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Il ritorno dei “Desantnyky”: pochi, ma addestratissimi

giugno 23, 1999 Leoni Alberto

Cartolina da Pristina

L’occupazione dell’aeroporto di Pristina da parte dei paracadutisti russi non è una sorpresa per chi conosca la storia delle VDV, Vozdouchno Desantnyky Voysk (“truppe paracadutiste”), gli uomini con la famosa maglietta a righe biancazzurre. Nel 1968 occuparono l’aeroporto di Praga, mentre il 24 dicembre 1979 conquistarono l’aeroporto di Bagram, a nord di Kabul, spianando la strada all’invasione dell’Armata Rossa. La caratteristica principale di questi reparti, dunque, è sempre stata la flessibilità operativa e l’impiego del fattore sorpresa, rinunciando consapevolmente alla potenza di fuoco tipica dei loro colleghi americani. Lo sfascio del sistema militare ex sovietico sembra aver inciso parecchio sull’efficienza operativa dei mezzi e, in parte, anche sull’addestramento del personale di leva. L’addestramento individuale sembra però ancora elevato, in particolare per quanto riguarda il rouchopachni boi (il combattimento corpo a corpo) e la tradizionale prestanza fisica dei desant non sembra essere venuta meno. Si sono ugualmente conservate altre tradizioni, come l’addestramento a sparare col kalashnikov in fase di discesa col paracadute e l’impiego di un coltello multiuso che può essere utilizzato anche come baionetta, pinza tagliafili e pistola sparante proiettili calibro 7.62 a 25 metri di distanza. Se in Cecenia il contributo dei parà è naufragato nel grande fallimento dell’ex esercito sovietico, il loro impiego in Croazia come forza di interposizione dell’Onu è stato oggetto di violente polemiche per l’appoggio fornito ai serbi nella zona di Vukovar, tanto da giustificare la rimozione del loro ufficiale comandante. Si possono comprendere, in questo senso, le ritrosie dei comandi Nato ad affidare ai russi compiti di responsabilità nel Kosovo. In definitiva, di tutto il grande dispositivo sovietico sono rimaste efficienti due componenti: i desant, per conflitti a bassa intensità, e l’armamento nucleare, dato che un sommergibile situato nel Mare del Nord è riuscito a piazzare un missile balistico addirittura in un poligono di Vladivostok, a 10.000 km di distanza verso est; a 10.000 km a ovest ci sono gli Stati Uniti.

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