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«Il reato di depistaggio è una “bomba atomica”. Un regalo alle procure che potranno far arrestare chiunque intralcia il loro lavoro»

settembre 26, 2014 Matteo Rigamonti

Intervista a Francesco Paolo Sisto (Forza Italia): «Non ce n’era bisogno, è l’ennesimo potere discrezionale di cui godranno i giudici. E l’autoriciclaggio è l’anticamera del processo universale: tutti saremmo indagabili»

Cresce l’attesa per capire come si configurerà il nuovo reato di autoriciclaggio in queste ore all’esame della Camera insieme al nuovo falso in bilancio e al reato di depistaggio. Ma è presto per saperlo perché, come ha riferito la Stampa, il testo del ddl circolato martedì sera è già stato derubricato a «bozza non definitiva». Troppi i dubbi dell’aula e dei penalisti. Uno su tutti quello se includere i piccoli evasori o meno. Un’ipotesi assolutamente da scongiurare secondo il senatore azzurro e magistrato Giacomo Caliendo che, in un’intervista a tempi.it, ha messo in guardia: «È assurdo che i piccoli evasori rischino fino a dieci anni di carcere per l’autoriciclaggio». Posizione alla quale si aggiunge ora quella di Francesco Paolo Sisto, deputato di Forza Italia, presidente della Commissione affari Costituzionali alla Camera, che rincara la dose: «Così si rischia di andare incontro al “processo universale”, in cui qualunque cittadino comune, per qualsiasi tipo di contestazione fiscale, potrebbe incappare nelle grinfie dell’autoriciclaggio».

Onorevole Sisto, il presidente della Commissione nazionale antimafia, esponente storica del Pd, Rosy Bindi, ha dichiarato al Fatto quotidiano: «Aspettiamo il provvedimento, ma se le anticipazioni fossero confermate siamo molto preoccupati che venga esclusa l’evasione fiscale dalla normativa sull’autoriciclaggio. Ribadisco questo come componente del Partito democratico». Perché lei, invece, è convinto del contrario?
Il mio maggiore timore è proprio quello che l’autoriciclaggio possa coinvolgere indistintamente tutti i reati a base fiscale. Ciò comporterebbe, infatti, il rischio del “processo universale”, ovvero che chiunque incappi in un qualsiasi tipo di contestazione fiscale, possa automaticamente cadere nelle grinfie della norma sull’autoriciclaggio. Chiunque, ripeto, anche un qualsiasi cittadino comune; quando, in realtà, il reato di autoriciclaggio dovrebbe avere una connotazione esclusivamente criminale. Così facendo, presto o tardi, l’autoriciclaggio si estenderà a macchia d’olio e chiunque sarà indagabile.

L’altro nuovo reato, quello di depistaggio, è altrettanto pericoloso?
Con il reato di depistaggio si vuole fare un regalo alle procure, che finalmente potranno arrestare chiunque disturbi il loro lavoro. Si tratta di una sorta di delega in bianco, affidata alle procure e alla polizia giudiziaria, per evitare che nessun tipo di contributo possa in alcun modo indirizzare le indagini verso direzioni diverse da quelle intraprese in origine. Peccato, però, che la correttezza di un’indagine non può essere affidata esclusivamente agli stessi soggetti che la conducono. Oltretutto, di strumenti per evitare che i processi vengano inquinati, ce ne sono già abbastanza; basti pensare, per esempio, ai reati di falsa testimonianza, false dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria e favoreggiamento reale.

C’era, dunque, bisogno di aggiungere anche il depistaggio?
Questa norma era nata con un altro intento, più specifico, ovvero quello di evitare depistaggi nelle indagini in casi come la strage di Piazza Fontana, quella di Piazza Bologna o l’omicidio di Aldo Moro. Aveva, insomma, un intento di commemorazione storica per stigmatizzare alcuni specifici atteggiamenti di fronte a certi reati. Poi, però, il partito delle procure, che sempre abita il Parlamento, ha creato una piccola “bomba atomica” che non servirà certo a stabilire la verità processuale o ciò che è utile e conforme alle indagini. Ma è l’ennesimo potere discrezionale di cui godranno i giudici.

Si può mettere mano così pesantemente alla giustizia penale, senza pensare alle conseguenze?
Da penalista è una cosa che, francamente, non capisco come possa essere possibile. Vorrei, però, farvi notare un particolare che non dobbiamo farci sfuggire. Se queste cose sono finora passate è stato grazie ai voti del Pd. Ma, allora, è una contraddizione in termini stare a discutere della riforma della giustizia, ovvero di cose relativamente inutili come le ferie dei magistrati e la responsabilità civile, se poi passano senza opposizione norme come questa. Significa che, mentre, da un lato, si dice di voler ridimensionare il potere delle procure, dall’altro, le si potenzia indiscriminatamente a danno dei cittadini, ormai spogliati di qualsivoglia garanzia.

Quarantacinque giorni di ferie per un giudice sono troppi?
Per me potrebbero dargliene anche 120 di giorni di ferie in un anno ai giudici; a patto, però, che non passino reati come questi.

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