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“L’Italia che riparte” fa tappa in Brianza. Così il legno arredo fa i conti con la crisi

ottobre 28, 2014 Matteo Rigamonti

L’Intergruppo per la sussidiarietà in visita tra le imprese di successo dei mobili e del design: export, prodotti su misura e il Polo formativo di Federlegno sono le ricette per tornare a crescere. E aiutare i giovani a costruirsi un futuro

italia-riparte-riva-1920-intergruppo-sussidiarietaNon c’è via d’uscita dalla crisi che non parta dal territorio e dalle imprese. È questa la sfida lanciata dai politici dell’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà che lunedì scorso hanno visitato un’importante fetta del tessuto produttivo nazionale come il distretto brianzolo del legno-arredo, nell’ambito dell’iniziativa, da loro promossa, “Viaggio nell’Italia che riparte”.
Il manipolo di amministratori della cosa pubblica, capitanato dai coordinatori Antonio Palmieri (Forza Italia), Raffaello Vignali (Ncd) e Guglielmo Vaccaro (Pd), ha così fatto tappa in quello che da sempre è uno dei sistemi produttivi più efficienti d’Italia. Un sistema che, con le sue oltre 8 mila aziende, pari al 7 per cento del legno-arredo, contribuisce a un settore strategico per l’economia nazionale che rappresenta complessivamente il 2 per cento del Pil ed esprime un export pari a più 12 miliardi di euro.

VEDERE PER CREDERE. «Dopo aver visitato il distretto dell’alluminio e le tonnare della Sardegna e l’agroalimentare della Campania, ho voluto portare i miei colleghi parlamentari a conoscere le aziende della Brianza», spiega a tempi.it Vignali, «perché sono realtà che se non le vedi coi tuoi occhi non le puoi nemmeno immaginare». Come l’azienda Riva 1920 di Cantù, dove è cominciato il tour, che costruisce mobili lavorando legnami millenari provenienti da tutto il mondo, quali, per esempio, il kauri della Nuova Zelanda, ma anche pregiati legnami estratti in esclusiva dalla Laguna di Venezia dopo che hanno subito l’azione secolare dei mitili. Ha trovato nell’export un’importante possibilità di crescita. Oppure il modernissimo Poliform Lab dell’omonima azienda di Inverigo produttrice di mobili per la casa, dove si progettano arredi “customizzati” tagliati sulle esigenze del cliente e anche le cucine che contendono il mercato ai leader tedeschi del settore.

LAMENTARSI NON SERVE. Aziende che, pur sentendo la crisi come tutti, hanno fatto «scelte fondamentali e strategiche già vent’anni fa», spiega Marta Anzani di Poliform, nonché presidente dei Giovani di Federlegno Arredo. Aziende che, nonostante tutto, sono ancora in grado di «attrarre i migliori progettisti stranieri» e che sono l’anima del famoso “Made in Italy”. Eppure, tra tasse, burocrazia e ritardi strutturali, non sempre il contesto è loro favorevole. «Siamo gli ultimi custodi di competenze che si stanno via via perdendo», è il grido di dolore lanciato da Maurizio Riva, presidente di Riva 1920, e «se non pensiamo subito ai nostri giovani, siamo morti. È inutile lamentarsi, occorre ripartire, che è quello che nel nostro piccolo proviamo a fare tutti i giorni».

IVA AGEVOLATA PER GLI ARREDI. Chi ascolta da sempre queste aziende è Federlegno Arredo, che ha appena incassato l’estensione del Bonus mobili anche per il 2015. La possibilità di detrarre il 50 per cento dell’acquisto di arredo per la casa per una spesa massima di 10 mila euro a fronte di un intervento di ristrutturazione «è straordinario», ha detto il presidente di Federlegno Roberto Snaidero: «Stiamo parlando, infatti, di una misura che quest’anno ha permesso di recuperare 1,9 miliardi di fatturato e oltre 300 milioni di gettito Iva per lo Stato che altrimenti sarebbero andati persi, ma soprattutto di salvaguardare 10 mila posti di lavoro a rischio». Una misura che, ha precisato Vignali, ha richiesto tempo e lavoro prima di poter essere adottata dall’aula parlamentare. E ora, l’Intergruppo per la Sussidiarietà, che al termine di questo viaggio ed altri già in programma presenterà un disegno di legge raccogliendo le istanze emerse, è pronto a «farsi portavoce in Parlamento di ulteriori richieste a sostegno della produttività, come l’estensione dell’Iva agevolata prevista per l’acquisto della prima casa anche all’acquisto del suo arredamento». Una misura attesa da Federlegno e che aiuterà non solo le imprese ma anche le giovani famiglie.

polo-formativo-federlegno-1UN FUTURO PER I GIOVANI. La giornata si è conclusa nel Polo formativo del legno arredo di Lentate sul Seveso, con un pranzo preparato dai ragazzi dell’istituto professionale aiuto cuoco In-Presa di Carate Brianza. Il Polo, come già raccontato su tempi.it, è la scuola, fortemente voluta dagli imprenditori associati di Federlegno per potersi formare da sé le figure professionali, come gli operatori del legno e i tecnici commerciali, di cui hanno sempre più urgente bisogno, ma che ancora faticano a trovare. Un’opera che, ha spiegato Angelo Candiani, presidente di Aslam, l’ente di formazione professionale responsabile del progetto, «dopo quattro anni spesi a lottare contro la burocrazia, è riuscita finalmente a partire. Oggi il Polo offre una risposta efficace a due diverse tipologie di problemi: quello delle imprese che non trovano manodopera qualificata e quello dei ragazzi che vivono una drammatica condizione di povertà educativa, respinti da un sistema dell’istruzione che, ancora troppe volte, non è in grado di valorizzarli adeguatamente come qui, invece, facciamo».
«Dare sempre un’altra possibilità ai giovani», è la chiave individuata dal Polo per aiutarli a costruirsi un futuro, come spiegato dal coordinatore di sede Giovanni Toffoletto. Un metodo che sembrerebbe funzionare. Come dimostra, peraltro, il singolare caso del primo ragazzo del Polo che ha già trovato un impiego: pur non essendo riuscito a terminare il percorso di studi, infatti, ha comunque imparato un mestiere. Ora, «la mattina, è il primo ad arrivare in azienda e l’ultimo ad andarsene», assicura il suo datore. E possono confermalo anche i parlamentari dell’Integruppo che, mentre visitavano i capannoni, l’hanno visto impegnato a lavorare con le più sofisticate macchine a controllo numerico che i suoi maestri gli hanno insegnato ad utilizzare.

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