Google+

Il test di medicina e la tiritera malmostosa del ricorso. Ma studiare, no?

settembre 5, 2012 Daniele Ciacci

È più meritoria l’iniziativa dei Pre-Post di Medicina e studenti (che ti aiutano a studiare per preparare l’esame) oppure quella dei tanti collettivi che ti aiutano (dopo l’esame) a fare ricorso?

Ieri si sono tenuti i fatidici test di ammissione di Medicina, che minacciano danni pari o superiori alla prova di preselezione del Tfa. Gli aspiranti camici bianchi si sono recati, passo ritmato e testa bassa, ai portoni dei principali atenei nazionali, in una scena che poteva assomigliare ai video dei Pink Floyd. Pensate, la Repubblica Milano ha persino celato, tra i candidati, un suo reporter, Luca De Vito, perché raccontasse la cronistoria di un esame dato per impossibile ben prima dell’apertura delle buste. E dice che si poteva copiare, che i commissari hanno «terrorizzato» la platea ma poi si sono tranquillizzati. Insomma ragazzi, complesso sì, ma ci si poteva dare una mano. La socializzazione sarà vista come atto compensativo per quei 7 candidati su 8 che saranno costretti a vertere su altri lidi: Biologia e Infermieristica i più quotati.

AUGURI DI BUON “RIPESCAGGIO”. Dopo la cultura del ricorso, ecco la cultura del fallimento. L’uscita più esemplificativa è vergata a capopagina del Corriere della Sera Milano, pag. 4: «Test di Medicina, 4 mila in corsa con la speranza del “ripescaggio”». Ogni ulteriore sottolineatura della differenza semantica tra “ripescaggio” e “passaggio” è inutile anche per i digiuni di cose linguistiche. All’articolo si accompagnano le lamentele dei candidati. Una domanda sulla fondazione del Muro di Berlino è stigmatizzata: troppo difficile. «Sapevamo quand’è caduto», si giustificano. Grazie.

LOGICA TROPPO LOGICA. Ciò che stupisce è la necessità da parte della stampa di aderire alla richiesta di queste facilitazioni. Se riguardo al Tfa l’iniziativa poteva starci – poiché molti quesiti dei test non erano pertinenti con i piani ministeriali di insegnamento –, in questa sede meno. È inutile lamentarsi che le domande di biologia sono troppo difficili, quelle di logica troppo logiche, quelle di cultura generale troppo generali. A fronte della necessità di dottori e dell’alto numero di partecipanti, c’è chi aspira ad eliminare i test di ammissione per Medicina. Fare come in Romania o in Spagna. Volantini del Cepu, all’entrata degli Atenei, risollevavano il morale: non passi in Italia? Vai in Romania, dove entrare è easy. Sarebbe più utile, invece, presentare realtà che si muovono per accompagnare i giovani lungo uno scoglio giustamente arduo da superare, ma non impossibile. Suvvia, sfoltiamo la bambagia. È più meritoria l’iniziativa dei Pre-Post di Medicina e studenti (che ti aiutano a studiare per preparare l’esame) oppure quella dei tanti collettivi che ti aiutano (dopo) a fare ricorso?

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

Commenti Facebook

L’Osservatore Romano

L'Osservatore Romano

Tempi Motori – a cura di Red Live

La nuova KTM Freeride E mette in difficoltà i detrattori dell’elettrico; nessun limite tecnico ma soprattutto una guida che soddisfa anche gli appassionati dell’estremo.

Declinazione sportiva della city car tedesca, è mossa da un 1.4 turbo benzina da 150 cv e 220 Nm di coppia. Scatta da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi. L’impianto frenante è fornito dalla divisione sportiva Opel OPC

La Casa britannica svela l’erede dell’ammiraglia sportiva del 1976. Mossa da un V12 5.9 da 600 cv, sarà destinata ai mercati del Medio Oriente. Non ha un prezzo: le infinite possibilità di personalizzazione rendono vano ogni tentativo di standardizzazione

Speciale Nuovo San Gerardo