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In difesa di chi rubò il Natale 2015

dicembre 1, 2015 Aldo Vitale

La storiella del Grinch ha qualcosa da dirci sui casi del preside di Rozzano e del vescovo di Sassari. Perché non c’è nulla di più laico che festeggiare il Natale

grinch-ansa

Una delle favole, oramai più tipiche anche per le divertenti e svariate trasposizioni cinematografiche, intorno al Natale e al periodo natalizio è quella a tutti ben nota, frutto della fantasia del fumettista Theodor Seuss che negli anni ’50 del XX secolo ne inventò la storia, del Grinch, cioè un personaggio buffo, ma burbero e scontroso che trascorre quasi tutta la propria vita odiando il Natale e i cittadini del villaggio di “Chistaqua” che invece sono ridenti tutto l’anno e tutta la vita, sempre in trepidante attesa di vivere il felice periodo natalizio.

Il Grinch, creatura dalla pelle verdastra e pieno di difetti a differenza di tutti gli altri, odia il Natale a causa delle falsità create intorno alla sua persona e delle ingiustizie subite; per vendicarsi decide di entrare con il favore della notte in tutte le case del suddetto villaggio per rubare tutto il cibo, tutti i regali, gli alberi natalizi e tutti i simboli della festa; raccolta la refurtiva attende di sentire e vedere il dispiacere degli abitanti del villaggio, che invece, inaspettatamente, si radunano per cantare.

Il Natale, insomma, impara a proprie spese il povero e collerico Grinch, non consiste nel possesso delle cose materiali, nemmeno di quelle che lo simboleggiano, poiché la verità del Natale è ben altra, in quanto il Natale è la nascita della Verità stessa.

Il Grinch si pente, allarga il proprio cuore allo spirito natalizio, restituisce il maltolto e si redime.

Da una simile edificante storiella per bambini si può apprendere, perfino per gli adulti, molto di più di ciò che a prima vista si può ritenere, soprattutto per casi come quello del preside della scuola della città di Rozzano che avrebbe vietato i canti natalizi e la festa di Natale in favore di una festa non religiosa come la “festa d’inverno” (non è chiaro in cosa consista e cosa si debba festeggiare esattamente), o quello del vescovo di Sassari a cui è stato impedito, dagli insegnanti di una scuola primaria, di effettuare la consueta visita natalizia poiché i bambini cattolici sarebbero “soltanto” 122 su 250.

A questo punto non si possono che effettuare delle osservazioni in difesa di tutti questi personaggi che disseminati per l’Italia revocano, moncano, trasformano le feste natalizie (cassando alberi natalizi, visite episcopali, canzoni, presepi, simboli ecc), poiché non è effettivamente colpa loro, ma di quella ideologia, cieca e sorda ai dati storici e alla profondità concettuale, che contraddistingue non tanto e non solo la loro formazione, ma un po’ tutta la società europea in genere ed italiana in particolare.

Insomma, costoro sono soltanto il sintomo di un male più radicale ed esteso che da loro certo non dipende e di cui loro stessi sono prime ed inconsapevoli vittime, cioè il laicismo che stropiccia la effettiva realtà della laicità e della origine di quest’ultima.

Per tale ragione tutti questi insegnanti non dovrebbero essere né trasferiti, né sospesi, né licenziati, né costretti a dimettersi o a subire provvedimenti disciplinari di alcun tipo; andrebbero soltanto invitati a studiare, specialmente prima di insegnare ad altri, cioè esortati ad abbandonare gli oscuri assiomi aprioristici dell’ideologia in favore della luce chiarificante del pensiero.

In primo luogo: nella qualità di insegnanti essi dovrebbero avere nei confronti dei propri alunni il primo e maggior segno di rispetto (rectius, di carità), cioè quello consistente nel dir loro la verità e non la menzogna, ovvero di disvelare la realtà, invece di velarla.

In secondo luogo: tutti costoro dovrebbero, altresì, spiegare ai bambini perché per 15 giorni non ci si reca più a scuola, cioè far comprendere perché è vacanza e perché lo è per tutti, anche per chi non crede o crede in qualcos’altro.

In terzo luogo: nella qualità di insegnanti dovrebbero altresì spiegare ai propri giovani discenti perché si chiama Natale, cioè che si tratta dei festeggiamenti legati alla nascita di Qualcuno e non di una mera festa consumistica come credeva il Grinch.

In quarto luogo: prima di spiegarlo ai giovani discepoli dovrebbero essi stessi apprendere che la laicità è una idea nata e cresciuta soltanto ed esclusivamente grazie all’esistenza del cristianesimo che, evidentemente, nel Natale affonda la sua origine storica.

La laicità, infatti, altro non significa che evitare di idolatrare il potere politico, come il cesaropapismo romano che incensava gli imperatori, o di negare ogni spazio di libertà all’uomo ed alla ragione, come nella teocrazia islamica.

Tutti questi insegnanti dovrebbero ricordare, tra le tante cose, che proprio la laicità è un portato non solo dell’insegnamento della Chiesa cattolica (che nella storia ha evitato all’un tempo di subordinare la sfera temporale o da questa lasciarsi soggiogare), ma del diretto ed immediato contenuto del messaggio di quel Cristo di cui il Natale è celebrazione della nascita.

Così, infatti, riconosce, in una intervista su La Repubblica del 16 febbraio 2006, il filosofo Massimo Cacciari: «Gesù era un maestro di laicità. Chi ha detto che il suo regno non è di questo mondo? Più laico di così… La grande tentazione demoniaca è quella del potere terreno. Gesù è la figura che nel modo più esplicito ha manifestato la libertà dell’anima spirituale di ciascuno».

Il cristianesimo, i cui rappresentanti e simboli oggi vengono cacciati dalle scuole (o perfino dalle Università come accadde a Benedetto XVI a La Sapienza), negato in nome di un frainteso concetto di laicità che finge di ignorare l’origine storico-concettuale della medesima rivoltandola perfino contro le sue stessa fondamenta, si esplicita quale momento di resistenza al totalitarismo del laicismo, cioè alla sublimazione ideologica dell’idea di laicità.

Ancora una volta, come ai primordi contro la presunta divinità degli imperatori romani, e come oggi contro la teocrazia islamica, l’insegnamento cristiano, che nel Natale trova il suo incipit temporale e storico, esprime non solo l’effettiva natura della laicità, ma anche della libertà di pensiero e soprattutto della libertà nella e della verità che alcuni demagoghi, purtroppo, cercano di celare alle nuove ed inermi generazioni.

Non vi è nulla, in sostanza, di più laico che festeggiare il Natale di quel Cristo che ha donato al mondo, oltre tutto il resto, proprio la pensabilità stessa della laicità, come riconosce un altro filosofo quale è Philippe Nemo: «Non c’è niente di più cristiano della laicità […]. La frase di Gesù “date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio” riassume e completa questa dualità. Gesù riconosce allo Stato l’utile funzione di mantenere l’ordine delle cose temporali. Ma Cesare deve limitarsi alla sua sfera».

In conclusione: questi insegnanti e tutti coloro che avallano simili iniziative sono dunque da compatire cristianamente più che da biasimare ideologicamente, poiché queste loro prodezze esprimono soltanto l’inadeguatezza culturale di quella ideologia laicista, oggi così pervasiva, che accecandoli impedisce loro di vedere la realtà.

Ma nessuno disperi, poiché proprio il cristianesimo ha insegnato grazie al Natale, cioè grazie alla nascita della Verità incarnata, della luce del mondo, ovvero del Figlio di Dio, che per tutti c’è speranza, e che perfino i ciechi, come questi novelli Grinch, possono, prima o poi, ri-acquistare la vista.

Foto Ansa


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20 Commenti

  1. Federico scrive:

    Stupendo. Grazie

  2. Carla scrive:

    Caro Luca
    chiaramente hai un difetto di impostazione storico culturale. La Chiesa cattolica non ha mai pensato che la storia cominciasse 2016 anni fa tanto è vero che se tu, oggi, puoi leggere classici greci e latini è perchè alcuni monaci ne hanno tramandato, con le loro trascrizioni, la memoria. E se tu oggi puoi visitare una nazioncina chiamata Olanda è perchè , sempre alcuni monaci hanno creato i sistemi di canalizzazione dell’acqua strappando pezzetti di terra al mare. e ti sei mai chiesto, mentre bevi la tua birrettina al bar, da dove nasce e chi l’ha inventa? Solo alcuni esempi per provare a spingerti a rivedere alcuni stereotipiti che la tua c.d. scuola laica purtroppo aveva insegnato anche a me! Buon Natale

  3. underwater scrive:

    Sulla linea del articolo, propongo una petizione nazionale per eliminare dalle scuole i suoi ormai vetusti sussidiari, che riportano senza mai aggiornarli i luoghi comuni della storiografia marxista, che nelle università sono già stati demoliti da decenni, ma sopravvivono solo nella scuola pubblica grazie al non aggiornamento dei libri di testo (oltre che grazie agli insegnanti ideologizzati).

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      @ nderwater
      Consiglierei di attendere tempi politici migliori, con schieramenti politici ai vertici maggiormente favorevoli all’approvazione della tua OTTIMA idea.

  4. Giuseppe scrive:

    Grande articolo. Da diffondere, specialmente tra i “cattobuonisti” che si vergognano della loro fede.
    Aggiungerei solo un breve messaggio per gli alunni della scuola Garofani di Rozzano:
    “Cari ragazzi, quando i vostri insegnanti e i vostri genitori vi dicono di studiare, fatelo, perchè nella vita poi vi servirà. Ne volete una dimostrazione? Eccola, e lì davanti a voi: se non studiate, restaterete ignoranti come il vostro signor preside!”.

    • Xyzwk scrive:

      Credimi ai ragazzi importa solo che a Natale ci sono un sacco di giorni di vacanza e per i piú piccoli che sotto all’albero trovano i regali. Se invece che Natale lo chiamassimo Pasqua o viceversa, non gliene potrebbe interessare di meno!
      Poi magari ci sono anche genitori che alla vigilia portano i figli a Messa ma non mi sembra che le Chiese siano cosí affollate, basta dare un occhio alle funzioni della domenica.

      • Giuseppe scrive:

        E con ciò, esimio/a Xyzwk [un nome/pseudonimo normale no, eh?], pensi di aver risposto alla mia osservazione? Ovvio che i ragazzi pensano solo alle vacanze e ai regali se non sono educati sul significato del Natale e sulla sua origine.
        Ma se sono educati, se gli adulti che incontrano gli dimostrano con la loro vita che il Natale è innanzitutto legato alla nascita di gesù Cristo, e che questo ha lasciato traccia profonda nella nostra storia, allora pensano alle vacanze e ai regali [mica sono tutti eremiti …], ma sanno anche che queste vacanze e questi regali arrivano non perchè è inverno, ma perchè si ricorda un fatto preciso.
        E poi crescono, maturano, ci riflettono e decidono per la loro vita.
        Ma se nessuno li educa, e gli propina delle generiche feste d’inverno, crescono fisicamente, ma rimangono ignoranti, preda della prima ideologia che passa.
        Esattamente come dimostra il signor preside di Rozzano.

        • Xyzwk scrive:

          Di religione, soprattutto cattolica, in Italia i ragazzi ne sentono parlare fin troppo e comunque non si puó certo dire che chi non è cristiano sia un ignorante. Un conto è conoscere la storia di cui il cristianesimo ne fa parte, altra cosa è indottrinare i ragazzi dicendo loro che è una veritá indiscutibile. Nessuno di noi è stato da ragazzo esente dal frequentare piú o meno da vicino la Chiesa, se non altro per chi ha frequentato la scuola prima del 1981l’ora di religione era obbligatoria. E forse per questo la maggior parte, come dici, da grande ha riflettuto e si è reso conto di quanto avevano tentato di fargli il lavaggio del cervello. Bravo Rozzano, c’è ne vorrebbero di piú di questi presidi. La scuola è laica!

          • Giannino Stoppani scrive:

            Se è vero che i ragazzi di religione “ne sentono parlare anche troppo” allora possiamo dedurre che son tutti scemi, visto che non ne sanno neanche l’abc.
            Forse è perché ne sentono parlare dalle persone sbagliate, come un mio ex professore di italiano che ci fece saltare a piè pari la Divina Commedia perché era “troppo cattolica”.

            • Xyzwk scrive:

              La Divina Commedia è una opera di indubbio valore letterario e se ne può fare una lettura a vari livelli, come dimostrato per esempio da Benigni o da tanti docenti laici. Altra cosa è la fede in una religione e la dottrina che andrebbe insegnata nei luoghi di culto, non a scuola.
              Se i ragazzi non hanno capito neanche l’abc della religione dopo che solo per fare la cresima uno si deve sorbire due, dico due anni di dottrina, allora se fossi credente una qualche domandina su come viene insegnata, me la farei…

              • Giannino Stoppani scrive:

                “se fossi credente una qualche domandina su come viene insegnata, me la farei…”
                Eh beh… Che dire…
                Buongiorno!
                Scusa un attimo, tanto per saperlo, ma a te o a qualcuno che conosci a scuola ti hanno insegnato la dottrina?

  5. beppe scrive:

    vi siete accorti che nei calendari dei telefonini il 25 dicembre è in grigio, mentre tutti i SABATI , compreso CASUALMENTE il 26, sono contrassegnati in rosso?

    • Xyzwk scrive:

      Sará forse perchè tutte le feste infrasettimanali sono segnate in grigio e guarda caso il Natale cade di venerdì? Vale anche per il capodanno se ci fai caso! Perché il Natale dovrebbe essere diverso?

      • underwater scrive:

        Anziché blaterare di grigio, rifletti su quale significato diverso hanno Natale e Pasqua e sul perché l interscambio non ha il minimo senso.

        • Xyzwk scrive:

          Veramente chi ha blaterato per primo di “grigi” non sono io! E poi una cosa è conoscere il significato storico tra i due termini, ma qua si discute del significato di fede e questo riguarda solo i credenti!

          • giovanna scrive:

            Ma sì, che differenza vuoi che ci sia trollare nei feriali, di domenica, nei festivi…quando si vive da soli davanti al computer e ogni occasione è buona per ripetere le stesse pappe.
            Xyzwk, mai incontrato una persona più noiosa di te e se proprio devo fare una classifica, il registro horror-nick “xyzwk” è il tuo registro più noioso in assoluto e forse, insieme ai nick trucido-scurrili, quello che rispecchia meglio.
            Dammi retta cara, esci da quella porta, se ne hai la possibilità, vedrai che finalmente potrai vivere e , magari, difficile , ma non impossibile, gioire per il Natale, gioire una volta nella vita.
            Da quanto tempo non vedi un ragazzo, non parli con una ragazza ?
            (Ricordo quando impersonavi il diciottenne “riccardino ” : nemmeno un novantenne allettato avrebbe impersonato così un giovane).
            Non ridacchiare alle spalle altrui, proprio gioire per una gioia che ci aspettiamo : ne saresti stupita.

            • Xyzwk scrive:

              Ma veramente chi sta qua tutto il giorno a trollare illudendosi di parlare a una sola persona, sei tu! La realtà invece è che te la racconti da sola perché così puoi negare l’esistenza di piú persone che ti contraddicono. Cara Giovanna, per una volta ascolta un consiglio per il tuo bene….vai a fare la nanna! Buonanotte e sogni d’oro.

              • giovanna scrive:

                Persone che mi contraddicono ?
                Stai scherzando , vero ?
                Non leggo i tuoi pipponi , comunque li firmi, come il tronfio micheleL o la noiososissima xyzwk o gli stupidotti daniele-nino-bob, da mesi e mesi, da quando sei stata colta a trollare come filomena-triestina !

                Diciamo che mi sono appassionata al tuo caso clinico : veramente unico.
                Ma tu hai la possibilità di uscire o sei proprio impossibilitata ?
                Non riesco a credere che non ci sia nessuno che ti possa aiutare.

  6. gipo scrive:

    Così, su due piedi, dopo aver letto e sentito la summa dello stupidario in merito a S. Natale e relativi ammeniccoli, mi vien da dire che in giro c’è un eccesso di religione senza che alcuno si preoccupi del Senso religioso.

    A casa aspettiamo sant’ambroes per allestire il Presepe (nella raffigurazione tradizionale con Stella, stalla, la donna alla Fonte, pastori, pecore e santi Magi in cammino ma soprattutto la Sacra famiglia in attesa di quel “apparir del sempiterno Sole, che a mezzanotte più riluce intorn…” che ci viene da una serie in terracotta di Caltagirone: nord e sud uniti nella bellezza dell’Attesa).

    Così, come ringrazio quell’insegnante atea che ha incitato i suoi allievi (quinta liceo) a partecipare alla Colletta alimentare “perchè ora tocca a voi”, desidero ringraziare quell’amico pachistano (mussulmano) che il Giovedì Santo ci fece dono di un uovo e di una colomba: “é la vostra Festa più grande, desidero che voi possiate essere ancora più felici”.

    Giace nella paglia dal fiato riscaldato
    Il Bimbo dalla Notte Santa portato.
    A tutti i cuori è stato donato,
    chiedendoci solo di essere accettato.

    Buon Natale

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