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Il vero motivo per cui è cosa buona e giusta legalizzare l’eutanasia

giugno 13, 2012 Leone Grotti

Venerdì si apre a Zurigo il summit delle società a favore dell’eutanasia. Il presidente Goodwin: «L’elezione di Hollande ci aiuterà a diffonderla. Se passa in Francia, la adotterà anche la Germania».

«Negli ultimi 20 anni ho visto l’opinione pubblica cambiare e diventare molto più positiva nei confronti della nostra causa». Parola di Ted Goodwin, presidente americano della Federazione mondiale delle società a favore del diritto di morire. Si aprirà venerdì a Zurigo il summit che si svolge ogni due anni tra le 55 associazioni mondiali che promuovono l’eutanasia. Quest’anno la riunione avviene a Zurigo per celebrare il 30mo anniversario di Exit, clinica svizzera che accoglie le persone che vogliono morire e che pratica l’eutanasia.

Per Goodwin i tempi sono maturi per diffondere l’eutanasia in Europa: «L’elezione di Francois Hollande potrebbe aiutare la nostra causa. Se la Francia diventa dei nostri, credo che anche la Germania adotterà l’eutanasia. Ha un ruolo chiave nel cambiamento dell’Europa». L’eutanasia è legale in Svizzera dal 1942 ed è permessa anche in Olanda, Lussemburgo, Belgio e nello Stato statunitense dell’Oregon. «La causa va avanti lentamente ma irreversibilmente».

«Le società invecchiano sempre di più» ha affermato Goodwin in conferenza stampa, «e la metà dei costi medici per la salute di una persona servono a coprire gli ultimi tre-sei mesi di vita, che non servono affatto a far guarire né a cambiare il corso della malattia di una persona». L’eutanasia dunque non sarebbe solo un bene per l’individuo ma anche per la società, che risparmierebbe molte risorse. E i numeri cominciano a diventare consistenti: gli svizzeri che decidono di farsi uccidere nelle cliniche patrie sono 300 all’anno. Il numero è aumentato a dismisura negli ultimi dieci anni e anche quello di chi dall’estero si reca in Svizzera per morire è cresciuto. Anche per questo, nel 2010 è stato proposto un referendum per vietare il cosiddetto turismo della morte, che però i votanti di Zurigo hanno respinto.

Del resto, insiste Goodwin, «la nostra è una missione di compassione e generosità. Noi sappiamo che nessuno è più vulnerabile di chi sta per morire e di chi muore in una situazione di dolore. La società può proteggere le persone vulnerabili». Permettendo loro di morire quando vogliono. Il presidente di Exit Saskia Frei ha poi concluso la conferenza stampa affermando che non ci sono abusi nella pratica: «Il suicidio assistito viene controllato in modo rigoroso. Non ci sono casi di eutanasia senza richiesta o consenso». Tutto perfetto, legalmente (ed economicamente) parlando.

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2 Commenti

  1. tribute to thomas more scrive:

    Preferisco morire sulla cima di un letamaio italiano in mezzo a vacche e maiali piuttosto che in un’asettica clinica svizzera controllata dall’anodina e metallica indifferenza di gente senza cuore e senza anima…

    Preferisco la pietosa leccata di un somaro alla falsa solidarietà di automi calvinisti e robot contabili.

    che orrore !!!

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