Il prevedibile attacco a Formigoni, artefice della regione più tedesca d’Italia

Il peccato originale di Formigoni non è Berlusconi. È che ha fatto quel che ha fatto a partire dalla scuola di don Giussani. E questo è insopportabile a una élite che non tollera l’esistenza di laici, cristiani, uomini vivi estranei al magistero secolarista. Anticipiamo l'editoriale che apparirà sul prossimo numero di Tempi (04/2012), in edicola da giovedì.
25 Gen 2012

Siamo in un momento di crisi e, come suggerisce un bel quartino di Comunione e Liberazione, le crisi servono per cambiare. Soprattutto chi comanda. Ecco perché anche Roberto Formigoni è finito nel mirino. Leader di razza popolare, cominciò a fare politica attiva al Parlamento di Strasburgo, dove venne eletto a metà degli anni Ottanta, primo dei Dc, con oltre 450 mila preferenze (riattivare l’istituto della preferenza, please, qualunque sia la riforma elettorale che bolle in pentola). Distrutti per mano giudiziaria Dc e Psi, Formigoni è il politico ciellino che, dopo aver rifiutato di accomodarsi nell’Ulivo a egemonia post comunista e boiardi di Stato usciti “miracolati” dalle inchieste di Mani pulite, si unisce a quel tale che impedì un regimetto monopartitico e salvò le libertà italiane.

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Lo fece, però, rimanendo in Lombardia, regione che sotto i suoi 17 anni di amministrazione è diventata la parte più “tedesca” dell’Italia. Il peccato originale di Formigoni non è Berlusconi. È che ha fatto quel che ha fatto a partire dalla scuola di don Giussani. E questo è insopportabile a una élite che avverte come radicalmente estranea al proprio sussiego e magistero secolarista l’esistenza di laici, cristiani, uomini vivi, inassimilabili alla stessa élite. Naturale che si voglia buttarlo giù per “modernizzare”. E, soprattutto, per occupare i posti che verrebbero liberati. I partiti di opposizione e i centri di potere contrapposti esistono per questo.

Oggi poi l’opportunità è grandiosa. Il moralismo divampa e l’individuazione del colpevole “che non sono io” è l’arma più facile per chi altrimenti non sa come affrontare ed eludere i problemi. Sono riusciti a buttare giù Berlusconi. Capiscono che possono fare lo stesso con Formigoni e gli stanno addosso. Il posto previsto per gli altri della stessa scuola? L’oratorio. 


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I commenti dei lettori

ALDILA' DEGLI ERRORI FATTI, FORMIGONI HA GOVERNATO MEGLIO DI TANTI ALTRI GOVERNATORI REGIONALI.IL GROSSO PROBLEMA DI OGGI E' CHE I POLITICI A LIVELLO LOCALE, NAZIONALE ED EUROPEO HANNO POCHISSIMO MARGINE DI AUTONOMIA, ABBIAMO CAPITO TUTTI CHE LE DECISIONI CHE CONTANO VENGONO PRESE PURTROPPO NEI SALOTTI BUONI, QUINDI NON CHIEDIAMO A FORMIGONI MIRACOLI.

Di paolo delfini
Del
26/01/2012

PS:FORMIGONI NON PRENDE VOTI SOLO DAI CIELLINI O DAI CATTOLICI DOC MA TROVA CONSENSO IN TANTI AMBITI

Di paolo delfini
Del
26/01/2012

Non ho nulla che mi renda prevenuto nei confronti di Formigoni, ma non credo che l'OLIGARCA Roberto renda un buon servigio alla democrazia. Il sistema democratico è fatto di alternanza e, quandanche amministrati benissimo dal Formigoni, temo che l'etica democratica subisca il suo vulnus di una reiterazione del potere nelle mani dello stesso soggetto, ad libitum: non può essere questa la democrazia. Forse l'aristocrazia concepisce un Lorenzo il Magnifico, ma Lorenzo era un principe sostenuto dai suoi armigeri (eppure, i Pazzi, tentarono il colpaccio - cruento - ), oggi è la democrazia che governa il mondo, ed anche negli USA, l'imperatore, dura in carica 4+4 e non replica. Risparmio tutta la tiritera dell'ovvio. Celestino Ferraro

Di lectiones
Del
26/01/2012

l'unica cosa prevedibile è che Formigoni ha annunciato la sua non ricandidatura dopo che una serie di suoi stretti collaboratori sono finiti sotto inchiesta per tangenti, si sono costituiti o hanno già patteggiato per vari reati commessi.

Di Marco Dusatti
Del
26/01/2012

Non voto PDL e non sono berlusconiano, ma Formigoni ha governato bene e se abitassi in Lombardia lo avrei votato a occhi chiusi a prescindere dallo schieramento di appartenenza.Sono asolutamente d'accordo con Luigi Amicone,nei suoi confronti c'e sempre un'accanimento ideologico, sta di fatto che nonostante cio' ha sempre preso una valanga di voti.Avrebbe vinto anche se avesse concorso con il partito delle giovani marmotte!Lui e i suoi sostenitori non si faranno ghettizzare negli oratori dai "modernizzatori".

Di de carolis filippo
Del
25/01/2012