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Il progetto di Parisi per un centrodestra liberale e popolare

luglio 5, 2016 Redazione

In un’intervista spiega le sue idee su Milano, il referendum costituzionale e i capitali da portare in Italia dopo la Brexit. «Bisogna togliere i i lacciuoli messi da Pisapia»

parisi-milano-ansa

Il modello Milano con un centrodestra allargato e unito «è il miglior risultato ottenuto nelle grandi città. Credo sia la strada da perseguire», dice oggi Stefano Parisi in un’intervista al Corriere della Sera. Parisi non fissa solo i paletti e il perimetro dell’agibilità politica del centrodestra; innanzitutto ci tiene a precisare che occorre «avviare una riflessione profonda e qualificata da proporre agli italiani, un progetto liberale e popolare. Deve essere alternativo al centrosinistra e lo deve fare con una rigenerazione delle persone e un’attualizzazione della proposta di governo».
Per questo, anche la questione della leadership, dice, è secondaria. «Innanzitutto c’è un problema di contenuto. (…) Se serve il contributo dato in questi mesi e il consenso generato in città ben venga, ma non mi riguarda personalmente».

REFERENDUM. Parlando dei prossimi appuntamenti politici, Parisi dice la sua anche sul referendum costituzionale, raccontando un aneddoto significativo: «Non voglio ancora esprimermi perché l’errore di Renzi è stato quello di personalizzare il referendum come un voto pro o contro di lui: doveva essere la grande riforma di tutti, ma poi l’ha voluta fare da solo. Ritengo giusto che la si valuti sui contenuti. Poche sere fa ho incontrato 500 militanti di Milano. Ho chiesto: chi voterà no al referendum? La maggioranza ha alzato la mano. Chi voterà sì? L’hanno alzata in pochi. Chi conosce il contenuto della riforma? Hanno alzato la mano in sei».

PROFUGHI. Milano. In queste ore il tema più caldo riguarda i profughi e Beppe Sala l’ha invitato a visitare il campo base di Expo. «Ci vediamo giovedì. Ricordo però a Sala che quando in campagna elettorale gli proposi di aprire un tavolo per condividere un piano d’emergenza, Pisapia e il prefetto si dissero d’accordo, lui si rifiutò. Si è arrivati esattamente a ciò che si temeva: con i bivacchi in Stazione Centrale e il Comune senza un piano. Il richiamo di Sala alla mia collaborazione è veramente fuori luogo. Se mi avessero dato ascolto ora avremmo un piano condiviso. Sala ha avuto la maggioranza, governi Milano. Noi saremo costruttivi sulle proposte che condividiamo. Sull’uso dell’area Expo per i profughi siamo contrari».

POST BREXIT. La Brexit, dicono in molti, può costituire un vantaggio per il capoluogo lombardo se saprà attrarre capitali. Per questo il sindaco Sala ha proposto di portare a Milano l’Ema e l’Eba e per Parisi questo è positivo ma con un nota bene: «Sono stato il primo a dire che Brexit può diventare un’opportunità, ma non per portare a Milano due uffici della Ue. Non vogliamo attrarre burocrazia. Il problema è attrarre gli investitori e gli headquarter e battere Francoforte e Parigi. (…) Sala, prima di fare il roadshow a Londra dovrebbe stare a Milano e lavorare per togliere di mezzo tutti i lacciuoli messi da Pisapia. E avere finalmente un piano per l’area Expo: accoglienza di profughi o attrazione di investimenti?».

Foto Ansa

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6 Commenti

  1. Rolli Susanna says:

    In questo articolo non si fa menzione alla questione morale ,motivo per il quale -cito Fioroni- “abbiamo perso molti voti nel PD”. Non ci si dovrebbe proporre solo in termini di economia, non è esaustivo e nemmeno basilare per gli elettori cristiani; però, senz’altro, non ho capito bene…Mi chiarite, per favore?

    • Rolli Susanna says:

      Che si intende per centro-destra liberale? NCD potrebe essere considerato centro destra liberale?

      • Filippo81 says:

        Secondo me Susanna l’Italia e l’Europa hanno bisogno di un centrodestra popolare e basta senza altri aggettivi, di schieramenti liberali ce ne sono fin troppi , non ne servono altri ! Fi , Sc e Ncd da noi,i conservatori inglesi , la cdu e il fdp tedeschi, quelli di sarkò in francia,ecc….NO GRAZIE, e voltiamo pagina !

  2. francesco taddei says:

    questo centrodestra, difensore della spesa pubblica e degli ordini professionali a numero chiuso e senza concorrenza è figlio della dc. quindi culturalmente incapace di essere liberale. basta vedere le idee clientelari di toccafondi ammazza libertà.

    • Filippo81 says:

      La Dc aveva mille colpe e mille difetti ma (lo dico da non democristiano)era infinitamente più popolare e interclassista di quei partiti nati nella tanto osannata “seconda repubblica ” come il pds-ds-pd, forza italia,sc,ncd ,sel.ecc.Anche noi in Italia abbiamo avuto la nostra “primavera”, cioè quella grande fregatura che è stata mani pulite con tutte le sue conseguenze

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