Google+

Incidente? Attentato? Ognuno ha il suo interesse nella tragedia dell’aereo russo caduto nel Sinai

novembre 6, 2015 Leone Grotti

I jihadisti rivendicano l’attentato, americani e inglesi danno loro ragione, l’Egitto nega con forza e la Russia sta alla finestra. Nessuno aspetta le conclusioni dell’indagine ufficiale

È stato un attentato come dicono gli inglesi? Un’operazione dell’Isis come sostenuto dalla Cia e dagli stessi jihadisti? O un banale incidente come ribadito da Russia e Abdel Fattah Al-Sisi? Si rincorrono senza sosta le voci e le ipotesi sulle responsabilità dello schianto dell’Airbus russo A321, partito sabato da Sharm el Sheikh e diretto a San Pietroburgo, ma precipitato nel Sinai. A bordo si trovavano 217 passeggeri e sette membri dell’equipaggio, tutti morti.
Sull’incidente, il più grande della storia dell’aviazione russa, è stata aperta subito un’inchiesta congiunta dei paesi coinvolti: Egitto (luogo dell’incidente), Russia (compagnia aerea), Irlanda (Stato di registrazione del mezzo), Francia (Stato di design) e Germania (Stato di manifattura). L’incidente è importante, può essere utilizzato per diversi scopi e poiché tutti gli attori coinvolti hanno interessi da difendere, scoprire la verità non sarà facile.

STATO ISLAMICO. Poche ore dopo il disastro aereo, l’Isis ha rivendicato la paternità dell’attentato. I jihadisti si sono spesso attribuiti attacchi in giro per il mondo senza che fosse possibile verificare la veridicità di simili affermazioni. Anche in questo caso, l’interesse è chiaro: oltre a farsi pubblicità nell’ambiente jihadista, poiché quasi tutte le vittime sono di nazionalità russa, l’Isis può vendere al mondo l’attentato come una clamorosa risposta all’intervento russo in Siria in aiuto dell’esercito di Bashar al-Assad. Nei giorni scorsi, i jihadisti hanno rivendicato l’attacco una seconda volta, dichiarando però di non potere ancora rivelare come ci siano riusciti, ma minacciando Putin: «Sei un maiale, invaderemo il tuo paese, uccideremo la tua gente».

EGITTO/ECONOMIA. Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi si è affrettato a definire «propaganda» la rivendicazione dell’Isis. I perché di tanta fretta si possono immaginare facilmente. Al-Sisi ha solo da perdere in questo disastro per motivi economici e politici. Prima di tutto, se si trattasse di un attentato, la località turistica per eccellenza dell’Egitto, Sharm el Sheikh, non potrebbe essere più considerata sicura. Come per la Tunisia, anche per l’Egitto la ripresa economica è fondamentale per la rinascita del paese dopo la Primavera araba e il governo dei Fratelli Musulmani. Un attentato così ben riuscito rischierebbe di far crollare il turismo e con esso la ripresa economica, aumentando l’instabilità del paese.

EGITTO/POLITICA. Inoltre, dal punto di vista politico Al-Sisi rischia. L’Egitto è nel bel mezzo di una delle tornate elettorali più importanti della sua storia: la nomina del nuovo Parlamento, che permetterebbe al paese di avere così sia il presidente che l’Assemblea eletti dal popolo. La coalizione del presidente è in vantaggio, ma l’ex generale ha sempre sostenuto come il suo primo compito sia quello di garantire la sicurezza degli egiziani contro il terrorismo, soprattutto nel Sinai: un attentato di queste proporzioni potrebbe delegittimarlo.

INGHILTERRA E STATI UNITI. Proprio nel giorno in cui il presidente egiziano si trovava a Londra in visita di Stato, l’Inghilterra ha rilasciato un comunicato che ha rovinato (per usare un eufemismo) il clima di accoglienza: «Alla luce delle informazioni raccolte riteniamo che l’aereo sia stato abbattuto da un ordigno esplosivo, sebbene non possiamo affermarlo con assoluta certezza». La Cia ha rincarato la dose: «È stata Isis a mettere la bomba».

OBAMA VS PUTIN. Ma Inghilterra e Stati Uniti hanno tutto l’interesse a riconoscere la matrice terroristica dell’incidente. Entrambi in Siria sostengono i ribelli “moderati”, che sul campo sono alleati anche con la fazione siriana di Al-Qaeda, e hanno come obiettivo dichiarato quello di abbattere il governo di Assad, alleato di Putin. Sia Londra che Washington hanno criticato l’invio dell’esercito russo in Siria e non aspettano altro che sottolineare le ripercussioni negative di questo intervento e la debolezza russa in materia di sicurezza. Per quanto riguarda il rapporto generale con Mosca, è ai minimi storici da anni e Putin è diventato il nemico numero uno di Barack Obama.
Alcuni indizi portano a pensare che la pista jihadista sia quella giusta, ma ancora non c’è nessuna certezza. E per tutti questi motivi è meglio andarci cauti e aspettare i risultati di indagini più approfondite prima di tirare le dovute conclusioni.

Foto Ansa/Ap


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

18 Commenti

  1. Menelik scrive:

    Azz….tu hai già capito tutto sulla sciagura aerea, i retroscena, gli attori palesi e quelli occulti…tutto in una parola.
    A te, KGB, CIA, SISMI, le commari del Semicircolo, quelle de San Rocco, te fanno n baffo!
    Hai capito nnicosa.
    Beato te.
    Io, invece, sto a fare altre pensate:
    s’i fossi foco e potessi ardere lo monno, contro i daesh quali gas userei?
    Dei gas letali per chiudere la partita una volta per tutte, o solo degli invalidanti per fare prigionieri da tenere là e usare quando mi faranno comodo?
    E se un giorno non serviranno più, seppelliamo anche loro.
    Tu mi distruggi l’aereo con tutti i civili a bordo, e io rendo la tua vita difficilissima, se non impossibile.
    Logica molto semplice, direi quasi ancestrale.
    A’ la guerre, comme a’ la guerre.

  2. Raider scrive:

    “Ognuno ha i suoi interessi nella tragedia dell’airbus russo”, scrive Grotti:
    “I jihadisti rivendicano l’attentato,
    americani e inglesi danno loro ragione,
    l’Egitto nega con forza
    e la Russia sta alla finestra.
    Nessuno aspetta le conclusioni dell’indagine ufficiale.”
    Figurarsi se poteva aspettare il complottista multinick islamo-nazista. Quello non ha visto l’ora di iscrivere al Nusra-al Qaeda in Siria fra i moderati non appena i suoi fornitori di bufale gli hanno fatto credere che eran disposta a combattere contro gli Americani. Ora, è ritornato sulle sue bufale e si rimangia la cavolata. Pronto a ricominciare, islamo-nazista, pur di restare all’argomento che gli è proprio: bufale e paranoie.

  3. Raider scrive:

    Il multinick islamo-nazista, daccapo – senza capo, ma da bestia con la coda, muove il post di due caselle e torna dov’era – nel vuoto di ogni raziocinio.
    Per es., saltando a piè pari tutte le scemenze che riclicca solo perché l’articolo di Grotti dceva cosa assolutamente ragionevoli e questo al nazi-troll multinick non sta bene, anzi, gli fa male, lo fa soffrire come la bestia che è il nazi-troll, Putin ha promesso che nulla lo spaventerà.
    Intanto, anche se le fonti d’approvvigionamento bufale non hanno ritenuto di dovere informare i distributori automatici di corbellerie al minuto, la Russia si è fatta due conti e ha sospeso i voli sul Sinai. Visto che di questo parla l’articolo, non dei problemi personali di geo-politica di un complottista paranoico che vuole sconfiggere il mondo e a questo facile scopo, a portata di mano e anzi, di tasto e polpastrello, cerca di fare di “Tempi.it” il dazibao dei siti anti-occidentali che un mentecatto come il nazi-troll nemmeno se lo filano.

  4. Rader scrive:

    Il multinick islamo-nazista, copincolli e riclicchi e sposti o no quel che copincolli e riclicca, va sempre verso il depistaggio dal merito di articoli altrui e demenze sue. Visto che a postare i proclami di questo o quello senza che c’entrassero nulla e nulla avessero, se non altro, di nuovo e di sensato:
    e visto che all’articolo di Grotti c’era poco da replicare o divagare con variazioni sul paranoico e sul paranormale, ecco la pensatona:
    buttiamola sulla crudeltà mentale e immaginaria, che non è nulla di pertinente, ma il suo effettaccio, magari, lo fa.
    A parte i civili Russi morti nel corso di operazioni anti-terrorismo:
    a parte i civili cecini finiti male, ma che i complottisti islamo-nazisti non compiangeranno più di tanto perché dicono, siccome e sinché gli fara piacere dirlo, che erano al servizio degli Occidenitali – come hamas, Lega mondiale islamica, Abu mazen, il Club Amici del Libro, hitler, ma solo nei giorn pari:
    o a parte i civili israeliani uccisi a norma di statuto coranico di hamas:
    e l’elenco potrebbe allungarsi, ma c’è la palla della conquista delle “aree geografiche più ricche di risorse della Terra”, ripetuta ciclicamente e come se, vedete com’è andata in Iraq col petrolio che vendono a tutti, come se le risorse per cui intervengono se è appena appena il casi, agli altri facessero schifo.

  5. Raider scrive:

    Ti pareva che il complottista paranoico non tornava a ricamare le sue trame: è talmente folle, che la sua indagine l’ha conclusa con l’ausilio di paranoici che non hanno bisogno di fare indagini, di scatole nere, di ricognizioni nell’area, di perizie di qualunque genere. Tutte cose inutili, inutili perdite di tempo. Tutto hanno chiaro in testa, loro, se ce l’avessero, la testa. E macinano di nuovo le vecchia zizzana paranoica che se li rosica.

  6. underwater scrive:

    La finzione di dialoghi e rettifiche è ancora più comico di quello che scrivete.

  7. underwater scrive:

    Voi islamisti tirate il sasso e nascondete la mano. Se necessario affidandosi a fantasmi della presunta propaganda ufficiale (sempre più presunta).

  8. Raider scrive:

    Sbloccate il mio post, per favore.

  9. Al Qantar scrive:

    Le false-flag operation USraeliane sono sempre “affiancate” da “esercitazioni militari” in corso. 11/09/2001 docet…

  10. Rader scrive:

    Ora, il complottista paranoico multinick islamo-nazista scantona con il motvetto classico delle dietrologie. Indagini?
    Registrazioni di volo, scatole nere? Ricognizioni nell’area?
    Perizie di qualunque genere?
    Ma no, macchè! Formalità, roba inutile, inutile perdita di tempo. Il multinick islamo-nazista fa prima a perdere la ragione.

  11. Raider scrive:

    Sbloccate il post che ho inviato ieri sera, per favore.

  12. Qubba scrive:

    “Le false-flag operation USraeliane sono sempre “affiancate” da “esercitazioni militari” in corso”

    Nel corso degli ultimi anni ci si è accorti che segno rivelatore di un’operazione false flag è lo svolgimento di esercitazioni, presumibilmente a scopo di controterrorismo – da parte della polizia o dei militari, nello stesso momento dell’attacco terroristico, o poco prima che iniziasse il vero e proprio l’attacco terroristico.
    -Aggiungo che a volte, le esercitazioni terroristiche sono programmate per iniziare un po’ dopo il momento in cui accade l’attacco terroristico reale. Per le grandi azioni terroristiche, come gli attacchi in Norvegia, non è raro che delle esercitazioni si verifichino con largo anticipo – il 9/11, per esempio, era il risultato di una capacità che è stata costruita in un periodo di diversi anni, così come le esercitazioni successive che si estendono ben oltre il 2002. In questi casi, è stato spesso scoperto che la sedicente esercitazione anti-terrorismo comprende un’azione simulata o un evento che ricorda fortemente un reale attacco terroristico, uno che ha ucciso veramente della gente.

  13. Raider scrive:

    L’attentato all’airbus è dato per scontato, dai complottisti filo-nazi-islamici, sia dovuto ai perfidi Occidentali. E’ il gran bazar delle paranoie: che i jihadisti colpiscano chiunque gli si metta contro è un fatto e quindi, a lume di (il)logica paranoica, non vale.
    La regolarità stessa che il multinick islamo-nazia porta come prova smentisce la legge cui complottisti si appelano: nessun ‘attentato’ fasullo si farebbe prevedere e ‘provare’ in questo modo. E infatti, gli esaltati paranoici complottisti parlano di qualcosa che da nessuna parte è emersa: un missile partito dai confini di Israele? Dovesi svlogevano a queste manovre militari? In Israele il livello d’allarme è sempre elevato. Ci sarà sempre una manovra militare con cui prendersela: l’Isis è tanto innocente! E questa ennesima balla è come la millanteria su Putin che “ha promesso che nulla lo spaventerà”. E Putin a statista responsabile, ha sospeso i voli sul Sinai: anche senza manovre in corso. A quelle pensa il multinick islamo-nazista che spara balle e poi, le sposta di qua e di là del thread o da un thread all’altro.

  14. Raider scrive:

    Il multinick islamo-nazista, copincolli e riclicchi e sposti o no quel che copincolli e riclicca, va sempre verso il depistaggio dai fatti, specie quando ne svelano le ossessioni. Che un generale riferisca – il multinick islamo-nazista scrive “ammette” – di una circostanza che non significa nulla verificatasi in ‘America nel 2011 diventa la prova di quello che è avvenuto nel Sinai crca 15 anni dopo… Questo, senza aspettare le risultanze e anzi, a dispetto di inchieste in corso, prove e controlli vari.
    “In effetti credo che…” cantilena l’hacker nazi troll: già, crede all’infallibile metodo paranoico: e perciò, è convinto debbano crederci anche gli altri.

  15. Raider scrive:

    Quello che il multinick islamo-nazista ricicla si legge dopo un po’, da un’altra parte rispetto a quella in cui era apparso in precedenza: questa è la prova migliore della falsità congenita ai nazi troll che vorrebbero svelare le falsità attribuite agli altri – all’Occidente tutto in nome dell'”Islam, religione di pace” e dell'”Islam, religione naturale dell’umanità: che come falsità all’origine sono mica male. E sono balordaggi (in)conseguenti e altettranto penose e assurde quelle che l’hacker nazi troll stampa di fila:
    “I colloqui di pace di Vienna-Ginevra sono una farsa per far guadagnare tempo a Washington nel contrastare le azioni russe”: già e Mosca la furba perché ci va? Quanto tempo dovrà perdere ancora per salvare Assad e rendersi complice del jihadismo iranino? E la farsa peggiore l’ha messa su la Russia con il Gruppo dei 5 più il fatuo mr. Obama, una bella jam-session di tromboni che permetteranno ai folli ajatollah al potere in Iran di disporre di bombe atomiche.
    E poi, di nuovo, il tormentone “Putin ha promesso che nulla lo spaventerà”: e Putin, ha deciso di sospendere i voli sul Sinai: e di attendere le risultanze
    – scrive Leone Grotti nell’articolo che il multinick islamo-nazista preferisce ignorare nel tentativo paranoico di screditare “Tempi.it” trolleggiando e (sha)hackereeggiando –
    di “un’inchiesta congiunta dei Paesi coinvolti: Egitto (luogo dell’incidente), Russia (compagnia aerea), Irlanda (Stato di registrazione del mezzo), Francia (Stato di design) e Germania (Stato di manifattura).”
    Il multinick islamo-nazista, invece, non attende – semmai, auspica, gufa, prevede e provvede a sparare bordate di corbellerie -: quanto è essere cretino vuole a tutti i costi che lo sappiano tutti e subito.

  16. underwater scrive:

    Pochi mesi prima un aereo inglese, occidentalissimo, ha rischiato la stessa fine. Dove sta il complottone occidentale? Che degli islamici vogliano colpire i russi dopo che questi hanno voluto entrare in gioco fa solo parte della natura delle cose e nessuno ci vede chissà cosa dietro.

  17. Raider scrive:

    Il multinick islamo-nazista vede trame hollywoodiane dappertutto perché è un adoratore di quella che, a ogni buon conto, è pur sempre La Mecca del cinema. C’è un barlume di sforzo critico nel riciclaggio di notizie assai unilaterali per fonte e contenuto, il cui unico scopo è quello di delegittimare e screditare questo blog?
    “Un commando di “spetsnaz” russi ha catturato a Saana, capitale dello Yemen,”
    e qua, c’è già qualcosa che non torna a bomba: “Saana, capitale dello Yemen”, non è in mano alle forze anti-houthi? Gli spestnaz colpiscono a colpo sicuro sapendo chi andare a prendere? Allora, ne sanno più del governo che li manda a cercare i due presunti agenti nemici! E perché, se così fosse, non vanno a prendere anche gli altri, nel Sinai o lì vicno? Dovrebbe essere più facile, il lavoro lo possono lasciar fare agli Egiziani. Invece… Invece, non è così
    – “due agenti della CIA i quali, come sembra, avevano supportato i terroristi di Wilayat Sina -ramo egiziano dell’ISIS- nell’abbattimento del volo” ecc… ecc… Che si può dire di una notizia non verificata diffusa da islamo-nazisti che non vogliono saperne di inchieste ufficiali non ancoa concluse? E di tutto il bailamme di fantasiosi retroscena secondo copione alla Le Carré? Come si fa a smentire quelle che, allo stato e a tutti gli effetti, sono paranoie, anch’esse di rito? Ogni volta che si verifica un attentato
    – la matrice, ormai, è, quasi al 100%, islamica: non tutti gli islamici sono terroristi, ma quasi tutti i terroristi attualmente in attività sono islamici -,
    i complottisti nazi-islamici strepitano che è colpa degli Occidentali: questa è una costante ciclica, ciclotimica dei complottisti paranoici. Come nel caso degli attacchi di Boko haram: non attaccano chiese protestanti, solo cattoliche, perché sono al servizio degli States, Paese protestante – negli States ci sono tutte le religioni e il governo se ne frega di tutte le religioni. Altra falsità islamo-nazista: ma, poco male i complottisti paranoici islamo-nazisti che dissero? Che erano “autoattentati”!… La follia islamo-nazista non rispamia coloro che la servono.

  18. Raider scrive:

    “Rapporti circolano al Cremlino” e bufale volano per la blogsfera. E subito, il colpo di scena: “Secondo la relazione, il russo sotto la protezione del BDS era Mikhail Lesin”: oh, l’avevano scritto tutti e da subito. Lo stile neo-Pravda, però, impone quel rigore fasullo e inamidato che, così si illudono i paranoici, dovrebbe rendere vera ogni panzana con l’esercizio di gravità connesso alla prudente scoperta dell’acqua fresca.
    E che sorta di logica politico-poliziesca nella trama da Guerra Fredda fuori stagione – ma le cavolate fioriscono tutto l’anno -: Mikhail Lesin eliminato come ritorsione dispettosa per un “incontro polemico”: sia che novità, nell’ambito delle relazioni diplomatiche, con straschi di crisi cardiache e sentimentali, epidemie di sospette tossi asinine cui i paranoici islamo-nazisti sono naturalmente predisposti, picchi di gente picchiata in testa, contagi da couperose.
    (E zitti zitti, i “due agenti della CIA” del primo post dell’hacker nazi troll sono già stati declassati a “contractor statunitensi catturati nello Yemen” nel corso del secondo post: qualcosa lascia supporre che, nelle prossime puntate della bischeratona, i due saranno “auto-suicidati” dalla C.I.A.: o comunque, saranno fatti sparire dallo story telling: e se qualcuno dira: “Scusate, ma dove sono finiti ignoto 1 e ignoto 2…”, il nazi troll dirà che è un provocatore, uno che spaccia “flase flag C.I.A.”, uno che si inventa le cose, uno che fa il falsario e sabotatore hacker multinick di mestiere, praticamente, uno di loro: gli islamo-nazisti di sempre.)

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

Vi piace pedalare in collina? Se volete farlo in compagnia di migliaia di altri ciclisti, e con la possibilità di mettere alla prova il vostro spirito agonistico, l’occasione giusta è la 5° edizione della Granfondo Scott, in programma il 3 settembre 2017 con partenza e arrivo a Piacenza Expo. La manifestazione propone due percorsi, caratterizzati […]

L'articolo Granfondo Scott, al via il 3 settembre proviene da RED Live.

C’è qualcosa che non torna… Non dovevi cambiare radicalmente? Non dovevi votarti alla collocazione centrale del motore? Ah, manca ancora un anno? Questo, allora, significa che sei l’ultima versione della Corvette “tradizionale”. Il canto del cigno di una delle muscle car più apprezzate al mondo che, per festeggiare i 65 anni di carriera, debutta nella […]

L'articolo Chevrolet Corvette MY18: l’ultima volta proviene da RED Live.

“All for freedom, freedom for all”. È il nuovo motto di Harley-Davidson che intende sedurre anche chi non è (ancora) un motociclista

L'articolo Harley-Davidson, nuovo slogan proviene da RED Live.

Nel bel mezzo di Agosto, la Casa di Iwata lancia un criptico video teaser che anticipa quanto verrà svelato il 6 settembre alle 17:00: la Yamaha T7

L'articolo Yamaha T7, il video teaser proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana