero alla ricerca morattiana di un nuovo allenatore, che, dopo vari tentativi, ha trovato in Gasperini il suo ansimante finale. Ed è solo in quel momento che il contratto che legava Leonardo con Moratti è stato consesualmente rescisso, il 1° luglio scorso, con grandi pacche sulle spalle, lacrimoni e auguri di un brillante futuro. Manca solo un hollywoodiano “The End” e la telecamera che sfoca sui protagonisti che mano nella mano vanno incontro al sole che, luminoso, tramonta dietro le verdi colline.

Nella realtà, mentre Leonardo conferma che il rapporto tra lui e Moratti è paragonabile a quello tra un figlio e il padre, i numerosi tifosi nerazzurri si domandano, dopo aver passato giorni di sbandamento, allibiti da un tale susseguirsi di eventi, all’inizio di una campagna acquisti problematica, perché la Società Internazionale Football Club non possa essere una normale società di calcio, ma appartenga sempre di più a un mondo di favole, che farebbe invidia alla fantasia dei fratelli Grimm.

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2 Commenti

  1. danyela scrive:

    Buongiorno,
    sarei molto curiosa di sapere se il giornalista che ha curato l’articolo sia un interista…. 😉
    Se così fosse – fatta la tara sul dovere di cronaca – sarebbe davvero grave la situazione dell’inter e dei suoi sostenitori…. se non lo fosse credo che saprebbe molto bene che la forza di questo Club sta proprio nella capacità di far sognare i propri sostenitori e di avere una energia emotiva (positiva e negativa) che in altre squadre raramente si trova. Inoltre aggiungerei che tutte le situazioni che si è trovata a vivere l’Inter negli ultimi 5 anni sono tipiche di un “essere” geniale e sregolato al tempo stesso. Trovo pertanto anomalo questo screditare gli andamenti bizzarri di situazioni sempre un pò al limite, che però per Inter sono – ahimè – all’ordine del giorno. Sarebbe interessante parlare pertanto di ciò che le origina, più che stupirci della loro manifestazione. Ringrazio. Danyela

  2. Carlo Candiani scrive:

    Gent.ma Danyela, la ringrazio dell’attenzione che ha dato al mio pezzullo. Si, sono interista dal’67, e quindi può immaginare quante emozioni ho vissuto seguendo l’Inter, più in delusioni che in trionfi per la verità…
    Come ha potuto osservare la cronaca di quest’ultimo colpo di scena interista è divertita: in che squadra può capitare che l’allenatore chiede di rimanere, il presidente lo esonera più o meno esplicitamente e incredibilmente l’ex ringrazia pure!.
    Però, da interista, io di quella “energia emotiva, che raramente in alter squadre si trova”, mi scusi, ma ne farei anche a meno, puntando ad una maggior razionalità nella programmazione di un grande club come quello neazzurro.
    E per carità di patria non voglio infierire su come la gestione Moratti ha affrontato il caso Calciopoli: crede davvero che se con un atto di stile Moratti non avesse accettato il cosidetto “scudetto di cartone” o perlomeno lo avesse accettato senza enfasi, ora staremmo ancora a parlare delle telefonate di Facchetti con gli arbitri?
    La ringrazio se ha avuto la pazienza di leggere questa risposta

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