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Il Titanic affondato da un bollino

dicembre 19, 2013 Marcella Manghi

A cena con una coppia di amici a parlare dell’ultima trovata dei cinema svedesi: quella di proiettare solo pellicole “femminilmente corrette”

Il politically correct in veste rosa sta per attaccare il cinema. Minacciando d’interdire le più valorose produzioni di tutti i tempi.

A cena con una coppia di amici.
– Ehi, tra poco potremo finalmente scegliere di andare a vedere i film col bollino rosa! In Svezia già parecchi cinema hanno adottato questo criterio di proiezione: pellicole femminilmente corrette. Esordisce Alessia, che nell’illuminarci sull’ultima trovata femminista, scoppietta più del pop-corn.
– Sarebbero?
– Semplice. Film che rispondono a tre criteri. Il primo è che tra i protagonisti ci siano almeno due donne.
Donne come protagoniste? Oddio, io non so chi siano i vicini di casa di Alessia, ma a me non capita tutti i giorni di vedermi – chessò in ascensore – dei pezzi di Jonny Deep. Ci manca che me ne oscurino la visione anche al cinema. O me li facciano giusto intravedere a fondo campo, come due antine a scomparsa.
Alessia intanto tira dritto. – Secondo: le due donne devono parlare tra loro.
Parlare? E cosa vuoi che facciano due donne? Costruire ponti? Bombardare piantagioni di cocaina?
– E terzo: possibilmente le due devono parlare non solo di uomini.
Insomma, dovrei ipotecare otto euro per bearmi di osservare Thelma e Luise che disquisiscono di alta finanza. Andiamo bene.
– Adesso ragazzi, concediamo pure che non mi salvino Pretty-woman o Sex-and-the-city – intervengo io – ma così ci bandirebbero film del calibro di… Thruman show, Blade runner e … oddio… Colazione da Tiffany!
– I Puffi 2 però si salverebbero… considera lei.
Sì, ma per il rotto della cuffia.
– Così, ci stroncano pure Danny de Vito ne ‘La guerra dei Roses’! Interviene Alex.
– Dai, non ti abbattere. Quello aspettiamo che ce lo ripeschino col bollino per ‘I diversamente alti’ o ‘I diversamente magri’ cerco di tranquillizzarlo.
– Comunque non è poi una notizia così orribile – è la volta di mio marito – Adesso: invece di essere tutti stizziti e focalizzarvi solo sui depennati, pensate invece a quanti film la scampano. Sarà la volta buona che riesco a far vedere a mia moglie uno di quei film… Quelli con due donne – ammicca intanto all’amico Alex – Sì, insomma avete capito, quelli con due donne che si bastano da sole. Poi alza timidamente il bicchiere di rosso e inneggia a un brindisi.
Hai capito gli svedesi? Prima mi affondano Di Caprio come fosse il Titanic, e poi mi salvano l’amore saffico.
– Ma se piuttosto non inventassero un bel bollino blu?? – Interviene Alex – Questi i criteri. Punto uno: si presenta una situazione di rischio o di estremo pericolo. Punto due: una donna si sacrifica per un uomo, non solo a parole. Punto tre: possibilmente l’uomo salvato non è suo figlio. Insomma, un po’ di eroismo a favore di questo bistrattato sesso ‘forte’. Tanto ci uscireste bene in ogni caso, voi donne.
Ce l’ho io una proposta.
– Ve lo dico io un modo per salvare un bel po’ di pellicole. Dopo il rosa e l’azzurro, già che ci siamo, proponiamo un bel bollino arcobaleno. Quello per i film omofobicamente corretti. Guardate che dovrebbero rispondere a regole semplicissime. Bastano: un attore uno e un attore due, di sesso qualsivoglia. È poi sufficiente che non parlino solo di famiglia. Mica difficile. Che dite, la maglia è abbastanza larga ora?

Ma perché non lasciano il cinema agli americani, e non continuano a fare quello che san fare meglio, questi benedetti svedesi? Potrebbero ad esempio concepire un bel bollino rosa sui mobili: un chiaro foglietto d’istruzioni che consenta di montare un armadio a sei ante anche a due donne che discorrono allegramente di dolci al cucchiaio.
E chissà che la prossima volta Alex non preferisca portare la moglie all’Ikea piuttosto che a vedere Wolverine.

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