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Inghilterra. Tutti contro il femminicidio, ma vietare l’aborto selettivo delle bambine «sarebbe un passo indietro»

febbraio 25, 2015 Benedetta Frigerio

Bocciato l’emendamento che voleva esplicitare il divieto alla pratica che ha fatto scomparire cinquemila bambine. Per proteggere la scelta delle donne di oggi, si eliminano le donne di domani

aborto-planned-parenthood-exposeLo scandalo inglese sull’aumento degli aborti selettivi si è sgonfiato non appena si è passati dalla teoria alla pratica. Cioè quando il deputato Tory Fiona Bruce ha proposto un emendamento all’Abortion Act del 1967 per esplicitare che abortire un bambino solo perché non si gradisce il suo sesso è proibito: il provvedimento legislativo, votato alla Camera dei Comuni, è stato bocciato da 292 parlamentari contro 201.

NESSUNO SI INDIGNA PIÙ. Ma cos’è cambiato da quando, nel 2013, tutti si stracciavano le vesti di fronte all’inchiesta del Telegraph? Il giornale svelò la presenza di medici (mai processati) che su richiesta praticavano aborti selettivi. Cosa è successo alle femministe che si indignavano di fronte ai numeri pubblicati all’inizio dell’anno scorso dall’Independent, scandalizzato dal fatto che mancassero all’appello del censimento nazionale circa 5 mila bambine? Persino Lord David Steel, promotore della legge sull’aborto, di fronte ai numeri pubblicati aveva dichiarato che «è davvero deplorevole, non era questo lo spirito della legge».

«SEMBRA IRRAZIONALE». Secondo Ann Furedi, direttrice del colosso abortivo inglese Bpas, lo spirito della legge era questo eccome. Era stata proprio la femminista ad uscire dal coro dell’ipocrisia, aprendo il dibattito che poi le avrebbe dato ragione: «Se le donne non sono felici del sesso dei figli possono abortire. (…) O accettiamo fino in fondo ogni scelta della madre, oppure no». Davanti a queste parole, perfino il quotidiano progressista Guardian affermava che sembra «irrazionale sostenere un sistema che permette alle donne di abortire delle femmine per proteggersi dalla furia patriarcale».

EMENDAMENTO BOCCIATO. Eppure, anche se l’84 per cento della popolazione inglese si era detta favorevole a vietare l’aborto selettivo, quando l’emendamento è stato presentato alla Camera dei Comuni tanti deputati si sono tirati indietro. «Il punto non è l’aborto selettivo, se sia giusto o meno. Qui si tratta di una donna che decide cosa fare del suo corpo», recitava l’editoriale del Guardian il giorno della votazione. David Cameron, invece, ammetteva la possibilità dell’aborto selettivo in base al sesso del feto «in casi eccezionali», come quando serve ad evitare «una malattia genetica».

«UN PASSO INDIETRO». Sembra che sia ancora politicamente scorretto non indignarsi di fronte al femminicidio, ma proteggere le bambine dall’aborto sarebbe troppo pericoloso: il mito dell’autodeterminazione femminile subirebbe un colpo. A quel punto, infatti, bisognerebbe difendere anche i maschi, i malati, i figli dello stupro e tutti i concepiti in generale. Il Congresso dei sindacati inglese la vede così: «Costringere una donna a partorire solo perché non ci piacciono le ragioni per cui lei vorrebbe abortire sarebbe un significativo passo indietro».

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16 Commenti

  1. Sascha scrive:

    Albione procede spedita verso l’auto distruzione, le restano ormai pochi anni per invertire la tendenza. Londra seguirà quindi l’esempio della Cina o dell’India dove gli squilibri di genere fanno già i loro effetti. Di solito il numero di donne e uomini si equivale o comunque le donne sono in numero maggiore degli uomini ma in una società dove le donne sono meno degli uomini, molti non potranno trovare una compagna e continuare il nome della famiglia. Crescono competizione anche violenta tra uomini per le poche donne rimaste, criminalità e aggressività.
    Questo è dovuto all’individualismo, vera religione di massa degli inglesi moderni, che fa ritenere venire sempre e comunque prima le ragione dell’individuo sul bene comune.
    Perché ci sono femministe favorevoli a quello che è un vero e proprio femminicidio? Perché piu una cosa è rara, più ha valore ergo in una società con poche donne queste saranno molto più preziose e da proteggere proprio perché indispensabili. Le fortunate che verranno al mondo godranno quindi di privilegi e protezione. Inoltre nella scelta del partner avranno più libertà e potere all’interno della coppia.
    Ma c’è un rovescio della medaglia: se gli uomini sorpasseranno le donne oltre una certa percentuale, essendo il Regno Unito una democrazia basata sull’uguaglianza, potranno votare leggi sempre più discriminatorie nei confronti delle donne essendo diventati maggioranza numerica, per cui nel lungo periodo tutto ciò si ritorce contro le femministe che sostengono l’aborto selettivo.

  2. Filomena~~~~~ scrive:

    Parliamo invece dei VERI casi di femminicidio in Italia, triste fenomeno che continua a mietere innocenti vittime, soprattutto tra le mura domestiche. Perché a commettere le peggiori efferatezze non sono sconosciuti, come viene automatico pensare, ma fidanzati, mariti, conviventi di ogni estrazione sociale, a riprova che la violenza non conosce confini. Uomini spesso insospettabili che al riparo da sguardi esterni si trasformano in mostri, in grado di annullare fisicamente o psicologicamente le loro compagne agendo in modo quasi atavico, con armi da taglio come coltelli o addirittura a mani nude. Ma nella maggior parte dei casi non si tratta affatto di raptus perché l’omicidio è solo l’apice di situazioni problematiche e insostenibili. Purtroppo i dati continuano ad essere allarmanti, dai 124 femminicidi del 2012 si è passati a quasi 177 casi nel 2013 e gli ultimi dati statistici sul 2014 confermano il trend aggiornandolo a una media di una vittima ogni 3 giorni.

    • cosimo scrive:

      Spostare l’attenzione dal caso trattato nell’articolo ad un’altra dato che c’è poco da controbbattere all’affermazione chiave: chi è nato e vivo oggi decide per i propri diritti chi far nascere domani stop

      Tutto fa brodo anche i comportamenti aberranti che sono e restano aberranti ma.. 124, 177 casi… allora possiamo parlare di lavoricidio, di furticidio, di incidenticidio? di ladrocidio, di pizzicidio, ecc ecc e .. di aborticidio no?
      eppure lì si viaggia sulle centinaia di migliaia di casi l’anno…
      come mai tutte queste altre situazioni ben più diffuse non hanno la sua augusta attenzione? Perchè non l’hanno toccata?

    • Sebastiano scrive:

      Filome’, che brutta abitudine però, quella di schivare le domande scomode.
      E’ possibile sapere se anche secondo te l’aborto selettivo delle femminucce è “un passo indietro”?
      Basta un si o un no.

      • Filomena..... scrive:

        Forse perchè di aborti selettivi chiamati impropriamente femminicidi, Tempi ne ha già parlato ampiamente, mentre dei veri femminicidi non di quelli potenziali, manco un articolo.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Magari, caro Filomeno, se invece di grattarti la zeccolosa barba ti mettessi a considerare la natura raccapricciante quanto apodittica dell’avverbio “impropriamente” che hai usato a sproposito per voler marcare una supposta differenza tra aborto selettivo delle bambine e “femmicidio” che sussiste solo per la tua mente problematica, forse, dico forse, anche tu converresti sul punto che Tempi ha voluto trattare proprio dei “femminicidi” di cui altri tromboni si guardano bene dal rammentare.
          Lasciamelo dire, quando si tratta di non capire una mazza sei veramente un fenomeno!
          Comunque ti sei guadagnato il “Veltroncino d’oro” come commento più “maanchista” dell’anno.

        • To_Ni scrive:

          @ Filomena….la birbante

          Abortiscono solo femmine e tu…manco una parola. Certo è una posizione difficile dato che hai riempito pagine del fatto che l’embrione è l’equivalente di una merita schifezza fisiologica. Sarebbe incongrua una tua presa di posizione…. non ti puoi indignare :-) .

          Ma anche sul femminicidio noto che fai la furbata (non solo spostare l’attenzione sul tema) : ti interessa il femminicidio in Italia.
          Vuoi ricollegarlo nell’ambito di una presunta innata patologia della normalità cosa che è sviante perché credo che l’humus che porta al femminicidio sia una conseguenza di un rapporto che ha sposato una cultura della persona come la tua: Se le persone sono cose, si usano come le cose, e si rompono come le cose.

          Ma la furbata non è la sola: Perché ti interessa il femminicidio in Italia e non in paesi civili, i modelli da emulare, quelli belli e puliti dove si abortisce subito, divorzia subito, si sposa tra gai , sia regalano figli ai gai, si da la buona morte come la buona notte ecc. . Per esempio Austria, Finlandia, Francia, Germania, Svizzera, Svezia si ammazzano più donne che in Italia. Austria e Finlandia hanno tassi (in rapporto alla popolazione…ovvio) quasi tre volte superiori a quelli italiani.
          Filomena : la tua cultura è la peggiore nemica delle donne. Per favore non le difendere , te ne saranno grate.

          • Filomena***** scrive:

            Guarda che stavolta hai proprio fatto un buco nell’acqua!!
            ho citato i dati italiani solo perchè erano gli unici che avevo a disposizione e che già in passato sono stati oggetto di una ricerca. Poi se proprio volevi fare delle “dietrologie” avresti potuto dire che il motivo era quello di mettere in luce la cultura cattolica che ha influenzato quella che la Miriano definisce “sottomissione della donna”

            • To_Ni scrive:

              @ Filomena *******

              Non credo che il mio è un buco nell’acqua. Solo che tu sbagli a guardare un fenomeno limitandoti all’Italia. Se tu hai i dati solo dell’Italia la colpa non è mia, ma tua che non hai avuto interesse a cercare cosa succede nei paesi “faro” di civiltà. Sospetto che sei interessata a dare una lettura ideologica al fenomeno e considerando solo l’Italia …. pensi di giocare in modo più facile. Ma il fenomeno valutato così risulta falso.

              Poi per quanto riguarda il femminicidio (drammatico si ma pure gonfiato ad arte per fini strumentali) ho la serenità di sostenere che non ha nessun rapporto con il cattolicesimo, ma che a pieno titolo rientra tra gli effetti collaterali della tua cultura che è antiumana.

        • Sebastiano scrive:

          Che tu sia brava a fare piroette pur di non rispondere lo sapevo già, grazie.
          Ma un sì o un no sono proprio così difficili?

    • Cisco scrive:

      @Filomena

      L’errore alla radice è sposare donne come te.

  3. Menelik scrive:

    Io dico che noi, con la nostra “arretratezza”, li supereremo.
    Date tempo al tempo.
    Il tempo gioca contro di loro.
    Per me e la mia famiglia, UK non è una nazione qualunque.
    E’ stato il primo posto dove io e mia moglie abbiamo vissuto insieme, e la prima figlia è nata lì.
    Tutt’oggi lei (la figlia) vive e lavora lì ha finito gli studi intrapresi in Italia.
    Io mi ricordo che all’epoca (80-85) UK pareva un gran marasma sociale: benessere ce n’era e c’era un welfare state decisamente superiore a quello italiano, ma l’istituzione famigliare era debolissima e fragilissima.
    Correva voce che ogni tre matrimoni, due non superavano un paio di anni.
    C’era un’enorme quantità di gioventù a spasso nonostante di lavoro ce ne fosse tanto, ma quasi tutto precario.
    Droga ce n’era in quantità industriale, ed il suo uso era molto comune, e disponibile ovunque, anche nei piccoli centri (abitavamo in una piccola cittadina del northwest).
    Nelle grandi aree urbane tipo Liverpool e Manchester, il degrado sociale era anche più elevato di quanto già lo fosse nei piccoli centri, a sua volta molto superiore di quanto fosse nei piccoli centri italiani cosidetti “arretrati”.
    Gioventù di divorziati, che passavano la vita tra pub e pusher e ritrovi di motociclisti e metallari, ce n’era una quantità enorme, gente che viveva “on the dole” (col sussidio di disoccupazione fa quando avevano 18 anni), e l’abbandono scolastico era molto alto.
    L’aspetto che dava era quello di un mondo che stesse per scoppiare socialmente.
    Le ragazzette vivevano anch’esse “on the dole” tra un boyfriend e l’altro, e lì si faceva presto a infilarsi nel letto, avere una relazione in un paio di settimane arrivava a conclusione per il prossimo boyfriend.
    Leggermente più fedeli erano le Gallesi, ma le Inglesi avevano una vita sessualmente molto movimentata, con rari legami stabili.
    “Blow” (la cannabis), speed (anfetamina) e magic mushrooms (funghi psilocybe) erano di uso molto comune e la gente non nascondeva di farne uso e spiattellava la cosa come fosse ordinaria amministrazione.
    Sono passati trent’anni.
    Qualunque cosa ha il suo prezzo, in termini sociali, di massa.
    Questa è l’Inghilterra che ho conosciuto, quella che mi descrive la figlia è un po’ diversa, ma mi pare l’integrazione e la continuazione di quella in cui lei è nata, e nella quale io ho recitato la mia parte.
    “Welcome in UK, blokes” (Benvenuti in Inghilterra, ragazzi).

  4. ftax scrive:

    Promemoria: guardarsi il film di Alfonso Cuàron “I figli degli uomini” per capire qual’è il destino prossimo venturo di UK e di UE (se non cambia il vento).

  5. yoyo scrive:

    Lord Steel: non era questolo spirito della legge. Infatti, è per il massacro indiscriminato di innocenti nel grembo della madre.

    • giovanna scrive:

      Evidentemente queste bambini vengono uccise, col consenso della legge, solo perché femmine, perché valgono meno dei maschi. Ma il mestiere delle femministe non dovrebbe essere quello di difendere il genere femminile ? E’ in casi come questi che si vede invece l’odio per il genere umano, che passa prima per l’odio contro il maschio e poi si manifesta come odio contro anche le femmine, proprio contro chiunque sbarri la strada del proprio comodo. Come ho scritto più volte: non è il problema del genere femminile o maschile, ma proprio di una grave insofferenza nei confronti del prossimo, uomini, donne, bambini, soprattutto se vulnerabile, che possa impedire in qualsiasi modo la contemplazione del proprio tristissimo e grigio ombelico.
      E non è un caso che questa cultura del più forte porti alla sopraffazione della donna, sia bambina che adulta, ma anche dell’uomo, se in posizione di debolezza, perché malato o anziano o nel ventre materno.
      Come leggevo l’altro giorno, c’è un studio che rileva che le donne che hanno abortito sono più propense a usare violenza contro i figli sopravvissuti e la faccenda ha una sua logica evidente.

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