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Illustre presidente Renzi, i soli compitini che lei deve fare davvero in Europa riguardano l’emergenza immigrati. Eccoli

ottobre 10, 2014 Alfredo Mantovano

Modificare la Convenzione di Dublino, ridefinire il bilancio alla voce rifugiati, affrontare la crisi libica. Agenda per quel che resta del nostro semestre Ue

Illustre presidente del Consiglio, «un uomo che muore in un incidente è un dramma, mezzo milione di morti sono un dato statistico». Nel romanzo di John le Carré La spia che venne dal freddo questa massima è attribuita a Stalin: pur se probabilmente costui non l’ha mai pronunciata, rende l’idea del legame diretto fra cinismo, indifferenza e incremento delle tragedie. Come quelle che si reiterano nel Mediterraneo, in modo ravvicinato e pesante, con un rapporto inverso fra quantità di morti e rilievo mediatico.

Non ripeto quel che è conclamato dai fatti: i numeri mostrano che, contro le intenzioni, sotto Mare Nostrum si è registrato – e si registra – il maggior numero di vittime mai censite fra le coste libiche e il Canale di Sicilia: la distanza inferiore da coprire e l’affidamento sulle navi italiane hanno indotto gli scafisti a far salire sempre più migranti su imbarcazioni precarie, pronte a rovesciarsi alla prima difficoltà di attraversamento.

Il rispetto per i vivi e per i morti impone di archiviare l’idea, annunciata da un suo ministro, che Frontex Plus sostituisca Mare Nostrum. Frontex è l’agenzia europea di controllo delle frontiere, il cui compito è ostacolare il superamento dei confini, inclusi quelle marini: come può mettersi al posto di una operazione che ha invece per obiettivo il soccorso in mare? Merita pure l’oblio la furbizia praticata per qualche mese in Italia di non identificare schiere di migranti per consentire il loro esodo oltre i confini nazionali (con l’effetto di qualche decina di migliaia di stranieri che ora circolano da ignoti in Italia e in Europa): le proteste della Commissione europea e di qualche Stato hanno fatto riprendere le identificazioni.

Speravamo che la sua presidenza di turno dell’Unione Europea lasciasse qualche segno su un fronte così delicato per noi, per l’Europa, e per la vita di centinaia di migliaia di persone in fuga da guerre, persecuzioni e schiavitù. Perché non qualifica il paio di mesi utili che ha ancora a disposizione? Non coglierà lei da presidente i risultati che forse sarebbero giunti se l’immigrazione fosse stata una priorità fin dall’1 luglio, ma l’impostazione del lavoro non sarà inutile.

Un’agenda da seguire
Conosce meglio di altri quel che va fatto:

A) avvii la modifica della Convenzione di Dublino. Essa obbliga a trattenere nello Stato di approdo chiunque lo raggiunga, anche se ha parenti o conoscenti altrove; e quindi, a curarlo, mantenerlo e ospitarlo fino alla definizione della domanda di asilo, senza che possa andare altrove. La realtà è oggi radicalmente diversa dal momento in cui quella Convenzione fu firmata: non sarebbe uno scandalo se, previa rinegoziazione, le norme si adeguassero al cambiamento;

B) solleciti una ridefinizione del bilancio Ue. Il sistema di accoglienza e di integrazione dei rifugiati non si mantiene più in piedi con le risorse finanziarie attualmente destinate;

C) affronti la questione libica con la stessa determinazione che mostra in altri contesti. La Ue ha il dovere di radicare una propria presenza in sicurezza sul territorio libico per verificare lì chi ha titolo alla protezione umanitaria, e per condurlo quindi in Europa senza che si affidi agli scafisti (rispedendo indietro chi invece viene accertato essere un criminale). Può parere una follia con le condizioni della Libia di oggi, ma è una follia meno folle dell’aver fatto esplodere nel 2011 il precario equilibrio di quell’area. Ed è paradossale che oggi la Francia annunci iniziative sul territorio libico, quando ha promosso ciò che ha portato al disastro attuale. Non solo in virtù della presidenza di turno, l’Italia ha titolo per avanzare proposte e per provare a tradurle in concreto.

In campi differenti, illustre presidente, sarebbe ingenuo meravigliarci della elevata quantità di annunci e della limitata quantità di risultati. Su questo versante la propaganda non vale: le illusioni e l’indifferenza si rivelano mortali. Con l’augurio di ottimo lavoro.

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17 Commenti

  1. marco penazza scrive:

    Condivido il buonsenso delle proposte ricordate al Premier sull immigeazione clandestina nel canale di sicilia…tratta si di buonsenso soli buonsenso che nulla ha a che fare con cinismo o razzismo…il popolo Italuano non è razzista ma ora visto i pericoli reali crescenti x la sicurezza e soprattutto pericolo epidemie è ora di arginare questo pericoloso flusso destabilizzante per noi titti italiani di” buona volonta”

    • Antonio scrive:

      infatti il razzismo non vedo cosa c’entri. Non è che dire di NO ad uno straniero sia sempre originato da motivi razzisti/xenofobi. E’semplice buon senso. Infinita immigrazione in un paese in crisi non è accettabile. Io bloccherei anche quella regolare, figuriamoci i clandestini. Le risorse sono limitate e questo, credenti o non credenti, va accettato. Se in albergo sono pieni, alla reception te lo fanno presente e non entri, punto. Solo noi con questo sciocco buonismo stiamo raccattando eserciti di disperati che portano solo degrado, crimine, miseria, costi che non possiamo permetterci e ora anche malattie gravi e terrorismo.E tutto questo a prescindere dalla c.d. “razza”, si tratta solo di senso pratico, in una bottiglia da 1 litro non puoi farcene entrare due. Specie in un paese già pieno di problemi, con 8 milioni di connazionali poveri da sostenere, come il nostro.

  2. Filippo81 scrive:

    Io sono per l’immediata cessazione di “mare lorum” e per la sola accoglienza di quei pochi che sono davvero profughi, cioè si e no il 10% di coloro che si presentano presso le nostre coste !Gli extracomuntari che compiono delitti gravi devono essere espulsi e scontare la pena nelle loro galere, così come i fondamentalisti islamici devono essere rinviati ai loro Paesi.

    • Antonio scrive:

      sono d’accordo,ma anche nel caso dei profughi bisogna stringere accordi col resto dell’UE per distribuirli tra i paesi membri sin dall’inizio. Perchè se tutti si fanno profughi (in Africa ognuno scappa da qualcosa o qualcuno), allora dovremmo accogliere tutti e tutto? E come si manterranno queste masse? Questa non è immigrazione, è invasione.

  3. Lisa scrive:

    Noi siamo gli unici nelle UE a praticare politiche sull’immigrazione così lassiste. Spagna e Grecia, per intenderci, i clandestini la lasciano in galera…
    L’abolizione del reato di clandestinità e l’avvio di Mare Nostrum da parte del Governo Letta ha provocato un’ “invasione” che ha lasciato sconcertati molti nella UE, che infatti finora non hanno fatto NIENTE (a parte qualche spicciolo) per supportarci nell’operazione.

    Siamo vittime dell’ipocrita demagogia della sinistra, completamente incapace di gestire il problema che hanno creato loro stessi!

  4. Cisco scrive:

    Perfettamente d’accordo con la soluzione proposta dall’on. Mantovano, soprattutto il punto C) il più difficile da attuare ma anche quello che stroncherebbe alla radice la tratta di migranti. Meno d’accordo sulle colpe di Mare Nostrum per l’aumento di morti, dato che c’è anche da considerare l’aumento di migranti dovuto all’aumento del caos in Africa e Medio Oriente: più migranti = più morti.

    • Andrea scrive:

      Oggi ho sentito da un notiziario che Frontex Plus non sarà, appunto come Mare Nostrum.

      Mancherà la parte di “ricerca attiva” dei natanti.

      In pratica non si fa niente, ma non dicono che non faranno niente per cortesia “politica” e non confessare platealmente mare nostrum.

      Ricordo che un anno fa qualcuno (radicali?) fece una proposta che a prima vista sembrava “stravagante”: traghetti di linea libia-sicilia.

      Invece di pagare 1000/2000 euro a uno scafista, ne paghi 500 per un viaggio di linea.

      Certo, “moralmente” si può obiettare che così lo stato diventa uno scafista.
      Ma se l’obbiettivo è salvaguardare il massimo di vite umane poteva essere una soluzione.

      Col vantaggio che si poteva istituire un controllo anche in imbarco.

      Magari era una sparata, magari ai libici perdere una così cospicua fonte di reddito non sarebbe andato giù.

      Però fermali è impossibile a meno di non aprire il fuoco in mare aperto.

      • Antonio scrive:

        sprare no,ma respingere? Qualcuno in passato ci ha provato ma il capitano del mezzo della marina è stato denunciato per violenza privata. Bisogna in primis legiferare per finanziare rimpatri e respingimenti, efficaci e immediati piuttosto che per mantenere beoni africani grandi e grossi in albergo, spesati anche nei vizi. I soldi sprecati per mantenerli andrebbero utilizzati per finanziare appunto respingimenti, rastrellamenti, rimpatri. Infinita immigrazione non è materialmente accettabile e questo cattolici, atei, indù…lo devono capire. L’UE progressista, furbastra e parolaia ci sgancia qualche elemosina,ma le risorse “migranti” le vuole ben confinate in Italia con tutto il degrado,sporcizia,criminalità e malattie a seguito. Ci stiamo autodistruggendo con questa importazione di gente sconosciuta, non autosufficiente e non assimilabile, ma molto, molto pretenziosa ed arrogante.

        • Cisco scrive:

          @Antonio
          Sarebbe giusto respingerli (a parte quelli che scappano da guerre, naturalmente), ma dove? Finché c’era un accordo con la Libia la cosa funzionava, ma ora occorre andare direttamente li per controllare prima che si mettano in viaggio, come suggerisce l’on Mantovano al punto C).

          • Antonio scrive:

            si, questa sarebbe la soluzione piu’sensata (punto C),ma io intendevo far fare dietro front ai barconi dopo averli riforniti di carburante.Poi troverano loro la via di ritorno, tanto sarebbero relativamente pochi km visto che li andiamo a raccattare vicino le loro coste.

            • Cisco scrive:

              @Antonio
              Il fatto è che in quel caso occorrerebbe scortarli direttamente fino alla costa, e senza controllo figuariamoci se non ritentano il giorno dopo. Dopo aver pagato non si faranno di certo scoraggiare mettendosi pacificamente sulla via del ritorno, anche perché il “biglietto” che hanno è di sola andata. Purtroppo la situazione è molto complessa.

              • Antonio scrive:

                si, vero, è una situazione spinosa ma una soluzione si dovrà pur trovare… infiniti flussi significa destabilizzazione totale del paese,tensioni sociali e ingovernabilità

      • Filippo81 scrive:

        Andrea, che facciamo se un domani si presentano milioni di persone davanti alle nostre coste , li accogliamo tutti? Servono respingimenti, ma con questo governo succube della troika non succederà, servono grandi cambiamenti al vertice, altrimenti la reazione popolare potrebbe degenerare.

      • Cisco scrive:

        @Andrea
        Fermarli è possibile (naturalmente non tutti, anche il Muro di Berlino è stato attraversato!), basta applicare i suggerimenti dell’on. Mantovano. Che poi questo sia difficile, beh, non è una bona ragione per non provarci.

  5. recarlos79 scrive:

    cari ragazzi e caro mantovani, ma pensate davvero che gli stati dell’europa accettino di cambiare i trattati e danneggiarsi per fare un favore all’italia? loro non hanno mica un presidente napolitano come il nostro che lo mette in quel posto ai suoi cittadini. datevi una svegliata! se l’italia conta sui suoi amici europei va a finire come adesso.

  6. piervise scrive:

    Finalmente un articolo di buonsenso…
    Sono d’accordo con il punto C i controlli vanno fatti prima dell’attraversamento del mare, è assolutamente immorale permettere che la criminalità si arricchisca con la tratta di esseri umani , viste anche le conseguenze in morti di uomini, donne e bambini.
    Se troppo complicato avere a disposizione una palazzina su terra ferma (quasi come una ambasciata ) è valida anche la proposta che l’accoglienza sia su una nave militare su porto straniero e lì si possa eseguire identificazione ed accettazione dei richiedenti asilo politico.

    I vantaggi ottenuti sarebbero:
    1) minori affari per gli scafisti
    2) maggiore sicurezza in mare
    3) maggiore controllo di chi entra in italia
    4) forse anche minori costi (dal punto di vista economico e da un punto di vista di vite umane)

    Sono da ridefinire i trattati della comunità europea perché è ovvio che l’ inserimento in europa di profughi è avvantaggiato se questi raggiungono parenti o amici residenti in uno qualsiasi dei stati europei.
    Quindi dare una definizione di priorità al ricongiungimento famigliare e parentale.

    Ultimo dubbio, ma perché i pochi scafisti riconosciuti tali, sono poi rilasciati ?
    é necessaria una legge specifica o dipende dal normale mal funzionamento della giustizia italiana?

  7. beppe scrive:

    nessuno si chiede come mai non si riesce ad affrontare il nodo SCAFISTI? chi li protegge e chi se ne avvantaggia? possibile che non ci si preoccupi di quel che succede prima che i poveri disgraziati salgano su un barcone? e secondo punto, gli innegabili vantaggi delle molte ONLUS che GENEROSAMENTE di offrono di AIUTARE i cosiddetti migranti. in ogni cittadina c’è un gruppo SPECIALIZZATO nel prestare assistenza ai migrati CON I SOLDI DEGLI ALTRI. e già dai primi giorni di accoglienza in strutture alberghiere o altro si comincia a parlare di FUTURO INSERIMENTO LAVORATIVO mentre nella stessa realtà dilaga la disoccupazione.

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