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Il Senato dice sì alla fiducia sul “processo lungo”: ecco cos’è

luglio 29, 2011 Redazione

Con 160 sì il Senato approva la fiducia sul cosiddetto “processo lungo”.
Il testo modifica alcuni articoli del codice di procedura penale su giudizio abbreviato e delitti punibili con l’ergastolo. Rinominato “processo lungo” perché prevede la possibilità per la difesa di presentare lunghe liste di testimoni

Il Senato approva la fiducia sul cosiddetto “processo lungo“. I sì sono stati 160, i no 139. Hanno votato contro Pd, Idv, Udc, Mpa, Api e Fli. A favore, Pdl, Lega e Coesione Nazionale. Il ddl adesso passa all’esame della Camera per l’approvazione definitiva.

Il testo modifica alcuni articoli del codice di procedura penale (articoli 190, 238 bis, 438, 442 e 495) in materia di giudizio abbreviato e di delitti punibili con la pena dell’ergastolo. La norma al centro della polemica politica è quella che ha fatto ribattezzare alle opposizioni il ddl “processo lungo”: prevede la possibilità per la difesa di presentare lunghe liste di testimoni e di non considerare più come prova definitiva in un processo la sentenza passata in giudicato di un altro procedimento. Anche se, quest’ultima norma, non vale ad esempio per i processi di mafia e terrorismo.

Per i condannati all’ergastolo per reati di strage e per sequestro di persona, qualora vi sia stata la morte del sequestrato, la legge prevede una stretta dei benefici di cui i condannati potranno usufruire solo dopo aver scontato 26 anni di carcere. Rimane poi la misura presente già nel testo approvato alla Camera che dà il nome alla legge sull’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo: in pratica per chi è condannato al carcere a vita non ci sarà più la possibilità, avvalendosi del giudizio abbreviato, di avere la sostituzione dell’ergastolo con la condanna a 30 anni di carcere. Le norme contenute nella legge si applicano ai processi in corso, tranne quelli già chiusi in primo grado. La legge, dopo il sì del Senato di domani, dovrà essere approvata alla Camera per il via libera definitivo. Ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

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4 Commenti

  1. mario riva scrive:

    Suvvia signori, abbiate l’onestà intellettuale di ammetterlo.
    Prima ci hanno provato col cosiddetto legittimo impedimento che consentiva all’attuale Premier di prendessi impegni in concomitanza con le udienze di Tribunale, in modo da non andarci mai, poi il processo breve che abbassando i tempi di prescrizione, avrebbe permesso a chi si sapeva colpevole di tirare un pò in lungo fino ad annullare il tutto, adesso, al contrario, il processo lungo per permettere al vostro caro leader di tirare ancora di più in lungo fino alla prescrizione.
    Non vi rendete conto che queste violenze perpetrate in nome del “Popolo sovrano” esasperano sempre più la gente onesta e pacifica che (la storia insegni!) prima o poi potrebbe stancarsi di essere pacifica?

  2. Carlo Martinelli scrive:

    Suvvia signori, prendetevi un ricostituente per la memoria.
    Prima, nel 2004, la Consulta della Corte Costituzionale disse che il ” lodo Schifani ” che sospendeva i processi alle più alte cariche dello Stato – per la durata del mandato – poteva assumere la forma di una legge ordinaria e che non era incostituzionale.
    Andava solo rivisto perché era generico, c’era troppo automatismo e per la durata eccessiva.
    Quindi il ministro Alfano preparò un nuovo lodo, che teneva così tanto in considerazione quelle osservazioni che Napolitano convintamente lo promulgò.
    Allora nel 2009 la Consulta disse il contrario di quel che aveva detto prima: che il ” lodo Alfano ” veniva bocciato perché avrebbe dovuto assumere la forma di una legge costituzionale e che comunque era incostituzionale.
    Anch’io potrei stancarmi di essere onesto e pacifico con chi mi prende per il … collo !

  3. mario riva scrive:

    Suvvia Signor Martinelli, non mi dica che non ha sgamato il “cui prodest” di tutte quelle manfrine. Non mi dica che non si è accorto che nell’ ultimo ventennio l’Italia è diventato un Paese dove l’eventuale sospensione dei Processi non sarebbe più avvenuto secondo lo spirito dei Padri costituenti che, nel clima ancora infuocato del dopo guerra, volevano proteggere i rappresentanti eletti dal Popolo da indebite persecuzioni.
    Da anni c’è un Parlamento di nominati che non ritengono più di dover rispondere al Popolo ex sovrano e, qualora non fossero a sufficienza per blindare la maggioranza, sono facilmente integrabili con facili innesti grazie a modiche promozioni commerciali sui 300 mila euro.
    Il nuovo Ministro della Giustizia ha già dimostrato, a poche ore dalla nomina, perché è stato messo lì.
    Anche lui come quelli prima, per togliere tra una prescrizione e l’altra, i processi di torno all’attuale Premier.
    Vedrà che quando anche quelli che si ostinano a difendere queste porcherie si renderanno conto di essere stati usati, i più incacchiati saranno proprio loro, cioè i vostri.

  4. Carlo Martinelli scrive:

    Suvvia, signor Riva, non mi dica che non ha sgamato ” il cui prodest ” di tutte quelle manfrine della magistratura politica passata all’azione con la discesa di Berlusconi, perché sorprendentemente sconfisse ” la gioiosa macchina da guerra ” di Achille.
    O che non si ricorda del primigenio solenne avvertimento di Francesco Saverio – per chi si voleva dare alla politica – di guardarsi dagli ” scheletri nell’armadio “.
    E che quindi non rammenta nemmeno le conseguenti persistenti visite della Guardia di Finanza mandata alla Fininvest, perché ORA gli ” scheletri ” dovevano essere trovati e riesumati.
    Con risultati nulli.
    Ma: proprio vero che le indagini sono ” a discrezione ” dei Magistrati !
    Come nella mia precedente – citando lo scandaloso comportamento della Corte Costituzionale – Le espongo ancora dei fatti, non rancorose ” baggianate ” mediatiche per rinfocolare l’odio politico.
    Come Al Fatah, che contro Israele ci campa.

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