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Il supertecnico Bondi al posto del tecnico Giarda. Un bello smacco (tecnicamente parlando)

maggio 2, 2012 Pietro Salvatori

Con questo articolo Pietro Salvatori, giornalista de L’Opinione e Notapolitica.it, inizia la sua collaborazione con tempi.it. Curerà il blog “Le belle statuine”. Dici “spending review” e dai l’impressione agli amici di aver fatto un cazzutissimo corso accelerato da giornalista economico. Parli di “tagli alla spesa” e gli stessi amici ti sorridono compiacenti, perché hai tirato […]

Con questo articolo Pietro Salvatori, giornalista de L’Opinione e Notapolitica.it, inizia la sua collaborazione con tempi.it. Curerà il blog “Le belle statuine”.

Dici “spending review” e dai l’impressione agli amici di aver fatto un cazzutissimo corso accelerato da giornalista economico. Parli di “tagli alla spesa” e gli stessi amici ti sorridono compiacenti, perché hai tirato fuori una formula che vince facile. Magari si chiedono in cuor loro se stai meditando di candidarti alle prossime amministrative con Beppe Grillo. In ogni caso, discettare di cose politiche utilizzando l’argomento del momento, ti dà quell’aria vissuta e stazzonata di chi è abituato a passare le proprie serate discettando di Wittgenstein nei pub del quartiere.
Una posa che possono assumere 59 milioni e spicci di italiani. Tutti tranne uno: Piero Giarda. È il ministro per i Rapporti con il Parlamento l’uomo incaricato da Mario Monti di procedere all’elaborazione di una proposta organica di tagli alla spesa pubblica. Una missione tanto ingrata quanto complicata, sulla quale il governo si gioca buona parte di una credibilità in costante e continua erosione. Fatto sta che Giarda da alcuni mesi si starebbe applicando sul tema. Ma, probabilmente, solo la sera nei pub intorno a Palazzo Chigi. E senza neppure avere un’esatta cognizione su chi sia esattamente il filosofo austriaco.

Non solo la mole di lavoro dei suoi uffici ancora non è arrivata a produrre una proposta. Ma per di più il tecnico dallo sguardo mite e dagli infelici padiglioni auricolari è stato commissariato. Un siluramento annunciato con le fanfare di una conferenza stampa durante la quale, di fronte agli occhi liquidi e impassibili del ministro, il premier ha comunicato che il super-manager Enrico Bondi avrà «il potere di definire, per voce di costo, il livello di spesa per acquisti di beni e servizi da parte delle amministrazioni pubbliche». Entro quindici giorni, Bondi dovrà presentare a Monti un programma dettagliato.

Un bello smacco per Giarda. Che, peraltro, aveva presieduto la Commissione tecnica per la spesa pubblica tra l’86 e il ’95. Anni durante i quali il costo della macchina dello stato è lievitato esponenzialmente.

Bizzarra scelta quella del presidente del Consiglio. Demiurgo – come ha osservato il governatore piemontese Roberto Cota – di un nuovo ruolo: quello dei tecnici dei tecnici.
Due le possibili motivazioni. O il ministro non ha il physique du role per trattare un tema spinoso come quello del dimagrimento della spesa pubblica con i partiti, e non è riuscito a produrre un testo condiviso. Oppure, più banalmente, Giarda e il suo entourage non ne sono stati tecnicamente capaci.

Due scenari ugualmente preoccupanti. In barba al mantra “Fate presto!” che aveva spinto l’operato dei tecnici nei primi mesi. Oggi buono al massimo per quattro chiacchiere al pub.

 

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3 Commenti

  1. Andrea Sosio scrive:

    Ho avuto in passato la sventurata idea di seguire il corso di scienza delle finanze tenuto dall’esimio prof. Giarda. Errore fatale: spocchia e incapacità di spiegare.
    Vedendolo fra i ministri mi sono detto: magari come politico è migliore che come insegnante.
    Altro errore.

  2. BIASINI GIOVANNI scrive:

    Sollecitato dal governo ho mandato i miei suggerimenti:
    Mia lettera al governo: oggetto: cose più urgenti da tagliare.
    “La prima è più urgente cosa da tagliare è la puzza sotto al naso. Non costa nulla. Ma il premier molto british, i tecnici ed i super tecnici (a quando quelli galattici?) sono il Sordi di: “io sono io, voi non siete un c..” Si da il caso che noi, che siamo un c., paghiamo voi che ci considerate tali. Volete mostrarvi credibili? Ecco:
    -Visto che il nutrito stuolo degli onorevoli (statali, regionali e provinciali) ripete papagallescamente nelle aule, con costosissime registrazioni, quanto deciso nelle segreterie, tagliateli del 50% (a zero, quelli provinciali).
    -Possibile che i 3.500.000/4.000.000 di dipendenti pubblici (quanti sono?mah!) servano tutti?Qualora anche servissero (ma va la!), non ce li possiamo permettere. A quando un serio piano, magari decennale, che ci dica quanti davvero ne occorrono e quando si raggiungerà il numero prefissato? Volete fare come il Brunetta che si vantava di averli mandati a scaldare le sedie?
    -Che ce ne facciamo di Enti di studio, comunità montane, consorzi, aziende pubbliche di improbabile produttività? Quanti sono e cosa costano?
    -Che ce ne facciamo di caseme, fabbricati dismessi, aree improduttive, ecc. ecc.?
    -Perchè la sanità in particolare e in genere la p.a. pullula di “imprenditori” che non producono nulla e vendono di tutto? Perchè non si va dai produttori direttamente?
    Evitate l’ultima presa in giro, che fa il paio con la puzza sotto al naso, anche se sembra molto democratica: chi legge le centinaia di migliaia di mail che riceverete? Con immutabile, bassissima stima|

  3. alessandro scrive:

    ideona ! usciamo dall’ euro , per la quale adozione gl’italiani non sono stati minimamente consultati cosi’ come per il trattato di Lisbona ( la costituzione europea ) ; reintroduciamo la vecchia cara liretta addebitando i danni patiti e patiendi a chi ha preso le suddette decisioni senza mandato popolare ; soffriamo un paio d’anni per la necessaria inflazione derivante dalla caduta libera del cambio della ritrovata Liretta contro tutte le principali valute ; riprendiamo ad esportare i nostri beni , d’ottima qualita’ ovunque apprezzati , e soprattutto a re-impiegare le masse oggi disoccupate e disoccupande , tutte nella stessa barca di miseria , d’operai e piccoli imprenditori falliti o fallendi .
    I geni e fenomeni , dotti e sapienti diversamente colorati e colorandi per l’occasione ovviamente diranno stracciandosi le vesti : pazzia !
    Risposta : siamo sull’orlo del baratro se gia’ non stiamo precipitandovi e nessun genio della pentola o professore potra’ salvare l’ itaglietta malata senza interventi shock ; tanto vale quindi tornare alle lire , esportare prodotti di ottima qualita’ e design italici ad un prezzo competitivo , per la leva valutaria , addirittura con quelli ” sfornati” dalle potenze asiatiche che ” pagano ” poco i lavoratori e conseguentemente ASSUMERE ASSUMERE ASSUMERE in Italia .

    Saluti . Pace e bene . Ale

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