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«In nome dei diritti, tolgono la pensione di reversibilità a noi vedove»

febbraio 16, 2016 Benedetta Frigerio

Intervista a Emanuela Zucchetto Cafiero, responsabile della sezione di Taranto del Melograno, associazione per i diritti delle persone vedove.

vedova-figli-carico«Quelli che ci rimettono sono sempre i più deboli, come noi». A spiegare a tempi.it il pericolo della nuova regolamentazione delle pensioni di reversibilità, prevista dal ddl di contrasto alla povertà, è Emanuela Zucchetto Cafiero, vedova, madre di due figli e responsabile della sezione di Taranto del Melograno, l’associazione per i diritti delle persone vedove.
Anche il portavoce del Comitato difendiamo i nostri figli, Massimo Gandolfini, non è stato meno netto: «Il Governo sta manifestando la volontà di mettere mano alle pensioni di reversibilità in conseguenza delle limitate risorse economiche. Rimaniamo allibiti di fronte alla follia di un Governo che sottrae risorse ai cittadini meno abbienti e, contemporaneamente, sta per approvare una legge che estende la pensione di reversibilità a coppie conviventi di pari sesso».

UN CRITERIO INGIUSTO. Prima di entrare nel vivo della nuova proposta di legge, Cafiero spiega la situazione già problematica per chi è vedovo in Italia. «Della pensione del defunto il coniuge in vita prende solo il 60 per cento, che è stato ridotto ulteriormente dalla legge Dini 335/95. Questa venne adottata come strumento temporaneo nella finanziaria di quell’anno per far fronte a un problema di cassa dell’Inps. Peccato che siano passati 21 anni e il regime sia ancora in vigore». È evidente che estendere il diritto alla pensione di reversibilità anche a chi non è sposato, come previsto dal ddl Cirinnà, significherebbe affrontare un’ulteriore spesa in un momento in cui la previdenza è quanto mai in crisi. «Per questo il governo, che non vuole fare a meno di elargire diritti a chi ha più potere e voce per chiederli, cerca di risparmiare scegliendo di elargire la pensione in base al reddito Isee, penalizzando ancora di più le persone più deboli e che non hanno voce né rappresentanza».

«QUESTO È DISPREZZO». Quel che è peggio, secondo Zucchetto Cafiero, è che si commette «un’ingiustizia contraria al diritto: il ddl presenta profili di incostituzionalità evidenti che però vengono taciuti». Non a caso, ad opporsi alla misura ci sono politici della maggioranza e dell’opposizione, oltre che alla Cisl e alla Cgil. Parlando di discriminazione della famiglia naturale, e delle donne che si sono dedicate alla famiglia rinunciando alla carriera, Eugenia Roccella (Idea) ha rincarato la dose facendo notare che «non si tratta solo di un provvedimento ingiusto, ma di un gesto di disprezzo verso il lavoro di cura, il lavoro oscuro e generoso delle donne, senza il quale il mondo non potrebbe andare avanti».
Basta prendere ad esempio la situazione personale di Cafiero per comprendere cosa accadrebbe se il ddl Cirinnà passasse: «Già ora su una pensione di 1.600 euro di mio marito, per effetto della legge Dini ne percepisco 445 anziché 900. Se a questo si aggiungesse il criterio Isee basterebbe il fatto che possiedo una casa per togliermi il poco che ricevo per me e i miei due figli».

A DISCAPITO DELLE FAMIGLIE. Il criterio del reddito e del patrimonio familiare sarebbe comprensibile in una logica di assistenzialismo, per cui è normale che in tempi di crisi lo Stato applichi dei tagli, «ma non è questo il caso. Guai se passasse l’idea che la previdenza è un “dono” dello Stato: la pensione è salario differito, si tratta di denaro che il coniuge mette da parte, così da riaverlo in futuro per sé e per la sua famiglia. Con che diritto ora lo sottraggono ai deboli per darlo a chi urla più forte?».
Il governo ha cercato di minimizzare: «Se ci saranno interventi di razionalizzazione saranno solo per evitare sprechi e duplicazioni». Ma Cafiero replica che «ci stanno riempiendo la testa di diritti da elargire a chiunque per poi parlare di sprechi. È una contraddizione. Voglio anche far notare la dubbia trasparenza con cui questo disegno di legge sta procedendo. Per parlare di questo punto si riuniranno a porte chiuse solo cinque membri della commissione Lavoro del Senato: è evidente che la misura è problematica sia dal punto di vista fiscale sia dal punto di vista del diritto previdenziale che verrebbe sconvolto ingiustamente a discapito delle famiglie».


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13 Commenti

  1. EquesFidus says:

    Vorrei dire una cosa, a tutti quelli che auspicavano l’estensione dei diritti (senza doveri, naturalmente), a tutti quelli del “lasciateglielo fare, ché nessuno toccherà il vostro matrimonio”, a quelli dello Stato che deve essere contemporaneamente servo e padrone e che adesso, naturalmente, tacciono: vergognatevi. Sinceramente e calorosamente.

  2. giancarlo bolcioni says:

    al fine di scongiurare questa ingiustizia che sta per abbattersi sulle vedove e vedovi futuri, occorre un’azione forte da parte di tutte le persone interessate, tramite :
    1) la costituzione di un comitato di difesa dei diritti e delle giuste aspettative dei soggetti che si trovano e che si troveranno in questa sconvolgente situazione,
    2) porre in essere un progetto per controbattere questa calamità,
    3) unire le forze di ogni partito o movimento ,
    4) agire con estrema determinazione e rapidità .

    Uniamoci e combattiamo !!
    giancarlo bolcioni g.bolcioni@alice.it

  3. filippo81 says:

    Vogliono tagliare le pensioni di reversibilità, quando invece si trattava di toccare ,giustamente e finalmente, le pensioni d’oro , in Parlamento c’è stata una mezza rivolta.

  4. MicheleL says:

    Che articolo disgustoso. Mettere in atto una guerra fratricida tra poveri è la peggiore bassezza che si possa immaginare. Invece di denunciare le reversibilità a chi non ne ha bisogno, si cerca di far passare l’idea che siano le vedove lesbiche a togliere le pensioni alle vedove povere.

    La reversibilità non è un premio per aver avuto figli, ma un aiuto perchè chi è segnato da un lutto dopo aver dedicato una vita ad un’altra persona per cementare relazioni sociali non si trovi oltre che nel dolore anche della povertà. Chi non ne ha bisogno dovrebbe rinunciarvi quando c’è un bisognoso che non può più avvedervi, ma questo non esula dal fatto che si tratta di un’aiuto alla coppia, a tutte le coppie, per il loro sforzo di solidarietà umana e sociale.

    Quanto alle risorse alle famiglia, se si vuole fare una discriminazione, la si faccia tra chi ha figli o meno. Oggi le famiglie senza figli non godono delle tutele che servono, questo è evidente. Più risorse alla filiazione quindi, più risorse ai genitori e non meno agli odiati gay mentre i ricchi osservano compiaciuti.

    • Giannino Stoppani says:

      “Disgustoso”è chi nega la realtà.
      La matematica non è un’opinione.
      Se il diritto alla reversibilità al felice barbuto vedovo gay aumenta di un cent la spesa pensionistica allora si può dire senza tema di smentita che essa richiede l’impiego di risorse che si potrebbero destinare a scopi meno discutibili.

  5. massimo says:

    Certamente qualcosa bisogna fare per le pensioni di reversibilità perchè migliaia di giovani immigrate fanno falsi matrimoni con italiani per avere la pensione.

  6. giulia says:

    E poi continuano a menarla con :”Ma a voi che cosa cambiaaa?!!!!” ueeeeh!
    Matrimonio per tutti significa meno diritti per tutti! W L’EGUALITARISMOOO

  7. CHIARA says:

    non è possibile che chi ha lottato lavorato sfacchinato per avere un appartamento di propietà chi ha versato tanti contributi per avere una pensione sicura.Adesso venga trattato con le nuove riforme come se il suo lavoro il suo risparmio che tiene da parte frutto del lavoro ,un bene che è della famiglia, deve servire a penalizzare a rubare la pensione ai superstiti di chi ha versato.Questa è semplicemente un rubare è inaccettabile una cosa di questo genere.I diritti aquisiti col lavoroonesto devono rientrare agli interessati ,e che si ridimensionino le pensioni dei parlamentari che prendono migliaia di euro ,che nemmeno hanno pagato per quella pensione atronomica.E ora che ci svegliamo E FARCI SENTIRE.

  8. Ferro says:

    Sennò dove li trovano i soldi per continuare a finanziare l’esodo biblico dei clandestini africani?
    Nel 2015 il governo ha speso oltre 3 miliardi di Euro (il triplo del biennio precedente), e per il 2016 le previsioni vanno oltre i 4 miliardi.
    Questo governo tutela più gli extracomunitari che gli italiani, altro che storie…

    • filippo81 says:

      Gentile Ferro ,purtroppo sono molti di più di 3 miliardi, questa è la cifra ufficiale , ma di fatto,,,,.,,ad ogni modo l’austerità vale solo per gli Italiani,per certi Italiani,per tutelare gli extracomunitari i milioni spuntano invece come funghi !

  9. Alessandra Giambitto says:

    Interessante. Tanto più che c erano stati dei tentativi di legare alla isee le reversibilità, ma anche le sociali (che continuano,peraltro, a slittare ogni anno: ora 66e 7 mesi anziché 65)Il governo fallimentare dell Italia troverebbe qlc consenso a Bruxelles: con l invasione senza limitazioni, con il matrimonio e le adozioni gay, con un altro forte taglio alla previdenza. DISGUSTOSO!

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